sabato, 7 Febbraio 2026

Costume & Società

Home Costume & Società Pagina 648
Notizie e tendenze sulla società, sul costume, sull’opinione pubblica e sul cambiamento generazionale

Come dormi svela chi sei

Di schiena, a pancia sotto o di fianco: il modo in cui ci addormentiamo rivela sempre qualcosa del nostro carattere. È questa la tesi emersa dagli studi effettuati da una famosa azienda che rivende materassi online, Reverie.com, che ci svela i tratti salienti di ogni posizione:

Il tronco

Se ci si addormenta su di un fianco o sulla schiena, con braccia e gambe ben allungate e il viso sul cuscino, si è molto socievoli e sofisticati, ma anche rilassati e dunque dotati di un atteggiamento calmo e fiducioso nei confronti degli altri.

Il pensatore

Se si dorme su di un fianco in posizione fetale, con tutte e due le braccia sopra o sotto il cuscino, si è dei pensatori: a farcelo capire sono le mani vicine al mento, che esprimono grande riflessione. Molto sensibili ed emotivi, i pensatori sono anche degli amici straordinari.

La stella marina

Se si dorme sulla sulla schiena a gambe divaricate e braccia aperte, occupando quasi tutto il letto si è amici fidati e altruisti: sempre pronti a intervenire nei momenti difficili dei propri cari, le stelle marine mettono sempre i propri affetti al primo posto.

Il sognatore

Se ci si addormenta di schiena, con le gambe un po’ divaricate, i gomiti piegati e le mani sotto la testa, si è delle persone estremamente allegre e libere, ma anche degli ottimi ascoltatori. Per il sognatore non esistono che il piacere e la realizzazione delle proprie alte aspettative.

Il soldato

Se si dorme di schiena con le gambe ben distese e le braccia lungo i fianchi, si è dei soldati: dal di fuori calmi e discreti, i soldati sono in realtà sensibili ed emotivi. Il loro forte? L’organizzazione e l’altruismo.

Il tuffatore

Se ci si addormenta a pancia in giù, le mani accanto al cuscino e la guancia schiacciata sopra, si dispone di un carattere intenso, ma anche estremamente onesto. L’ordine mentale che il tuffatore si predispone lo porta a essere sempre organizzato e a tenere tutto sotto controllo.

E tu, come dormi?

Un flash mob per sorprendere il fidanzato (VIDEO)

Alexander Kasi, 25enne londinese, è all’aerporto di Heathrow per aspettare un suo amico al gate. Mai avrebbe immaginato che all’uscita dei passeggeri avrebbe trovato, invece, la sua fidanzata, Alexandra Suriano, 27enne, con al seguito un gruppo di coristi che hanno iniziato a cantare e dar via a un flash mob.

L’intento della giovane è sicuramente dolce: sorprendere il fidanzato in aeroporto, eppure il risultato ha imbarazzato un po’ i passeggeri, che si sono ritrovati nel mezzo del gruppo a-cappella, chiamato All The Kings Men, mentre intonava canzoni. A sua insaputa, Alexander è stato ripreso fin dall’inizio, mentre attende al gate l’arrivo dei passeggeri. Improvvisamente, il gruppo inizia a cantare “Rather Be” dei Clean Bandit e “I Wanna Be Your Lover” di Prince, sotto lo sguardo delle persone – chi indifferente, chi divertito – e rendendo la performance come una delle più imbarazzanti della rete.

Inizialmente confuso e spaesato, Alexander cambia espressione quando vede Alexandra uscire dal gate incamminarsi sorridente verso di lui, mentre in mano ha dei cartelloni in cui spiega il motivo che l’ha spinta a fargli questa sorpresa. “Ho viaggiato (molto emozionata) attraverso l’Oceano Atlantico per 5,000 km e sette ore”, si legge su di essi, mentre Alexandra li fa girare uno ad uno, “per passare un romantico weekend insieme. Ti amo tanto. Ti unirai a me? E mi abbraccerai?”

Senza pensarci due volte, anche se visibilmente imbarazzato, il giovane corre verso la sua fidanzata baciandola e abbracciandola, mentre restano ad ascoltare il gruppo che finisce di cantare. Alexandra ha poi spiegato così il suo romantico gesto: “Alex vive a Londra e io a New York. Abbiamo una relazione a distanza ma cerchiamo di vederci almeno ogni mese. Lui è svizzero, io di El Salvador, ma siamo entrambi molto internazionali. Un amico in comune ci ha presentato a New York, e dopo un mese abbiamo deciso di intraprendere questa relazione a distanza. Stiamo insieme da otto mesi.”

“Ho deciso di fargli questa sorpresa”, continua Alexandra, “perché lui mi aveva sorpresa a New York, venendo in luglio, e anche io volevo fare una cosa simile.” La giovane spiega che ha in programma di affittare un’auto così da guidare verso Essex, per passare il weekend in un bellissimo hotel. “Alex ama le macchine, ha guidato una Lamborghini e una Aston Martin.”

Una fidanzata romantica oppure imbarazzante? La risposta dipende dai punti di vista, ma non si può negare il fatto che nonostante la lunga distanza che li separi, Alexandra e Alexander stiano facendo del loro meglio per portare avanti la loro storia d’amore.

http://www.youtube.com/watch?v=PzU6CvrgQR8

Venezuela, manichini di bambine incinte in un centro commerciale

Sta facendo discutere la campagna shock che arriva dal Venezuela, più precisamente dalla capitale Caracas, che vede la presenza nelle vetrine di un centro commerciale di tre manichini di bambine incinte. Tre ragazzine pronte per andare a scuola, con tanto di zainetto e divisa azzurra (che le bambine venezuelane indossano fino all’età di 15 anni), sotto la quale nascondono il pancione di baby-mamme.

Si tratta della campagna di sensibilizzazione promossa da due associazioni di carità locali, Fundana e Construyendo Futuros, che hanno l’hanno ideata e messa in scena negli store per puntare i riflettori sul problema delle gravidanze sotto i 18 anni. Secondo le statistiche, nel Paese sudamericano ogni tre minuti una minorenne rimane incinta, con il 23% di tutte le madri in attesa, che non hanno ancora compiuto la maggiore età. Problema segnalato anche dalle Nazioni Unite.

La notizia, accompagnata dalle fotografie scattate negli store di Caracas, ha fatto rapidamente il giro del mondo, facendo molto discutere anche sui media internazionali. L’opinione pubblica appare spaccata a metà: c’è chi si scandalizza e protesta e chi invece approva, sostenendo il progetto delle due associazioni, che hanno intenzione di promuovere la campagna anche fuori dalla capitale Caracas.

Gli effetti della marijuana? Cervello più piccolo ma più veloce

Credit: zerottonove.it

Dal mondo della scienza arrivano notizie positive e notizie negative per gli abituali fumatori di cannabis. Uno nuovo studio sugli effetti che ha questa sostanza stupefacente ha scoperto che gli utenti regolari hanno un cervello più piccolo rispetto a qualunque altra persona – e questa è la cattiva notizia – però è stato anche dimostrato che il cervello dei fumatori di canne lavora più velocemente degli altri – e questa è la buona notizia.

Ma affrontiamo una questione alla volta.
La ricerca su chi fa uso “cronico” di marijuana conferma negli esseri umani un fenomeno che prima era apparso negli studi sui topi di laboratorio, cioè appunto la riduzione della materia grigia. Il team degli scienziati dell’Università del Texas e del Research Network Mente, che hanno pubblicato il loro studio sul Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas), ha affermato che i fumatori di erba a lungo termine avevano “significantly less volume” della loro corteccia orbitofrontale – una regione del cervello comunemente associata con il sistema motivazionale e il processo decisionale, oltre a determinare il grado di dipendenza da determinati “vizi”.

Gli effetti derivati dall’uso cronico di marijuana dipendono dall’età in cui si inizia a farne uso e dalla durata. Il team di scienziati ha analizzato 48 consumatori adulti di marijuana e 62 non consumatori (di cui però sono stati monitorati i livelli di assunzione di tabacco e alcol). I test, per un consumo medio di 3 canne al giorno, hanno dimostrato che i consumatori di marijuana avevano un quoziente di intelligenza più basso, anche se le differenze non sembrano essere correlate alle anomalie del cervello, perché non esiste un legame diretto tra deficit di intelligenza e diminuzione del volume cerebrale.

Ma allo stesso tempo, per compensare la perdita, il cervello del soggetto dipendente crea nuove connessioni, aumentando così la velocità di lavoro dello stesso.
“Ciò che rende unico questo lavoro è che combina tre diverse tecniche di risonanza magnetica per valutare le diverse caratteristiche del cervello – ha affermato un altro studioso, Sina Aslan – e i risultati – fa notare – suggeriscono aumenti di connettività, sia strutturali che funzionali, che possono compensare le perdite di materia grigia. Anche se alla fine, tuttavia, con l’uso prolungato di marijuana la connettività del cervello inizia a degradarsi”.

È parzialmente incompleto lo studio però: sono necessari ulteriori ricerche per determinare se questi cambiamenti ritorneranno alla normalità una volta sospeso il consumo di erba, così come se sono presenti effetti simili nei consumatori occasionali (rispetto a quelli cronici) e se questi effetti sono il risultato diretto della marijuana o di una certa predisposizione.

[Credit: independent.co.uk]