martedì, 14 Luglio 2026

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La prima app gratuita contro lo stalking

Tra le migliaia di applicazioni che vengono create ogni giorno, utili o meno, serie o divertenti, ce n’è una che è nata con un intento ben preciso. Quello di offrire un aiuto concreto, focalizzando l’attenzione su un tema ancora arginato, ma che ha un risvolto sociale molto preoccupante: lo stalking. L’app pensata per gli smartphone è stata realizzata da SOS Stalking – da cui prende anche il nome – l’associazione fondata dall’avvocato Lorenzo Puglisi.

“Con questa app siamo fermamente convinti di aver fatto un passo avanti nella lotta contro le violenze di genere. Siamo orgogliosi che l’Italia sia il primo Paese ad avere introdotto questa nuova forma di prevenzione e faremo il possibile per curarne futuri sviluppi e aggiornamenti” ha dichiarato il presidente dell’associazione.

L’app, scaricabile gratuitamente su Google Play per la piattaforma Android e su Apple Store per Apple, permette alla vittima di geolocalizzarsi per cercare in caso di minaccia o intimidazioni i centri anti-violenza più vicini, oltre a quelle delle forze dell’ordine. Essa offre inoltre la possibilità di accedere all’assistenza gratuita di professionisti, avvocati e psicologi, per qualsiasi tipo di supporto e consulto.

L’avvocato Lorenzo Puglisi è fermamente convinto della necessità di implementare questo tipo di strumenti, che rendono più semplice la tempestività dell’intervento, fondamentale nell’azione di aiuto e supporto alle vittime dello stalking. Secondi i dati di una ricerca condotta dall’Osservatorio Nazionale sullo Stalking, un italiano su cinque è vittima di molestie insistenti.

È un passo avanti contro l’ondata di violenza che solo nel 2013 ha ucciso ben 130 donne. I dati sono sconvolgenti ed evidenziano un aumento di circa il 15% rispetto all’anno precedente. La necessità di fermare in tempo le molestie e salvare quindi più vite possibili, sono le cause principali che hanno spinto l’associazione a muovere i primi passi nel processo di prevenzione del fenomeno.

Incontra l’uomo della sua vita in aereo: Twitter e American Airlines la aiutano a ritrovarlo

Si chiama Erica Domesek ed è un’imprenditrice newyorkese. Lo scorso 15 marzo ha vissuto la più bella – e moderna – delle storie d’amore: era a bordo di un aereo della American Airlines che la stava portando da Dallas a Calgary, in Canada. Incontra “l’uomo della sua vita, il suo futuro marito” come dichiara direttamente la Domesek, dimenticando però, una volta atterrati, di annotare il suo cognome. Niente paura, internet c’è, e può – per davvero – risolvere le cose. La donna si è infatti rivolta alla compagnia aerea, attraverso Twitter alla ricerca dell’uomo conosciuto a bordo.

L’account ufficiale della American Airlines è stata la sua salvezza, svolgendo il ruolo di “agenzia matrimoniale” o “sito d’incontri”. “Cara AmericanAir, sono appena scesa dal volo con il mio futuro marito, ma non conosco il suo nome completo”, aveva scritto Erica nel suo primo post sul social network. La compagnia aerea aveva risposto augurando alla ragazza buona fortuna, ma a causa della privacy nessun tipo di dato personale poteva esser divulgato, tantomeno su un social così popolare e virale come Twitter.

La discussione online è continuata per numerosi post e l’americana rispondeva parafrasando una battuta del film “Notting Hill“: “Sono solo una ragazza che sta di fronte al mondo e chiede a una compagnia aerea di aiutarla”. Subito sulla cresta dell’onda, il fenomeno “A.A.A. cercasi uomo” ha in breve tempo raccolto sostenitori ed eterni romantici. Anche l’American Airlines, contribuendo alla ricerca, ha postato e retwittato sulla propria bacheca i messaggi d’aiuto della ragazza, coinvolgendo nella love story circa 780.000 follower della compagnia. “Era seduto in prima classe e indossava un maglione blu. Il suo nome è Clauco, è nato a Torino e vive a Soho. È nato così l’hashtag #FindClauco.

Incontra per caso l'uomo della sua vita in aereo: Twitter e American Airlines la aiutano a ritrovarlo

Dopo tanti messaggi e numerose sollecitazioni, la compagnia aerea le ha messo a disposizione la propria piattaforma Twitter per cercare il suo uomo.

Alla fine la svolta: è stato un amico di Erica a far rincontrare i due giovani. “Si chiude così il libro su questa storia – ha scritto Erica nel suo ultimo tweet – l’universo ci ha uniti e lui è meraviglioso”.

Galeotto fu il cane

North West news

La maestra d’elementari Katia Beddo, 31 anni, di Darlington, è sempre stata un’amante degli animali: mentre, scettica, bazzicava su un sito di incontri, è incappata nella foto-profilo di un cucciolo di Labrador nero. “Chi l’ha inserita dev’essere di sicuro un burlone”, ha subito pensato. E ha deciso di contattare quello che sarebbe diventato suo marito.

Farmer Richard Craggs, 36 anni, iscritto invano a Match.com da mesi, proprio per scherzo aveva deciso di cambiare la sua immagine del profilo in quella del suo cagnolino George: quando Katie l’ha trovata, ne è rimasta così colpita da contattare Richard per fargli i complimenti per un cucciolo tanto adorabile. “Come fa il tuo cane a sapere che sei in cerca dell’amore?”, gli ha scritto. Da lì in poi, ci sono volute solo due settimane prima che fissassero il primo appuntamento: due mesi dopo, Richard si univa alla famiglia di lei per una vacanza in Spagna.
Cinque anni più tardi, i due si sono sposati, adesso vivono a casa di Kathy e hanno una bellissima bambina di tre mesi di nome Bethany.

Essenziale nel farli conoscere, il cane George ha avuto un ruolo di spicco anche durante il matrimonio: nel corso della cerimonia, tenutasi nel lussureggiante North-East village di High Worth nel Dicembre 2011, ha portato – stretto tra le fauci – un cuscino con le fedi lungo la navata. Attualmente, il cane di Richard continua ad aiutare lui e la sua famiglia nella loro fattoria di Yarm (North Yorks) ed ha anche lui una figlia: una bellissima cucciola di Labrador di due anni.

Quando si è sulla trentina, i tuoi amici hanno già per la maggior parte una relazione stabile” spiega Kathy “se non sono addirittura sposati con figli. In più, se si è insegnanti alle elementari non si ha a che fare che con donne e bambini. Incontrare uomini liberi alla mia età stava diventando sempre più difficile”. È stato per questo motivo che la madre e le amiche più strette le hanno suggerito di dare una chance ai siti di incontri. “Ero scettica -confessa- non pensavo fosse il genere di cosa mi si addicesse: ho accettato di fare un tentativo solo per dimostrare a mia madre che si sbagliava”. Eppure, a sbagliarsi era lei. “Cliccare sul buffo profilo di George è stata la miglior decisione mai presa nella mia vita!”, afferma entusiasta Kathy, che conclude rimarcando quanto sia meraviglioso che lei e Richard abbiano finito per incontrarsi per l’amore che entrambi nutrono per i cani. Insomma, tutto è bene quel che finisce col cane.

Stop al fumo anche nei luoghi aperti

In Italia, la legge antifumo del 16 gennaio 2003 n. 3, detta anche legge Sirchia, dal nome del suo promotore Girolamo Sirchia, entrata in vigore il 20 gennaio 2003, limitava la possibilità di fumare negli spazi pubblici e sui posti di lavoro.

Adesso, il Consiglio dei Ministri ha varato un disegno di legge, che entrerà in vigore il 15 aprile 2014, proposto dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che prevede il divieto di fumo nei luoghi aperti. Infatti, non si potrà più fumare liberamente nei luoghi all’aperto, come parchi pubblici, giardini, strade delle città, spiagge e stadi e in quelli parzialmente aperti come portici e gallerie commerciali. Gli unici luoghi che rimarranno indenni dal divieto saranno le residenze private e le sale fumatori.

Questa scelta è stata fatta seguendo l’articolo 32 della Costituzione, in cui la Repubblica deve tutelare la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività. Il divieto di fumare nei luoghi pubblici ha contribuito a ridurre le nascite premature e gli attacchi d’asma dei bambini. Questi dati incoraggianti hanno permesso di arrivare a questa legge, che magari per i fumatori sembrerà un pò eccessiva, ma in definitiva darà ottimi risultati contro l’inquinamento da fumo passivo e quindi dalle conseguenze di ciò.

Questa iniziativa persegue l’obiettivo di educare tutti, e soprattutto i giovani, ad un comportamento sano e corretto al fine di prevenire la precoce acquisizione del vizio del fumo e di facilitarne la perdita per coloro che già ne stanno sperimentando gli effetti negativi. Dal punto di vista epidemiologico risulta che l’età più a rischio per iniziare a fumare è proprio
quella del passaggio dalle scuola medie alle superiori.

Come da disposizioni delle leggi vigenti, i trasgressori dei divieti saranno soggetti
a sanzioni amministrative col pagamento di multe, dai 100 ai 2000 euro. I Sanzionatori o “vigili urbani delle sigarette” avranno una bella gatta da pelare, visto che saranno anch’essi sanzionati, nel caso non ottemperino nel modo corretto al compito assegnato.

Staremo a vedere.