martedì, 14 Luglio 2026

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Qualità della vita: vince Bolzano, poi Milano

È stata al centro delle polemiche di questi giorni per l’elevato tasso di inquinamento della sua aria, ora Milano si prende la sua rivincita. Nell’edizione 2015 della ricerca del Sole 24 Ore sulla Qualità della vita nelle province italiane, infatti, trionfa Bolzano, seguita proprio da Milano. A chiudere il podio Trento, al 3° posto. Ultima Reggio Calabria.

Per Milano si tratta davvero di un successo: rispetto all’ottavo posto del 2014, il capoluogo lombardo ha fatto un netto salto in avanti. La città meneghina era riuscita ad arrivare fino alla quarta posizione nel 2005 per poi registrare una lenta e continua discesa. Fino al 21° del 2010. Un vero e proprio trionfo, dopo quello di Expo, ottenuto grazie all’eccellenza raggiunta nel parametro del “Tenore di vita”.

Anche quest’anno l’indagine del giornale ha preso in considerazione sei aree tematiche (Tenore di vita, Affari e lavoro, Servizi/Ambiente/Salute, Popolazione, Ordine pubblico, Tempo libero) per un totale di 36 indicatori con relative classifiche parziali, di tappa e finali. Tra le novità metodologiche il fatto che le province considerate siano salite da 107 a 110, per l’aggiunta di nuovi dati statistici anche per le province di Bat (Barletta-Andria-Trani), Fermo e Monza Brianza.

La top 10 del Sole 24 Ore vede trionfare il Nord e il Centro, con città di piccole o medie dimensioni (ad eccezione di Milano e Firenze), quasi tutte situate lungo l’arco alpino (Bolzano, Trento, Sondrio, Cuneo, Aosta).

Bolzano, però, è riuscita ad ottenere il titolo grazie ad una serie di indicatori a favore: nei primi due capitoli (tenore di vita e affari e lavoro), eccelle nel tasso di occupazione (71%), nella quota di crediti in sofferenza (solo 5,7%), nei consumi (2.660 euro per famiglia, 700 in più della media), in Popolazione, come per esempio per l’indice di vecchiaia e la speranza di vita, e nel Tempo libero (spettacoli, sport e spesa dei turisti stranieri).

Il 21 Dicembre e il solstizio d’inverno

credits:www.inmeteo.net

Come tutti sappiamo il 21 Dicembre è il giorno più corto dell’anno: si riducono le ore di sole e si allungano quelle di buio.
Il sole arriva alla sua distanza maggiore rispetto all’equatore, per poi riprendere un nuovo ciclo che lo vedrà splendere sempre un po’ di più.
Ma cosa c’è dietro alla giornata più buia dell’anno?

Miti, leggende e tradizioni devono la loro nascita proprio a questa data e al significato intrinseco che questa comporta.
I nostri antichi, specialmente quelli più “datati”, basavo la loro intera esistenza sul ciclo solare e sull’alternarsi delle stagioni, fondamentali soprattutto per la maturazione delle coltivazioni e la produzione di sostentamento alla vita.
Durante il solstizio il sole raggiunge la sua fase più debole in termini di luce e calore, dando quasi l’idea di poter terminare nell’oscurità, per poi tornare forte e splendente, vincendo le stesse tenebre nel quale sembrava stesse sprofondando.

Noi siamo abituati a questo ciclo che si ripete da millenni e abbiamo tutti gli strumenti per studiare e capire i fenomeni che ci circondano, quindi la cosa non ci spaventa più, ma provate a immaginare per un momento i nostri predecessori alle prese con le speranze che la vita non finisse ogni anno, per mancanza di conoscenza o eccesso di superstizione.

Non è un caso che il Natale cada proprio il 25 Dicembre, infatti, questa data rappresenta per molti religioni (così come per il cristianesimo) il ritorno alla vita, la rinascita del sole (da sempre simbolo divino) e di tutto ciò che la luce produce e fa nascere.

In termini iconici sono molte le divinità nate proprio in questo giorno, basti pensare al dio Sole babilonese Shamash, festeggiato nel 3000 a.C. circa, in Egitto si festeggiava la nascita del dio Horo e il padre, Osiride, si pensava fosse nato nello stesso periodo, in Messico nasceva il dio Quetzalcoath e l’azteco Huitzilopochtli, il dio Bacco in Grecia, il dio Freyr, figlio di Odino e di Freya, era festeggiato dai popoli nordici e poi ancora Zaratustra in Azerbaigian, Buddha in Oriente, Krishna in India, Scing-Shin in Cina, mentre in Persia, si festeggiava il dio guerriero Mithra, altresì chiamato il Salvatore, a Babilonia nasceva invece il dio Tammuz, figlio della dea Istar, rappresentata col figlio fra le braccia e con un’aureola di dodici stelle che gli incorniciava il capo.

Come il Natale, anche il Capodanno deve i suoi festeggiamenti alle superstizioni, i romani infatti proprio in quei giorni celebravano il Dies Natalis Solis Invicti, il giorno del Natale del Sole Invitto, quando la luce e il calore tornavano pian piano ad avvolgere la terra, facendo cessare il periodo di ciclo negativo del sole.
Ogni simbolo legato al periodo natalizio va a collocarsi nell’era dei tempi, come quando i popoli germanici usavano l’abete (sempreverde e quindi simbolo di speranza) per il fuoco della stufa. Addobbare l’albero vuol dire, quindi, rievocare la luce del rituale del falò dei nostri antenati, rito che si prolungava fino al giorno dell’epifania.

Il vischio, sotto il quale si usa dare un bacio al proprio amato, era sacro ai druidi, poiché era considerata una pianta discesa dal cielo e quindi di origine divina. Il fuoco, i falò, sono tutt’oggi simboli di fraternità e socializzazione, di scambio e di calore e come all’epoca danno caldo e luce in momenti di freddo e buio, ricalcano quindi il vecchio simbolo originario di speranza e fede.

Qualsiasi sia il nostro credo, dunque, o la nostra religione, ricordiamo che la base dalla quale partire è sempre la stessa: la rinascita, l’unione e la speranza in noi e in un futuro di pace e armonia.

Regali di Natale: cosa desiderano davvero le donne (FOTO)

photo credits: il milaneseimbruttito

Il tempo per comprare i regali di Natale stringe e rimangono pochissimi giorni per cercare il regalo adatto ad amici, fidanzati e parenti.
Molto probabilmente, sulla lista dei regali di Natale da fare di tutti noi, c’è una persona di sesso femminile. Che sia una sorella, una cugina o una fidanzata poco importa. Le donne sanno essere davvero complicate e non credete alle solite frasi di circostanza come: ” Ma ad una donna si puo’ regalare davvero di tutto” o anche “L’importante è il pensiero“.

Esistono dei regali che tutte le donne vorrebbero ricevere a prescindere da tutto. Ma quali sono? Noi di Blog di Lifestyle abbiamo stilato una lista che potrà esservi di aiuto in queste ultime ore di corsa ai regali. Mano al portafogli: si inizia.

Coccole e spa

sleeping cute girl getting a stone massage in a spa
sleeping cute girl getting a stone massage in a spa

Per una donna le coccole sono sempre ben gradite, figuriamoci a Natale. Che sia una giornata da trascorrere in una spa tra acqua termale e fanghi disintossicanti o un semplice massaggio decontratturante, tutto è ben accetto.

Gioielli evergreen

wisegeek
I pezzi di gioielleria fanno sempre colpo: che sia un accessorio Tiffany o un bracciale Pandora poco importa, quello che conta è scegliere un gioiello che possa essere utilizzato in varie occasioni. Colori neutri e oggetti dal design classico sapranno farsi apprezzare.

Un classico della letteratura

whytoread
Per le amanti della lettura un classico letterario è un regalo che scioglie il cuore. Assicuratevi che non sia già nella sua collezione o che si tratti di un’edizione limitata ed originale. Intramontabili le opere di Jane Austen, per inguaribili romantiche.

Oggetti del desiderio

ilmilaneseimbruttito
Una donna ha sempre in mente una borsa, un paio di scarpe o una felpa che le ruba il cuore. Se ne innamora ammirandola nelle vetrine, navigando in internet o scorrendo la galleria di Instagram. Non è difficile capire qual è il suo oggetto del desiderio, basta guardare i suoi occhi: quando scintillano è amore.

Miss Mondo 2015: vince la spagnola Mireia Lalaguna Royo (FOTO)

credits photo: ansa.it

È lei la Miss 2015 più bella del reame, Mireia Lalaguna Royo, ventiduenne di Barcellona. La modella e studentessa di Farmacia ha vinto la 65esima edizione di Miss Mondo, tenutasi ieri a Sanya, in Cina.

La bella spagnola ha conquistato i giudici per la sua capacità di parlare in pubblico.
Ha prevalso su 110 concorrenti provenienti da tutto il mondo, sfilando la tanto ambita corona azzurra di brillanti alla sudafricana Rolene Strauss, vincitrice della scorsa edizione.

È la prima volta che la Spagna si aggiudica il titolo di più bella del mondo. Al secondo posto la Russia con Sofia Nikitchuk e al terzo posto l’Indonesia con Maria Harfanti.

L’Italia è stata rappresentata dalla bella 17enne di Trieste, Greta Galassi, che si è classificata tra le prime cinque concorrenti nella categoria Top model.

“Senza l’amore di tutti coloro che ho incontrato durante questo percorso e delle persone che, da casa, mi hanno sostenuto e augurato buona fortuna non credo che sarei mai arrivata a questo punto. Sono molto felice, chi mi ha votato è riuscito a capire chi è Mireia realmente. Hanno cercato di vedere non solo la bellezza esteriore ma anche quella interiore” ha affermato la neo-miss Mireia.

Al concorso non era presente Miss Canada, Anastasia Lin, di origini cinesi, alla quale la Cina non ha rilasciato il visto che le avrebbe permesso di partecipare.