mercoledì, 8 Luglio 2026

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Quando finisce un amore

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Mi capita sottomano un flacone di docciaschiuma appena lanciato sul mercato: da brava femmina quale sono apro il tappo per sentirne l’odore. Il vuoto. Somiglia maledettamente a quel profumo che usavi tu. Forte, speziato, indimenticabile.

Venivi verso di me con un maglione a righe colorate, la testa china da un lato e un drink alla menta tra le mani. Sentivo il tuo profumo da lontano, ti cercavo con lo sguardo. Eccoti qui. Sei il primo amore della mia vita, la mia prima scala verso l’infinito. Se solo potessimo conoscere in anticipo la nostra sorte, ci lanceremmo ugualmente nel vuoto?
Mi piace pensare all’innamorato come a un cane che si tuffa nel mare: la sua mente non conosce l’andamento delle correnti né quale sarà la sua sorte; pur sapendo di non poter fare ritorno alla base decide di correre il rischio. Riuscirà qualcosa o qualcuno ad impedirglielo? La risposta è: no.

Perché quando ci sei dentro a poco servono i segnali luminosi che dominano gli aeroporti; la tua insegna sarà una solamente. E la rincorrerai senza farti tante domande. Non sai se ti condurrà al sicuro o in una scarpata, ma la deciderai di seguirla come certi credenti seguono il vangelo di Matteo. Meccanicamente. Sarà l’oggetto della tua devozione assoluta, la spugna che ti succhierà tutta l’energia. E la vita.
Come immaginare di fare retromarcia una volta sperimentate le gioie del volo? Come tornare indietro quando un forza oscura ha deciso di lanciarti come una sonda nell’infinito?

Si, è vero, i guai peggiori che possono colpirti nella vita sono di ben altra natura, ma le conseguenze di un amore al capolinea di certo non scherzano. Quando perdi per sempre chi ami devi imparare a opporti alla corrente, a lottare contro i Monsoni. Non sei nato Boy Scout, nessuno ti ha insegnato a montare una tenda. Dovrai farlo da solo. Non ti sentirai più al sicuro in nessun luogo del mondo che non siano quelle due braccia, né proverai di nuovo la sensazione di oltrepassare la soglia di casa per sdraiarti sul letto. Ovunque andrai ti sentirai inseguito, spiato, violato. Il fantasma del tuo dolore ti perseguiterà per mesi senza darti tregua. A volte per sparire del tutto avrà bisogno di anni.

Ci sono persone che continuano ad infettarti da lontano, a loro insaputa. Rimangono in silenzio, ascoltano tutti i tuoi pensieri più intimi. Non sappiamo se la loro presenza dipenda da noi o dal caso, né conosciamo il metodo giusto per eliminarne la voce per sempre. Spesso si tratta di qualcosa creato e nutrito esclusivamente dalla nostra immaginazione, perché la sofferenza è in grado di partorire mostri più finti e spaventosi di un amore andato a male.

Nessun essere umano è stato programmato per gestire un bagaglio emotivo così grande, perché quando tutti i colori, gli odori e i sorrisi ti rimandano nello stesso luogo forse devi rassegnarti al fatto che quella fosse davvero la tua casa. Ma ogni forma d’amore prima o poi si dissolve e toccherà a te solamente riuscire a sbarazzartene.

La coppia che si fotografa viaggiando (FOTO)

coppia che si fotografa viaggiando
Credit: tip.it

Si chiamano Zuzu Galova e Peter Sedlacik e sono sue ragazzi slovacchi che ha dato vita al progetto fotografico Lens between us diventando la coppia che si fotografa viaggiando.

Si sono conosciuti mentre lavoravano per la stessa agenzia pubblicitaria e hanno deciso dopo poco tempo di abbandonare tutto per andare a vivere in Australia. Da quel momento in poi però hanno deciso di viaggiare in tutto il mondo ma continuando a fare ciò che amavano, i fotografi. E così che hanno iniziato e portano avanti il loro progetto a quattro mani.

L’idea che sta alla base del progetto è quella di scattare contemporaneamente una foto l’uno all’altro, in questa maniera della stessa immagine si hanno diverse inquadrature ed è possibile vedere anche quello che di solito resta fuori.

Galova ha spiegato che l’idea è nata durante il viaggio in Portogallo “entrambi avevamo con noi una macchina fotografica, e ci siamo ritrovati uno difronte all’altro”

I due hanno realizzato circa 150 immagini doppie che pubblicano regolarmente su tutti i profili dei diversi social network, Instagram, Trumblr e Facebook dove hanno un seguito di oltre 50.000 follower che hanno potuto già ammirare le esperienze della coppia che si fotografa viaggiando in Indonesia, Singapore, Nuova Zelanda e tanti altri.

coppia che si fotografa viaggiando

coppia che si fotografa viaggiando

coppia che si fotografa viaggiando

coppia che si fotografa viaggiando

10 regole per essere simpatici alle persone (FOTO)

credits photo: donnaclick.it

Possiamo essere persone alla mano, genuine e allegre ma capita, a volte, di presentarci alle persone e risultare antipatici nostro malgrado. La colpa, però, potrebbe essere di alcuni gesti che facciamo involontariamente e a cui non diamo peso. Ci sono, infatti, 10 regole da rispettare per apparire simpatici fin dal primo incontro. Ecco quali sono:

Contatto visivo

credits photo: thinkdonna.it
credits photo: thinkdonna.it

Parlare con qualcuno che non ci guarda è qualcosa che a noi non piacerebbe, ci fa sentire snobbati e non abbastanza interessanti. Quindi è buona cosa cercare sempre di instaurare un contatto visivo. Questa è un’abitudine che tutti dovrebbero avere.

Niente smarthphone

Riponete lo smartphone nella borsa o in tasca e smettetela di inviare sms o intrattenere conversazioni su whatsapp mentre qualcuno vi parla. Innanzitutto è da maleducati, e poi rischiate di non rispondere ad una domanda che l’altro vi pone.

Chiamare le persone per nome

Lo capiamo bene, ricordare il nome di una persona che si è appena conosciuta non è assolutamente facile. Ma ci sono alcuni trucchetti, come ripetere a mente più volte il nome dell’altra persona appena ci viene detto o richiederlo, scusandoci della nostra scarsa memoria. Sarà più apprezzato del far finta di ricordarselo.

Sorridere

credits photo: psychologies.co.uk
credits photo: psychologies.co.uk

I musoni non piacciono a nessuno, quindi via quel viso triste e arrabbiato e sfoderate il vostro sorriso.

Stringere la mano

Quando ci si presenta è sempre segno di buona educazione stringere la mano. Ma bisogna fare un po’ di attenzione al come, poichè contribuisce alla prima impressione che l’altro si fa di noi. Una stretta troppo debole vi farà apparire come una persona che non vale la pena conoscere. Una stretta troppo forte, invece, vi farà apparire arroganti.

Ascoltare attivamente

Ascoltare va bene, ma bisogna fare anche qualcosa di più. Partecipare al discorso dell’altro farà capire che quello che dice ci interessa e non ci stiamo annoiando.

Apprezzare

Chiedere consigli o aiuto alle persone le farà sentire utili e importanti. Non vergognatevi, voi imparerete qualcosa e chi avete di fronte avrà la possibilità di dimostrarvi le sue capacità.

Accettare i complimenti

credits photo: odiami.pianetadonna.it
credits photo: odiami.pianetadonna.it

Non contraddite i complimenti che vi fanno, imparate ad accettarli.

Non interrompere

Non interrompete chi vi sta facendo un discorso o, se proprio dovete, dopo chiedetegli di continuare. Va bene anche chiedere spiegazioni se non capiamo qualcosa che ci sta dicendo, metterà l’altro a proprio agio.

Nessuna lamentela

Chiunque incontriamo sta vivendo problemi e sta superando gli ostacoli che la vita mette davanti. Per questo motivo le persone negative non piacciono. Riducete le lamentele al minimo.

Volo Parigi-Teheran: hostess di Air France contro l’obbligo del velo

Credits: littlenotesfromparis.blogspot.com

Dopo otto anni di sospensione, il volo Parigi-Teheran di Air France riprenderà il prossimo 17 aprile, grazie all’accordo sul nucleare e alla fine delle sanzioni contro l’Iran. Le polemiche, però, sono già iniziate. Non tanto per quanto riguarda il volo, la tratta e la sua ripresa dopo così tanti anni, ma per l’abbigliamento a cui le hostess di Air France dovranno attenersi: pantaloni, giacca lunga che possa coprire i fianchi e velo per testa e capelli all’uscita dall’aereo.

Le prime a mettersi contro questo obbligo imposto dalla compagnia di volo francese sono proprio le dirette interessate, ossia le hostess della Air France. La loro polemica parte dal fatto che questa divisa venga imposta come un vero e proprio obbligo, senza che si possa avere il diritto di scegliere cosa è più consono per ognuna di loro. “Non vogliamo far polemiche, non sta a noi dare un giudizio sull’uso del velo in Iran. Quello che noi denunciamo è l’obbligo“, ha infatti spiegato il segretario del sindacato di categoria Francois Redolfi a FranceTv info.

La notizia, però, sembra essere davvero ufficiale, dato che è stata confermata da Christophe Pillet, rappresentante del sindacato Snpnc del Comité central d’entreprise. Tuttavia, il rappresentante ha chiesto all’azienda che le hostess potessero prestare servizio a Teheran volontariamente, senza che questo potesse aver ripercussioni sullo stipendio.

La direzione della compagnia aerea, purtroppo, non accetta queste condizioni, pena una sanzione. L’unica soluzione sembrerebbe quella di selezionare un numero sufficiente di hostess – disposte ad accettare l’obbligo – per coprire il servizio: infatti le leggi iraniane devono essere rispettate, dai turisti e anche dalle hostess. “La legge iraniana impone di indossare un velo che copra i capelli nei luoghi pubblici a tutte le donne. Quest’obbligo, che non va seguito in volo, è rispettato da tutte le compagnie aeree internazionali che viaggiano in Iran” ha concluso la Air France.