mercoledì, 4 Febbraio 2026

Costume & Società

Home Costume & Società Pagina 691
Notizie e tendenze sulla società, sul costume, sull’opinione pubblica e sul cambiamento generazionale

Come le scelte di vita influenzano il nostro futuro (FOTO)

darlin.it

Avere una sfera di cristallo in grado di predire quale sarà il proprio futuro è un desiderio che in molti sicuramente avranno. Sapere se si riuscirà a trovare l’anima gemella o si è destinati a rimanere soli, se si avranno molti figli oppure uno solo, se si vivrà da benestanti oppure da poveri: tutti se a cui l’uomo ha da sempre desiderato trovare una risposta prima della loro effettiva realizzazione.

Ma in fondo tutte le possibili vite che il futuro ci riserva non dipendono che da noi, dalle nostre scelte. Perchè l’uomo è davvero padrone del proprio destino. E anche nell’eventualità in cui il caso voglia metterci il proprio zampino, ci viene sempre data la possibilità di correggere il tiro e rimettere il nostro percorso sul proprio binario di vita.

A dimostrare tutto ciò ci ha pensato la fotografa ceca Dita Pepe: con le sue serie “Self-Portraits with Men“ e ”Self-Portraits with Women“ la donna ritrae se stessa con partner e famiglie diverse, a seconda di quali siano state le sue scelte di vita.

Gli scatti mostrano la Dita in differenti situazioni e contesti. Stile di vita tranquillo e osservanza della tradizione portano a ritrarre la fotografa circondata da bambini e con al fianco il marito, in un felice quadretto familiare.

Una vita più ‘azzardata’ e squilibrata invece possono condurre ad un futuro da clochard o a ritrovarsi con un marito che si crede Batman. Ma non solo: la Dita affronta anche la questione delle coppie omosessuali, con scatti che la ritraggono accanto a possibili compagne dagli stili di vita più o meno tradizionali.

La riflessione che porta le serie di fotografie della Dita è proprio questa: scelte e stile di vita fanno di noi quello che saremo domani, senza bisogno della sfera di cristallo che ce lo predica.

Pasqualina Sanna: “Vi racconto Miss Intercontinental Italy 2014” (INTERVISTA)

Si è concluso da poco e con grande successo ad Aquilonia, in provincia di Avellino, il concorso di bellezza e portamento Miss Intercontinental Italy 2014. Ce lo racconta in esclusiva Pasqualina Sanna, nota per aver partecipato al programma televisivo La Pupa e il Secchione, a Colorado e in uscita al cinema con il film Perez, di cui ci ha svelato alcuni dettagli. Vincitrice del concorso la 22enne sarda Francesca Ena, che avrà il compito di rappresentare l’Italia alla finale mondiale che si terrà in Giordania.

Pasqualina, hai partecipato a Miss Intercontinental 2014 in qualità di conduttrice. Raccontaci qualcosa in più su questo evento.

Miss Intercontinental Italy è un concorso di bellezza, che arriva per la prima volta in italia, poiché la produzione Evetimes ha adottato l’agenzia licenziataria del marchio. La produzione non ha fatto la solita sfilata di piazza, con tante ragazze, ma ha reso Miss Intercontinental Italy un vero e proprio format televiso. Si è trattato di una trasmissione che ha ospitato 14 ragazze all’interno di un albergo, dove hanno avuto la possibilità di prendere lezioni di portamento, di rilassarsi e fare sport. Miss intercontinental 2014 è stato un vero e proprio reality in cui le ragazze sono state seguite per un’intera settimana, fino alle ultime due fasi, la prefinale e la finale, vinta da Francesca Ena, originaria della Sardegna. Il 25 ottobre 2014 Francesca avrà il compito di rappresentare l’Italia durante la finale mondiale che si terrà a Tala Bay in Giordania. Devo essere sincera all’inizio non credevo molto a questo progetto, ma vivendolo, in veste di conduttrice, mi sono resa conto che è tutto vero, che le ragazze possono conquistare notorietà, gareggiando poi nella finale con altre 60 ragazze provenienti da tutto il mondo. È per questo che voglio spronare le ragazze a fare questa esperienza.

Che cosa deve possedere una ragazza, oltre alla bellezza, per poter vincere Miss Intercontinental 2014?

Secondo i criteri di valutazione, una delle qualità necessarie, oltre ovviamente alla bellezza, è l’eleganza. No a ragazze volgari o prosperosissime, sì a educazione e cultura. Bisogna conoscere infatti una base scolastica di inglese. Inoltre le ragazze devono essere persone in grado di affrontare il lavoro. Ragazze volenterose e carismatiche.

Cosa ne pensi dei concorsi di bellezza? Come possono cambiare la vita di una ragazza?

Nella mia vita ho fatto un solo concorso di bellezza, Miss Muretto in cui mi sono classificata tra le prime sei finaliste. Ci sono arrivata da sola, senza alcun tipo di raccomandazioni. Per me fu speciale, perchè non me l’aspettavo. Ma non ci credo molto nei concorsi di bellezza, devo dirti la verità. Non vince mai quella che la gente si aspetta che vinca, vince sempre quella meno bella. Forse sono io a guardare al di là delle cose, a puntare in alto. Per me le Miss Italia più belle sono state Francesca Chillemi e Martina Colombari, ma con gli anni il livello, secondo me, è sceso molto, perché secondo me le ragazze non ci credono più. Da quando mi ritrovo dall’altra parte, in veste di conduttrice, anziché concorrente, ho cominciato a ricredermi.

Come ti sono sembrate le finaliste di Miss Itercontinental 2014?

Le ragazze erano carine, ma per le prossime edizioni ci aspettiamo di più ed è per questo che invitiamo tutte a partecipare. Vogliamo vedere la ragazza mediterranea.

Che consiglio daresti alle ragazze che vogliono intraprendere questa strada?

Consiglio di partecipare sia ai casting che ai concorsi di bellezza, che possono essere una palestra, un punto d’inizio dove si ha un’infarinatura per la vita. Chi ha fatto Miss Intercontinental ha capito che per poter lavorare con la propria immagine ci si deve saper truccare, si deve sapere scegliere cosa indossare e fare anche un po’ di dieta e sport per mantenersi in forma. Non solo, la competizione stessa ti fa crescere. Io sono molto competitiva, perchè sin da bambina ho sempre vissuto in questo modo. Sono abituata alla competizione, che fa bene e fa crescere, ti stimola tanto nel fare sempre meglio. Ben venga il confronto. Per questo spingo le ragazze a confrontarsi, perché bisogna sempre imparare dagli altri.

Al termine di questa esperienza, quali sono i tuoi progetti futuri?

Il 2 ottobre esco al cinema con il film Perez (il film è stato presentato alla Biennale di Venezia, pur non essendo in gara. Il 28 settembre ci sarà la prima a Napoli e il 2 ottobre sarà in tutte le sale italiane), dove farò un cameo e ci sarà una bella sorpresa perchè ho fatto una parte particolare, andando oltre. È un periodo in cui sto bene con me stessa, ho sempre ricevuto proposte di calendari a cui ho sempre detto di no. Attualmente mi sento fisicamente matura e sto bene con me stessa. È un’esperienza che ho scelto di fare ora, che mi è piaciuta e che rifarei volentieri. Ma è una sopresa e i lettori avranno la possibilità di vedermi al cinema.

#fatevedereletette, la prevenzione in un selfie

Ormai la mania dei selfie è fuori controllo, ma per una volta possiamo utilizzarla per una giusta causa. #Fatevedereletette è una campagna che sprona le donne di tutto il mondo a non essere timide, non in questo momento. La prevenzione è purtroppo ancora oggi troppo sottovalutata, poiché non si capisce l’importanza del tenersi sotto controllo.

Si tratta quindi di una meravigliosa iniziativa che giunge proprio alla vigilia del Festival della prevenzione e dell’innovazione in oncologia, dal titolo molto significativo: “Cancro? No grazie”, che si svolgerà a Torino dal 19 al 21 settembre. Quello che serve è solo un selfie del nostro decollète con la scritta “prevenzione”, fatta con una matita per occhi o con un rossetto, mettendo accanto le mani in modo da formare un hashtag.

Un’iniziativa audace, che ha bisogno dell’appoggio di tutte. Non c’è bisogno di sfidare nessuno, non c’è bisogno di alcuna donazione, non bisogna buttarsi nulla addosso, solo mettersi a nudo per salvaguardare la nostra salute. Non tiriamoci indietro quando c’è da mostrare e difendere la nostra femminilità.

“Alle amiche che si dicono imbarazzate a inviare una fotografia, anche anonima, o a condividere sul loro profilo il link al gruppo #FateVedereLeTette vorrei chiedere, con il cuore in mano, ma di cosa vi vergognate? Cosa c’è di imbarazzante? La parola “tette”? Non ci vergogniamo a scattare selfie in bagno con il water sullo sfondo, non ci vergogniamo a postare foto alle feste mezze ubriachelle (io per prima), e poi improvvisamente ci imbarazziamo per un décolleté? Non è il momento di fare le timide. La vergogna lasciamola a chi fa qualcosa di male” ha dichiarato una delle promotrici dell’iniziativa.

C’è chi fotografa la cicatrice della mastectomia, chi lo fa perchè ci crede davvero, chi lo fa per un’amica, o una sorella che combatte contro il male del secolo. Il messaggio è semplice e gridato a gran voce “FATE VEDERE IL NOSTRO SENO AD UN DOTTORE”, facciamo prevenzione, aiutiamoci con l’auto palpazione. Questo male, se preso in tempo, può essere fermato.

Non resta che sostenere questa giusta causa e farla diventare la nostra causa, quella di ognuna di noi, di ogni donna. Perché insieme si può vincere, lo dobbiamo a noi, a chi questa guerra la combatte, a chi l’ha combattuta, a chi l’ha vinta, ma sopratutto a chi l’ha persa.

Basta incubi in aereo grazie al casco anti-rumore

Se amate viaggiare in santa pace quando prendete un aereo, non potrete fare a meno di adorarlo: progettato dall’azienda leader nelle manifatture per aerei, l’Airbus, questo nuovo casco isolante vi risparmierà il supplizio degli inconvenienti da viaggio ricorrendo semplicemente alla realtà virtuale. Ideato dal francese Bernard Guering, l’accessorio futuristico ricorda in qualche modo le bardature dei personaggi di Star Wars e permetterà a chi lo indossa di godersi il volo eliminando tutti i rumori circostanti.

Se venisse effettivamente realizzato, il casco potrebbe anche distrarre coloro che hanno paura di viaggiare in aereo dal fatto che si trovano sospesi in un tubo metallico gigante a migliaia di metri d’altezza. Per tutti gli altri passeggeri, invece, verrebbe a costituire una fonte di sollievo dall’infinità di rumorosi fastidi che di solito li accompagnano durante il volo.

È del resto risaputo che i viaggi in aereo sono spesso motivo di stress per un sostanzioso numero di passeggeri: l’intento di un’invenzione come quella del casco anti-rumore è dunque quello di contribuire significativamente al rispetto reciproco tra i viaggiatori.

Al livello di design, il casco isolante dovrebbe essere montato sul poggiatesta all’altezza della nuca e dovrebbe disporre di una visiera da calarsi sul volto, nonché di una serie di funzioni hi-tech in grado di cancellare i rumori presenti tutt’intorno: tra queste, sono inclusi uno schermo video integrato, degli occhiali di precisione, delle cuffie da usare durante la visione di film, l’ascolto di musica e l’uso di videogiochi, ma anche un mini-aibag, pronto a proteggere la testa in caso di turbolenze estreme.

Ma non è tutto: il casco anti-rumore rilascerà anche una sostanza odorosa al suo interno, dando ai passeggeri la possibilità di scegliere il profumo che si preferisce lungo il viaggio. Per soddisfare le esigenze di chi vola, insomma, non bisogna soltanto puntare in alto, ma occorre anche guardare al futuro con molto, molto anticipo.