lunedì, 9 Febbraio 2026

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Sei straordinarie donne che hanno rivoluzionato il mondo della scienza

credits photo: bbc.co.uk

Essere una donna è difficile. Lo è stato in passato e spesso lo è ancora oggi. Essere una scienziata in un mondo di scienziati è ancora più difficile. Il mondo della scienza, infatti, è sempre sembrato dominato dalla figura maschile e diverse figure femminili hanno dovuto affrontare difficoltà, come pregiudizi razziali e discriminazioni per l’età e per disabilità, oltre che per il sesso. Ma tutto questo non ha fermato queste sei donne che hanno resistito a testa alta, diventando delle vere icone da avere come punto di riferimento. Ecco di chi stiamo parlando:

Jocelyn Bell Burnell

Jocelyn Bell Burnell è un’astrofisica britannica scopritrice della prima pulsar, stella di neutroni che emette fasci di radiazioni ad intervalli regolari. La scoperta ha ottenuto il premio Nobel nel 1974, ma a prenderlo stato Antony Hewish, relatore della Burnell e collaboratore nella ricerca, escludendo la donna. Pensate che ciò abbia scoraggiato Jocelyn Bell Burnell? Assolutamente no. Infatti è stata Presidente della Royal Astronomical Society tra il 2002 e il 2004, è Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico e ha ricevuto premi da tante altre organizzazioni.

Mae C. Jemison

La Jemison è la prima donna astronauta afro-americana ad aver viaggiato nello spazio, nella missione STS-47 dello Space Shuttle nel 1992. Il fatto di essere donna, e per di più afroamericana, rappresentava un grande ostacolo ai suoi sogni ma questo non le ha impedito di impegnarsi e di riuscire ad ottenere ciò che voleva. Mae ha anche fatto parte del cast di Star Trek.

Marie Curie

Il suo vero nome è Maria Skłodowska, ma è conosciuta come Marie Curie. Nata nel 1867 a Varsavia, Polonia, è famosa per i suoi studi sulle radiazioni svolti con il marito Pierre Curie e con Antoine Henri Becquerel. Ha scoperto due elementi radioattivi, il polonio e il radio. È la prima e unica donna che ha vinto due premi Nobel in due categorie diverse: uno per la fisica e uno per la chimica.

Madeleine Gagne

Madeleine Gagne è la fondatrice del progetto Collins-Miller, sostenuto dalla Ohio State University, che cerca un modo per produrre energia pulita attraverso le alghe. La cosa sorprendete? Gagne ha solo 16 anni e ha iniziato la sua ricerca quando era solo in seconda media.

Ada Lovelace

Matematica inglese, è conosciuta anche come ‘l’incantatrice di numeri’ ed è stata la prima programmatrice di computer della storia. Nata nel 1815, è l’unica figlia legittima del poeta Lord Byron. Fu una bambina con numerosi problemi di salute ma questo non la fermò e insistette per ricevere un’educazione adeguata.

Carol W. Greider

Carol W. Greider è una biologa statunitense, specializzata in biologia molecolare. Ha scoperto l’enzima telomerasi, utilizzato nella ricerca sul cancro. Ciò gli è valso il premio Nobel per la medicina nel 2009. Cosa c’è che dovrebbe sorpenderci? La Greider è dislessica.

Cara me, se sei disposta a lottare vincerai (LETTERA APERTA)

Credit: questomeseidee.it

Cara me, ti scrivo per dirti un po’ di cose che fino ad ora non sono mai riuscita a dirti.
Ognuno di noi ha pregi e difetti, commette sbagli a cui si può riparare ed altri che sembrano quasi irrimediabili. Ma soprattutto ognuno di noi ogni giorno affronta le sfide che la vita ha deciso di presentarci, sia esso una malattia più o meno grave, un trauma subito a seguito di un incidente o qualsiasi altra cosa.

Sicuramente la prima cosa che hai fatto è stata quella di pensare “Perché proprio a me?”. Ci sono storie che ci sembrano le classiche storie sentite in tv o che sono capitate a qualche nostro amico o parente, ma che mai avresti potuto immaginare che un giorno tutto ciò sarebbe accaduto proprio a te. La prima reazione, la più istintiva, quasi sempre è quella di piangere e pensare di non farcela perché purtroppo non siamo supereroi, ma semplici esseri umani, pieni di difetti e imperfezioni.
Sappi però che piangere può essere inizialmente liberatorio, ma se fatto troppo a lungo vorrebbe dire sprecare energie che potrebbero essere impiegate per darti tutta la forza di cui hai bisogno. Perché non è piangendo che si vincono le grandi battaglie, non è piangendo che si combattono i grandi mali o si sconfiggono i grandi mostri. Soprattutto quando stai combattendo contro il male del secolo per salvare la tua vita.

Non sarà facile subire interventi che mai avessi voluto subire.
Non sarà facile sopportare tutto quel dolore.
Non sarà facile fare la chemio.
Non sarà facile accettare allo specchio la tua nuova immagine: viso gonfio e capelli che cadono, perché sei troppo abituata ai tuoi capelli lunghi.
Non sarà facile abituarsi a quelle mura bianche e a quei camici verdi, ma sappi che dietro molti di loro si nascondono persone eccezionali che vale la pena conoscere. Saranno i tuoi angeli custodi.
Non sarà facile sforzarsi ogni mattina di sorridere per evitare di far star male tua madre, tuo padre, il tuo fidanzato, la tua migliore amica.
Tu provaci. Fallo soprattutto per te e se non riesci a farlo per te, fallo per chi ti ama e sta soffrendo con te.
Forse solo ora ti stai rendendo conto di quanto tu sia stata stupida a lamentarti per cose inutili, a litigare con le persone care per motivi banali, a rimandare tutto a domani, ad avere paura di credere in te stesso, a non goderti la vita per quella che è e per quello che ci riserva.

Per la semplicità nascosta nella quotidianità.
Per il sole che sorge e poi tramonta ogni giorno.
Per le stelle che illuminano il cielo ogni notte.
Per l’arcobaleno dopo la tempesta.
Per la natura che ti circonda.
Per l’immensità del mare e del cielo.
Per quel piatto di pasta al sugo che tua mamma ti cucina con amore.
Per quel bacio che rifiuti prima della buonanotte perché ormai non sei più un bambino/a.
Per le carezze non date.
Per i “ti voglio bene” da dire un po’ più spesso a chi ti ama.
Per l’amore da cui sei circondata ma che ti ostini a non vedere.

Perché la vita è il dono più prezioso che ti è stato offerto e che devi proteggere ora e sempre.
Perché se sei disposta a lottare, vincerai; riprenderai in mano la tua quotidianità e quando lo farai avrai maggiore consapevolezza di quanto grande e ineguagliabile sia questo dono e di quanto tu sia stata fortunata a riceverlo.

Il principe William e il piccolo George: tale padre, tale figlio (FOTO)

Sin dalle prime foto che ritraggono il piccolo George, non c’è stato alcun dubbio riguardo la sua evidente somiglianza al padre, il principe William.

La foto che sta facendo il giro del web negli ultimi giorni riguarda il piccolo vestito di tutto punto, pronto per qualche occasione importante: il principino indossa gli stessi vestiti del padre, e confrontando William più o meno alla stessa età di suo figlio, anche se parecchi anni prima, è impossibile non rendersi conto di quanto si somiglino.

Credit: people.com

Altra foto in cui è possibile notare la somiglianza padre-figlio è quell che ritrae William tra le braccia di papà Carlo messa a confronto con lo scatto sicuramente più recente di George tra le braccia di William dal balcone del Buckingham Palace. La posa assunta da Carlo scattata nel 1984, è la stessa che ha immortalato, 31 anni dopo, il principe William con il piccolo George. Anche l’occasione è la stessa: Trooping the Colour, la parata con cui tradizionalmente si celebra il compleanno della regina (nonostante Elisabetta II sia nata in realtà il 21 aprile di 89 anni fa, nel 1926).

Credit: repubblica.it
Credit: repubblica.it

L’espressione da furbetto del piccolo George in questa foto è la stessa in cui era stato immortalato suo padre qualche anno prima, anche se questa volta con un look totalmente differente.

Credit: giornalettismo.com

Ultimo scatto selezionato per voi è quello che ritrae il piccolo George con lo zainetto sulle spalle e il principe William con un maglioncino a strisce colorato, sempre in tenera età e al loro primo giorno di scuola.

Credit: media.melty.it

Quando si dice: tale padre, tale figlio.

Arriva Momo, il robot domestico intelligente

robot domestico
Credit: notizie.tiscali.it

Momo, il primo robot domestico dotato di intelligenza artificiale, è stato creato dalla Morpheos una startup catanese che ha proprio l’obiettivo di rendere la vita domestica più semplice e sicura.

Momo è infatti capace di regolare l’intensità delle luci ed individuare perdite di gas, ma non solo. E’capace di distinguere il pianto di un bambino e quindi di individuare una specifica richiesta di aiuto o di soccorso. Sicuramente può aiutare molti genitori a vivere più sereni. Oltre ad un supporto in caso di pericolo questo robot domestico intelligente, capisce anche le esigenze dei più piccoli e quando questi dormono riduce ad esempio la luminosità degli ambienti ed il volume degli apparecchi elettronici come TV e radio.

L’idea che sta alla base dei creatoti di Momo è quella di migliorare la vita e l’efficenza domestica delle famiglie creando una casa al servizio di chi la vive. Questo è quanto ha dichiarato Edoardo Scarso, CEO e fondatore di Morpheos, che aggiunge “quando abbiamo ideato Momo, il nostro “robot domestico” abbiamo immaginato la casa del domani attenta al confort e alla cura degli italiani, grazie alla tecnologia”.

Momo è facilissimo da usare, infatti non necessità di configurazioni o installazioni, è necessario collegarlo ad una presa elettrica ed è già in grado di gestire la nostra casa con grande efficienza.