giovedì, 29 Gennaio 2026

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La morte di Thich Nhat Hanh, famoso monaco buddista

La morte di Thich Nhat Hanh ci coglie tutti di sorpresa.

L’ho conosciuto, come molti, per via dei suoi libri e in molti pensano che fosse il padre della mindfulness.

Era un monaco, uno scrittore, un ribelle ed un maestro.

Ci lascia a 95 anni, dopo una vita travagliata.

Chi è Thich Nhat Hanh?

Thich Nhat Hanh era un monaco buddhista vietnamita. A 16 anni iniziò il suo percorso di studi nel tempio vietnamita di Tu Hieu.

Negli anni ’60 e ’70 s’impegnò contro la guerra, andando contro governi sia del Vietnam del Nord sia del Vietnam del Sud, oltre che con gli Stati Uniti. Fu perciò condannato all’esilio.

Durante i quasi 40 anni di esilio, il monaco ha fondando la rete dei monasteri di Plum Village.

Nel 2005 il governo del Paese riunificato gli aveva dato il permesso di rientrare in patria per una visita.

Nel 2014 è stato colpito da un ictus che lo aveva lasciato semiparalizzato.

Thich Nhat Hanh libri e filosofia

Thich Nhat Hanh ha scritto circa 130 libri, molti anche in inglese. I suoi libri sono incentrati sulla consapevolezza, diceva: “La meditazione non è una fuga dalla società, ma è un tornare a noi stessi e vedere quello che succede. Una volta che si vede, ci deve essere azione. Con la consapevolezza sappiamo cosa dobbiamo e non dobbiamo fare per aiutare”. 

Si sostiene che sia lui il padre della mindfulness: per lui la meditazione era un modo per essere calati nel presente, per vivere l’azione e non rifuggirla.

Il maestro aveva una filosofia zen molto semplice: quando cammini cammina, quando mangi mangia e quando mediti medita senza lasciare che la mente si perda nel passato o nel futuro. Impossibile? “Bastano tre respiri” diceva.

Il maestro ha parlato diverse volte anche della morte, non come fine di tutto ma come di continuazione.

Ecco una bellissima citazione dal libro “La pace è a ogni passo”: «Ho chiesto alla foglia se aveva paura dell’autunno, di veder cadere le sue compagne. E la risposta è stata: “No. Per tutta la primavera e l’estate ho vissuto pienamente. Ho fatto del mio meglio per nutrire l’albero, e adesso una gran parte di me è lì. Questa forma non mi racchiude interamente. Io sono anche l’albero, e una volta tornata alla terra continuerò a nutrirlo. Perciò non mi preoccupo. Quando lascerò questo ramo, volteggiando nell’aria lo saluterò e gli dirò: Arrivederci a presto».

Ci rimangono di lui i suoi insegnamenti. Se non lo conoscete vi invito a leggere i suoi libri.

La custode dei peccati: recensione

Quest’anno non poteva iniziare meglio, un bell’esordio: La custode dei peccati di Megan Campisi.

Perchè proprio questo libro? Perchè tratta un argomento di cui non sapevo nulla.

Vi dicono qualcosa “le mangiapeccati”? Probabilmente no.

Eppure sono esistite davvero.

Pare che fosse una figura diffusa in alcune parti dell’Inghilterra e della Scozia, fino alla fine del XIX o all’inizio del XX secolo. Ma in realtà non se ne conosce l’origine.

Questo libro racconta, in modo romanzato, chi erano le mangiapeccati.

Pronti?

La custode dei peccati: storia di May

May è solo una bambina quando vede per la prima volta una mangiapeccati e non sa che sta guardando il suo destino.

Persi entrambi i genitori, ruba del pane per fame ma viene presa.

Buttata in carcere, aspetta una condanna che non arriva finché un giorno il giudice non decide cosa ne sarà di lei: una custode dei peccati.

A May viene fatto indossare un collare con una S (per sin, peccato) e sempre con la S le viene marchiata la lingua.

May torna verso casa ma si rende conto che nulla è più come prima: lei è maledetta. Non può parlare, non può toccare nessuno e nessuno vuole avere a che fare con lei.

Decide quindi di andare a cercare l’altra mangiapeccati, che però si rivela molto scostante e ruvida. Insieme lavorano, ovvero mangiano i peccati delle persone.

Quando qualcuno sta per morire, veniva chiamata la mangiapeccati che si faceva dire i peccati e poi elencava i cibi corrispondenti. Morta la persona, i cibi venivano preparati e la mangiapeccati doveva consumarli sopra la bara.

May e l’altra mamgiapeccati vengono convocate un giorno a corte, qui ha inizio l’intrigo… Bugie, assassini e rituali di stregoneria.

Come farà May a salvarsi?

La custode dei peccati: recensione

La custode dei peccati è assolutamente avvincente. Interessante il contesto storico e come viene descritta questa figura, la mangiapeccati, di cui ancora in molti non conosco l’esistenza.

Il punto di vista del romanzo è quello di May, un’orfana di bassa estrazione sociale, che racconta ciò che vede e ciò che le accade.

La protagonista è analfabeta, è sola eppure sa che non può mentire e che la giustizia viene prima di ogni cosa. Durante la sue giornate, May matura, acquisisce una nuova forza ed una nuova consapevolezza.

May incarna la solitudine, l’emarginazione, l’indifferenza e capisce che però essere invisibili a volte è un vantaggio.

In tutto ciò si snoda un piccolo giallo: cos’è successo a palazzo? Perchè appaiono cibi sulle bare che non corrispondono ai peccati?

E’ una lettura molto scorrevole, narrata in modo fluido e piacevole.

L’avete letto? Cosa ne pensate?

Blue Monday: ecco i consigli per superarlo

Oggi è il Blue Monday, il giorno più triste dell’anno, che cade ogni terzo lunedì di gennaio.

Se non ne avete mai sentito parlare, vi spieghiamo cos’è e come superarlo.

Ci sono diverse cose che si possono fare in questa giornata, per cercare di sentirsi meglio.

Cos’è il Blue Monday?

Il Blue Monday è il giorno più malinconico dell’anno. Ci sentiamo stressati, affaticati e con l’umore sotto i tacchi.

I motivi sono tanti: fa buio prima, fa freddo, le feste di Natale sono finite ed altre feste e vacanze sono lontane.

Le origini del giorno più triste dell’anno, sono attribuite alle ricerche svolte nel 2005 dallo psicologo britannico Cliff Arnall dell’Università di Cardiff. Attraverso un calcolo matematico, il professore ha individuato un’equazione che spiegherebbe perché questo è il giorno più triste dell’anno.

Perchè Blue? Il blu viene associato alla tristezza, sia in inglese che in francese. Si usa infatti dire: «I feel blue» e “avoir les blues” quando ci si sente malinconici.

Come superare il Blue Monday?

I più consigliano di superare il Blue Monday prenotando un viaggio, anche solo per un week end.

In concreto però per arrivare in fondo alla giornata, noi vi diamo altri consigli.

Se è una bella giornata, uscite per una passeggiata, possibilmente in un bosco o in un parco.

Se piove chiamate gli amici ed invitateli a casa per bere qualcosa di caldo.

Se proprio vi sentite svogliati, dedicate questa giornata a voi stessi: fate un po’ di shopping online, leggete un buon libro, fate un bagno caldo.

E’ il momento perfetto per telefonare ad amici che non si sentono da un po’ e fare quattro chiacchiere.

Idea ottimale quella di preparare un dolce, magari da condividere.

Si può anche guardare un film o una serie tv leggera e che faccia ridere, magari in compagnia di una cioccolata calda.

Bonus di salute mentale respinto dal governo

E’ stata di nuovo respinta dal governo, la proposta del “bonus di salute mentale”.

Nonostante gli avvenimenti che si sono susseguiti dal 2020, la salute mentale è ancora in secondo piano.

Perchè nel 2022 la salute mentale è ancora un diritto sottovalutato?

Bonus di salute mentale molto utile in pandemia

Durante tutta la pandemia, il governo non ha mai approvato un bonus di salute mentale.

Non è bastato il lockdown, né i lutti, né la dad.

Ci sono persone che hanno perso il lavoro, altri hanno perso i familiari e molte di loro non possono permettersi le cure psicologiche di cui necessitano.

Eh sì cari miei, curarsi la salute mentale costa ed anche tanto.

No, non si può fare affidamento sulle strutture pubbliche: sono lacunose, stracariche e generalmente popolate da persone disinteressate ai problemi altrui.

Se uno vuole essere seguito bene, deve trovarsi un terapeuta privato che di questi tempi è tutt’altro che facile poiché il costo non è affatto abbordabile.

E non parliamo poi di bambini e ragazzi in dad: molti di loro sono stati colti da attacchi di panico, si sono ammalati di depressione e le famiglie non hanno sempre la possibilità di aiutarli come si dovrebbe.

Bonus di salute mentale sottovalutato, se non ora quando?

Eppure visti questi due anni, un bonus di salute mentale sarebbe dovuto essere in cima alla lista delle priorità.

Invece, nel nostro Paese, la salute mentale è sempre sottovalutata.

Non tutti potranno concedersi il lusso di andare dallo psicologo e saranno costretti a convivere con le loro problematiche.

Marinella Sclocco, ex assessore regionale alle Politiche sociali e giovanili ha detto in merito:

“Era il momento giusto per il Bonus Salute mentale. C’è un’elevata richiesta di benessere, come ha dimostrato il resoconto della Cassa degli Psicologi che, dati alla mano, ha fatto registrare un aumento del nostro lavoro pari al +30%. Dati oggettivi, che non possono essere ignorati. Se c’è questa richiesta di aiuto a livello nazionale, se, quindi, tantissime persone ci hanno chiesto sostegno, perché far finta di niente?”.

Quello che manca nel nostro Paese è la cultura del benessere mentale. Si pensa che basti avere un lavoro ed una casa per stare bene, ma le cose non stanno sempre così.

Ancora oggi ci sono persone che faticano ad avere un sostegno psicologico, o che addirittura se ne vergognano.

Sarebbe il momento giusto, per il governo di dare davvero un sostegno alle persone sotto questo punto di vista.

Se non ora quando?