giovedì, 12 Febbraio 2026

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Entro il 2050 il francese sarà la lingua più parlata al mondo

Credits: http://raconteur.net/

Se ne sono sempre stati sulla difensiva, a preservare la purezza della ‘lingua dell’amore’ dalla minaccia della globalizzazione. Eppure, sembra proprio che tutto questo zelo debbano scontarlo proprio col francese, i nostri cugini d’Oltralpe: pare infatti che la loro lingua sarà, con tutta probabilità, la più parlata al mondo entro il 2050, grazie alla crescita delle popolazioni francofone sub-sahariane in Africa.

E, mentre i genitori inglesi più apprensivi si preoccupano di assumere tate che parlino cinese mandarino ai loro figli onde potergli assicurare un brillante futuro, uno studio condotto dalla banca di investimento Natixis ci dice che dovremmo tornarci a sedere di nuovo dietro ai banchi di scuola e rispolverare il nostro francese. Al momento, le lingue più parlate al livello internazionale sono il cinese mandarino, l’inglese, lo spagnolo e l’arabo, ma la Natixis ha mostrato le previsioni da qui a 35 anni per quanto riguarda la lingua francese.

Si prevede, pertanto, che il francese verrà parlato da 750 milioni di persone entro il 2050, mentre a parlarlo nel 2010 erano solo 220 milioni. Stando alle informazioni dell’INED (Istituto nazionale per gli studi demografici), l’Africa vedrà la sua popolazione crescere da 800 milioni a 4,5 miliardi nel 2100.

Attualmente, solo il 3% della popolazione mondiale parla francese, che risulta una lingua ufficiale in 32 Paesi, ma lo studio sostiene che la percentuale si innalzerà fino all’8%. La maggior parte delle persone che lo parlano, inoltre, non sono francesi né vivono in Francia. Molti i critici ad aver sostenuto che la ricerca sia fuorviante, dal momento che prende in considerazione l’intera popolazione dei Paesi francofoni.

Benché in passato sia stata la lingua della diplomazia, degli aristocratici e dell’alta società, il francese è diventato noto negli ultimi tempi soprattutto per il suo fiero purismo, in specie nei confronti dell’‘inquinamento’ prodotto dalla lingua inglese. Nel 1994, con la Legge Toubon, tutte le scuole pubbliche furono costrette a insegnare soltanto in francese e tutte le stazioni radio a trasmettere almeno il 40% delle canzoni in francese.

Tuttavia, oggi come oggi persino la tradizionalissima enciclopedia ‘Petit Larousse’ ha ammorbidito la linea di controllo rispetto all’aggiunta di alcuni neologismi: dall’anno prossimo sarà possibile leggere tra le sue pagine parole inglesi molto in voga come ‘selfie’, diventata ufficialmente accettabile persino in giochi da tavola come il noto Scarabeo.

Problemi che solo chi divide il letto con lui può capire

Vanity Fair

Quant’è bello dividere il letto insieme al proprio lui (o la propria lei) e addormentarsi insieme tra coccole, carezze e baci… Sì, ma anche no. Tantissimi sono i “problemi” – passate il termine, più che problemi sono “difficoltà” e piccole divergenze – della condivisione pacifica. O che almeno vuole provare ad esser tale.

Temperature

Io ho freddo, lui ha caldo. Io mi copro fino alla punta del capello più lungo, lui si addormenta in pantaloncini e t-shirt il 30 dicembre a -4°C. Poi sente freddo, poi caldo ancora, poi si avvicina ma troppo bollente, allora scappa come fossi un assassino.

Coperta

Io amo addormentarmi completamente avvolta da lenzuola e coperte morbide, lui tira la sua parte per avere qualche centimetro in più. E la notte più bella della nostra vita passa quasi per intero a litigare su come dividere equamente un pezzo di tessuto da 1×2 metri.

Movimenti notturni

Ringraziando Dio non sono sonnambula, e neppure lui. Ma ci piace ballare la breakdance durante la notte. Chi si muove, chi si gira, chi fa strani colpetti con la gamba. Chi cambia lato e posizione. Ed è un continuo mal di mare.

Russare

Un rumore di sottofondo fastidiosissimo: non riesci a dormire e passi tutta la notte con gli occhi sbarrati.

Animali vaganti

Chi di noi non ha un cane o un gatto sparso per casa? Ecco, amano dormire con noi. E quindi, sul letto si sta in tre.

Le 9 differenze tra francesi e inglesi

Christian Adams ©

Provate a farci caso: ogni volta che si guarda una serie tv, c’è sempre un/a francese che intraprende una liason con una/uno dei protagonisti. Ma cosa rende i francesi così affascinanti? Non sarà forse uno stereotipo? Li abbiamo, perciò, analizzati a confronto coi loro atavici ‘nemici’ britannici ed ecco una breve lista delle principali differenze tra inglesi e francesi.

1. Alla moda

Prima di tutto, i francesi sanno vestirsi. Sono sempre in gran forma e non commettono passi falsi della serie indossare troppe strisce o portare calzini sportivi sotto un completo elegante. Inoltre, sembra sempre che tutta la loro perfezione non gli sia costata alcuno sforzo. Cosa che, chiaramente, non è per niente vera: soltanto per farsi una doccia ci impiegano ore. Ma almeno loro la fanno quotidianamente: gli inglesi, volendo, possono anche saltare un paio di giorni.

2. Cavalleria

Gli uomini francesi – i più vecchi come i più giovani – ti mantengono la porta aperta. Ti aspettano mentre sei in difficoltà sui tuoi tacchi 12. E fanno sembrare il tutto assolutamente spontaneo, non ha l’aria di un comportamento sessista o giù di lì. Non ti sbattono la porta in faccia, nemmeno quando te lo meriteresti. E si assicurano che tu sia tornata sana e salva a casa, cosa che in Inghilterra non accade mai. Qui, infatti, se dovessi mai ubriacarti a qualche festa a nessuno potrà importare di meno della tua incolumità. It’s your problem.

3. L’accento

L’accento francese fa sciogliere molte, ma non tutte. In realtà può suonare un po’ troppo sdolcinato. L’accento inglese, invece, è più interessante, più dentale e mascolino. In più gli inglesi hanno l’adorabile abitudine di usare delle espressioni che non significano assolutamente nulla: una frase come “I don’t disagree“, per esempio, può farvi arrovellare un’intera giornata senza alcuna possibilità di trovarvi un significato plausibile.

4. Senso dell’umorismo

Non lo si capisce a primo acchito, ma c’è un quid nel cosiddetto sense of humour dei britannici: è qualcosa di adorabile. Un inglese può essere secco, sarcastico e forse neanche intenzionalmente divertente: le sue battute verranno colte solo in un secondo momento. I francesi, beh, diciamo semplicemente che ridono sulla pelle degli altri in genere.

5. Preferenze alcoliche

Questa è abbastanza semplice: i britannici bevono birra. Solo birra. E se non è ancora l’ora di bere, eccoli con una bella tazza di tè in mano. I francesi, invece, ci vanno giù di vino e champagne. E di petit café, c’est clair.

6. Corteggiamento

Se vi piace un ragazzo inglese, spiacenti di informarvi che siete spacciate: a differenza dei francesi, infatti, gli inglesi non muovono un dito, mai. Non faranno mai la prima mossa, e se la fate voi difficilmente l’avrete vinta. Nel corteggiare, perciò, possiamo asserire che i francesi sono decisamente avanti. Ma anni luce.

7. Sport

I francesi, di solito, guardano partite di calcio e rugby. Gli inglesi, invece, hanno anche la passione per il cricket e per il golf. In qualsiasi caso, la televisione verrà completamente monopolizzata: siete state avvisate.

8. Educazione

Le scuole in Inghilterra sono in gran parte separate in base al sesso degli studenti: ciò non accade assolutamente in Francia, dove ragazzi e ragazze frequentano scuole miste e vengono educati insieme. Alcuni inglesi, del resto, sono tuttora a disagio in presenza di donne, proprio perché non sono abituati a interagire con loro. Alcune trovano la loro goffaggine affascinante, altre fuggono di fronte ad atteggiamenti del genere che possono comprensibilmente apparire sessisti. Diverso il discorso per i francesi, che con le donne sono decisamente a loro agio, forse fin troppo.

9. Freddo

Gli inglesi sono così abituati al freddo che praticamente non lo sentono neanche più: possono girare in pantaloncini anche quando fuori nevica. I francesi, invece, sono sempre bardati da capo a piedi per stare caldi: di certo non sono diventati immuni al freddo come gli inglesi, che un cappotto non sanno neanche più che cosa significhi.

Charlie Hebdo, un anno dopo: la tragedia vista dai bambini (VIDEO)

Credits: France Télévisions

Ci sono tragedie che non si possono dimenticare. Come l’attentato alla redazione di Charlie Hebdo, avvenuta il 7 gennaio 2015. Esattamente un anno dopo, la Francia torna a parlare a voce alta e celebra la libertà d’espressione come omaggio alle vittime di Charlie Hebdo, che hanno avuto la sola ‘colpa’ di pensare e mettere per iscritto ciò che pensavano. Il video di breve durata è stato realizzato dal regista Radu Mihaileanu, e poi è stato diffuso su tutti i canali televisivi francesi.

Nella clip si racconta la libertà d’espressione, i valori della Repubblica e della laicità attraverso disegni semplicissimi, nati dalla matita di bambini e adolescenti. Un modo delicato che ci fa riflettere su quanto abbiamo perso a causa di coloro che ci impediscono di esprimere la nostra opinione. Così le immagini scorrono come quelle di una macchina da presa, e mostrano una matita definita “Arma di distruzione di massa”, poi c’è la donna simbolo della Rivoluzione francese che piange stringendo tra le mani un’altra matita; una Torre Eiffel annerita dall’odio degli attentatori; poi ci sono loro, i cattivi, quei terroristi che hanno aperto il fuoco contro i giornalisti di Charlie Hebdo.

Non ci sono altre parole per descrivere i disegni realizzati da questi ragazzi, che sono stati creati all’indomani dell’attacco nel cuore della Francia. Sì, perché i francesi non dimenticano e non restano fermi: la libertà d’espressione non può essere fermata. E toccante è infine la voce di un bambino, che alla fine del video, dice: “Amo disegnare e continuerò a farlo”. Nous sommes Charlie e continueremo ad esserlo.