lunedì, 6 Luglio 2026

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Unioni civili: la fontana di Trevi si tinge di arcobaleno (FOTO)

credits: http://www.repubblica.it

Ieri, 11 maggio 2016, è stata approvata, con 369 sì contro i 193 no, la legge sulle unioni civili tra le persone dello stesso sesso. La legge introduce delle importantissime novità, come l’obbligo reciproco di assistenza morale e materiale, quello di contribuire ai bisogni comuni, la reversibilità della pensione e l’uguaglianza di entrambi i coniugi per il diritto di eredità.

Per l’occasione, si è tenuta una grande festa in Piazza del Popolo, dove i cittadini, gli attivisti dell’arcigay e i notabili del PD hanno sventolato fieri, commossi e pieni di gioia la bandiera arcobaleno.
Madrina della festa è stata Maria Elena Boschi che ha mostrato, con gli occhi lucidi, la sua immensa contentezza ed ha ringraziato tutti coloro che l’hanno sostenuta ed aiutata in questi anni.
Durante la festa, una grande bandiera arcobaleno, simbolo della lotta delle associazioni omosessuali, è stata proiettata sulla fontana di Trevi, rendendo l’evento ancora più simbolico ed emozionante.

Presente anche l’aspirante sindaco di Roma, Roberto Giachetti, che ha dichiarato: “È uno straordinario risultato atteso da vent’anni. Questo è un po’ come altre riforme: in attesa che si faccia la migliore, non si fa niente. Io penso che sia molto meglio fare qualcosa, soprattutto quando interessa la carne delle persone“.

Anche Monica Cirinnà ha festeggiato in piazza: “Siamo usciti dal medioevo grazie all’impegno delle associazioni, del Pd e di tutti i laici in questo parlamento. Gli omofobi e i conservatori se ne faranno una ragione presto“.
Alla domanda: “La prossima battaglia?” ha risposto “Ce ne sono tante sui diritti civili e umani, sulle famiglie arcobaleno: tutto ciò che puo migliorare l’inclusione di famiglie che già esistono nella nostra società“.

Per quanto non sia ancora abbastanza, questa legge costituisce sicuramente un enorme passo avanti per l’Italia e si spera che col tempo si possano raggiungere molti altri importanti traguardi.

1 trilione di specie viventi che abitano sulla Terra

Credit: web

Vi siete mai chiesti quanti esseri viventi abitano sulla Terra? O quanti batteri e microbi abbiamo nel nostro corpo? I ricercatori dell’università di Indiana, Kenneth Locey e Jay Lennon hanno portato avanti una ricerca che ha come scopo proprio la stima delle specie che vivono sulla terra. In questa ricerca si sono presi in considerazione non soltanto animali, ma anche i batteri, funghi, piante e microbi. Insomma tutto ciò che è macro e micro.

Ovviamente, come hanno dichiarato i due ricercatori non è stato facile prendere in considerazione tutti i microrganismi – batteri e funghi microscopici che abitano su alberi e piante – ma, attraverso una legge di scala che prende in considerazione due variabili – variazioni delle dimensioni del corpo e numero di specie trovate per area geografica – si è arrivati a calcolare una stima compresa tra 100 miliardi e un trilione di specie viventi di microbi sulla Terra. Ma la cosa sensazionale è che nella ricerca sono stati presi in considerazione solamente 10.000 specie coltivate in laboratorio e non tutte quelle esistenti, e quindi si può soltanto immaginare quante altre specie di microrganismi esistano. Il problema, comunque, non riguarda solamente il numero dei batteri, ma anche quelle specie ancora più piccole, i nanomicrobi i quali sono estremamente variabili e difficile da analizzare, dato la loro minuscola grandezza.

Negli anni precedenti sono state fatte ricerche proprio sulla stima delle specie microbiche e vediamo che, se nel 2004 esistevano all’incirca 35.000 specie, nel 2011 queste erano circa 8,7 milioni. Nel 2014, invece, le stime superavano i 10 milioni – furono prese in considerazione anche le specie che abitavano la barriera corallina.
Non dobbiamo dimenticare che, oltre alla volontà da parte dei ricercatori nel portare avanti questi studi, c’è anche un grande dispendio di energie e denaro, soprattutto. Infatti, uno studio sulla rivista Science ha dichiarato che per portare avanti una ricerca del genere si spendono all’incirca 1 miliardo di dollari all’anno.

Essere single fa schifo

Anche incontrare un bastardo certamente lo è, ma essere single fa davvero schifo.
Mi dispiace tantissimo per tutte le donne che in questo momento storico sono alla ricerca del grande amore, non vorrei mai essere nei loro panni. Esagero? Probabilmente si, ma provate a farvi invitare per un appuntamento galante, vi troverete davanti a una serie di difficoltà.

Come rimediare l’invito

Si, siete single carine, intelligenti e simpatiche ma credete che ciò basti per attirare l’attenzione di un uomo? Non siete mica negli anni ’80? Ormai non si rimorchia più durante le feste a casa come ne ‘Il tempo delle mele‘, né vi basterà avere gli occhi verdi e la frangia sbarazzina per essere la più figa della festa. Oggi le ragazze sono aggressive, sfacciate, nude. Hanno profili Instagram a base di tette, labbra giganti e squat: non sarete mai in grado di competere.
Il problema è che quasi tutti i ragazzi su piazza non vanno al cineforum in cerca di f*ga, ma in discoteca, dove è risaputo che si può chiacchierare e fare nuove conoscenze in tranquillità. E se voi siete una di quelle che sogna l’incontro perfetto al parco o al supermercato, dovete sapere che il contatto più tenero che instaurerete con lui avverrà sulla pista da ballo, in un momento molto particolare. Non vi viene in mente? Ve lo dico io: lui uscirà dalla fase sonobradpittintroy quando passerà Bailando di Enrique Iglesias; in quel preciso momento fateci caso: le sue mani scenderanno sempre di più verso il vostro sedere, mentre il suo viso cercherà di assumere l’espressione di quello che sta semplicemente ballando una salsa.

Il sistemone

Ecco, una delle piaghe da combattere quando si è alla ricerca del vero amore è proprio il sistemone. Si tratta del metodo più usato dal ragazzo moderno per riuscire a portarsi a letto una qualunque: corteggiarne 753 allo stesso tempo. Questo purtroppo mette la donna perbene in una condizione psicologica terribile, ovvero quella in cui si è perfettamente consapevoli di essere una tra tante. Oggi gli uomini vi chiedono di uscire tanto per, ignorandovi per i successivi 7 giorni. Voi siete li: in attesa di un cenno, uno squillo di tromba, un tornado. Mentre ciò che vi arriverà è un banalissimo messaggino di Whatsapp.

Ecco, Whatsapp

Se Facebook ha rovinato il nostro rapporto con i soldi e con la felicità, Whatsapp ha mandato a p*****e secoli e secoli di cavalleria.
Se avete conosciuto il tipo dei sogni in palestra o in discoteca sappiate che vi toccherà incontrarlo di persona per sentire di nuovo la sua voce. Non sperate minimamente di ricevere una telefonata, rischierete di fare i capelli bianchi nel frattempo.
E quando lui sarà scomparso dalla faccia della terra senza rispondere al vostro messaggio, voi controllerete quella c***o di spunta blu 8 milioni di volte al secondo. Mi dispiace essere brutale, ma vi dico che quasi certamente l’icona della lettura rimarrà bianca perché Lui, anche se risulta disponibile, non avrà aperto il vostro messaggio. Che grande infame: tra tutte le caselle possibili ha deciso di non aprire proprio la vostra, quella nel cui cerchietto figurate voi sul divano con il gatto.
Ma non sarà allora che getterete la spugna, anzi: di notte aprirete ogni mezz’ora la sua chat, per controllare se in quel momento il bastardo risulta connesso. Quello che scoprirete vi toglierà il sonno: nel 90% dei casi lui sarà proprio lì, online.

Area 51

Siete andati a cena fuori? Siete partiti per un week end romantico il ponte del 25 aprile? Se credete che i baci, le carezze e il sesso praticato alla grande vi mettano al riparo dalle delusioni, vi sbagliate di grosso. Voi siete solo un’amica, una tra tante. Se provate ad avere un contatto sentimentale vi dirà che state correndo troppo, che lo dovete mollare per un po’. Perché qui hanno tutti paura dei sentimenti, dei legami, di un grattino davanti alla tv. Che ci sarà di male nel frequentare una sola persona anziché 575? Non si sa, ma pare che un accenno di sentimentalismo li spedisca automaticamente dove voi non potete più vederli né cercarli: nell’area 51 assieme agli X-Files.

Questione di feeling

Ti piace e vuoi uscirci? Non chiederlo: sembreresti una disperata. Ti avvicini a un ragazzo di 29 anni e mezzo avendone 30 appena compiuti? Sei una Milf. Non dai troppa confidenza in discoteca? Sei una figa di legno.
Prendi coraggio per inviare un messaggio? La risposta arriverà dopo qualche ora, perché rispondere rapidamente pare che li privi della loro virilità.
Il brutto è che questo sistema finisce con il contagiarti: se lui visualizza e non risponde per ore, perché quando ricevi la risposta tu devi essere reattiva? Ovvio che anche lui deve aspettare prima di avere il tuo messaggio, mica sei a sua disposizione? Ed ecco che inizia una catena di azioni/non azioni infinita, nella quale a un certo punto dimentichi chi è lui, cosa state facendo e qual è lo scopo di tutta questa inutilità.

Perché non siamo tutti vegetariani o vegani?

credits photo: quotidianomolise.com

Le persone che seguono una dieta vegetariana o vegana sono sempre più numerose. Basti pensare che il 12% della popolazione del Regno Unito ha adottato questo tipo di alimentazione Eppure è sempre presente uno zoccolo duro che non riesce proprio a capire questa scelta, o stile di vita, o che comunque non contempla neanche lontanamente l’ipotesi di adottarla né per motivi di salute, né per motivazioni di carattere etico.

Cos’è che porta le persone a non saper rinunciare alla carne? Di certo una forte motivazione, soprattutto basata su convinzioni morali, aiuta i vegani e i vegetariani a mantenere la loro posizioni. Non è però un segreto che molte persone trovino chi sceglie questo stile di vita fastidioso. A volte si tratta solo di prese di posizione irrazionali, altre volte la perseveranza per uno stile di vita alternativo diventa veramente invadente. Questo porta molti ad allontanarsi ulteriormente da una possibile scelta vegetariana o vegana. L’estremismo, in ogni campo, non è mai una buona idea.

Chi continua a mangiare carne, in ogni caso, solitamente, trova l’idea di rinunciarci del tutto insopportabile. Qualcuno li accusa di avere poco empatia verso gli animali, ma loro sostengono di avere buone motivazioni. Innanzitutto affermano che la scelta di non mangiare carne non è salutare e tanto meno naturale. A volte, anzi, può essere molto rischioso. Insomma, difficilmente lo sfoderare motivazioni di ogni tipo, da quelle più fantasiose a quelle basate su ricerche scientifiche, darà dei buoni risultati. Al massimo porterà a delle decisioni che, in assenza di stabili convinzioni di fondo, dureranno per breve termini.

Ciò che conta non è quante persone vegetariane o vegane ci sono, e quante non vogliono o non riescono a perseguire la stessa strada. Ciò che conta è che ci sia rispetto per le scelte altrui, sempre.