lunedì, 9 Febbraio 2026

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National Geographic: le foto che non avete mai visto (FOTO)

credits: http://www.boredpanda.com

Un’immagine può valere più di mille parole ma, le fotografie del National Geographic ci hanno lasciato per anni, davvero senza parole. La rivista, il cui obiettivo è quello di ispirare le persone a prendersi cura del pianeta, è nota per le sue numerose immagini che, ogni giorno, ci permettono di esplorare posti meravigliosi, di cui non sapevamo nemmeno l’esistenza, ammirare la bellezza di certi animali e conoscere le condizioni di vita di alcune popolazioni.

Nel 2013, per celebrare il 125 ° anniversario della National Geographic, è stato istituito un progetto chiamato “Found“, che si è occupato di riportare in vita delle immagini storiche mai viste prima. Alcune riportano date molto antiche, altre non ne indicano nemmeno, ma la loro bellezza è bastata a renderle senza tempo.

L’idea è stata del guardiano della Collezione, William Bonner, che, nonostante gli anni trascorsi, ha trovato queste fotografie ancora stimolanti e degne di suscitare interesse. Così, con l’aiuto di Janna Dotschkal ha permesso a queste foto di tornare a splendere come un tempo.
Ecco le più significative:

Filippine, 1935

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Svizzera 1973

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Inghilterra, 1966

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Yellowstone National Park, 1967

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Australia, 1973

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Parigi, 1988

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Kenya, 1909

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Parigi, 1960

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Barcellona, 1929

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North Caroline, 1941

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Il National Geographic è riuscito a conquistarci ancora una volta attraverso le sue foto di grande forza espressiva che, anche a distanza di anni, non smettono di farci emozionare.

Dedicato a chi si sente indietro nella vita

www.zero.eu

Quando ero all’asilo odiavo mangiare; trascorrevo ore intere con il piatto della mensa sotto il naso, guardando i bambini giocare nel cortile attraverso un vetro. Credo di essere diventata malinconica nel grembo materno, quando nella mente non c’era ancora traccia di arbitrio e cognizione. Certe persone mantengono un sentimento di inadeguatezza per tutta la vita, impossibilitati a trovare un sentiero di realizzazione personale che sia duraturo. O semplicemente soddisfacente.

Chi si sente spaesato vive il presente moderno con ansia da prestazione e il fiato sul collo di una società che pretende severa una serie di traguardi. Spesso irrealizzabili o semplicemente troppo dolorosi da pianificare e attuare. L’inadeguato si sente perennemente in affanno, in imperdonabile ritardo, con addosso la sensazione orribile di stare indietro nella vita. Agisce con l’obbligo morale di dovere cercare l’invenzione del secolo; crede di trovare l’ispirazione su Google o Pinterest, rincorrendo insegne che presto scoprirà inesistenti.

La verità è che nessuno ci racconta come stanno veramente le cose e cioè che l’unico vero obbligo che abbiamo è di essere noi stessi. Di pensare da soli, di abbandonare le aspettative dei genitori, degli amici di sempre, del mondo intero. Non siamo certo delle macchine programmate per conquistare stelle da appendere al petto; per fare quello che impongono i magazine, le religioni o le vecchie signore sedute a sparlare con le amiche. Noi non siamo caricati come pistole per sparare nel cielo a comando; né topi destinati a correre su una piccola rotella fino alla fine dei tempi.

La verità è che la motivazione non puoi tirarla fuori come il portafoglio al banco della frutta e che la vita fa il suo corso sempre e comunque, a prescindere da ciò che ti sembrerà di decidere. Inesorabilmente.
Se non avverti una spinta da dentro a poco servirà alzarti presto e riempire il giorno di impegni e lavori. O sei motivato oppure non semplicemente non lo sei. Non puoi avere il controllo di tutto e su tutto. Su quello che pensa il prossimo vedendoti in attesa di qualcosa, inerme e temporaneamente inetto.

Puoi andare a dormire con la idea di spaccare il mondo l’indomani, ma dipinto non apparirà mai per magia sulla tua tela. E devi anche sapere che non troverai il messaggio del riscatto registrato in segreteria. Devi solo riuscire ad abbandonare la mente a te stesso, a quello che eri nel grembo materno, a quello che sei o che ancora non sei stato capace di diventare.
La chiave di volta sei tu solamente, per sentirti accettato devi solo trovare il coraggio di accettare te stesso. Per primo.

Dalla scrittura alle emoji: il nuovo modo di comunicare

Credit: Kim-Kardashian-New-Emoji

Da quando i social network hanno preso il sopravvento sulle nostre vite, il linguaggio è decisamente cambiato. Da Facebook, passando per Instagram, sino a raggiungere il nuovo servizio di messaggistica istantanea Snapchat, possiamo notare come la scrittura sia stata inequivocabilmente sostituita dalle immagini facciali: emoticons, emoticons orizzontali, smiley, emoji.

Di questa mania incontrollata che sta contagiando lentamente tutti noi, se ne fanno paladini star internazionali dal calibro di Kim Kardashian, che ha lanciato il suo pack personale di emoji in costante aggiornamento. E non solo, ispirandosi proprio a lei, il designer Ben Gillin, ha deciso di creare le Kimunji, app satirica che ha trasformato il dittatore nordcoreano Kim Jong-un in un divertente set di faccine.

Ma c’è di più, l’inaspettato. La casa di moda Versace, ha deciso di ‘dissacrare’ il famoso logo del marchio a forma di medusa, per trasformarla in un emoji dalle mille espressioni. Un atto di estrema ironia che denota l’arguzia dell’azienda italiana.

Infine Bruno Leone Ribeiro, illustratore brasiliano, ha trasformato alcune delle icone musicali più in voga nel passato, come nel presente, in emoji da utilizzare su WhatsApp e su Tumblr.
Tra gli artisti comparsi nella serie chiamata Music Emojis troviamo: David Bowie, i Beatles, i Nirvana ed altri ancora.

La prova che le figlie diventeranno come le loro mamme (FOTO)

Credit: www.boredpanda.com

Semmai mi avessero detto che un giorno sarei diventata come mia madre, avrei gioito.
Perché il mio desiderio più grande, fin da quando sono bambina è diventare come la mia mamma, sotto ogni punto di vista.
Come per voi, la mia mamma è il mio punto di riferimento, il mio faro nel buio e la stella più bella del cielo. Sì, per me, come per tutte voi, la mia mamma è la più bella.

Non sempre, però, questo è veduto di buon occhio dagli uomini in procinto di sposarsi. Così, per il marito di Tanya, sentirsi dire dalla suocera che un giorno la figlia sarebbe diventata come lei, non ha suscitato niente di più di un pensiero agghiacciante come “salvatemi adesso“.

Effettivamente non è la prima volta che si fa riferimento alla somiglianza che madre e figlia condivideranno con il tempo, anche se il più delle volte la questione si basa su un’equivalenza caratteriale.
Il Daily Mail, forte della sfida lanciata dalla suocera più temuta del momento, ha perciò deciso di dare prova a questo fatto leggendario, combinando 5 foto di madri e figlie. Il risultato che vedrete con i vostri occhi è sorprendente e di fronte all’evidenza delle prove non possiamo che dispiacerci per il povero maritino.