domenica, 1 Febbraio 2026

Costume & Società

Home Costume & Società Pagina 739
Notizie e tendenze sulla società, sul costume, sull’opinione pubblica e sul cambiamento generazionale

Dimmi come tieni la sigaretta e ti dirò chi sei (FOTO)

Sono sempre di più le persone che al giorno d’oggi fumano e hanno fatto della sigaretta un oggetto essenziale nella propria vita, sebbene sia qualcosa di assolutamente dannoso per la salute.
Per alcuni il fumo è proprio un vizio, per altri invece è qualcosa di occasionale, mentre per altri ancora la sigaretta è uno sfogo, un antistress o un momento di pausa dopo il caffè.

Negli anni trenta, la sigaretta era considerata dalle donne un oggetto di ribellione alla sottomissione dell’uomo, ma allo stesso tempo l’atto di fumare era visto come un gesto sensuale con cui ammaliare gli uomini.

Nel 1953, lo psicologo William Neutra, osservando il modo in cui uomini e donne erano intenti nell’atto di fumare, ha realizzato un particolare studio sul modo in cui viene tenuta la sigaretta fra le dita, e ogni modo esprime uno stato d’animo e una personalità precisa.

Insicura

Tenuta tra due mani per timore di perderla secondo il dottor Neutra la sigaretta insicura è tipica delle donne.

Annoiata

La sigaretta tenuta verso l’alto tra l’indice e il pollice è tipica della donna annoiata, concentrata sulla stretta dell’oggetto per non sbadigliare durante la conversazione.

Intellettuale

Retta alla base tra il dito indice e il medio è tipica dell’uomo riflessivo e intellettuale.

Inaffidabile

Diffidate da chi tiene la sigaretta rivolta il basso e stretta con tutti i polpastrelli delle dita a eccezione del mignolo. Secondo la ricerca del dottor Neutra, l’uomo che impugna la sigaretta in questo modo è inaffidabile.

Testarda

Tipica dell’uomo testardo e determinato è la sigaretta rivolta all’ingiù e tenuta sola dai polpastrelli del pollice e dell’indice.

Amichevole

Sempre secondo lo studio, se la persona in questione tiene la sua sigaretta verso l’interno e con le dita della mano aperte allora è un tipo amichevole.

Pessimista

Il pessimista tiene la sigaretta verso il basso e con molta cautela.

Sognatore

Tenuta con noncuranza è tipica del sognatore sempre la testa tra le nuvole.

Un video rap per imparare l’italiano a gesti (VIDEO)

Se non si conosce la lingua, in Italia l’unico modo veramente funzionante per capire ma soprattutto farsi capire è quello di conoscere e quindi ricorrere ai celebri gesti che ci caratterizzano nel mondo, da sempre. Dalla mano in fronte per dire “tu sei matto” alle dita unite nel classico “ma che stai dicendo“, comunicare gesticolando è diventato ormai una consuetudine. Gesti radicati nella cultura del Bel Paese, tanto da diventare persino un elemento comico usato in videogiochi e cartoni animati. Se in passato qualcuno ha pensato bene di raccoglierli in un vero e proprio dizionario dei gesti italiani (con tanto di immagini e relativa traduzione), c’è chi si è sbizzarrito, andando oltre.

È così che sedici gesti tipicamente italiani sono finiti in un divertente video realizzato e diffuso sul Web dal Consolato USA a Milano in occasione della Festa dell’Indipendenza, con l’obiettivo di spiegare ai turisti americani in che modo poter districarsi nella città straniera senza avere le basi linguistiche. In Italia si può quindi comunicare semplicemente muovendo le mani nel modo giusto. E come spiegarlo agli americani, se non attraverso il loro genere per antonomasia, il rap? Il video, intitolato Italian Gestures Rap è stato interamente girato, cantato e recitato dai membri del Consolato americano, compreso il Console Generale.

un video rap per limparare l'italiano a gesti

“In un periodo in cui migliaia di cittadini americani si apprestano a visitare l’Italia (chi per vacanza o chi per studio) – ha dichiarato Christopher M. Wurst – abbiamo pensato di creare un video per provare a educare in modo divertente il pubblico americano ai gesti italiani. Avete mai pensato a come in Italia si ordinano acqua, vino o caffè? Vi siete mai soffermati sui gesti che accompagnano spesso le parole degli italiani?”

Il video racconta l’esperienza di un giovane americano che arriva a Milano e non riesce a comunicare perché non conosce la gestualità italiano. Al ritmo di have some water/drink some wine/get a coffee/take your time (con tanto di gesti tipici) il ragazzo riesce a comportarsi da vero italiano, un po’ impacciato. Ecco il divertente filmato diventato virale in poco tempo.

Meglio modelli o uomini veri? (FOTO)

Niente modelli. Sono uomini veri, normalissimi. Niente addominali – al massimo la tartaruga in profondo letargo – o tatuaggi mozzafiato. Niente pose sensuali o pseudo-tali, fisico palestrato e Photoshop pronto all’intervento. Sono uomini semplici, di tutti i giorni, che hanno provato ad imitare i veri modelli e le campagne pubblicitarie più hot di sempre.

Lo sappiamo tutti che David Beckham e Cristiano Ronaldo sono splendidi nelle loro pubblicità di biancheria intima, soprattutto con l’aiuto di un’équipe di truccatori professionali, illuminazione perfetta, un fotografo esperto e, naturalmente, Photoshop! Ma come sarebbe il nostro uomo medio nei panni di questi modelli? Grazie a questo servizio fotografico organizzato dal The Sun abbiamo avuto modo di scoprirlo!

La serie di foto è divertente e provocatoria allo stesso tempo: mostra ciò che il ragazzo medio ha come ideale di bellezza maschile – indossare la stessa biancheria intima e nella stessa posizione dei modelli.

Meglio modelli o uomini veri? Che messaggio hanno voluto dare?

Le foto stanno facendo il giro del web e i commenti di “solidarietà” al grande coraggio mostrato dai soggetti fotografati si sprecano sui social. Risate assicurate ma anche tanta riflessione: cosa vogliono dire? È una ribellione ai canoni della realtà mascherata?

Saldi: come fare acquisti oculati

Col mese di luglio cominciano finalmente gli attesissimi saldi: ma, attenzione, è meglio evitare di farne il pretesto per darsi allo shopping sfrenato nelle catene low cost, dove si rischia di comprare qualsiasi capo d’abbigliamento che rechi l’ipnotica etichetta con la percentuale di sconto.
Prima che la frenesia abbia la meglio, occorre allora un attimo di razionalità in cui ricordarsi quali sono le necessità che vanno effettivamente soddisfatte.

Prima di metter piede in un negozio, dunque, proviamo a considerare quel che davvero manca nel nostro guardaroba.

Prediligere la semplicità

Attenzione per quel capo passe-partout di cui abbiamo sempre risentito l’assenza e che potrebbe, una volta acquistato, salvarci in molte occasioni a venire. Ritrovarsi un bel blazer o un jeans basico nei momenti topici ci farà sentire fiere di non aver ceduto alla tentazione esercitata su di noi dal vestitino floreale che nel frattempo sarà diventato la divisa estiva di tutte le nostre coetanee.

Dare un occhio ai rivenditori più costosi non è vietato

Spesso durante i saldi si finisce col frequentare solo le grandi catene d’abbigliamento, che offrono, com’è noto, una tipologia di prodotti dozzinale che finirà (più prima che poi) per scolorirsi, sdrucirsi o comunque rovinarsi. Entrare in uno di questi negozi dovrebbe essere l’ultimo step da praticare nel periodo degli sconti: proviamo a preferire alla quantità la qualità e il nostro armadio ce ne sarà grato nel tempo.

Controllare sempre i prezzi sul cartellino

Qui non dovrebbero mai mancare il prezzo di partenza, quello scontato e la percentuale di sconto. Qualora non fossero presenti questi dati, non fidiamoci. Attenzione, ancora, ai fondi di magazzino che i negozianti riesumano cogliendo al balzo la palla dei saldi: per questi prodotti il prezzo dev’essere ancora più basso rispetto agli altri capi in saldi. In più, non dimentichiamo mai che i rivenditori sono responsabili degli articoli difettati anche quando sono scontati: contrariamente a quanto ci fanno credere, cambiare la merce in saldo è un nostro incontestabile diritto.