venerdì, 10 Luglio 2026

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Arriva Momo, il robot domestico intelligente

robot domestico
Credit: notizie.tiscali.it

Momo, il primo robot domestico dotato di intelligenza artificiale, è stato creato dalla Morpheos una startup catanese che ha proprio l’obiettivo di rendere la vita domestica più semplice e sicura.

Momo è infatti capace di regolare l’intensità delle luci ed individuare perdite di gas, ma non solo. E’capace di distinguere il pianto di un bambino e quindi di individuare una specifica richiesta di aiuto o di soccorso. Sicuramente può aiutare molti genitori a vivere più sereni. Oltre ad un supporto in caso di pericolo questo robot domestico intelligente, capisce anche le esigenze dei più piccoli e quando questi dormono riduce ad esempio la luminosità degli ambienti ed il volume degli apparecchi elettronici come TV e radio.

L’idea che sta alla base dei creatoti di Momo è quella di migliorare la vita e l’efficenza domestica delle famiglie creando una casa al servizio di chi la vive. Questo è quanto ha dichiarato Edoardo Scarso, CEO e fondatore di Morpheos, che aggiunge “quando abbiamo ideato Momo, il nostro “robot domestico” abbiamo immaginato la casa del domani attenta al confort e alla cura degli italiani, grazie alla tecnologia”.

Momo è facilissimo da usare, infatti non necessità di configurazioni o installazioni, è necessario collegarlo ad una presa elettrica ed è già in grado di gestire la nostra casa con grande efficienza.

National Geographic: le foto che non avete mai visto (FOTO)

credits: http://www.boredpanda.com

Un’immagine può valere più di mille parole ma, le fotografie del National Geographic ci hanno lasciato per anni, davvero senza parole. La rivista, il cui obiettivo è quello di ispirare le persone a prendersi cura del pianeta, è nota per le sue numerose immagini che, ogni giorno, ci permettono di esplorare posti meravigliosi, di cui non sapevamo nemmeno l’esistenza, ammirare la bellezza di certi animali e conoscere le condizioni di vita di alcune popolazioni.

Nel 2013, per celebrare il 125 ° anniversario della National Geographic, è stato istituito un progetto chiamato “Found“, che si è occupato di riportare in vita delle immagini storiche mai viste prima. Alcune riportano date molto antiche, altre non ne indicano nemmeno, ma la loro bellezza è bastata a renderle senza tempo.

L’idea è stata del guardiano della Collezione, William Bonner, che, nonostante gli anni trascorsi, ha trovato queste fotografie ancora stimolanti e degne di suscitare interesse. Così, con l’aiuto di Janna Dotschkal ha permesso a queste foto di tornare a splendere come un tempo.
Ecco le più significative:

Filippine, 1935

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Svizzera 1973

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Inghilterra, 1966

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Yellowstone National Park, 1967

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Australia, 1973

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Parigi, 1988

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Kenya, 1909

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Parigi, 1960

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Barcellona, 1929

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North Caroline, 1941

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Il National Geographic è riuscito a conquistarci ancora una volta attraverso le sue foto di grande forza espressiva che, anche a distanza di anni, non smettono di farci emozionare.

Dedicato a chi si sente indietro nella vita

www.zero.eu

Quando ero all’asilo odiavo mangiare; trascorrevo ore intere con il piatto della mensa sotto il naso, guardando i bambini giocare nel cortile attraverso un vetro. Credo di essere diventata malinconica nel grembo materno, quando nella mente non c’era ancora traccia di arbitrio e cognizione. Certe persone mantengono un sentimento di inadeguatezza per tutta la vita, impossibilitati a trovare un sentiero di realizzazione personale che sia duraturo. O semplicemente soddisfacente.

Chi si sente spaesato vive il presente moderno con ansia da prestazione e il fiato sul collo di una società che pretende severa una serie di traguardi. Spesso irrealizzabili o semplicemente troppo dolorosi da pianificare e attuare. L’inadeguato si sente perennemente in affanno, in imperdonabile ritardo, con addosso la sensazione orribile di stare indietro nella vita. Agisce con l’obbligo morale di dovere cercare l’invenzione del secolo; crede di trovare l’ispirazione su Google o Pinterest, rincorrendo insegne che presto scoprirà inesistenti.

La verità è che nessuno ci racconta come stanno veramente le cose e cioè che l’unico vero obbligo che abbiamo è di essere noi stessi. Di pensare da soli, di abbandonare le aspettative dei genitori, degli amici di sempre, del mondo intero. Non siamo certo delle macchine programmate per conquistare stelle da appendere al petto; per fare quello che impongono i magazine, le religioni o le vecchie signore sedute a sparlare con le amiche. Noi non siamo caricati come pistole per sparare nel cielo a comando; né topi destinati a correre su una piccola rotella fino alla fine dei tempi.

La verità è che la motivazione non puoi tirarla fuori come il portafoglio al banco della frutta e che la vita fa il suo corso sempre e comunque, a prescindere da ciò che ti sembrerà di decidere. Inesorabilmente.
Se non avverti una spinta da dentro a poco servirà alzarti presto e riempire il giorno di impegni e lavori. O sei motivato oppure non semplicemente non lo sei. Non puoi avere il controllo di tutto e su tutto. Su quello che pensa il prossimo vedendoti in attesa di qualcosa, inerme e temporaneamente inetto.

Puoi andare a dormire con la idea di spaccare il mondo l’indomani, ma dipinto non apparirà mai per magia sulla tua tela. E devi anche sapere che non troverai il messaggio del riscatto registrato in segreteria. Devi solo riuscire ad abbandonare la mente a te stesso, a quello che eri nel grembo materno, a quello che sei o che ancora non sei stato capace di diventare.
La chiave di volta sei tu solamente, per sentirti accettato devi solo trovare il coraggio di accettare te stesso. Per primo.

Dalla scrittura alle emoji: il nuovo modo di comunicare

Credit: Kim-Kardashian-New-Emoji

Da quando i social network hanno preso il sopravvento sulle nostre vite, il linguaggio è decisamente cambiato. Da Facebook, passando per Instagram, sino a raggiungere il nuovo servizio di messaggistica istantanea Snapchat, possiamo notare come la scrittura sia stata inequivocabilmente sostituita dalle immagini facciali: emoticons, emoticons orizzontali, smiley, emoji.

Di questa mania incontrollata che sta contagiando lentamente tutti noi, se ne fanno paladini star internazionali dal calibro di Kim Kardashian, che ha lanciato il suo pack personale di emoji in costante aggiornamento. E non solo, ispirandosi proprio a lei, il designer Ben Gillin, ha deciso di creare le Kimunji, app satirica che ha trasformato il dittatore nordcoreano Kim Jong-un in un divertente set di faccine.

Ma c’è di più, l’inaspettato. La casa di moda Versace, ha deciso di ‘dissacrare’ il famoso logo del marchio a forma di medusa, per trasformarla in un emoji dalle mille espressioni. Un atto di estrema ironia che denota l’arguzia dell’azienda italiana.

Infine Bruno Leone Ribeiro, illustratore brasiliano, ha trasformato alcune delle icone musicali più in voga nel passato, come nel presente, in emoji da utilizzare su WhatsApp e su Tumblr.
Tra gli artisti comparsi nella serie chiamata Music Emojis troviamo: David Bowie, i Beatles, i Nirvana ed altri ancora.