giovedì, 9 Febbraio 2023

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#Happy è la parola d’ordine in questo primo giorno di primavera

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Oggi ricordati di essere felice.

Giovedì 20 marzo 2014, è la Giornata Internazionale della Felicità.
In questa giornata di rivoluzione tutto il mondo è chiamato a sorridere.
E abbiamo a disposizione per farlo ore di luce e ore di buio che si equivalgono.
Sì, perché oggi ha inizio la primavera. Ce lo ha ricordato anche Google con il suo doodle.

Primavera-di-Google

In Italia sono diverse le iniziative pensate per celebrare questa giornata speciale, nonostante questo sia solo il secondo anno di coordinamento da parte dell’ONU.
A Milano, ad esempio, è stato organizzato un Happy Happening con lo scopo di rendere Corso di Porta Romana un percorso che induce al sorriso, per le prossime 24 ore. Potranno parteciparvi tutti, mentre chi non sarà presente fisicamente potrà inviare la propria selfie sorridente tramite Radio Popolare.
Le più belle saranno scelte ed esposte in ogni angolo della città: dalle vetrine dei negozi, ai lampioni delle strade, ai muri della città.

Non da meno è, invece, l’iniziativa dell’Amministrazione Postale delle Nazioni Unite, che si appresta a rappresentare la “felicità” in tutte le lingue ufficiali delle nazioni: emetterà sei francobolli a tema, sui quali verrà riportata la parola felicità in inglese, francese, spagnolo, arabo, cinese e russo.

Un omaggio speciale oggi va sicuramente a colui che ha, con la sua iniziativa, regalato un momento di pura felicità a molti paesi. Si tratta di Pharrell Williams, in testa a tutte le classifiche con la sua hit Happy.
Il canale video YouTube oggi alla voce che corrisponde all’hashtag #HAPPY, è pieno di video che ritraggono persone che sulle note di Happy cantano e ballano più felici che mai.

Alcuni di questi, sono visibili sul sito del cantante, http://24hoursofhappiness.com/.

Sydney International Food Festival: diciotto Paesi a tavola

Dimmi di che sai e ti dirò chi sei: che sapore e sapere s’intreccino è risaputo, ma che adesso si usino addirittura le pietanze per ritrarre le varie nazionalità vuol dire davvero prenderci gusto. È così che l’agenzia pubblicitaria WHYBIN/TBWA ha appetitosamente scelto di promuovere l’International Food Festival di Sydney, riproducendo le bandiere nazionali di 18 Paesi con composizioni culinarie i cui ingredienti altro non sono che cibi tipici dai colori corrispondenti a quelli della propria terra d’origine.

Il festival, che si svolgerà per tutto il mese di ottobre 2014, è il più grande che ci sia in Australia: soltanto lo scorso anno, infatti, ha attirato ben un milione di amanti della cucina, tanto locale quanto globale, offrendo iniziative veramente stuzzicanti quali il Night Noodle Market – il mercatino notturno di soli cibi asiatici – o il Breakfast on Bondi, che prevede il consumo del «pasto più importante della giornata» sulla famosa omonima spiaggia.

Affamati di sapori, dunque, ma anche di saperi legati all’identità culturale di un luogo che si spera non diventi mai comune: riconoscere il tricolore nel trito e ritrito trittico basilico-pasta-pomodoro sembra, allora, disconoscerne un po’ la portata (che certamente non si limita alla pastasciutta). E se, da un lato, gli stranieri non conoscono che gli stereotipi culinari del nostro Paese, dall’altro è anche vero che moltissimi connazionali si rifiutano ancora di provare piatti esotici nel timore di guastarsi il palato. L’unica, in ogni modo e in ogni posto, resta assaggiare per credere. O, meglio, per sapere.

Lowcost cosplayer, come creare costumi alla faccia della crisi

Lowcost cosplayer, come creare costumi alla faccia della crisi

Ci vuole spirito, fantasia e l’atteggiamento giusto per essere un cosplayer (contrazione di costume player) e travestirsi per passione come il personaggio di un videogioco, di un cartone animato, un film o un anime.

Il cosplayer protagonista di questa avventura ha decisamente il classico “qualcosa in più”, portando il travestitismo fantasioso ad un livello di genialità esilarante. Anucha “Cha” Saengchart è il fondatore della fanpage Lowcost cosplayer (quasi 110.000 mi piace) in cui posta foto di sé con costumi e travestimenti a basso costo ed altissimo tasso di creatività per somigliare ai personaggi preferiti.
Creazioni al limite del grottesco, ma davvero geniali e divertenti nella loro economicità, se la necessità aguzza l’ingegno non c’è modo migliore per sopperire ai costi – non sempre abbordabili – di parrucche, tessuti, attrezzature e make up degni di effetti speciali del perfetto cosplayer.

In tempi di crisi ci si adatta alla situazione contingente ed un fiocco di neve basta immaginarselo, una busta di ghiaccio istantaneo farà la magia di Frozen- il regno di ghiaccio un asciugamano in testa messo con maestria accompagnato ad uno sguardo da killer e sembra di vederselo davanti, Lo Squalo di Steven Spielberg, davvero in 3D.

Oltre ai costumi suggeriti da Anucha “Cha” Saengchart su Lowcost cosplayer ci sono anche le foto dei fan che inviano le loro creazioni, sempre creative, visionarie e ovviamente low-cost. È il caso di dirlo, la fantasia al potere dei cosplayer.

Estèe Lauder multata per la pubblicità ingannevole della sua crema antirughe

Estèe Lauder dovrà pagare una multa da quattrocentomila euro per la pubblicità ingannevole di una crema antirughe. In questa pubblicità, il funzionamento della crema in questione era paragonato all’efficacia di un trattamento di chirurgia estetica, come un laser o un lifting.

L’efficacia di una crema antirughe non può essere paragonata all’efficacia di un trattamento chirurgico di alcun tipo, ed è per questo che l’Autorita’ Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione tenutasi il 27 febbraio 2014, ha sanzionato per pubblicità ingannevole la società Estèe Lauder con due distinti provvedimenti.

Il primo riguarda la linea di prodotti Repairwear Laser a marchio Clinique. Negli spot, diffusi non solo in televisione, ma anche su internet, sui giornali e sulle confezioni dei prodotti, viene effettuato un raffronto tra i risultati ottenibili con questi cosmetici e quelli legati a un trattamento di medicina estetica.
In particolare il perito incaricato dall’Autorità ha affermato che le due percentuali di miglioramento antirughe proposte nella pubblicità erano rilevate in ambiti non omogenei.
Il confronto su questo campo spingerebbe i consumatori all’acquisto del prodotto, ma l’Antitrust ha stabilito l’inadeguatezza dei messaggi pubblicitari, che non potranno più essere trasmessi.

Estèe Lauder multata per la pubblicità ingannevole della sua crema antirughe

Il secondo procedimento, invece, coinvolge direttamente il gruppo L’Oreal, che si assume l’impegno, nei confronti dell’Autorità, di evitare, nell’ambito di future campagne pubblicitarie di tutti i propri prodotti cosmetici, qualsiasi raffronto tra l’efficacia degli stessi e i trattamenti di natura medica e chirurgica.
L’Oreal, inoltre, provvederà a modificare le varie campagne pubblicitarie e le confezioni dei prodotti appartenenti alla Revitalift Laser X3. Nelle prossime pubblicità verrà eliminato non solo il riferimento al trattamento laser, ma anche i vanti relativi alle percentuali di miglioramento della pelle e sui tempi necessari per ottenerlo.
L’Antitrust ha, dunque, accettato gli impegni di L’Oreal e probabilmente la pubblicità diffusa in Italia per reclamizzare i prodotti in questione potrà risultare differente rispetto agli spot per l’estero.

Prendersi cura della propria pelle fa bene, ma l’importante è ricordare che l’infallibile siero anti-età, come ormai dovremmo aver capito, proprio non esiste. Accettiamoci così, con quella ruga e quelle imperfezioni che ci caratterizzano.