mercoledì, 24 Giugno 2026

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Ricette pesce facili: polpettine di granchio e salsa tartara

Ricette pesce facili

Ricette pesce facili: cosa c’è di meglio delle saporite polpettine di granchio? Magari accompagnate da un’ottima salsetta.

Oggi ricettine facili facili, qualcosa di veloce ideale sia per pranzo che per cena.

L’idea delle polpette di granchio mi è venuta grazie ad un anime in cui la protagonista riceve un granchio surgelato a casa e decide di prepararle.

Non potevo non provarle!

Ricette pesce facili: polpettine di granchio

Ingredienti:

  • 2 confezioni di surimi
  • 10 fette di pan carrè
  • 1 uovo
  • porro qb
  • latte qb
  • pepe qb
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
  • olio per friggere
  • pane grattugiato

Procedimento

Per prima cosa facciamo scongelare il surimi in acqua calda.

Priviamo il pan carrè delle coste ed affettiamo in piccoli pezzi la mollica. Poniamola in un insalatiere capiente.

Affettiamo il surimi ed uniamolo al pan carrè. Aggiungiamo l’uovo, un pizzico di pepe ed il prezzemolo. Affettiamo un pezzetto di porro ed uniamolo agli altri ingredienti.

Versiamo poco latte ed andiamo a frullare con il minimpimer. Se il composto è troppo asciutto aggiungiamo latte.

Mettiamo la padella con l’olio sul fuoco.

Con le mani bagnate andiamo a formare tante piccole palline (grandi come noci, che rotoliamo nel pangrattato. Le friggiamo finché diventano ben dorate e le adagiamo su carta assorbente.

Ricette pesce facili: salsa tartara

Ingredienti:

  • un quarto di cipolla bianca
  • 4 cetriolini
  • 2 cucchiai di senape
  • 200 gr di maionese
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato

Procedimento

Versiamo gli ingredienti nel boccale del frullatore ed andiamo a frullare finché non otteniamo una salsa morbida.

E’ una salsina che si sposa molto bene con le mie polpettine di granchio. Se invece preferite qualcosa di meno complicato, accompagnatele con della semplice maionese o solo con la senape, a piacere vostro.

Che profumino! Sono pronte!

http://116.203.40.97/seppia-ricetta-saporita-con-troccoli-90681.html

Seppia: ricetta saporita con troccoli

seppia

Seppia: ricetta saporita con troccoli, un primo sfizioso che sorprenderà tutti.

Se amate i profumi del mare ed un buon piatto di pasta, questa è la ricetta che fa per voi. Di origine pugliese prevede troccoli con seppie ripiene.

Prima di parlare del piatto vero e proprio vediamo come procedere nella pulizia delle seppie.

Come pulire una seppia

Per prima cosa estrarre l’osso: spingere con le dita sulla testa fino a farlo uscire.

Staccare i tentacoli dalla testa ed estrarre la vescichetta gialla e quella nera, con l’inchiostro (se intendete utilizzarla in cucina attenti a non romperla).

Lavare la seppia ed asciugarla.

Con un taglio appena sopra gli occhi eliminarli insieme il becco.

Sollevare il lembo della parte alta della sacca e staccatela con delicatezza dalla carne.

Ricetta di troccoli e seppia ripiena

Ingredienti per 4 persone

  • 4 seppie
  • 1 spicchio aglio
  • 8 cucchiai olio di oliva
  • prezzemolo q.b.
  • sale q.b.
  • 1 cipolla
  • 400 grammi di troccoli
  • 40 grammi pane mollica
  • 20 pomodirini
  • pepe q.b.

Procedimento

Pulire le seppie come da descrizione. Sminuzzare i tentacoli con il prezzemolo e l’aglio la mollica sbriciolata, un cucchiaio di olio, sale e pepe. Mescolare bene e riempire le seppie.

In una padella capiente versare 4 cucchiai di olio, lavare i pomodorini e tagliarli a metà, quindi rosolarli a fiamma bassa con un pizzico sale. Unire le seppie e farle cuocere a fuoco basso con il coperchio (aggiungere due bicchieri d’acqua).

Porre una pentola d’acqua sul fornello, quando bolle salarla leggermente e farvi cuocere i troccoli.

Scolare i troccoli al dente e versarli in padella, far insaporire per cinque minuti a fiamma alta e terminare con un trito di prezzemolo.

Servire con del pane fresco ed un buon vino bianco.

Vi piace questa la ricetta?

Cucina naturale: storia, curiosità e ricetta della carbonara

Cucina naturale

Cucina naturale: mangiare sano e con gusto.

Introduciamo un tipico piatto italiano appartenente alla tradizione gastronomica romana: la carbonara.

Quante volte l’abbiamo mangiata?

Ma soprattutto, quante volte ci è capitato di disquisire su come si fa la carbonara?

A me è capitato qualche giorno fa: fra amici si discuteva su come si fa l’autentica carbonara, su quali ingredienti ci vadano dentro e quali no. Ebbene per saperlo, o per ricordarselo, occorre fare un viaggio indietro nel tempo.

Le origini della pasta alla carbonara nella cucina naturale

Attorno a questo piatto di pasta gravitano diverse ipotesi:

  • è un piatto di origine appenninica? Una tesi sostiene che fu inventato dai carbonari che lo preparavano ingredienti facili e di buona conservazione.
  • È di origine abruzzese? Potrebbe essere l’evoluzione del piatto detto cacio e ova che sempre i carbonai consumavano sul lavoro.
  • È di origine americana? Si vocifera anche di una influenza americana, poiché nel 1944 si parla di un piatto di pasta condito con pancetta o guanciale e la pancetta (bacon) fu introdotta dagli alleati. Gli americani, trovandosi in Italia, si sarebbero preparati da mangiare con ingredienti semplici e facili da trovare o che si erano portati dietro come uova, pancetta e spaghetti.
  • È di origine napoletana? Un’altra tesi vuole che il piatto abbia origine a Napoli: alla pasta era usanda aggiungere a fine cottura uova sbattute, cacio grattugiato e pepe.

Sicuramente il patto riconduce ai carbonai: il pepe era usato per conservare il guanciale che ha il lardo, molto più economico dell’olio. Ed ecco i due ingredienti principali della carbonara, facili da reperire e che si conservano bene.

Riguardo il termine, deriverebbe da “Carbonada” che in Abruzzo si riferisce alla pancetta salata e cotta sui carboni.

Cucina naturale: ricetta originale della pasta della carbonara

Ingredienti:

  • spaghetti
  • guanciale
  • uova
  • pecorino romano
  • sale
  • pepe

Procedimento
Tagliare il guanciale a quadrati. Farlo rosolare in padella finché non è ben arrostito.
Cuocere a pasta in acqua leggermente salata.
Sbattere le uova con la forchetta, aggiungervi una manciata di pecorino e un pochino di pepe nero.
Scolare la pasta al dente e versarla nella padella con il guanciale. Accendere e far rosolare cinque minuti.
Spegnere ed aggiungere le uova sbattute. Mescolare in modo che l’uovo si rapprenda un poco.

Cucina naturale: suggerimenti e varianti della pasta alla carbonara

Quale deve essere il risultato?
Una pasta compatta, morbida, cremosa e gustosa.

Il segreto sta nel non far rapprendere l’uovo in modo che diventi una frittata.

Attenzione al sale: pecorino e pepe danno gusto perciò non esagerate.

La pancetta va bene per sostituire il guanciale.

Le varianti della carbonara prevedono l’aggiunta di ingredienti fantasiosi per rivisitazioni di questo piatto classico.

Abbiamo quindi chi aggiunge i frutti di mare (carbonara di mare), oppure chi usa prosciutto e cipolle (che è una falsa carbonara).

Ancora c’è chi aggiunge la panna per dare più cremosità al piatto. Chi la preferisce vegetariana usa cipolle e zucchine, detta anche carbonara del contadino.

Qual è la vostra carbonara preferita? Siete propensi per l’originale o vi piacciono le varianti?

Abbinare cibo e vino: i migliori esempi per stupire gli ospiti

Abbinamento cibo vino

Il vino rappresenta sin dai secoli più antichi la bevanda più importante da portare a tavola, in grado di donare al pasto un tocco in più e di rallegrare gli animi. Esso ha spazio in tutte le religioni, da quelle politeiste a quelle monoteiste, come simbolo di prosperità e ricchezza. L’importanza data a tale bevanda ha fatto sì che le coltivazioni di uva per la produzione di vino crescessero nel tempo, specialmente sul territorio italiano che presenta il clima adatto a questo tipo di coltivazioni. In ogni regione d’Italia, infatti, è possibile trovare varietà di vini sia bianchi che rossi in grado di accontentare qualsiasi palato.

Aziende italiane molto famose nel mondo come Ferrari Trento hanno fatto del metodo classico per la produzione di vino il loro punto di forza, dando al pubblico un prodotto di qualità. Tuttavia, per vedere esaltate le qualità dei vini e gustare al meglio il cibo, essi devono essere abbinati nel modo corretto a ciò che si mangia. Che si tratti quindi di un aperitivo con salumi e formaggi, una cena a base di pesce o il momento del dessert, esiste un vino abbinabile ad ogni occasione e cibo: basta seguire poche regole per sorprendere i propri ospiti ed evitare gli errori comuni. Ecco qualche esempio di abbinamento di cibo e vino classico e meno classico.

Gli abbinamenti classici fra cibo e vino

Quando si deve scegliere il vino più indicato per un determinato alimento, esso si deve sposare bene con il cibo, ovvero si deve creare un connubio perfetto che dia ad entrambi la giusta esaltazione. Fra le regole di abbinamento di cibo e vino più classiche c’è quella di prediligere i vini rossi con la carne e i bianchi per pesce, mentre per i piatti come il salmone è indicato un vino rosato e per i dessert un vino dolce. Gli abbinamenti comuni riguardano anche le diverse regioni d’Italia, poiché ognuna ha le sue tradizioni culinarie alle quali accosta un vino in particolare.

Ad esempio, ad un piatto tipico romano come la carbonara si può abbinare un buon vino bianco proveniente dai Castelli, mentre per la tipica bistecca fiorentina si può stappare un rosso del Chianti. Infine una regola che si può seguire per non sbagliare negli accostamenti di vini ai piatti è quella di considerare il colore degli alimenti, per cui, ad esempio, il pesce ed il pollo saranno in sintonia con un vino bianco, mentre la carne rossa con un bel rosso.

Abbinamenti di cibo e vino particolari: idee per sorprendere gli ospiti

Oltre agli abbinamenti conosciuti, se ne possono creare altri più ricercati e meno noti, usati ad esempio nei ristoranti stellati o dai più bravi sommelier. Si tratta spesso di abbinamenti fatti per contrasto, ovvero cercando di accostare sapori differenti tra loro per ottenere un gusto particolare. Un classico accostamento per contrasto può essere quello del gorgonzola, che ha un sapore piuttosto piccante, con un passito che è invece un vino dolce. Oppure si possono scegliere vini frizzanti per gustare formaggi molli, dove il contrasto è creato dalle bollicine del vino. I Trento DOC possono essere utilizzati, fra le altre cose, anche come bevande da aperitivo: ad esempio accostando un millesimato ad una focaccia con mortadella e pistacchi di Bronte, oppure un brut per accompagnare un antipasto con prosciutto e mozzarella.

Ferrari Trento propone i propri vini anche in abbinamento a primi piatti, come ad esempio il Ferrari Perlé Nero con i bucatini alla carbonara, mentre la pizza napoletana può essere gustata con un frizzante Ferrari Rosé. Per quanto riguarda i dolci, invece, si può scegliere un buon Ferrari Demi- Sec in abbinamento al classico panettone di Milano. Per coloro che non sono esperti in materia di abbinamenti di vini con il cibo, il metodo migliore per non sbagliare nella scelta del vino è assaggiare in cucina l’accostamento prima di proporlo agli ospiti a tavola, provando se il gusto è gradevole al palato.

Gli errori da evitare nell’accostamento di vini al cibo

Sebbene gli abbinamenti comuni siano sempre utilizzati, per i moderni sommelier il concetto di dover abbinare il vino rosso alla carne ed il bianco al pesce è ormai superato, poiché non c’è più un abbinamento adatto ad ogni occasione ma tutto dipende dai propri gusti. Ci sono tuttavia delle regole da seguire per non sbagliare. Ad esempio nel caso del pesce, se si tratta di una portata molto elaborata come i calamari ripieni non bisogna scegliere un vino bianco ma rosso, mentre per un piatto più delicato va bene un bianco. Oppure quando si mangia qualcosa di piccante, il vino rosso non è indicato perché le spezie accentuano il grado di alcol del vino. Infine, quando bisogna scegliere il vino adatto ad un dolce, bisogna ricordare che il brut essendo aspro non è indicato, ma si accosta meglio un moscato dolce.