domenica, 8 Febbraio 2026

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Furti sul treno di Hello Kitty (FOTO)

Il treno di Hello Kitty
photo credits: Mashable

Chi non conosce Hello Kitty, la dolcissima gattina nata dalla matita di Yuko Shimizu nel 1974?

Il personaggio di Hello Kitty è uno dei più commercializzati dall’azienda giapponese Sanrio.
Negli anni, Hello Kitty ha avuto un successo planetario e sono stati realizzati gadget di qualsiasi tipo che ritraggono la gattina più famosa al mondo. Hello Kitty viene raffigurata in uno svariato numero di oggetti: dalle cose che vengono usate quotidianamente, agli oggetti più stravaganti.

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Non c’è da stupirsi quindi, se a Taiwan è stato realizzato un treno interamente a tema Hello Kitty. Il treno è composto da otto carrozze, minuziosamente decorate. Durante il viaggio, viene servito ai passeggeri il tradizionale pasto che cinesi e giapponesi usano fare fuori casa: il bento, anch’esso raffigurante Hello Kitty.

photo credits: mashable
photo credits: mashable

Questo treno, frutto di una collaborazione tra l’amministrazione ferroviaria di Taiwan e la Sanrio è un tripudio di colori e divertenti disegni.
Oltre alla gattina della Sanrio, sono raffigurati all’esterno delle carrozze anche altri personaggi che popolano il mondo di Hello Kitty e che sono molto amati dalle ragazze cinesi e giapponesi.
Il treno di Hello Kitty viaggia da Tapei a Taitung, mostrando ai passeggeri le meraviglie lungo tutta la costa dell’isola di Taiwan.

Lunedì 21 marzo, durante uno di questi viaggi, alcuni passeggeri hanno rubato 328 dei 376 copri sedili presenti sul treno e raffiguranti Hello Kitty.
La compagnia ha dovuto quindi, ricorrere al pagamento di un ingente danno per rimediare a questo atto di vandalismo.

mashable

Rubare gadget di Hello Kitty, non è però un caso. Qualche tempo fa, infatti, anche durante i voli dell’aereo a tema Hello Kitty della linea EVA sono stati riscontrati furti.
Le hostess in servizio sull’aereo della linea Eva, hanno dichiarato che: cuscini, salviette ed altri oggetti vengono sistematicamente rubati durante ogni volo.

Gli addetti della linea ferroviaria si sono già attivati per potenziare i controlli e commissionare la realizzazione di copri sedili irremovibili. Basteranno a fermare tanta maleducazione?

Attentati Bruxelles: la Tour Eiffel si accende dei colori del Belgio (FOTO)

credits: http://www.lastampa.it

A seguito dei tragici avvenimenti avvenuti ieri mattina a Bruxelles, tutti gli Stati Europei hanno manifestato, con atti simbolici e riunioni in piazza, la loro solidarietà al Belgio.
Parigi in particolare, avendo vissuto lo stesso dolore, ha potuto comprendere ancora di più la sofferenza della popolazione belga.

In serata infatti, come aveva promesso il sindaco Hidalgo, la Tour Eiffel è stata illuminata di nero, giallo e rosso, i colori della bandiera del Belgio, in onore delle vittime degli attentati.
La ferita dei francesi è ancora aperta e per loro è stato un gesto quasi istintivo e naturale offrire sostegno ai loro vicini.

Il terrorismo fa paura, ma non mi fermo (LETTERA APERTA)

Sono una studentessa universitaria ed ogni giorno prendo il treno, nei più diversi orari, che mi porta a Roma Termini, stazione ferroviaria spesso indicata come luogo ad alto rischio di attentati terroristici. Sono una studentessa pendolare, ed ho paura.

Non basta scrivere una frase sui social. #Iononhopaura è una bugia. La verità, invece, è che il terrorismo ci fa paura, ma non ci ferma. Io ho paura, ma non mi fermo. Ogni giorno, nonostante tutto prendo il treno, la metro, il bus e vado, frequento le lezioni, imparo qualcosa, rido con gli amici e torno a casa. Ma la paura si percepisce. Si percepisce negli occhi della gente se per un attimo si ferma a pensare guardando i militari passare con le armi pronte in caso di pericolo.

Bruxelles, Parigi, Ankara, Tunisi, Londra, Madrid, New York potevamo essere noi. In metro a Bruxelles potevo esserci io, all’aeroporto potevo esserci io, mentre attendevo il volo che mi avrebbe riportato a casa, dalla mia famiglia, o verso una vacanza meritata e tanto desiderata. Nelle strade di Parigi, quella triste sera potevo esserci io, mentre mi godevo una serata spensierata. O poteva esserci uno dei miei amici, mia sorella, un mio parente o un semplice conoscente. Potevamo esserci tutti noi.

Sarebbe inutile dire che non abbiamo paura, non è vero. Ma possiamo non lasciarci fermare, possiamo continuare a vivere la nostra vita quotidiana, perché è questo che chi è portatore del terrore vuole impedirci. Possiamo essere solidali tra di noi, senza guardare con sospetto chi ci è seduto di fronte solo perché di nazionalità diversa. Possiamo provare rabbia, dolore, paura, tristezza, ma dobbiamo evitare l’odio, non possiamo sottostare alle regole del gioco di chi ci vuole spaventati e sfiduciati.

Io ho paura, ma non mi fermo. Continuo a vivere, anche per chi non può più.

Bruxelles: il mondo esprime solidarietà sui social (FOTO)

credits photo: huffingtonpost.it

È possibile vivere in un mondo del genere? No.
Non c’è un’altra risposta. Non ci sono scuse o giustificazioni. Non c’è un valido motivo del perché debbano accadere certe cose. Eppure accadono, e dinnanzi a tanta violenza, il mondo si spegne.
Prima la Francia, ora il Belgio. Come se le città fossero il centro di uno spaventoso tiro al bersaglio, di cui tutti ci sentiamo vittime.

In questo momento, non abbiamo altro modo per esprimere la nostra solidarietà e il nostro cordoglio per l’accaduto, se non tramite i social. Ed è lì che il mondo esprime il suo cordoglio.
Bruxelles” – in tutte le lingue del mondo – è la parola più cliccata da ieri su Twitter, perché tanti sono coloro che anche attraverso un semplice post, hanno voluto esprimere la loro vicinanza al Belgio. “Pray for Brussels“, “Pray for Belgium“, “Je suis Bruxelles“, sono tra gli hashtag più cliccati da ieri, utilizzati decine di migliaia di volte dagli utenti.

L’immagine più condivisa è stata quella disegnata da Plantu, un vignettista francese del giornale LeMonde, esplicitamente legata agli attacchi che hanno colpito Parigi lo scorso anno: quello alla rivista Charlie Hebdo a gennaio e, la mattanza avvenuta nel centro della città a novembre.

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Anche TinTin, personaggio dei cartoni animati, molto famoso in Belgio, è diventato protagonista di alcune immagini di solidarietà, in una delle quali il viso dell’omino è rigato da tre lacrime, ognuna di uno dei tre colori che rappresentano la bandiera belga: il nero, il giallo e il rosso.

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Tra i punti di riferimento di Bruxelles che sono stati utilizzati per esprimere solidarietà sul social, ci sono l’Atomium – un edificio costruito nel 1958, sulla base di un modello atomico – e il Manneken Pis, una famosa statua di un bambino che urina.

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Ma è dal cuore della città colpita, che viene lanciato il grido di solidarietà più forte: i marciapiedi ricoperti da scritte realizzate dagli abitanti col gesso, per omaggiare e ricordare le vittime.

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Oltre ai messaggi dedicati alle vittime e alla città, sono tanti anche gli hashtag, come “Brussels lift”, “open house”, “open door”, “i want to help”, utilizzati per offrire aiuto e assistenza a coloro che sono rimasti intrappolati a causa del blocco delle reti di trasporto, in questa meravigliosa città diventata un teatro dell’orrore.

[Credit photos: Twitter]