lunedì, 1 Giugno 2026

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Patatine fritte alternative: ecco le migliori ricette (FOTO)

Credits photo: www.viceversa.it

Apparentemente, esiste un solo modo per ottenere delle deliziose patatine fritte (o meglio french fries), ma nella realtà dei fatti la patata non è l’unico alimento che permette di preparare questo celebre e invitante contorno. Sono già state sperimentate, infatti, non una, bensì tre alternative al tradizionale ingrediente primario. Parliamo della manioca, della piantaggine e dei ceci.

La notizia non è poi così strana se si considera che altri ingredienti erano stati utilizzati, in precedenza, per cucinare le patatine fritte. Tra questi ricordiamo la pastinache, le patate dolci, i cavoli, le zucchine, ma sopratutto l’avocado. Quest’ultima ricetta non ha però riscontrato esiti positivi e salvo miracoli, è certamente meglio deliziare delle proprietà afrodisiache di questo frutto tropicale piuttosto che di una sua versione improvvisata alla french frie.

Detto ciò vediamo come le vere patatine fritte, quelle che amiamo gustare anche da Mac Donald, si presenterebbero se al posto della patata utilizzassimo la manioca, la piantaggine, o i ceci.

Manioca

Credits photo: hawaiicafè.weebly.com
Credits photo: hawaiicafè.weebly.com

La manioca, pianta di origine sudamericana, è considerata un buon sostituto della patata. Difficile da trovare presso i rivenditori di verdure e ortaggi, la manioca dovrebbe essere consumata preferibilmente entro due o tre giorni dalla raccolta. Per il consumatore, dunque, è buona norma osservare il suo interno prima di procedere nell’acquisto. Infatti, la radice, che è anche la parte commestibile di questa pianta, quando non è più buona tende a diventare nera, anziché mantenere il suo naturale colorito bianco.

Per preparare le patatine fritte con la manioca, bisogna seguire lo stesso procedimento che adotteremmo con la patata: occorre pelare il tubero, tagliarlo in piccole fette e cuocerlo per 30 minuti circa per farlo ammorbidire. Fatto ciò, attendete che la manioca si raffreddi e dividete ancora a metà le parti che avete ottenuto, ricordandovi di togliere lo stelo. Le patatine verranno fuori un po’ grosse ma se proverete a ridurle, trasformerete il composto in una poltiglia. Meglio evitare.

Il risultato sarà comunque eccellente. Le patatine raggiungono infatti subito un colore dorato. Sono croccanti, deliziose, invitanti e leggermente dolci al centro. Unico neo è il procedimento. Davvero laborioso. Necessaria soprattutto è tanta forza per tagliare il tubero.
Ne vale la pena però, almeno una volta: sono super appetitose sopratutto con maionese e una spruzzata di lime.

Banana

Credits photo: ghanarecipe.com
Credits photo: ghanarecipe.com

Esistono due tipi di banana: la prima è verde all’esterno, la seconda gialla. Per questa ricetta, si potrebbero utilizzare entrambe. Scopriamo insieme i risultati.

Il metodo di preparazione è lo stesso utilizzato con la radice di manioca. Dopo aver pelato e tagliato la banana verde vedrete che questa rimane rigida al punto giusto per dare la croccantezza desiderata. L’effetto con le banane gialle, invece, è che queste, una volta cotte, sono super saporite ma risultano inzuppate.

Il giusto grado di maturità delle banane risulta quindi davvero importante per un buon esito. Le banane verdi utilizzate nella ricetta che vi abbiamo illustrato erano probabilmente un po’ troppo immature, mentre quelle gialle erano dolci, dense e leggere, caratteristiche che non fanno di certo pensare alle patatine fritte cui siamo abituati.

Alla fine, la variante con le banane verdi è, senza dubbi, la migliore: assolutamente da provare.

Ceci

Credits photo: marialuisachiesa.blogspot.com
Credits photo: marialuisachiesa.blogspot.com

Ultimo cibo da aggiungere alla lista della spesa è la farina di ceci. Sempre disponibile nei negozi, si trova però spesso in confezioni troppo grandi riposte in aree strane.

Una volta acquistata la farina di ceci, ci possiamo immergere nella fase preparatoria. In questo caso non abbiamo bisogno di un pela patate, ma solo di un misto di farina e acqua, da riscaldare finché non diventa una sorta di crema, che deve essere poi riversata in un vassoio e appiattita prima che si indurisca. Una volta che questa crema è diventata una lastra, si taglia per formare dei bastoncini di patatine fritte.

Il risultato è sconcertante. Le patatine sono dorate e croccanti. La farina di ceci in più consente di cucinare il nostro piatto, saltando tutto quel noioso e lungo processo di pelatura, che nessuno ama. Queste patatine sono ottime da sole oppure con un hamburger, poiché non ne nascondono il sapore.

Non resta che dirvi, sperimentate e lasciate i vostri commenti.

Questi metodi alternativi sembrano davvero super invitanti.

Quando le foto al cibo non danno l’acquolina (FOTO)

De gustibus non disputandum est, recita un antico detto latino: eppure questo detto così saggio non sembra proprio potersi applicare alla Food Art made in Russia. I Russi devono infatti aver interpretato troppo liberamente il Food Design tanto in voga sui Social negli ultimi tempi: così, al posto delle immagini di succulente pietanze a cui siamo abituati, ci ritroviamo dinanzi a fotografie indecenti di cibo che non ingeriremmo mai, neanche pagati a peso d’oro.

Gatti in pomodoro con baffi di prezzemolo, polli arrosto (ma anche crudi) con teste d’uovo, cani di pancakes con orecchie fatte di banane, porcellini ricavati dall’assemblaggio posticcio di svariati insaccati, coniglietti di riso, testuggini dalle corazze fatte di fette di salame, orsacchiotti di uova di lompo, cagnolini disegnati con spaghetti (presumibilmente scotti), Babbi Natale e Sirenette di insalata di rinforzo, risotti con uvetta passa a forma di pecorelle, elefanti di mortadella e persino pesci-vascello: degli spettacoli quanto mai disgustosi, che tutto fanno meno che farci venire l’appetito.

La cosa più curiosa, in tutto ciò, è che agli occhi di questi arditi “food photographers” russi immagini del genere dovranno anche apparire come dei capolavori: un punto di vista che, con tutta la fantasia, l’immaginazione e l’estro di questo mondo, ci risulta davvero incomprensibile. Ma questa sarà colpa nostra che, da bravi italiani, siamo abituati davvero ad altri standard. E non solo per quello che è l’aspetto visivo: del resto, chissà perché anche per quanto riguarda il sapore di queste pietanze abbiamo il presentimento che non ci sia per niente da fidarsi.

Ikea: da aprile polpette vegan nel menu

Credits photo salepep.it

Dal mese di aprile anche i vegani potranno assaporare le famose polpette svedesi dell’Ikea. Ad annunciarlo è stato l’associazione animalista PETA, dopo una lunga battaglia per convincere la multinazionale dei mobili dal montaggio fai-da-te, ad introdurre nel loro menu delle polpette adatte anche ai vegani, da aggiungere a quelle vegetariane.
Con un comunicato stampa Ikea Italia ha annunciato: “Il nostro obiettivo è quello di fornire prodotti alimentari che soddisfino le differenti richieste dei nostri clienti. Fra questi, le nuove polpette “Veggie” che saranno presenti nei nostri negozi a partire dal mese di aprile. Le polpette Veggie non contengono alcun elemento animale e sono quindi adatte anche ai vegani”.

“Abbiamo raccolto più di 25.000 firme per sostenere questa richiesta e i nostri sforzi sono stati ripagati, abbiamo ricordato ad Ikea che sono sempre di più le persone che scelgono vegan e che tutti avrebbero dovuto trovare un menu adatto” si legge sul sito PETA.

Non stupisce la strategie di Ikea, sopratutto in vista di Expo 2015, considerando la sempre maggiore percentuale di persone che hanno scelto e si accingono a scegliere uno stile di vita, oltre che un’alimentazione, vegan, all’insegna del rispetto degli animali, di qualsiasi genere. Non solo, vari studi hanno dimostrato che un’alimentazione vegana è decisamente più salutare e adatta all’organismo umano, eliminando qualsiasi alimento e derivato animale.
Come spesso capita per questioni sentite come queste la dottrina medica è, però, divisa. Da un lato la fazione “onnivora” sostiene l’importanza di un’alimentazione varia ed equilibrata, compresa quindi di carne animale, uovo, latte e altri derivati, necessari per lo sviluppo e l’apporto di proteine (animali) per il nostro organismo, a loro dire. Dall’altra invece ci sono i salutisti, che dichiarano guerra a tutto ciò che può provenire da specie animali e prediligono una dieta vegetale, ricca di frutta, verdura, cereali, legumi e proteine vegetali.
Dunque da aprile anche da Ikea sarà possibile assaporare delle polpette ‘non di carne’, adatte a tutti, quindi anche a coloro che seguono un regime alimentare più ristretto ma altrettanto vario come i fruitori vegan. Era anche ora, visto che già le grandi catene di fast food stanno espandendo le loro opzioni con quelle vegetariane e vegane. Anche se nessun vegan che si rispetti potrebbe mai entrare in una multinazionale che maggiormente favorisce il consumo di carne, oltretutto di dubbia provenienza.

Neve da mangiare (VIDEO)

Credits: iStock

Con il gelo che ha invaso l’Italia, la neve e la pioggia riempiono le strade, causando anche qualche problema alla circolazione e ai passanti. Come risolvere il problema neve? Ecco un’idea che viene direttamente dalla parte dell’America innevata: cucinandola.

Studi hanno scoperto come la neve sia l’ingrediente naturale più versatile da usare in cucina. Ecco alcune ricette create utilizzando questi granelli bianchi.

1. Sciroppo d’acero con neve caramellata

Questa ricetta viene dal Canada. Per creare neve caramellata con sciroppo d’acero, basta riscaldare lo sciroppo nello stesso modo in cui si farebbe con il caramello, poi versare su di esso un po’ di neve e aspettare che accada la magia. Alcuni canadesi preferiscono far rotolare il caramello intorno a delle stecche, altri semplicemente lo eliminano. Il risultato è un delizioso dessert.

2. Pancakes alla neve

Riempire il pancake con la neve e poi appiattirlo con un mattarello renderà la pasta morbida e leggera. Questa ricetta è di Katherine Grossman, conosciuta come Granny Miller, ed è semplicissima. I pancakes vanno infornati, non cotti. E più è fresca la neve, più il risultato sarà piacevole.

3. Gelato alla neve

Ci sono un sacco di varianti su come fare il gelato alla neve, ma il risultato deve essere lo stesso: creare una crema fredda e morbida simile al gelato. In alternativa, si possono usare anche il latte o una crema più densa oppure dello zucchero.

4. Dolce Margarita alla neve

Facili da realizzare, questi cocktail sono ottimi per riscaldare le serate più fredde. In alternativa al lime e alla tequila, si può aggiungere succo di fragola e rum.

5. Coni di birra alla neve

Una birra dolce non è sempre piacevole per il palato, ma questa ricetta farà cambiare idea anche i più scettici. Realizzato a temperature sotto lo zero, i coni alla birra di neve potrebbero essere il cocktail più inusuale mai creato. Vedere il video per credere.

6. Biscotti a forma di palle di neve

Infine, i biscotti a forma di palle di neve, che però non contengono neve. La cuoca di questa ricetta ha usato le mandorle, ma questi biscotti possono essere fusi anche con le noci. Per concludere, gettare sopra dello zucchero a velo e i dolcetti saranno troppo belli per essere mangiati.

E voi, quale dolce alla neve preferite?