mercoledì, 24 Giugno 2026

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Alto tasso di arsenico nei prodotti a base di riso, a rischio bambini

Una ricerca fatta dall’istituto per la sicurezza alimentare globale della Queen University di Belfast ha portato alla luce un fatto davvero sconcertante: un’alta quantità di arsenico è presente nei prodotti a base di riso, e la maggior parte di questi prodotti sono i più consumanti in Gran Bretagna tra bambini e celiaci.

Tra gli 81 prodotti a base di riso analizzati i ricercatori della Queen University hanno trovato, in più della metà, la presenza di un alto tasso di arsenico, e tra questi vi sono: i cereali per bambini Rice Krispice Kellog’s, le gallette di riso e Smooth Baby Rice di Heinz.
Inoltre, il 58% dei prodotti analizzati superano di gran lunga i limiti di arsenico, imposti recentemente dall’Unione Europea, consigliati per i bambini. Un grosso consumo di questi prodotti potrebbe sviluppare, a lungo andare, dei tumori o provocare delle malattie cardiache.

L’UE, con il sostegno della Food Standards Agency, ha dunque imposto delle nuove regole. Innanzitutto, è stato richiesto ai produttori dei vari prodotti analizzati di ritirarli dal commercio e testarli nuovamente. Ma secondo il professor Andrew Meharg, insegnante di scienze biologiche alle Queen University, tutto questo non è ancora sufficiente, e per tanto ha dichiarato che “l’Unione europea sta per definire standard i livelli di arsenico nel riso per i bambini a 100 parti per miliardo (ppb). A mio avviso questo è troppo elevato. Dovrebbe essere almeno la metà. I limiti sono fissati in modo da non turbare il commercio del riso, piuttosto che sul rischio per la salute umana”.

Infatti i Rice Krispice Kellog’s contenevano 188 ppb di arsenico, mentre i Smooth Baby Rice 162 ppb, una percentuale piuttosto alta rispetto ai limiti consigliati.
Un portavoce Kelloggs ha inoltre assicurato che continueranno a lavorare con agenzie governative, scienziati, accademici e altri operatori del settore alimentare a livello globale per rivedere i dati su questo argomento.

La percentuale di arsenico varia in base ad ogni tipo di riso: il riso italiano ha 160ppb, quello rosso della Francia 310ppb, mentre il riso basmati dall’India ha appena 40ppb. Inoltre, il professor Meharg ha tranquillizzato i consumatori di riso affermando che lo si può tranquillamente mangiare dalle 2 alle 3 volte a settimana, solo se questo viene lavato bene prima della cottura e successivamente viene ben cotto.

Nel 2015 Starbucks consegnerà anche a domicilio

Starbucks diventa a domicilio, la novità è in arrivo nel 2015. Parola dell’amministratore delegato Howard Schultz.

A partire dalla seconda metà del 2015 Starbucks porterà il suo cibo e le sue bevande direttamente ai clienti in mercati selezionati. Effettuerà anche consegne a domicilio: tantissimo l’entusiasmo degli addicted che potranno godersi la loro bevanda preferita direttamente davanti al pc tra scartoffie e contratti, senza affannose corse al bar sotto l’ufficio.

“Immaginate la possibilità di effettuare un ordine da Starbucks, consegnato caldo o freddo direttamente sulla vostra scrivania, ogni giorno”, ha detto Schultz in una conference call. “Questa è la nostra versione di e-commerce per il futuro”.

I più grandi fan di Starbucks che hanno bisogno di latte, tè caldo e frapuccino non dovranno più lasciare le loro case o uffici, in un futuro che sembra essere davvero troppo vicino.
Il servizio di consegna sarà disponibile tramite l’app mobile di Starbucks Corp., creata ad hoc dall’azienda per tutti i suoi clienti. Basterà solo disporre di un telefono e una connessione internet per veder realizzato un sogno sperato da tempo.

L’annuncio della grande novità in casa Starbuck è arrivato in concomitanza con la notizia per cui l’azienda di Seattle ha registrato un fatturato del quarto trimestre inferiore alle attese di Wall Street.

La grande svolta in casa Starbucks sta già facendo registrare l’entusiasmo sul web.

Guida Michelin 2015: Cracco dalle stelle alle stalle?

La Chef-mania che si sta diffondendo da un paio d’anni ormai ci ha fatti diventare tutti grandi esperti di culinaria, o almeno pseudo tali. Facile che, in questo clima, eventi che qualche anno fa sarebbero passati inosservati per i ‘non addetti ai lavori’ negli ultimi tempi destano sempre più curiosità.
Stiamo parlando della sessantesima edizione di Guida Michelin, che nel 2015 vedrà la premiazione di nuovi ristoranti da annotare per non rimanere disinformati.

I quesiti che incuriosiscono quest’anno riguardano i ristoranti italiani che potrebbero ‘vincere’ la tanto ambita stella. Quali ristoranti sono in lizza? Quello di Antonino Cannavacciuolo? E quello di Andrea Berton a Milano?

Ma la notizia che più ha generato sgomento è stata quella della stella persa per lo chef più amato d’Italia -o forse semplicemente l’unico conosciuto- Carlo Cracco. La tv evidentemente gli ha rubato molto tempo ed energia e questo ha danneggiato il suo operato.
Non devono preoccuparsi i fan dello chef-star perchè la notizia è ovviamente una bufala, probabilmente diffusa dai disinformati o ancor peggio dagli invidiosi.

Dopo esserci rassicurati che stella di Cracco fosse al sicuro, abbiamo ritenuto opportuno guardare anche alle altre novità per la prossima edizione di Guida Michelin 2015. Quali sono le novità?
Andiamo per ordine e per regione.

Per la Sicilia

Da oggi ci sono tre nuove stelle Michelin, assegnate a Crescenzo Scotti del ristorante ‘Il Cappero’ del Therasia Resort nell’isola di Vulcano in provincia di Messina. Tony Lo Coco del ristorante ‘I Pupi di Bagheria’, Palermo. Giuseppe Costa per il ristorante ‘Il Bavaglino’ di Terrasini, sempre provincia di Palermo.

Per il Lazio

Una nuova stella Michelin viene assegnata ad ‘Aroma’, panoramico ristorante romano. Ma c’è anche chi perde la stella Michelin ed è il caso, poco piacevole, di ‘Agata e Romeo’ a Roma.

In Toscana

La stella Michelin è per ‘Le tre Lune’ di Calenzano, provincia di Firenze.

In Veneto

La prima stella è per un ristorante che in origine era una macelleria. Succede per ‘Damini, Macelleria e Affini’ ad Arzignano, Vicenza.

In Lombardia

Ci voleva un maestro della cucina giapponese come Haruo Itchikawa per portare la stella Michelin in un ristorante fusion. Il nuovo stello è ‘Iyo, sushi, fusion experience’ a Milano.

Roma è prima con 20 ristoranti stellati insieme a Napoli. Bolzano, prima nell’edizione 2014, scende al terzo posto con 19 ristoranti.

Che non si dica che Guida Michelin non lascia campo ai giovani. Ben 11 chef neo-stellati hanno meno di 35 anni. E si precisa che dei 332 chef stellati in Italia, 110 sono donne. Record mondiale più che ammirevole.

Da dissapore veniamo a conoscenza della lizza di ristoranti stellati per la nuova edizione 2015.

I RISULTATI PRINCIPALI DELLA GUIDA MICHELIN 2015

8 ristoranti con 3 stelle
Piazza Duomo, Alba (Cuneo)
Le Calandre, Rubano (Padova)
Enoteca Pinchiorri, Firenze
La Pergola, Roma
Da Vittorio, Brusaporto (Bergamo)
Osteria Francescana, Modena
Reale, Castel di Sangro (L’Aquila)
Dal Pescatore, Canneto sull’Oglio (Mantova)

39 ristoranti con due stelle
Al Sorriso, Soriso (Novara)
L’Antica Osteria Cera, Campagna Lupia (Venezia)
Agli Amici, Godia (Udine)
La Trota, Rivodruti (Rieti)
Antica Corona Reale – Da Renzo, Cervere (Cuneo)
Villa Crespi, Orta S. Giulio (Novara)
Combal.zero, Rivoli (Torino)
Piccolo Lago, Verbania/Fondotoce (Verbanio-Cusio-Ossola)
Miramonti L’Altro, Concesio (Brescia)
Cracco, Milano
Sadler, Milano
Il luogo di Aimo e Nadia, Milano
La Peca, Lonigo (Vicenza)
Perbellini, Isola Rizza (Verona)
St. Hubertus (Hotel Rosa Alpina), Alta Badia/San Cassiano (Bolzano)
Jasmin, Chiusa (Bolzano)
Trenkerstube (Hotel Castel), Tirolo (Bolzano)
San Domenio, Imola (Bologna)
Bracali, Massa Marittima (Grosseto)
Caino, Montemerano (Grosseto)
Arnolfo, Colle di Val d’Elsa (Siena)
Vissani, Baschi (Terni)
Madonnina del Pescatore, Senigallia-Marzocca (Ancona)
Uliassi, Senigallia (Ancona)
Il Pagliaccio, Roma
Il Mosaico (Terme Manzi Hotel), Ischia/Casamicciola Terme (Napoli)
Don Alfonso 1890, S. Agata sui due Golfi (Napoli)
Torre del Saracino, Vico Equense-Marina Equa (Napoli)
La Madia, Licata (Agrigento)
Duomo, Ragusa – Ibla
Principe Cerami, Taormina (Messina)
L’Olivo – Hotel Capri Palace, Capri (Napoli)
Quattro Passi, Massalubrense (Napoli)
Oliver Glowig, Roma
Villa Feltrinelli, Lago di Garda
Devero Ristorante, Cavenago di Brianza (Monza e Brianza)
Locanda Don Serafino, Ragusa
Il Piccolo Principe, Viareggio, nuova entrata
Taverna Estia, Brusciano (Napoli) nuova entrata.

27 nuovi ristoranti con una stella Michelin
Mamma – Capri (Napoli)
Relais Blu – Massa Lubrense (Napoli)
President – Pompei (Napoli)
Il Flauto di Pan – Ravello (Salerno)
Il Tino – Lido di Ostia (Roma)
Aroma – Roma
Stazione di Posta – Roma
Sarri – Imperia
Il Saraceno – Cavernago (Bergamo)
Lido 84 – Gardone Riviera (Brescia)
Berton – Milano
IYO – Milano
Umami – Bormio (Sondrio)
La Gallina – Gavi (Alessandria)
Locanda di Orta – Orta San Giulio (Novara)
Del Cambio – Torino
Cappero – Eolie Vulcano (Messina)
I Pupi – Bagheria (Palermo)
Il Bavaglino – Terrasini (Palermo)
Le Tre Lune – Calenzano (Firenze)
Winter Garden Restaurant by Caino – Firenze
La Bottega del Buon Caffè – Firenze
La Torre – Tavarnelle Val di Pesa (Firenze)
Silene – Seggiano (Grosseto)
L’Imbuto – Lucca (all’interno di un museo d’arte moderna).
Feva – Castelfranco Veneto (Treviso)
Macelleria Damini – Arzignano (Vicenza)

L’elenco dei ristoranti migliori d’Italia ce l’avete. Non vi resta che andare ad assaporare i piatti-capolavoro che i migliori chef stellati prepareranno per voi. E ovviamente fateci sapere cosa ne pensate.

Kimchi: il piatto coreano che sarà un successo

Chi lo conosce non lo evita, anzi, non ne può fare a meno. Il Kimchi non è ancora conosciuto in Italia, cosa molto strana, perché è uno dei piatti della tradizione asiatica più saporito, tralasciando il conosciutissimo sushi, privo di salse coprenti e pure salutare.

C’è proprio un’arte per preparare il Kimchi, chiamata kimjang, la tradizione di preparare e consumare questo piatto, che inizia con l’inverno in tutta la penisola coreana. Ma che cosa è il Kimchi? Non è nient’altro che, una combinazione di foglie di cavolo cinese fermentate in salamoia, ravanelli, verdure, frutti di mare salati, pasta di peperoncino, aglio, salsa di acciughe, zenzero e scalogno.

Il vero Kimchi non è quello dei ristoranti o delle confezioni pronte, bensì quello casereccio, preparato con cura e devozione, assecondando i gusti del palato più esigente e dedicandovi ore per cucinarlo. Il periodo migliore per prepararlo è l’autunno perché a novembre in Corea è il mese della raccolta del cavolo cinese e il mese del Baechu Kimchi, probabilmente il Kimchi più popolare, poiché ne esistono infinite varietà.

Questa tradizione autunnale ormai lunga decenni, viene chiamata appunto kimjang. Si tratta di tagliare enormi quantità di cavolo e altre verdure, speziate e fermentate, che poi andranno interrate in vasi di coccio oppure in barattoli e lasciate lì per concludere il processo di macerazione. Più lunga è la fermentazione, più forte diventa il suo sapore: quel gusto pungente, la croccantezza del cavolo accompagnata dalla maliziosa forza della pasta di peperoncino che ci bruciacchia la lingua, il vigoroso sapore dell’aglio, dello zenzero, dell’eco del mare.

L’Unesco lo ha definito “bene culturale intangibile” che va preservato. Esiste un istituto di ricerca del Kimchi, il Kimchi Field Museum, dove sono conservate le 187 varietà di kimchi attualmente conosciute, e un festival nazionale del Kimchi. Oltre ad essere deliziosamente gustoso, fa anche bene: all’apparato digerente grazie alle sue fibre, al sistema immunitario grazie alle vitamine B e C, previene il cancro, mantiene giovani e pure belli. Un vero toccasana, insomma.

kimchi

Potete tritarlo finemente sul riso a vapore, in una zuppa di noodle di pollo o sulla bistecca. Ora sarete curiosi di sapere come si prepara questa fantastica prelibatezza coreana? Ecco la ricetta:

Ingredienti:
2 cavoli cinesi
65 gr di sale
2 cucchiai di salsa di soia
3 cucchiai di pasta d’acciughe
2 cucchiai di pasta di peperoncino
100 gr di peperoncino in polvere (se possibile, quello coreano chiamato gochugaru)
2 manciate di scalogno tagliato finemente
30 gr di aglio tritato finemente
30 gr di zenzero tritato finemente
500 gr di carote tagliate a julienne (opzionali)

Procedimento:
1. Tagliate i cavoli longitudinalmente in quarti, poi tagliateli a loro volta. Posizionateli quindi
in una grande ciotola e usate le mani per mescolarvi il sale. Versate dell’acqua fredda finché
non arriverete a coprirne il cavolo, che galleggerà. Appoggiate quindi un peso, per far sì che
il cavolo ormai tagliato rimanga al di sotto del livello dell’acqua, sempre immerso. Coprite
dunque la ciotola con un tovagliolo e lasciatelo fuori durante la notte.
2. Il giorno successivo, usate le mani per togliere il cavolo dalla salamoia e metterlo in una
grande ciotola pulita. In una piccola ciotola, nel frattempo, unite la pasta di peperoncino, la
salsa di soia, la pasta d’acciughe e il peperoncino in polvere.
3. Aggiungete quindi al cavolo lo scalogno, l’aglio, lo zenzero e, se volete, i bastoncini di
carote. Poi unite anche il composto piccante preparato nella piccola ciotola. Mescolate bene
il kimchi e posizionatelo in contenitori di plastica o di vetro. Coprite il tutto con la salamoia.
4. Lasciate a riposare il preparato a temperatura ambiente. Assaggiatelo dopo tre o quattro
giorni, e in seguito ogni giorno.
5. Quando pensate abbia raggiunto il sapore perfetto per voi, potete servirlo.

In questo caso i coreani dicono “Mat-itkae duseyo!“, cioè “Buon appetito!

kimchi

credits: www.vanityfair.it