giovedì, 28 Maggio 2026

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L’amico ritrovato di Fred Uhlman

Un buongiorno a tutti voi cari lettori, come state?Che state leggendo di bello?Io principalmente sto leggendo “Madre del riso” di cui prossimamente vi parlerò e che vi anticipo è veramente bello.

Poi da quando ho il lettore ebook mi sbizzarrisco leggendo di tutto e di più!

Ma oggi parliamo di un libro diverso, un “capolavoro minore” così viene definito nella prefazione, non per la sua brevità s’intende ma perché appare un piccolo libro senza importanza, quasi non si nota eppure fa riflettere molto.

Si tratta di un libro che solitamente si fa leggere ai ragazzi a scuola.

L’amico ritrovato: il libro

La prima volta che l’ho avuto fra le mani è stato quando frequentavo le scuole medie e ce lo diedero come compito, dovevamo leggerne un’ora al giorno in classe (misura preventiva per essere sicuri che effettivamente lo leggessimo) premura sprecata perché io la notte stessa l’avevo già finito. Lo divorai letteralmente. Ma la mattina che ne aprii le pagine per la prima volta era veramente una mattina come quella descritta dal protagonista: cupa, uggiosa, fredda, con file di banchi davanti a lui ad ognuno il quale sedeva un ragazzo che come al pari di lui si annoiava e non vedeva l’ora che finisse la tortura. Il professore guarda la classe con un’aria vagamente rassegnata, il ritratto esatto della scena che stavo vedendo. Ho cominciato a leggerne le prime righe e controvoglia poi l’ho riposto riprendendolo il pomeriggio per terminarlo a notte fonda.

La storia di per sé è relativamente semplice, corre il 1933 ed in un vecchio liceo della Germania Hans Schwarz, figlio di un dottore ebreo sta seguendo la lezione come in un giorno qualsiasi quando entra in classe un nuovo studente, non uno qualsiasi: Hohenfels Konradin, l’illustre rampollo di una famosa e nobile famiglia.

Ma non è ciò ad attirare Hans, contrariamente agli altri, bensì il suo modo di fare, quel non si sa che lo distingue dalla massa. Konradin è raffinato, educato, sembra avere interessi simili ai suoi.

E Hans decide che lui diverrà suo amico. Il personaggio di Hans ha un’idea molto romantica dell’amicizia, infarcita di ideali ed è un ragazzo che sembra molto maturo per la sua età ma alla fine neanche tanto.

Konradin sembra gradire la sua amicizia ed è decisamente molto più adulto di Hans. I due ragazzi cominciano a conoscersi, a frequentarsi, scoprono di avere molte cose in comune ed Hans fa qualcosa che non aveva mai fatto, porta l’amico a casa, non proprio però con l’intenzione di presentarlo ai suoi. Tuttavia accade e suo padre, il mito di Hans, si ridicolizza davanti al giovane conte sottolineando la differenza di rango fra loro.

In ogni caso la loro amicizia va avanti fanno delle bellissime gite insieme nella foresta nera, recitano poesie, spettegolano di ragazze, discutono di religione, ma in tutto ciò c’è un neo…i giorni passano e Konradin non sembra intenzionato a portare a casa l’amico per presentargli i suoi o in ogni caso per mostrargli la casa. Succede invece però che Konradin lo invita a casa inaspettatamente ma solo quando i suoi genitori non sono presenti.

Hans non riesce a spiegarselo ma in lui comincia ad insinuarsi un dubbio.

Una sera Hans va a teatro e nel foyer incontra la famiglia Hoenfels con il suo giovane amico che saluta tutti tranne lui, fingendo di non riconoscerlo.

Hans è al limite mette alle strette l’amico e questo gli confessa il suo segreto…

L’amico ritrovato: Chi è Fred Uhlman?

Un romanzo talmente delicato e profondo che non sembra una lettura per ragazzi. Se vole comprendere il vero significato del valore dell’amicizia, non lasciatevelo sfuggire. E’ inoltre molto scorrevole e gradevole perciò vi richiede poche ore.


Chi è Fred Uhlman?

(Stoccarda 1901 – Londra 1985).

E’ stato uno scrittore di professione, ed era anche pittore ed avvocato. Si stabilì a Londra quando vennero emesse le leggi antisemite contro gli ebrei.

A settant’anni pubblicò “L’amico ritrovato (1971) ”, primo romanzo di una “trilogia del ritorno”, cui seguirono “Niente resurrezioni per favore” e “Un’anima non vile”, entrambi pubblicati nel 1979. L’esperienza della guerra e l’impegno personale dello scrittore nell’aiutare gli ebrei espatriati ispirano la vicenda del primo e più celebre romanzo, che ruota attorno all’amicizia fra un ragazzo ebreo e un ragazzo tedesco narrando la loro crescita spirituale.

Leggere ebook: Pet Sematary di Stephen King

Leggere ebook: Pet Sematary di Stephen King, lettura ideale per prepararsi all’atmosfera di Halloween.

“C’era una tremenda brinata, la sera di Ognissanti. Louis ed Ellie comi-ciarono dalla casa dei Crandall. Ellie emise la sua risata da strega, finse di cavalcare la sua scopa per tutta la cucina di Norma e venne puntualmente definita: «La più bella streghina che abbia mai visto… vero, Jud?»”

Inizio col dirvi che è un libro che ho molto apprezzato, che ho letto in una giornata fredda e piovosa di un Halloween di tanti anni fa. Non posso dirvi esattamente in cosa consiste il fascino di questo libro, non almeno senza svelarvi tutta la trama cosa che mi guardo bene dal fare, è una storia triste ed allo stesso tempo per questo terribile perché perché parla di amore, di desideri e di confini che ci riguardano da vicino e che nessuno di noi, neppure essendo tentati, dovrebbe valicare. Ed è esattamente quello che fa il protagonista…

Leggere ebook: Pet sematary, la linea di confine

Il protagonista dunque è Louis Creed un dottore che viene mandato ad insegnare nel Maine precisamente nel piccolo paese di Ludlow insieme a sua moglie Rachel ed i due giovani figli, Ellie e Gage con il gatto Church.

Non sono neppure arrivati che il dottore e la moglie si trovano alle prese con punture di vespe, ginocchi sbucciati ed incidenti (non aiuta certamente la superstrada affianco casa trafficata da tir), per fortuna li aiutano i gentili vicini di casa: Jud Crandall e sua moglie.

Come se non bastasse nelle prime settimane di cattedra muore uno studente: Victor Pascow.

Quella notte Louis sogna che Pascow lo porti nel cimitero degli animali su un sentiero dietro casa e gli raccomandi di non andare mai oltre. Louis è a conoscenza del Pet Sematary poiché vi è stato con Jud e ciò ha scatenato un litigio con la moglie Rachel che non vuole assolutamente saperne di morte e cimiteri (scoprirete perché leggendolo).

La notte di Halloween la moglie di Jud ha un attacco cardiaco ma si rimette grazie alle conoscenze di Luois. Jud vuole sdebitarsi e l’occasione si presenta il giorno in cui il gatto di Ellie, Church, muore mentre questa è fuori con la madre. Louis non vorrebbe dare la brutta notizia ad Ellie specie sapendo le reazioni di Rachel quindi interviene Jud che però non lo conduce nel cimitero degli animali ma oltre, in un luogo antico, misterioso, base di molte leggende cittadine…

Trattasi di un cimitero indiano: il Micmac.

“«I micmac appiattirono la cima della collina, qui», spiegò Jud. «Nessuno sa come, proprio come nessuno sa in che modo i maya costruissero le loro piramidi. E gli stessi micmac l’hanno dimenticato.»

«Perché? Perché l’hanno fatto?»

«Questo era il loro luogo di sepoltura», spiegò Jud. «Ti ho portato quassù perché tu potessi seppellire qui il gatto di Ellie. I micmac non facevano distinzione, sai. Seppellivano gli animali insieme con i padroni.»”

Louis rimarrà molto sconvolto dagli eventi che si susseguiranno dopo la sepoltura del gatto ma questo non è nulla in confronto all’incidente che da lì a poco si verificherà e che gli farà il cuore a pezzi e lo porterà a considerare una scelta tutt’altro che naturale…

Jud cerca di dissuaderlo raccontandogli alcuni fatti sconvolgenti avvenuti tempo addietro in merito a decisioni come quelle…

Ma Louis non lo ascolta e fa esattamente ciò da cui Pascow lo aveva messo in guardia: va oltre, valica il confine.

Pet Sematary, leggere ebook per Halloween

Et voilà eccovi servita la storia dell’orrore.

Volete sapere una curiosità? King si è ispirato ad una leggenda popolare (The Monkey’s Paw di W.W. Jacobs ) per scrivere questo romanzo.

Sì ci hanno fatto un film, sì l’ho visto, sì è penoso. Purtroppo la storia è stata sminuita e mal raccontata. Questo libro parla dell’amore e della morte, del dolore della perdita e di paure remote, di incubi che ogni tanto tutti facciamo.

Sogni d’oro.

IT 2: secondo ed ultimo capitolo, il ritorno di Pennywise

IT 2 è uscito in sala, ultimo capitolo delle avventure di una banda di ex ragazzini a Derry.

Ammetto che purtroppo non ho accolto favorevolmente il primo film, l’ho trovato deludente perciò non è che fremessi nell’attesa del secondo.

Parliamo un po’ della trama per chi non avesse idea di cosa si tratta.

IT 2: secondo ed ultimo capitolo, il ritorno di Pennywise

Derry, 2016.

Alcuni omicidi violenti si verificano all’improvviso. Mike Hanlon, il bibliotecario inizia a seguirli con interesse. Sa bene che sono passati 27 anni.

Decide di chiamare i suoi vecchi amici per cenare fuori e rivedersi tutti insieme. Arrivano tutti, meno uno.

Ognuno di loro è cresciuto, è cambiato ed ognuno di essi ha dimenticato. Mike decide che devono ricordare ed inizia a parlare degli incidenti a Derry.

Piano piano arrivano i ricordi per tutti loro, la banda dei perdenti, e con essi ritorna Pennywise, il clown.

Sono tutti recenti all’idea di mantere la promessa che si fecero da bambini: tornare per Pennywise, per sconfiggerlo qualora i fosse risvegliato.

Scoprono che cosa è successo a Stan, quello che non si è presentato, e decidono che arrivato il momento di farla finita con IT.

Mike ha un asso nella manica: il rito di Chüd. Ognuno di loro sarà impegnato con la propria battaglia personale contro il perfido clown.

IT 2: annuncio di una sconfitta? I perdenti contro Pennywise

Devo dire che ciò che mi ha colpito da subito è il fatto che in questo film, i perdenti sono molto più coesi che non nel primo. Nel primo capitolo è mancata molto la coesione che invece generalmente si sviluppa in tutte le bande di ragazzini di cui parla King nei suoi libri.

Il nuovo Pennywise continua a non andarmi giù, sarà anche spaventoso ma non lo è abbastanza, latente nel primo film e in questo una sorta di contorno mostruoso di cui non si capisce neppure bene il senso.

Molte figure di IT sono state estromesse rafforzando così l’idea che IT sia solo un clown, un babau dentro l’armadio.

Anche no. E poi manca la tartaruga, al suo posto è stato inventato di sana pianta un popolo di nativi.

Si per certi versi è fedele al libro ma in certi aspetti decisamente no, fuori strada.

Curioità: King appare nel film, in un negozio dell’usato a Derry. Quindi significa che lui approva il film. Ed è infondo è questo che conta no? Avere l’approvazione del re.

Grazie a Dio non c’è una terza parte altrimenti sarebbe diventato una serie tipo Stranger Things da cui questo secondo capitolo trae a piene mani idee e immagini.

A voi è piaciuto?

Camilleri morto a 93 anni, addio al padre di Montalbano

Camilleri morto

Camilleri morto a 93 anni, addio al padre di Montalbano.

Andrea, lo scrittore, infine ci lascia.

“Se potessi, vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio cunto passare tra il pubblico con la coppola in mano” lo ricordiamo iniziando con questa frase.

Camilleri morto a 93, ci saluta un grande scrittore

Stamattina a Roma un grande scrittore siciliano ci ha lasciato: è Andrea Camilleri.

Sapevamo già che la sua salute era in gravi condizioni e che era praticamente inevitabile, o solo una questione di tempo.

Non ha mai smesso di scrivere, mai.

Stava preparando il debutto nelle Terme di Caracalla con lo spettacolo Autodifesa di Caino. Gli piaceva fare teatro, impersonare Tiresia, personaggio dell’Odissea.

Il suo esordio come uomo di spettacolo non è stato semplice: prima aiuto-regista di Orazio Costa, seguito ad un tormentato apprendistato all’Accademia d’arte drammatica a Roma, poi regista in proprio, funzionario Rai addetto alla prosa radiofonica e produttore in televisione di pièces teatrali.

Camilleri morto a 93 anni, addio al padre di Montalbano

Uscì in libreria con il suo primo libro nel ’94, La Forma dell’Acqua, primo romanzo della serie incentrata sulle indagini del commissario siciliano. Ne sono seguiti una trentina.

Il personaggio prende il nome da Manuel Vazquez Montalban, uno scrittore spagnolo, in teoria erano previsti solo due libri ma piacque talmente tanto che lui continuò a scriverne.

La storia si è evoluta man mano, basandosi anche sui fatti politici attuali.

Sono state molto discusse le sue idee verso il governo e in particolare verso Salvini.

Non ha mai avuto paura di invecchiare, non ha mai parlato di rimpianti anzi ricordava sempre la sua infanzia e la scoperta del talento del narratore.

Ci lascia in eredità bellissime storie ed ideali, il mondo della letteratura, e non solo, piange la sua scomparsa.