martedì, 14 Luglio 2026

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Gelato: i gusti più strani in giro per l’Italia

credits photo: teleregionemolise.it

L’estate è ormai vicina e insieme ad essa arriveranno i vestiti colorati, i pantaloncini, il mare, l’abbronzatura e, soprattutto, i gelati. C’è chi preferisce i gusti classici, chi adora le creme e chi opta per quelli alla frutta. Ma c’è chi ama il rischio ed è per coloro che ogni anno gli artigiani del gelato si prodigano per trovare gusti nuovi. Per le persone che vogliono sperimentare noi di Blog di Lifestyle abbiamo cercato i gusti più strani in giro per l’Italia

Birra

Andiamo a berci una birra insieme stasera? No, preferirei un gelato. Per conciliare i gusti di tutti e limitare le discussioni tra fidanzati i gelatai hanno deciso di inventare il gelato alla birra. L’idea, in realtà, è arrivata dal Brasile ma ormai si è diffusa in tutte le gelaterie del Bel Paese.

Cocktail

C’è chi ha gusti più raffinati e alla birra preferisce i Cocktail, quindi perchè non farne dei gelati? Mojito, spritz, limoncello, prosecco e irish coffee sono i gusti che si potranno assaggiare questa estate.

Basilico e pesto

In Liguria il pesto è l’ingrediente base della cucina tipica. Sarà stata proprio la devozione per la tradizione ad ispirare i gelatai liguri che hanno creato il gelato al pesto, portando basilico e pinoli sui coni e le coppette degli amanti del gelato.

Basilico e limoni

Basilico e gelato sembra proprio un’accoppiata vincente. Se poi ci accostiamo anche il sapore dei limoni il piacere è assicurato. Questo innovativo gusto si è aggiudicato il premio “gelato più buono” nel 2014 nella rassegna “Gelati d’Italia” e ha fatto diventare famosa una gelaterie di Varese.

Ricotta e fichi

In quel di Napoli ad attirare l’attenzione dei golosi più curiosi potrebbe essere questo nuovo gusto che, a quanto pare, è veramente buono. In Friuli Venezia Giulia rilanciano con un gelato al gusto di sorbetto di fichi variegato alle noci.

Gelato dolce-salato

Se siete tra coloro che al dolce preferite il salato potreste apprezzare molto questi gusti: prosciutto di parma, olio d’oliva, pachino e bottarga. Ce n’è veramente per tutti.

Viola

Per viola si intende il fiore ed è un gusto che ormai è molto diffuso in Italia. Se vi state chiedendo che sapore possa avere un fiore non vi resta che provare.

Pizza

Il Bel Paese è spesso accostato al suo piatto più famoso ed è probabilmente per questo motivo che non si poteva non fare un gelato al gusto di pizza, nato nelle gelaterie del Salento e molto apprezzato dai turisti americani. Sempre i salentini hanno dato i natali ad altri gusti stravaganti, come il gelato alla patata e ai ricci di mare.

Cacio e pepe

Riprendendo la tradizione della cucina laziale nelle più prestigiose gelaterie romane potrete trovare il gelato gusto cacio e pepe. Gli ingredienti base sono, appunto, pepe nero e pecorino.

I 10 stadi di un libro-dipendente

A ciascuno di noi sarà capitato – o almeno lo spero – di non riuscire più a staccarsi da un libro che magari abbiamo iniziato a leggere per svogliata curiosità e che poi ci ha rubato il cuore. Oppure ci eravamo già innamorati di quel romanzo non appena l’avevamo visto sullo scaffale polveroso della biblioteca. O ancora abbiamo deciso di comprarlo perché ne parlavano tutti.
Non importa come inizia, quella tra noi e ogni libro che ci passa per le mani sarà sempre una storia d’amore.

Ma non sono tutti così divoratori di libri, e soprattutto non nasciamo con un gene che ci spinge a spendere tutti i nostri soldi in romanzi: come per i telefilm, libro-dipendente non si nasce, ma si diventa.

1. Il punto di svolta

Come per tutto nella vita, arriva quel momento in cui trovi Lui, il libro giusto per te. Quello che, per la prima volta, ti fa interessare davvero al mondo della letteratura, qualunque genere sia.
Non sapete dire con precisione perché vi ha colpito così tanto quel libro (o forse sì, ma non è importante), però volete provare un’altra volta quell’esperienza.

2. Il paradiso è qui

Altro che meditazione e nirvana, ora avete scoperto che per entrare in paradiso vi basta varcare la soglia della libreria più vicino a casa vostra. Bello, vero?

3. Un paradiso costoso

Il terzo stadio è una diretta conseguenza di quelli precedenti. Una volta che il mondo dei libri vi ha catturato, la vostra lista personale dei romanzi che vorreste leggere inizierà a farsi sempre più fitta. E ben vengano le tessere della biblioteca, ma noi i libri vogliamo averli sempre sotto mano, non si sa mai che ci venga una voglia improvvisa di rileggerli. E allora quasi quasi ti conviene iniziare ad aprire un mutuo, per una casa più grande e una libreria più spaziosa; perché andrà sempre a finire che anche se dici “questa volta non compro nessun libro”, poi torni a casa con la borsa stra colma dei tuoi prossimi passatempi.

4. Quale di questi?

Per essere un vero e proprio libro-dipendete devi aver passato almeno una giornata con un forte dissidio interiore che ti tormentava per la scelta di quale libro leggere per primo tra quello che è sulla bocca di tutti in quella settimana, oppure quello che hai sul comodino da tempo. E allora, perché non iniziarli entrambi?

5. La storia vi coinvolge (troppo)

Siete così perse dal racconto che aspettate con impazienza qualunque minuto libero della giornata perché sapete che potrete dedicarlo a leggere qualche riga del fantomatico libro. Così magari vi capita di farvi scappare via il tram perché non l’avete neanche visto arrivare in quei 5 minuti d’attesa in cui avete divorato pagine su pagine come se non mangiaste da giorni.

6. Odio verso il mondo

Solo chi ama leggere riesce a capire cosa intendo. Perché certe volte non vuoi altro che essere lasciata un po’ in pace per poter dedicarti alla lettura, ma nessuno lo capisce. E allora ecco che sul treno la persona sconosciuta che hai difronte inizia a fare quello che io chiamerei più propriamente monologo ma che per lei sembra essere una conversazione vera e propria. E non appena il soggetto che ci infastidisce prende fiato tra una frase e un’altra, per ricontinuare a raffica con le sue parole, noi abbassiamo lo sguardo per cercare di rubare un’altra frase e per far capire che gradiremmo molto non essere più disturbate.
Come se l’avere un libro aperto davanti alla faccia non fosse già di per sé un messaggio abbastanza chiaro relativo alla tua intenzione di non avere conversazioni.

7. Devi sapere

Non c’è niente da fare, capita che a pagina cinquanta, a storia appena inoltrata, realizzi che ti tremano le mani per la necessità di sapere cosa succede. E lo vuoi sapere esattamente adesso. Non puoi attendere un minuto di più.
E allora tutto il resto del mondo passa in secondo piano.

8. Dormire?!

Credere di poter ancora dormire quando si è iniziato un libro è una cosa da pivelli. Uno degli ultimi stadi per un libro-dipendente è perdere quasi del tutto il bisogno di dormire. Perché, purtroppo, molte volte l’unico momento della giornata che possiamo dedicare alla lettura è la sera, e allora non si può più spegnere la luce finché non sai come andrà a finire la storia tra Elizabeth e Darcy, e se morirà prima Amleto o Laerte nella loro sfida all’ultimo sangue.

9. Hai trovato nuovi amici

Parlo di amici immaginari, i protagonisti delle storie che leggiamo. Con tutti i libri che divoriamo, capita spesso di imbatterci in personaggi molto simili a noi, con cui ci identifichiamo, ma capita anche di imbattersi in quello che è il nostro uomo dei sogni, e allora qualche volta crediamo di amare più il protagonista del libro rispetto al nostro vero partner.
In ogni caso, la realtà non importa più, le tasse possono aspettare, gli esami si possono rimandare. I protagonisti hanno bisogno di noi. E noi di loro, ma non diteglielo.

10. L’ultima pagina

Questo è certamente il momento più doloroso. Comincia il conflitto interiore: una parte di te vuole sapere come finisce il libro mentre l’altra parte ha paura di affrontare una vita senza lui al tuo fianco. Ma intanto fai fatica a non sbirciare con la coda dell’occhio l’ultima riga.
E poi, d’un tratto, tutto finisce, anche l’ultima parola è andata. La nostalgia ti assale, la tua vita non ha più senso, ti senti sola e disorientata.

libro

Andare in libreria dopo aver terminato un libro è come andare ad un appuntamento al buio dopo una dolorosa e recente rottura.
“…Ehi ma questo libro è nuovo, devo proprio comprarlo”.

La foto lesbica che sta facendo il giro del web (FOTO)

credits photo: ktla.com

Melanie e Vanessa Iris Roy sono due donne che si amano e che, per testimoniare la gioia della gravidanza, hanno condiviso su Instagram delle foto in cui sono fianco a fianco mentre mostrano il loro pancione. Di certo non si aspettavano di attirare l’attenzione del web a livello mondiale.

Le foto che hanno fatto impazzire il mondo sono state scattate a distanza di circa un anno l’una dall’altra. Nella prima sono ritratte le due donne quando ad essere incinta era Vanessa Iris. Nella seconda a mostrare il pancione è invece Melanie e, a fare da guardia alle due mamme, c’è il piccolo Jax.

credits photo: facebook.com/grupoarcoiris.perfilii
credits photo: facebook.com/grupoarcoiris.perfilii

Le foto sono state postate rispettivamente nel gennaio 2014 e nel febbraio 2015 ma sono diventate famose solo ora, dopo che diversi siti a favore dei diritti LGBT le hanno diffuse. Solo il post condiviso dalla ONG brasiliana Grupo Arco-Íris Perfil I sulla sua pagina facebook ufficiale ha superato i 160 mila “mi piace”.

credits photo: dailymail.co.uk
credits photo: dailymail.co.uk

Melanie si dice ancora profondamente sorpresa di quanto la sua famiglia sia diventata famosa grazie a queste foto, del supporto ricevuto e di quanto le persone ne parlino come qualcosa a cui ispirarsi. La speranza delle due donne è proprio che tutto ciò sia di incoraggiamento per altre coppie lesbiche e per le donne che vogliono diventare mamme.

credits photo: fanpage.it
credits photo: fanpage.it

Parlando poi della loro scelta, le due donne hanno deciso di procedere in questo modo perché entrambe desideravano portare in grembo un bambino. “Il corpo femminile è incredibile. Il modo in cui crea e fa crescere un altro essere umano è stupefacente” conclude Melanie.

Viaggiare col migliore amico: la scelta migliore

Sono sempre più numerose le persone che ritengono che non ci sia niente di meglio del viaggiare da sole: senz’altro questi globe-trotter solitari hanno ragione, non c’è sensazione migliore dello stare per proprio conto e così scoprire la propria indipendenza. Viaggiando da soli, si è liberi di attenersi ai propri orari, di scegliere senza andare a scontrarsi con i desideri degli altri. Eppure, viaggiare col migliore amico – soprattutto quando si è lontani da casa propria e da tutto ciò che si conosce – è un’esperienza che vale altrettanto la pena di provare. Le ragioni? Possono essere almeno sei:

Condividere momenti importanti

Generalmente, quando si viaggia in compagnia di qualcun altro il tragitto è tutto chiacchiere e commenti. Ma quando si arriva di fronte a qualcosa di veramente mozzafiato, le parole si esauriscono: condividere quel silenzio, quel momento in cui le parole non sono più abbastanza per descrivere la bellezza che si sta ammirando, è una delle più forti forme di empatia che si possano mai provare.

Strappi alle regole

Riuscire a intercettare un locale che gentilmente ci dia accesso a zone della città visitata interdette ai più è adrenalina pura: non vivere questa scarica di eccitazione da soli, ma in compagnia di un complice, è semplicemente fantastico.

Maggiore sicurezza

Perdersi e mettersi in cerca della strada giusta per rientrare in albergo a notte fonda, in una città che non si conosce, è piuttosto inquietante se si viaggia da soli. In compagnia del proprio migliore amico la stessa situazione sarà vista, invece, attraverso tutt’altra lente: quella dell’avventura da condividere tra risate e un paio di birre.

Chi ti copre le spalle

Che sia per fermare l’autobus che sta partendo senza di te o per passarti quell’anti-dolorifico che hai dimenticato a casa, avere un valido compagno di viaggio è sempre, sempre un dono. Del resto, nessun momento più del viaggio all’estero può indurre a sentire la necessità di un aiuto: in casi come questo, il supporto è garantito perché giusto accanto a te.

Nostalgia al bando

Una volta tornati a casa, la nostalgia della cartina della città in cui si è soggiornato, ma anche della lingua che si è tentato goffamente di parlare, sarà ben presto in agguato: è fondamentale, perciò, avere un amico con cui non solo ricordare il viaggio fatto insieme, ma anche pianificare imminenti partenze future.

Opere di convincimento

È vero, quando qualcun altro insiste per convincerti a fare ciò che vuole la cosa non ci fa impazzire. Ma a volte queste piccole forzature possono rivelarsi manna dal cielo, soprattutto se si tratta di prenotare un biglietto d’aereo.