domenica, 2 Agosto 2026

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Proposte dal mondo del cibo: ristorazione, dieta, ricette e cucina

Novel food, prodotti alimentari insoliti

credits: www.federconsumatori-fvg.it

Grilli e formiche, ma anche alghe e cibi costruiti in laboratorio: il Parlamento Europeo ha approvato le nuove regole per l’introduzione e la vendita di alimenti non “usuali” destinati alle nostre tavole.
Il 28 ottobre 2015 il Parlamento Europeo ha dato il via libera ad un’insieme di leggi con lo scopo di svecchiare la regolamentazione dei cosiddetti novel food, una categoria alimentare sulla quale non si legiferava da quasi 20 anni. L’11 novembre è arrivato anche il parere positivo del Consiglio Ue e la normativa entrerà quindi in vigore.

Ma quali sono i cibi che possono rientrare nella categoria dei novel food?
Rientrano sotto questa dicitura tutti quei prodotti alimentari che, prima del 15 maggio 1997, la data di adozione del vecchio regolamento, non venivano consumati in modo significativo all’interno dell’Unione Europea; di conseguenza qualsiasi cibo, ma anche tecnica di produzione o trattamento o tecnologia in campo alimentare, come per esempio la pastorizzazione ad alta pressione dei succhi di frutta o ingredienti nanomateriali (additivi, aromi), che influisce su proprietà nutrizionali e che non era diffuso o conosciuto nel 1997 è da considerarsi novel food.

Nel catalogo “novel” ritroviamo, anche, tutti quei prodotti o ingredienti costituiti a partire da microrganismi, funghi e alghe, prodotti che non sono di consumo abituale anche se oggi trovano sempre più spazio sulle nostre tavole; mentre Ogm e carni clonate non rientrano nel novero dei novel food.

Uno degli alimenti che entrerà a far parte dell’elenco dei novel food è proprio quello più lontano dalla nostra concezione di buono e commestibile: gli insetti.
Gli studiosi sono d’accordo nell’affermare che, se da una parte nel 2050 la popolazione mondiale crescerà fino ad arrivare a 9 miliardi, dall’altra a questo aumento non corrisponderà uno sviluppo dell’agricoltura (che dovrebbe essere pari del 60%) tale da poter sfamare tutti, ma le criticità emergono soprattutto per quanto riguarda la produzione di proteine animali, visto il peso degli allevamenti – principalmente quelli bovini – sulle risorse energetiche e idriche. Per questo l’Unione Europea ha stanziato un finanziamento di 3 milioni di euro per ogni paese membro che incoraggi l’uso degli insetti in cucina.

credits: www.youtube.com
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La Commissione Europea sta valutando lo sviluppo di politiche in materia di nuovi prodotti alimentari e mangimi che introducano l’uso di insetti come alimenti o mangimi e ha chiesto il parere scientifico dell’Efsa (European Food Safety Authority – l’Autorità europea per la sicurezza alimentare), un ente composto da un panel internazionale di scienziati e ricercatori indipendenti, che si occupa di valutare e comunicare eventuali rischi legati all’alimentazione, mentre la Commissione ne gestisce l’approvazione e l’eventuale rischio che questa approvazione comporta.

L’Efsa ha affermato: “L’uso di insetti come fonte di alimenti e mangimi ha, potenzialmente, importanti benefici per l’ambiente, l’economia e la sicurezza della disponibilità alimentare. Si segnalano come specie di insetti con maggior potenziale d’uso come alimento o mangime nell’Unione europea mosche, larve della farina, grilli e bachi da seta”.

Il tema insetti cibo del futuro ha suscitato l’interesse internazionale al punto che la Fao ha elaborato un documento che riguarda gli insetti edibili, in cui l’agenzia ne incoraggia il consumo, sia per combattere la carenza di cibo nel mondo sia per farne il nuovo nutrimento del pianeta.

Il discorso però non si limita al solo aspetto umanitario e ambientale ma è oggetto di vere e proprie sperimentazioni condotte da un crescente numero di chef, tanto da farne un trend gastronomico che spazia dallo street food alla ristorazione gourmet. Un esempio importante può esserlo il giovane chef sardo Roberto Flore, conosciuto per il suo impegno come head chef al Nordic Food Lab dell’università di Copenaghen:”C’è un mondo di culture e tradizioni, ma soprattutto di gusto, che noi ancora non conosciamo”.

Europa: i piatti tipici dei Paesi (FOTO)

credits photo: lefarinemagiche.it

Viaggiare è il modo migliore per conoscere un Paese. Di certo non lo si conosce tramite racconti, fotografie o video, bisogna viverlo. Cosa rappresenta maggiormente un Paese, se non il cibo? Blog di Lifestyle ha stilato una lista, con i piatti tipici di ogni Paese, che non potrete non assaggiare durante i vostri viaggi in giro per l’Europa.

Spagna: la Paella

credits photo: healthrevolution.it
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Non c’è un altro piatto in grado di rappresentarla meglio. Gli ingredienti principali sono due: il riso e lo zafferano. Poi, in base all’aggiunta di altri ingredienti, si divide in vari tipi: la Valenciana (carne, verdure, fagioli, lumache e spezie); quella de Marisco (che sostituisce la carne con crostacei o molluschi); la Catalana (che unisce carne e pesce).
Abbinamento: Sangria, ovvio.

Grecia: la Moussaka

credits photo: espressonapoletano.it
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La Moussaka è un piatto tipico della cucina greca, molto somigliante alla nostra parmigiana di melanzane. Gli ingredienti principali sono: melanzane, carne macinata, patate e besciamella.
Abbinamenti: Ouzo.

Italia: la Pizza

credits photo: lefarinemagiche.it
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Chi è che al mondo non conosce sua maestà la pizza? Non ha bisogno di essere presentata. Acqua, olio d’oliva, sale e lievito, il resto vien da sè.
Abbinamenti: dalla classica Coca Cola alla birra, a lei si abbina bene tutto.

Inghilterra: Fish and Chips

credits photo: anitamilano.com
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È impossibile andare in Inghilterra e non provare il fish and chips: filetti di pesce (solitamente merluzzo, platessa o razza) fritti in una pastella di farina e birra, serviti con patatine fritte, crema di piselli e salsa tartara (una maionese con dragoncello e cetriolo).
Abbinamenti: una buona birra britannica.

Svezia: Kottbullar

credits photo: stromkult.com
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Le Kottbullar altro non sono che delle polpette svedesi, preparate con carne (vitello, maiale o manzo), patate, mollica di pane, uova, cipolla, spezie ed erbe varie. Servite accompagnate da una tipica salsa svedese, realizzata con panna e marmellata di lingon, un frutto di bosco locale simile al mirtillo.
Abbinamenti: grappa.

Belgio: Moules frites

credits photo: flaviogomes.grandepremio.uol.com.br
credits photo: flaviogomes.grandepremio.uol.com.br

Tipico del Belgio, è in realtà un piatto molto semplice: cozze bollite accompagnate da delle patatine fritte.
Abbinamenti: una popolare bevanda estiva belga, nata dall’unione di spumante e vino bianco in parti uguali.

Portogallo: Budino

credits photo: ricette.donnamoderna.com
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Il Portogallo è famoso per i suoi budini. Ne esistono molte varianti ma, i più conosciuti, sono: il budino Molotov preparato con gli albumi, l’Arroz doce, preparato col riso, e il budino di latte.
Abbinamenti: il famoso vino verde del Portogallo.

Francia: Macaron

credits photo: percake.it
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Belli e buoni, i Macaron sono dei dolci francesi con due basi di meringhe, ottenute da una miscela di albume d’uovo, un pizzico di sale, farina di mandorle e zucchero a velo. Comunemente farciti con crema ganache, marmellata o creme varie.
Abbinamenti: champagne, naturalmente.

Danimarca: Biscotti danesi

credits photo: blog.giallozafferano.it
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I biscotti danesi rappresentano una delle migliori cose venute fuori dalla Danimarca. Sono dei semplici biscotti al burro, di varie forme, ricoperti solitamente da una granella di zucchero.
Abbinamenti: Carlsberg.

Austria: Strudel di mele

credits photo: zingarate.com
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Lo strudel di mele è un gustoso dolce composto da una sottile sfoglia di pasta, realizzato con farina, burro, uova, zucchero e latte, farcita con mele, uvetta e pinoli.
Abbinamenti: una cioccolata calda in stile viennese, con tanta crema.

Irlanda: Torta Guinness al cioccolato

credits photo: ricette.giallozafferano.it
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La torta Guinness al cioccolato irlandese è una tradizionale torta con una farcia di formaggio fresco, e una base morbida realizzata con l’aggiunta di cioccolato e birra Guinness.
Abbinamenti: Guinness, ovviamente.

Ungheria: Somlòi galuska

credits photo: dpreview.com
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È una bomba calorica: tre strati di pan di spagna (semplice, al cacao e alle noci), crema vanigliata e sciroppo al rum.
Abbinamenti: Tokaj, famoso vino da dessert ungherese.

Come fare la scelta del vino al ristorante

credits: www.ilgiornaledelcibo.it

Quando si arriva al ristorante con gli amici, con la propria anima gemella, con la famiglia, si decide spesso di accompagnare i pasti con il vino; il problema arriva quando i camerieri ci elencano i vini che hanno o ci danno in mano la famosa carta dei vini.
Iniziamo a vedere o a sentire dei nomi, delle annate e altro e ci sembreranno, la maggior parte delle volte, elenchi di cui non capiamo nulla.
E allora come si fa in questi casi a fare la scelta del vino più giusta al ristorante?

Sembra difficile, complicato perché possibilmente non siamo esperti e non conosciamo i nomi, vogliamo solo bere del buon vino e perché no fare un corretto abbinamento con quello che mangeremo. Basta effettivamente seguire delle semplici regole che ci permetteranno di fare la scelta del vino migliore.

credits: www.mangiaguardagodi.it
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1. La scelta del vino rispetto al prezzo

Nella carta dei vini che ci sarà consegnata dal cameriere troveremo una lunga lista di vini, che vedrà cambiare non solo tanti nomi ma anche prezzi. Mai farsi abbindolare dai prezzi, non è detto che il vino che ha il prezzo più alto è più buono di quello che ha un prezzo medio/basso; occorre, quindi, stabilire un limite di prezzo e fare la scelta del vino in base a quanto si vuole spendere ma senza farsi problemi sul prezzo medio. Anzi i vini con i prezzi medi risultano essere i migliori e più azzeccati.

2. Accettare consigli dal cameriere o dal sommelier

La cosa migliore da fare è sempre quella di affidarsi ad un esperto di vini che può essere il cameriere o il sommelier.
Ciò che è importante è far loro capire, in modo preciso, quelle che sono le nostre esigenze: vino rosso o bianco; vino fruttato o meno; prezzo più o meno alto. Per evitare di dire a voce quanto si vuole effettivamente spendere, basta indicare sulla carta dei vini una bottiglia con il prezzo che più ci piace e dire al sommelier che si preferisce una bottiglia del genere; lui sicuramente capirà.

3. Abbinamento vino/cibo

Non è facile trovare il corretto abbinamento cibo/vino; ci sono dei cibi per esempio che potrebbero rovinare completamente il gusto del vino, se sono troppo piccanti, troppo dolci, troppo amari. Il segreto effettivamente sta sul non fissarsi troppo sull’abbinamento sennò si rischia di non ordinare il vino che preferiamo, meglio chiedere consiglio al cameriere sulle caratteristiche dei piatti per capirne meglio il gusto che avrà rispetto a quello del vino.

Nel momento in cui abbiamo fatto la migliore scelta del vino e questo ci viene servito, a meno che non ci troviamo odori e sapori sgradevoli che devono subito essere comunicati al cameriere, possiamo finalmente goderci il nostro vino senza alcuna fretta.

Gli 11 food trend nella ristorazione 2016

credits: millionaire.it

Nel 2016 sono 11 i food trend che sono stati individuati dalla consulting firm newyorkese Baum+Whiteman.
Baum+Whiteman ha condotto un’analisi previsionale riguardo le novità del food and beverage che avranno successo nel 2016; le tendenze scoperte secondo questo rapporto vanno dall’ingresso di nuovi player nel settore f&b, alle analisi di come si evolvono i gusti dei consumatori.
Scopriamo quindi quali sono gli 11 food trend statunitensi del 2016 confrontandoli con l’Italia.

1. Le nuove frontiere del Food Delivery

credits: www.digitaltrends.com
credits: www.digitaltrends.com

Google, Amazon, Uber, altri giganti digitali, così come un gran numero di start-up anche italiane, pur non producendo cibo si pongono come anello di connessione tra il consumatore pigro e i servizi di ristorazione a domicilio.
Nel 2016, quindi, il motore del cambiamento è rappresentato da questi grandi player che sono entrati nel mondo del food delivery, ponendosi come nuovo obiettivo quello di consegnare pasti e cibo fresco a casa, in ufficio e anche nelle camere d’albergo.

2. Menù sostenibili e salutari

Le grandi catene della ristorazione fast, dopo aver subito gli attacchi da parte dei consumatori per l’uso di additivi chimici, gli OGM e altri ingredienti poco salutari, hanno scelto di rendere i propri menù sempre più green; ormai la maggior parte degli chef stanno sempre più attenti all’uso di prodotti locali, biologici e di stagione. Per fortuna in Italia sono presenti numerose restrizioni legislative che riguardano l’uso di antibiotici, additivi e altre sostanze del genere, ma anche qui si cerca di rendere più salutari e sostenibili i menù dei ristoranti.

3. L’uso della pasta è in calo

Negli ultimi cinque anni il consumo di pasta si è ridotto molto su scala globale; anche in Italia si è avuto un calo del 25% sull’uso della tipica pasta. Oggi si cercano numerose alternative quali il riso, l’orzo, il farro.

4. Verdura come pasto principale

L’attenzione alla dieta, alla salute, la diffusione dei regimi alimentari vegetariani, vegani, hanno fatto in modo che la verdura non fosse più considerata come contorno del piatto ma spesso come pasto principale. In Italia la maggior parte dei ristoranti anche se non sono specializzati nell’alimentazione vegetariana o vegana, offrono nel menù almeno un paio di opzioni veg.

5. Poke: il nuovo sushi

credits: millionaire.it
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Dalle Hawaii arriva il nuovo sushi che si chiama Poke; si tratta di pesce crudo tagliato a cubetti su una base di riso condito con le alghe. Questo piatto spopola soprattutto a Los Angeles, lo stesso posto che, un po’ di tempo fa, ha reso il sushi una moda mondiale.

6. La cucina giudaica rivisitata

Guidata dagli chef statunitensi, la cucina giudaica sta vivendo un’evoluzione; gli chef riscoprono le loro radici dando vita ad una cucina kosher (cucina ebraica tipica) più moderna, ma che non cede alla tentazione fusion. Qualcosa di simile sta accadendo anche in Italia a Roma nel ghetto ebraico, dove accanto ai ristoranti più tradizionali ne vediamo alcuni che sperimentano, rielaborando la propria eredità.

7. Acai bowl

credits: www.timeout.com
credits: www.timeout.com

Acai è il frutto di una palma brasiliana, frullato insieme con latte, banane e ghiaccio, arricchita con topping al cioccolato, dà vita agli smoothies di acai che stanno spopolando negli States. Quest’anno il numero di ricerche di acai bowls su Google è raddoppiato.

8. Mania del pollo fritto

Il pollo fritto è il nuovo re della ristorazione fast e si consuma in tutte le sue forme più caloriche negli USA.

9. Mix di piccante

Sempre più di tendenza è la voglia di creare combinazioni di piccante. Per esempio: il piri-piri pepper, una miscela africana di peperoncino rosso, spezie ed erbe aromatiche; la schichimi-togarashi, anche detta sette-spezie giapponese, che contiene peperoncino rosso, nero, buccia di arancia, fiocchi di alghe.

10. La ristorazione nei negozi

Continuerà a crescere la tendenza di introdurre la ristorazione nei negozi, d’altronde convivialità e shopping si sposano benissimo; il colosso Ikea può esserne un esempio.

11. Il boom degli snack

Snack di tutti i tipi, dolci, salati, piccanti come gli snack etnici che ritroviamo anche in Italia con le patatine al gusto esotico di lime e pepe rosa, snack agli aromi composti e via dicendo. Spopolano al supermercato anche gli snack rispettosi dell’ambiente con costi più alti, ma il consumatore è disposto anche a pagare di più pur di sentirsi a posto con la coscienza.

Questi sono gli 11 food trend stimati per quanto riguarda i consumi statunitensi che, spesso rispecchiano le tendenze italiane in altri.
Aspettiamo allora la fine dell’anno per capire se veramente saranno questi i food trend che si rifaranno alle nuove abitudini dei consumatori di tutto il mondo.