martedì, 3 Febbraio 2026

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Cartoline e souvenir per riportare alla mente i viaggi

redit: mammagiramondo.blogspot.com

Cartoline e souvenir esistono ancora? In un mondo globalizzato dove si fa shopping online di qualsiasi cosa vi frulli per la testa, e dove il numero di fotografie scattate da ciascuno giornalmente ha raggiunto numeri esorbitanti, questi ricordi-di-vacanza stanno perdendo vita, finendo sconsolatamente nel dimenticatoio.

Premetto, io colleziono cartoline da tutto il mondo. Ora, mentre sto scrivendo, ho davanti a me più o meno una trentina di cartoline appese ad una bacheca. Dalle più comuni come Londra, New York, Amsterdam, Barcellona, a quelle meno note, a partire da Strasburgo, Stratford-upon-Avon fino ad arrivare a Ciutadella e a piccoli paesaggi di montagna dalla vista mozzafiato.
Ed è per il modo in cui mi fanno sentire appena alzo lo sguardo che dico che delle cartoline non si può fare a meno. E vale lo stesso per i souvenir.

Prima di diventare una forma di saluto e di ricordo delle vacanze, le cartoline erano gli antichi rotocalchi, cronache di pagine di vita di persone che comunicavano ad altre fatti stati d’animo e quant’altro. Da qualche decennio, però vengono emesse cartoline postali celebrative, che riportano disegni di avvenimenti particolari o angoli di paradiso da non dimenticare mai.

L’uso di acquistare souvenir, invece, è sempre esistito, ma solo con l’avvento del XVIII secolo, epoca in cui i viaggi per il mondo ebbero un notevole incremento, che si cominciò a sfruttare commercialmente questo interesse.
La parola souvenir è francese, e il significato letterale è proprio “ricordo”, tradotto più grossolanamente come “oggetto-ricordo”, cioè quella cosa che si acquista o si regala quando, visitando luoghi di particolare interesse turistico, si vuole conservarne la memoria.

Sono pezzi di vacanza che porterete a casa, che saranno sempre lì a ricordarvi i momenti passati. Valgono quanto rivedere il mare dopo tutto il grigiore dell’inverno, quanto quell’indimenticabile notte trascorsa, quanto le risate degli amici. Valgono quanto i migliori ricordi, con un pregio in più: saranno sempre nitidi nel tempo rispetto alle immagini che abbiamo solo nella nostra mente.

Regole di sopravvivenza per le coppie in vacanza

La coppia scoppia d’estate? Be, sicuramente con tutto lo stress e le tensioni accumulate durante l’inverno la vostra fantasia vi ha riempito la testa di immagini idilliache di voi in vacanza, rilassate sul lettino e con un cocktail analcolico in mano, insieme al vostro amato. Sappiate però che la maggior parte delle volte le aspettative non si avvicinano neanche lontanamente alla realtà.

Diego Divenuto e Daniela Rossi, ideatori del programma “Coaching per la coppia”, ci forniscono un preciso manuale di istruzioni per l’uso in modo tale da salvare le ferie tanto attese da eventuali tensioni e litigi amorosi.
Il vademecum salva-coppia e salva-vacanza, un programma su misura per essere felici in due, ci offre sei preziosi consigli:

1. Condividete le aspettative reciproche prima di scegliere dove andare in vacanza. Confrontatevi con tranquillità e serenità, ma – come consiglia la psicologa Daniela Rossi – “fate in modo di scegliere una destinazione e una sistemazione che possa incontrare i bisogni di entrambi: se il mio sogno è l’idillio del rilassante villaggio all inclusive e decidiamo per il campeggio con tenda e fornelletto da campo, può essere che il romanticismo ne risenta, a causa dello stress da adattamento, almeno per uno di noi”.

2. Mettete in conto delle difficoltà; non preoccupatevi, può accadere a chiunque. Semplice ma per niente banale questo secondo consiglio, ricordatevi che i primi gironi di vacanza sono i più difficili: cambiare ritmo, abbandonare lo stress e le corse del quotidiano, non è sempre cosa immediata né facile, può capitare che ci si irriti a vicenda per delle banalità. Ognuno ha i propri tempi per adattarsi, rispettateli.

3. Mettete in valigia quanta più autoironia avete. Questo è un consiglio che non vale solo per le vacanze: una buona dose di autoironia permette di cogliere con leggerezza alcuni aspetti del proprio carattere, o di quello del partner. Del resto, non possiamo essere sempre perfetti.

4. Dedicatevi completamente a voi stessi; lasciate la solita routine, il lavoro e le preoccupazioni a casa. Dedicatevi solo ed esclusivamente alla vostra coppia, senza intrusioni o terzi incomodi che potrebbero alimentare gelosie o sentimenti di solitudine, non c’è nulla di peggio che sentirsi soli insieme. Ascoltatevi, condividete spazi e bisogni, (ri)imparate a stare insieme.

5. Lasciate libera la fantasia ed esaudite i più segreti desideri sotto le lenzuola. Se il vostro è un rapporto che dura da molto tempo, non c’è come sperimentare e fare cose nuove, cose diverse, per affiatarvi maggiormente.

6. Non tutta la tecnologia vien per nuocere. Usate lo smartphone in maniera intelligente: “fotografate i momenti più belli, perché riguardare le foto aiuterà a recuperare quelle emozioni e a ricordare chi siete e come potete stare bene”.

Ricordatevi sempre che la vacanza è un momento di svago e leggerezza, ma soprattutto un’occasione per ri-trovarsi e ri-conoscersi; non sprecatela per inutili battibecchi.

[Credit: Ansa.it]

“Aiuto, non c’è campo”, arriva la sindrome della nomofobia

Credits photo huffpost

Possibile che qui il cellulare non prenda? Non c’è segnale!

Se l’avete esclamato spesso, potreste essere affetti dalla nomofobia, la sindrome da no mobile.
Sono stati gli inglesi a catalogare la dipendenza da smartphone come una vera e propria malattia, in ascesa negli ultimi anni. Ad essere colpiti giovanissimi e non solo, tutti alle prese tra notifiche, email, sms, chiamate: controllare il cellulare e rendersi conto di non essere raggiungibili è sempre più motivo di ansia e agitazione.

Per gli affetti da nomofobia la scena si ripete di frequente: ci si sposta verso una finestra, una porta sperando che magari lì ci sia almeno una tacchetta sul nostro smartphone. Perchè nell’epoca 2.0 dobbiamo essere sempre raggiungibili in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento.
E anche le email di lavoro non possono più aspettare in un continuo confondersi con il tempo libero di bisogni e priorità. Pensiamo di non poterci permettere di ignorare il cellulare ed essere sempre rintracciabili è il nuovo must.

In Italia sono soprattutto i milanesi ad essere dipendenti dallo smartphone: a dirlo è uno studio condotto dalla catena di hotel di lusso Boscolo Hotels, in collaborazione con l’Associazione “Donne e Qualità della vita”.

Si stima in media che i milanesi passino fino anche a 2 ore al giorno attaccati allo smartphone, seguiti dai torinesi, con un’ora e quaranta circa di connessione,subito dopo i fiorentini con un’ora e mezza. Di contro a L’Aquila sono solo quaranta i minuti totali al giorno, a Catanzaro 35 e ultimi i molisani, con una media di mezz’ora al giorno di connettività a Campobasso.

Smartphone mania, quindi, che in Italia risulta in crescita: due terzi degli italiani hanno almeno uno smartphone in casa, contro il 49% dello scorso anno. Rispetto al 2013, aumenta il numero di persone che ogni giorno accede dal cellulare a internet e quindi a social network e whatsapp.

Ma senza un cellulare cosa accadrebbe? L’85% degli intervistati ha risposto che senza si sentirebbe pù solo, il 62% che così lavorerebbe di meno, il 45% avrebbe una vera e propria crisi di astinenza e il 28% attacchi di panico. Solo il 6% dichiara di non essere dipendente.

Fonte ansa.it

Omofobe italiane: il video anti-gay che sta facendo il giro del web (VIDEO)

Omofobe italiane, il nuovo video che sta diventando virale in poco tempo sulla rete. Due ragazzine – avranno 16/17 anni – che si riprendono con uno smartphone, tirate a lucido e pronte per lo schermo.

Tutto normale, fin qui, se non fosse per il contenuto del video. Le due ragazze, in circa due minuti, dichiarandosi ad inizio video “non omofobe, con un messaggio non razzista”, accusano pesantemente gli omosessuali per il loro modo di essere, i loro “gusti” e il modo di vestirsi e truccarsi, in pubblico, postando poi eventuali foto o video di se stessi sui social network.

“Non vi lamentate se poi vi bruciano e vi picchiano, allora. Ve lo meritate. Ma vi siete visti? Cioè, guardatevi”, alcune delle frasi del filmato. Subito preso d’assalto dagli utenti Youtube di tutta Italia, il video sta registrando il boom di visualizzazioni e commenti, a circa 24h dalla sua pubblicazione e il conto è destinato a salire in maniera inesorabile.

http://www.youtube.com/watch?v=vLAG79iLkMg&feature=player_embedded

Che sia tutto uno scherzo? Una provocazione per ricevere commenti e diventare “famose” sul web? Una mossa strategica per quei 5 minuti di notorietà in rete? Non è dato sapere, ovviamente, nome e cognome delle due protagoniste, ma la caccia all’autore del video è iniziata proprio adesso. Il web è in rivolta, la società è davvero questa?