Pensate di essere fuori tempo massimo e condannate ad essere single per tutta la vita? Niente di più sbagliato, l’amore non ha età basta avere un po’ di pazienza e troveremo l’uomo o la donna giusta, anche se questo dovesse significare indossare il fatidico abito bianco alla soglia dei novanta anni.
Lasciando da parte l’ironia quello che sappiamo è che sono diverse le ragioni che spingono al matrimonio, non solo l’amore. Spesso ci si sposa perché è la società che ce lo impone e anche se l’idea che tutti noi abbiamo della coppia perfetta è rappresentata da due giovani innamorati, spesso non è questa la realtà.
L’amore vero e realmente consapevole può arrivare anche molto in là negli anni, quando si è più liberi dai condizionamenti della società, non si lavora ma al tempo stesso non si hanno problemi economici perché non c’è più il mutuo da pagare. I figli sono già grandi e sono un sostegno più che un impegno. Tutte queste condizioni possono spingere persone non più giovani a rilassarsi e concedersi la storia d’amore che in gioventù avevano solo sognato. Questo è quello che è capitato a le coppie rappresentate nelle immagini sotto, immortalate nel giorno in cui si giurano amore per tutta la vita perché se è vero che l’amore non ha età è giusto festeggiare il matrimonio con tutto lo sfarzo che l’occasione merita.
Alton 91 anni e Betty 84 si sono innamorati e sposati dopo essersi conosciuti in una casa di riposo.
Due anni in più per la sposa che a 103 anni posa insieme allo sposo di 101 per la loro prima foto di nozze.
Due pazienti dell’Ospedale Roseweood si sono sposati nel giorno del centesimo compleanno della sposa.
L’incontro solo un mese prima delle nozze dal dentista.
Ottanta anni dopo essersi conosciuti, José 103 anni e Martina 93 hanno coronato il loro sogno d’amore con il matrimonio.
Questa coppia di 85 anni si è risposata dopo un divorzio lungo 48 anni.
Sappiamo bene che Starbucks è ormai diventato un vero e proprio punto di riferimento per quanto riguarda le bevande a base di caffeina: tra i vari latte, caffè, frappé, nonché tutti i prodotti stagionali di volta in volta proposti (uno fra tutti il latte alla zucca), non c’è che l’imbarazzo della scelta. Ma c’è qualcosa che non sappiamo su Starbucks, anzi: più di una cosa.
Il Trenta size è più grande di uno stomaco umano
Contiene 916 millilitri di caffè, ma la capienza media del nostro stomaco è di 900 millilitri soltanto. Il che significa che non riusciremo mai a berlo in una sola volta, a meno che non si disponga di un super-stomaco o qualcosa del genere. E poi tutta quella caffeina non farà certo bene mandarla giù tutta d’un sorso.
Starbucks ha distribuito delle gold-card con oro vero all’interno
Verso la fine del 2013, i punti vendita di Starbucks hanno reso disponibili al ridicolo prezzo di 450 dollari delle carte gold. Andate a ruba, ovviamente.
Il Latte alla Zucca ha un account Twitter
Il famoso Pumpkin Spice Latte è diventato così amato da riuscire ad avere su Twitter una pagina con circa 83.000 followers. È ancora in attesa della verifica ufficiale, però.
Il suo nome originale doveva essere Pequod
Starbucks avrebbe dovuto essere ribattezzato così in onore della celebre baleniera del libro Moby Dick. Fortunatamente quel genio del co-fondatore ebbe cura di notare che nessuno avrebbe bevuto una tazza di “Pee (pipì) Quod“: così la caffetteria prese nome dall’ufficiale in seconda Starbuck.
Un grande coffee contiene 320 millilitri di caffeina
Ciò implica che dovremmo abbandonare almeno la Red Bull, dal momento che si tratta di una quantità di caffeina che supera di quattro volte l’ammontare giornaliero che potremmo assumerne.
Ci sono attualmente 21.536 Starbucks nel mondo
È assurdo, cosa c’è di più incredibile? Dal 2010 ad oggi la media è di 2.5 nuovi locali aperti ogni giorno. Un’incidenza che spiega perché, del resto, nella zona tra Boston e Philadelphia non si è mai più lontani di 10 miglia da uno Starbucks. Sono praticamente ovunque.
In media, una persona va da Starbucks 6 volte al mese
Una frequenza che per i più affezionati (il 20% dei clienti di Starbucks) si traduce in 16 volte al mese.
La regola dei 10 minuti
Se pensavamo che il nostro Starbucks fosse chiuso, forse ci siamo sbagliati: i locali aprono 10 minuti prima e chiudono 10 minuti dopo rispetto agli orari ufficiali. Abbiamo tutto il tempo di andare a sorseggiare il nostro latte in pace.
Carte regalo per il valore di 925 miliardi di dollari vengono attivate ogni anno
Questo significa che comprare più di 200 milioni di frappuccini è possibile!
Si possono bere più di 87.000 combinazioni di bevande
Il che implica che non avremo mai l’opportunità di berle tutti, perché per farlo ci vorrebbero più di 119 anni.
I film Disney continuano a emozionare intere generazioni di ragazzi, e anche gli adulti tornano ad essere bambini rivedendo le loro storie preferite sullo schermo. Quell’aria di fantasia e quel tanto divertimento che caratterizza i cartoni Disney conquista anche i meno scettici, grazie ai personaggi uno più bello dell’altro.
Proviamo ad immaginare cosa accadrebbe se quest’atmosfera fatata verrebbe meno: ecco che le storie Disney perderebbero la loro magia per dar spazio alla scienza. Il risultato è alquanto inquietante e agghiacciante, sopratutto vedendo i nostri personaggi Disney a contatto con la realtà.
Ci ha pensato il sito americano BuzzFeed a ricostruire, con l’aiuto di esperti, la verità scientifica dietro alcune scene dei cartoni, che potete vedere nella galleria sottostante. Vi assicuriamo che non riuscirete più a vedere Nemo con gli stessi occhi.
1. Se le sirene fossero reali
Nel cartone Disney “La Sirenetta”, il più grande problema di Ariel è la favolosa piovra-drag-queen Ursula. Ma se le sirene esistessero realmente, allora la storia di Ariel avrebbe preso una piega molto diversa. Secondo Bradford Hawkins, biologo evoluzionista presso al University of California, Irvine, la Sirenetta dovrebbe preoccuparsi del suo aspetto fisico. “Molto probabilmente avrebbero pinne dorsali sulle spalle. Pensate ai delfini. Inoltre, le braccia sarebbero praticamente assenti. Non c’è molto uso per le mani in mare aperto. Inoltre, il naso sarebbero sulle loro teste. E, infine, sarebbero senza peli, quindi senza capelli.” Eric e Ariel avrebbero avuto il loro lieto fine lo stesso?
2. Jasmine e Aladdin sul tappeto volante
Come trasformare una romantica gita sul tappeto volante in un film dell’orrore? Durante una scena di “Aladdin”, lui e Jasmine viaggiano dal Cairo ad Atene in brevissimo tempo. Alejandro Garcia, Ph.D., un fisico delle animazioni della San Jose State University e della DreamWorks, ha spiegato che cosa accadrebbe se questo fosse teoricamente possibile. Secondo i calcoli di Garcia, i due sarebbero in viaggio a circa 1000 km al secondo. La forza di resistenza o la resistenza dell’aria sarebbe 100 milioni di volte più grande del loro peso. In sostanza, la velocità sarebbe troppo elevata e verrebbero disintegrati a causa del calore.
3. Storia di incesto in Nemo
Tutti conoscono la tenera storia di Nemo, pesce pagliaccio, scomparso nell’Oceano e ritrovato da suo padre. Se il pesciolino, secondo delle trattazioni biologiche, non si fosse perso, si sarebbe dovuto accoppiare trasformandosi in una femmina. I pesci pagliaccio, spiega lo scienziato Patrick Cooney, sono ermafroditi, e cambiano sesso nel momento in cui perdono il compagno. “Dal momento che Nemo è l’unico altro pesce pagliaccio intorno, si accoppierebbe con il padre (che ora è una femmina). In caso morisse anche il padre, Nemo cambierebbe sesso in una femmina e si accoppierebbe con un altro maschio”. Ora capiamo perché Nemo se ne è scappato. Per evitare l’incesto.
4. La testa di Pinocchio
Alla tredicesima bugia, il naso di Pinocchio diventerebbe lungo 207 metri, spezzandogli il collo e decapitandolo a causa della forza esercitata dal peso della sua testa sul collo. Questa la teoria di Steffan Llewellyn nel Journal of Interdisciplinary Science Topics (JIST).
5. La principessa e il ranocchio
Nel cartone Disney “La principessa e il ranocchio”, il principe Naveen diventa finalmente umano dopo aver baciato Tiana. Secondo Alejandro Garcia, sarebbe possibile per un rospo trasformarsi in un essere umano. Come? Per fare questo, dovreste prendere tutta l’energia dell’aria: questo farebbe sì che tutto si congeli, aria compresa. Azoto e ossigeno si trasformerebbero in liquidi e l’atmosfera precipiterebbe nel vuoto creato dalla bassa pressione. Tuttavia, si andrebbe a creare un’onda d’urto simile ad un’arma nucleare in grado di sbriciolare Naveen e Tiana.
6. Geppetto e la balena
Secondo Hawkins, Geppetto, dopo essere stato inghiottito dalla balena in “Pinocchio”, non sarebbe mai potuto sopravvivere al suo interno. Infatti, le balene non sono in grado di digerire mammiferi, che quindi verrebbero smembrati. Peggio ancora per la situazione di Geppetto, dato che la balena che lo inghiottisce ha anche i denti, e probabilmente lo farebbe in mille pezzi prima di ingerirlo del tutto.
7. Il volto di Aurora
Ne “La bella addormentata”, Aurora, per colpa di Malefica, cade in un sonno profondo che solo il bacio del vero amore può risvegliare. Nella vita reale, la principessa cadrebbe in coma. Secondo Hawkins, senza le dovute cure mediche, Aurora sarebbe morta di sete in una settimana o due. La sua pelle morbida diventerebbe secca, squamosa, e fragile a causa della disidratazione. Inoltre, avrebbe avuto l’alito cattivo a causa di una mancanza di saliva (che ha proprietà antibatteriche). Chissà se Filippo avrebbe il coraggio di baciarla?
8. La principessa Elsa sarebbe un’assassina
Nell’ultimo dei cartoni animati Disney, “Frozen”, Elsa gela accidentalmente sua sorella, ma poi questa si scongela e torna alla vita, regalandoci il finale “e vissero tutti felici e contenti.” Tuttavia, la realtà ci dice altro: Anna sarebbe morta comunque, dato che non è possibile scongelare una persona. I sostenitori della criogenia credono che un giorno sarà possibile. Secondo questa scienza, nel corpo potrebbero essere iniettate delle sostanze atte a impedire la coagulazione del sangue. Il sangue di Anna sarebbe coagulato senza questa procedura. Inutile aggiungere che il suo corpo si scongelerebbe in modo alquanto raccapricciante.
9. Il Re Leone è il film più scientificamente accurato
Credits: lionkingwikia.com
Alla luce dei fatti, “Il Re Leone” risulta come il film Disney più scientificamente accurato. Pensate alla scena in cui Simba, Pumba e Timon si distendono sull’immenso pratone e contemplano le stelle. Simba pensa che siano i Re morti del passato, Timon delle lucciole, ma Pumbaa è l’unico ad aver ragione quando afferma: “Ho sempre pensato che fossero delle palle di gas che bruciano a milioni di chilometri di distanza!”. Peccato che nella realtà, il leone divorerebbe più che volentieri un facocero e un suricata.
Una campagna pubblicitaria su alcuni prodotti dimagranti, apparsa in tutta la metro di Londra, affermava che “non tutti i corpi sono pronti per la prova costume“. Lo spot, ora oggetto d’indagine da parte dell’Advertising Standards Authority (ASA), è stato prontamente rimosso con i dovuti effetti collaterali. Si è attivata, infatti, nelle scorse settimane, una contro-campagna, condotta da femministe e attivisti dell’immagine, il cui messaggio urlava l’esatto opposto: tutti siamo pronti per la prova costume.
Così sui social nomi di spicco del settore si sono uniti alla battaglia, postando fotografie in bikini e dando enorme fiducia al potere dell’immagine. E tra questi non potevano mica mancare quelli delle modelle curvy più seguite del momento: Ashley Graham, Robyn Lawley, Felicity Hayward, Candice Huffine, Marquita Pring, Tara Lynn, Jennie Runk e tanti altri, hanno mostrato come non ci sia assolutamente bisogno di un bikini taglia 40 per superare la prova costume, ma come ci si possa sentire belle qualunque misura abbia il nostro corpo. E corpi di tutte le misure li abbiamo visti davvero sfilare sui social, con la fierezza, la sicurezza, l’eleganza e la fiducia di chi ci crede davvero.
E beh, l’impatto su chi osserva è sicuramente forte e carico di pensieri positivi. Sfogliamo insieme la gallery.