mercoledì, 8 Luglio 2026

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Sicilia: il cemento sostituisce aranci, limoni e mandarini

credits photo: aranciadoc.com

Cosa viene in mente quando si pensa alla Sicilia? Probabilmente il mare bellissimo, il buon cibo, i cannoli e l’odore degli agrumi. I limoni, in mandarini e gli aranci siciliani, infatti, sono famosi e ricercati in tutto il mondo. Peccato, però, che quelle che provengono dall’isola più grande d’Italia non sono buone notizie. Stando a quanto riportato dai dati dell’Istat, ripresi da Coldiretti, in Sicilia, negli ultimi 15 anni, il numero di limoni si è ridotto del 50%, quello degli aranci del 31% e quello dei mandarini del 18%. In poche parole, sono spariti circa 1/3 dei terreni.

Il motivo di questi dati? Innanzitutto la crisi ha costretto molti contadini ad abbandonare alberi e terreni. Anche i compensi non sono stati d’aiuto, basti pensare che nel 2016 le industrie di lavorazione hanno pagato le arance ai coltivatori solo dai 10 centesimi al kg per arrivare ad un massimo di 40 centesimi. Un prezzo bassissimo, dettato anche da fatto che quest’anno, a causa del clima asciutto e di un virus che ha attaccato le piante, le dimensioni dei frutti si sono ridotte.

Al posto degli alberi di agrumi si trovano ora distese di cemento, parchi eoloci e fotovoltaici e campi abbandonati. A peggiorare la situazione ci si mette anche la concorrenza estera: Spagna, Turchia, Tunisia e Marocco godono di costi di produzione bassissimi che li privilegiano sul mercato.

All’allarme c’è una pronta risposta siciliana: “Stiamo lavorando per collegare sempre più strettamente le produzioni ai nostri territori valorizzando le produzioni di eccellenza, cioè i prodotti Igp, quelli Dop, le coltivazioni biologiche che rappresentano ormai il 40% del totale. Vogliamo puntare sul brand degli agrumi di Sicilia. C’è l’arancia rossa, quella di Ribera, il limone di Siracusa, il limone Interdonato di Messina, il mandarino tardivo di Ciaculli, il limone dell’Etna. Ogni frutto una storia, una peculiarità, un metodo di coltivazione, un paesaggio” spiega Federica Argentati, presidente del distretto Agrumi di Sicilia. Insomma, la soluzione alberga nella qualità.

Napoli: tutti in piazza per la ‘Giornata della lotta coi cuscini’

credits: http://www.napolidavivere.it

Oggi, sabato 2 Aprile, si festeggia una giornata particolare, la “Giornata mondiale della lotta coi cuscini“, detta anche “pillow fight”. Da qualche anno, milioni di persone, si incontrano nelle piazze principali delle città di tutto il mondo, per prendersi amichevolmente “a cuscinate”.

La “pillow fight” è stata organizzata per la prima volta dagli studenti della Columbia University, che hanno deciso di inserirla tra le attività da svolgere in ateneo, per combattere l’ansia pre esame.
Tra le varie iniziative prese in Italia, Napoli in particolare, ha voluto attribuire un significato più ampio e profondo a questa giornata.

I ragazzi dell’associazione “Erasmusland“, in collaborazione con Riscatto Urbano ed Ecowheels, hanno organizzato per l’occasione, un evento che si terrà questa sera, a partire dalle 22, nella Piazza Bellini, simbolo della movida partenopea.
L’obiettivo, oltre a quello di riunire più persone possibili in una divertente e pacifica “guerra” con i cuscini, è anche quello di risvegliare il comune senso civico e di appartenenza alla città, nel nome della ecosostenibilità.

Durante la serata, che sarà animata da deejay e speakers, saranno distribuiti questionari in modo che tutti possano esprimere liberamente la loro idea per il miglioramento della piazza.
I partecipanti dovranno rispettare alcune piccole regole, come quella di non indossare oggetti di valore, di combattere lealmente e di non danneggiare cose e persone.

Amore, devozione e paura verso l’autismo (FOTO)

photo credits: telegraph

L’uomo, per sua natura, è portato ad escludere sofferenze ed ostacoli quando immagina e sogna un futuro prossimo o imminente. Siamo soliti immaginare romantici quadretti familiari, figli che ci sorridono mentre pronunciano le prime parole, inondandoci il cuore di gioia. Come se l’immediata felicità fosse un diritto, come se il diverso non debba far parte della nostra vita, come se una felicità più dura, guadagnata e non stereotipata non sia felicità.

Per questo e per altri motivi, dare alla luce un figlio con problemi di autismo suscita pena, sconforto, tenerezza e paura. Suscita sguardi impietositi ma non volenterosi di capire, di aiutare, di sostenere davvero chi vive costantemente l’autismo.
L’autismo fa paura perché è latente, non si manifesta oppure esplode. Richiede amore, pazienza e molto spesso l’amore e la pazienza sono fonti limitate ed esauribili nei cuori di chi si professa umano.

In questa giornata, dedicata all’autismo è doveroso raccontare una storia: la storia di Jem e Noah, un padre ed un figlio.
Noah è nato in un ospedale a nord di Londra, il 16 luglio del 2000, un mese prima che finissero i 9 mesi di gravidanza. Da quel giorno di luglio, Noah fa dei lenti progressi: riesce a stare seduto a 6 mesi ed impara a camminare a 21 mesi. Parla poco, quasi per niente.

A marzo del 2003, dopo una visita da uno specialista, Jem e sua moglie Kate vengono informati sulla causa del lento apprendimento di Noah: l’autismo.
Nello stesso istante in cui Jem e Kate sono venuti a conoscenza di questo fatto, le loro menti erano piene di quesiti e domande: “Come farà Noah a capirci?” “Riusciremo a comprenderlo?” “Lo perderemo?”

Fortunatamente e nonostante le difficoltà, Noah è cresciuto: è diventato un adolescente brillante ed ha sviluppato una personalità forte. Chiede cibo in continuazione, non parla ed è capace di distruggere una stanza in meno di un minuto, ma la sua vulnerabilità e la sua innocenza hanno reso Jem ancora più devoto nei suoi confronti.
Jem e Noah hanno un rapporto speciale, si comprendono a vicenda e si amano come solo un genitore ed un figlio possono fare.

Un giorno, quando Noah aveva più o meno 5 anni, due bambine della sua età hanno chiesto a Jem perché Noah non riuscisse a parlare, in maniera presuntuosa. Jem non ha pensato due volte a rispondere a tono alle due bambine: “Noah parla solo con bambine davvero carine“.
In quel momento Jem dice di essersi sentito forte e protettivo nei confronti di suo figlio.

jeem

Adesso Noah vive in una scuola nel Berkshire, dove ha imparato ad essere più autosufficiente ed autonomo. Jem va a trovarlo ogni due settimane e insieme mangiano cotolette alla milanese. Per Jem è difficile e doloroso stare lontano da Noah, ma solo in questo modo suo figlio può convivere meglio con l’autismo ed imparare nuove cose.
L’unica cosa che distrugge davvero Jem è non avere la possibilità di far comprendere al massimo a Noah quanto lui lo ami e lo apprezzi.

Tutti i luoghi di Harry Potter in California (FOTO)

luoghi di harry potter
Credit: time.com

I fan della saga del maghetto più famoso al mondo, creato dalla penna di J.K. Rowling, saranno felici di sapere che dal 7 Aprile a Los Angeles in California, nel parco a tema degli Universal Studios, aprirà una nuova attrazione a lui dedicata e sarà così possibile visitare tutti i luoghi Harry Potter.

The Wizarding World of Harry Potter riadatterà alla realtà il favoloso villaggio di Hogsmeade, interamente abitato da maghi nella fantasia della Rowling, e poco distante dalla scuola di Hogwarts.

L’idea di aprire anche a Los Angeles un’attrazione tutta dedicata al piccolo mago, adorato da grandi e piccini di tutto il mondo, è arrivata dopo che una struttura molto simile nella sede di Orlando aveva contribuito ad aumentare i ricavi del parco divertimenti del 27%. E così la casa produttrice spera di replicare anche in California lo stesso successo.

luoghi di harry potter

Saranno due le giostre che comporranno il favoloso mondo di Harry Potter, una all’interno della scuola di Hogwarts, e poi delle montagne russe all’aperto che incroceranno luoghi molto famosi e conosciuti dagli amanti della saga, come il negozio di bacchette magiche Olivander e la Taverna i Tre manici di scopa.

luoghi di harry potter

luoghi di harry potter

I biglietti per visitare tutti i luoghi di Harry Potter costeranno dai 90 ai 230 dollari a seconda del pacchetto scelto. Ma intanto la concorrenza si fa agguerrita e il parco Disneyland di Anaheim nel sud della California è pronta ad aprire nuove attrazioni dedicate a Star Wars e che attireranno di sicuro un gran numero di visitatori.