domenica, 31 Maggio 2026

Food

Home Food Pagina 137
Proposte dal mondo del cibo: ristorazione, dieta, ricette e cucina

Obesità, campagna choc in America (VIDEO)

Una pubblicità choc, una denuncia a gran voce: “l’obesità uccide”.
Sotto accusa ancora una volta è la società americana in cui l’obesità risulta ancora essere la malattia più comune, non solo tra gli adulti ma anche e sopratutto tra i bambini.
Anche la first lady Michelle Obama ha portato avanti tante campagne contro il junk food che padroneggia sulla ‘tavola’ degli Americani molto più di frutta e verdura.

Il video choc inizia con un ragazzo, di soli 32 anni, che viene ricoverato d’urgenza in ospedale perchè colpito da un attacco di cuore. Il ragazzo è obeso. Lo è perchè da sempre, passa la sua vita ingurgitando cibo spazzatura, hamburgher, patatine fritte, bibite zuccherate, stando sul divano, a giocare ai video games, a fare zapping sul televisore.
Il video si conclude con un messaggio: “Your child future doesn’t have to look like this. There’s still time to reverse the unhealthy habits our kids take into adulthood. We’ll show you how.”
“Il futuro del vostro bambino non deve assomigliare a questo. C’è ancora tempo per evitare che i nostri bambini prendano abitudini malsane in età adulta. Vi mostreremo come.”

Lo spot fa parte di una campagna lanciata da Strong4life, movimento creato dal Children’s Healthcare di Atlanta, in Georgia, uno degli stati più obesi d’America dove il 75% dei genitori di figli con questo problema non riconosce la malattia.
La pubblicità invita sopratutto i genitori a prestare attenzione a quello che mangiano i propri figli.
Gli esperti fanno infatti notare che chi attraversa l’infanzia senza aumentare troppo di peso ha cinque volte meno possibilità di diventare obeso da adulto.

Il rapporto con il cibo diventa sempre più complicato, si passa da un estremo all’altro. Ragazze che precipitano nell’anoressia e nella bulimia nell’idilliaca speranza di assomigliare alle modelle sui giornali e in tv; dall’altro bambini, adolescenti e adulti che invece si buttano a capofitto in snack, dolciumi, fritti, e bibite gassate di dubbia provenienza e composizione.
Si è perso il vero ruolo del cibo, la funzione del mangiare, inteso come nutrirsi, farsi del bene. Urge una svolta. Una vera e propria educazione alimentare.

“Il corpo umano è un tempio e come tale va curato e rispettato, sempre” diceva Ippocrate, e se lo diceva lui, possiamo anche fidarci, non credete?

Dinner in the sky: a Londra si cena tra le nuvole

È prevista per il 21 settembre l’apertura del nuovo Dinner in the sky a Londra, ristorante dell’omonima catena d’origine belga che ospita i suoi clienti letteralmente en plein air: sedute a un grande tavolo sospeso in aria a 30 metri d’altezza grazie a una gru, le persone potranno godersi il panorama londinese da una prospettiva decisamente eccitante – a meno che non soffrano di vertigini, ovviamente.

Il tavolo per i commensali è circondato da seggiolini simili a quelli da montagne russe e al centro dispone di una piattaforma su cui è adagiato un forno. I tre camerieri e la chef, Anna Hansen, si prenderanno cura della propria clientela in imbracature di sicurezza su di una struttura del peso approssimativo di sette tonnellate il cui unico riparo dalle intemperie sarà un sottile tettuccio in plastica trasparente.

Il ristorante sospeso in aria, nato in Belgio all’incirca dieci anni fa, era apparso già in Gran Bretagna ma solo in occasione di particolari manifestazioni: questa è la prima volta che apre effettivamente al pubblico, che dovrà sborsare più di 310 euro per poter consumare una cena di appena un’ora, sebbene preparata da grandi talenti culinari come Atul Kochhar e Alyn Williams. E nonostante le svariate scomodità, pare proprio che sia già tutto prenotato.

È fatto, inoltre, divieto assoluto di indossare scarpe slacciate e alle donne incinte non è permesso di salire a bordo: ogni cena consumata sul Dinner in the sky, del resto, è coperta da un’assicurazione di responsabilità pubblica di oltre 12 milioni e mezzo di euro.

Situato nella zona est di Londra, il ristorante “volante” offrirà ai suoi clienti la visione impressionante del complesso dei Docklands, dell’O2 Arena, delle navi attraccate a Greenwich: eppure, mentre si sta seduti sospesi nel vuoto quanto sarà naturale potersi godere il pasto? Per quanto salmone affumicato al tè con salsa yuzu hollandaise potranno servirci siamo proprio sicuri che la digestione non ne avrà a risentire? Un’esperienza da provare di sicuro, ma solo per impavidi stomaci amanti delle altezze.

Food Film Festival, quando il cinema incontra il cibo

warsteiner.us

Il Parco Agricolo Sud di Milano è la sede – da settembre fino a fine novembre – del Food Film Festival. Con 7 appuntamenti in sala dedicati al grande pubblico, questa rassegna cinematografica ha uno scopo ben preciso: sensibilizzare e promuovere l’adozione di modelli di consumo più consapevoli e sostenibili.

Ma non solo: la kermesse offre inoltre a chi vi farà visita la possibilità di acquistare prodotti locali e che rispettano l’ambiente e le condizioni umane.

La programmazione prevede per ogni serata la degustazione di alimenti dolci e salati tipici della zona, nonchè la proiezione di film, documentari e cortometraggi sempre inerenti al tema ‘alimentazione’. E proprio in quest’ottica la rassegna fa grande riferimento all’Expo 2015, vero e proprio inno al cibo e al suo consumo.

Scoprire la provenienza dei prodotti che giungono quotidianamente sulla nostra tavola diventerà un’esperienza non solo culinaria ma anche visiva e sensoriale, coinvolgente. Grazie anche a tutta una serie di discorsi e dibattiti riguardanti questioni legate all’ambiente, alle energie alternative e al cibo dal punto di vista culturale, civile e politico.

E per conoscere ancora più da vicino quali siano le vere origini e la vera storia dei prodotti locali il Festival ospita tutta una serie di agricoltori e allevatori della zona, pronti a fornire indicazione sugli ingredienti e sulle modalità di preparazione delle loro prelibatezze.

Il successo della rassegna è assicurato. O almeno lo sperano fortemente le loro 4 direttrici artistiche: Neria Costa (associazione Namasté), Cristina (Banca del tempo), Raffaella (Associazione gruppo d’acquisto solidale la Buccinella) e Gemma (Comunità Nuova onlus).

Girovita-altezza: il metodo per scoprire quanto a lungo si vivrà

donnaweb.net

Per vivere bene e più a lungo bisognerebbe avere un girovita che misura la metà della propria altezza.

Lo dimostra la dottoressa Margaret Ashwell, docente presso la Cass Business School di Londra. Il gruppo di ricercatori guidato dalla Ashwell ha infatti scoperto come la chiave di una vita lunga e prospera risieda nel corretto rapporto che ci deve essere fra girovita e altezza: la prima deve misurare la metà della seconda.

La misurazione si è basata considerando la parte di vita che inizia dalla costola più bassa della gabbia toracica e facendo attenzione che i soggetti non respirassero durante il test.

Il risultato? Più la circonferenza del girovita si avvicina alla metà della propria altezza, più lunga sarà l’aspettativa di vita. E per chi invece avesse sforato di qualche centimetro? Le previsioni dei ricercatori per chi è ‘più in carne’ purtroppo non concedono sconti: avere la misura del girovita superiore alla metà dell’altezza porta a perdere mesi o addirittura anni di vita.

Ma perchè è così importante il girovita? La Ashwell ha individuato come proprio questa parte del corpo sia essenziale per mostrare la quantità di grasso del corpo centrale, quantità che è collegata a colesterolo alto, diabete e malattie cardiache.

Di qui la critica della dottoressa al metodo tradizionalmente usato per calcolare il peso forma di una persona: quello dell’IMC. Con il calcolo dell’indice di massa corporea vengono messi a confronto peso e altezza: risulta così che il 60% dei britannici viene posizionato nella categoria sovrappeso/obeso. Utilizzando il metodo girovita-altezza invece, questa percentuale sale al 69%.

Un incremento che secondo la Ashwell starebbe ad indicare la miglior precisione del suo metodo rispetto a quello che finora hanno utilizzato i governi inglesi, che dovrebbero quindi muoversi nella direzione di mettere davanti agli occhi dei cittadini la loro reale condizione di salute senza nascondersi dietro le ipocrisie di un metodo ormai superato.