domenica, 31 Maggio 2026

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Proposte dal mondo del cibo: ristorazione, dieta, ricette e cucina

L’hamburger diventa un piatto da gourmet

Poco importa se lo preferite ben cotto, al sangue, con cheddar e insalata o condito con ketchup e maionese: l’hamburger, ormai a detta persino dei più grandi chef, non è più da considerarsi cibo spazzatura, nemmeno in Italia che – anzi – per Joe Bastianich, “è l’unico posto in grado di rendergli giustizia”. A sancirne l’assoluto trionfo sulle tavole di tutto il mondo, gli straordinari cuochi del ristorante parigino Blend, Victor Garnier, David Japy ed Elodie Rambaud con il libro “Hamburger Gourmet”, disponibile anche nelle librerie italiane: “L’hamburger è un invito a cucinare, a mangiare con gusto – spiega Garnier – per non parlare della convivialità che ispira: davanti a un buon hamburger ci si sente bene: riunisce, avvicina. L’hamburger, poi, ha una peculiarità: il piacere di prepararlo è pari a quello di mangiarlo”. Insomma, degli ottimi motivi per elaborare le 58 ricette proposte nel volume, che spaziano dall’hamburger semplice al bacon a quello a base di agnello, prugne e paprika. Al parere degli esperti si aggiunge, ad ulteriore conferma, il proliferare lungo tutto lo Stivale delle hamburgerie, che hanno fatto della specialità americana un piatto per veri intenditori.

Nato in Texas nel 1880 per opera di Fletcher Davis, l’hamburger rinasce in versione gourmet intorno al 2000, anno in cui quasi tutti gli chef stellati cominciano a inserirlo nei loro menù: fra questi, il pioniere assoluto è il francese Daniel Boulud che a New York propone il suo hamburger al foie gras a 29 dollari. In terra nostrana, tutto ha inizio a Milano, con Andrea Berton e Nespor & Roncoroni di Al mercato: stravolgendo l’immagine d Alberto Sordi di “Un americano a Roma”, sostituiscono la salsa barbecue con il pesto, il cheddar con la scamorza, aggiungono svariati ingredienti mediterranei e pane tipico, dando vita così all’hamburgeria all’italiana, adatta a tutti i palati e a tutte le tasche, ma sempre di alta qualità.

Tra le più quotate, la California Bakery di Milano offre “solo carne italiana di bovini cresciuti al pascolo e alimentati in modo naturale senza uso di antibiotici”, senza escludere varianti più esotiche come quella del Burger di quinoa bio, con cipolla rossa di Tropea pickles e salsa di yogurt greco con erbe fini. Il Denzel, dal canto suo, serve l’Art Burger kasher, senza formaggio, mentre il Damini & Affini di Arzignano (Vi) è contemporaneamente macelleria, banco dei formaggi e ristorante. Sorgono poi un po’ dappertutto le hamburgerie di Eatitaly, a base di carne piemontese de La Granda e di formaggi di Langa, cui vanno ad aggiungersi le sedi di Roma e di Milano dell’Ham Holy Burger: qui è lo YouthBurger a farla da padrone, con carne Presidio Slow Food, crudo doppia corona 18 mesi, julienne di porri, frico di Parmigiano Reggiano e maionese di capperi. All’Orsone di Bastianich a Gagliano di Cividale, in Friuli, ci si delizia invece con l’hamburger di fassona, servito col gorgonzola. Frattanto a Cagliari, ai tavoli di Retroburger, si possono ordinare anche hamburger di cavallo, di asino e d’anatra, di provenienza italiana, sudamericana, irlandese o neozelandese. E, ancora, al Kilo di Roma l’hamburger è così grande da diventare “sociale”, perché da dividere con gli amici. Un trend che non ha risparmiato neanche la terra della Fiorentina, dove il Danny Rock in riva all’Arno fa furore col Pitburger di manzo e salsiccia. Ma niente paura per i vegetariani: la variante meat free è disponibile per ogni piatto sul menù.

Per dimagrire basta allenare il cervello

credits photo nunofit.nl

Non riuscire mai a portare a termine una dieta, demoralizzarsi davanti a quell’antipatica bilancia che non scende neanche di un grammo, sentirsi in colpa dopo aver divorato un hamburger con patatine fritte al fast-food più vicino compreso di gelato con panna dopo cena.
Sono sicuramente questi i piccoli fallimenti che accomunano la maggior parte delle persone, soprattutto nei mesi immediatamente prima della famigerata prova costume.

Il mistero è svelato. La colpa non è nostra ma del nostro cervello.

Esiste infatti una vera e propria dipendenza mentale da tutti quei cibi spazzatura che sicuramente nessun medico ci consiglierebbe. Patatine fritte, dolciumi, snack e salse varie sono sempre li che ci tentano, e inevitabilmente, il nostro cervello cede, distruggendo ogni speranza di perdere quei fastidiosi chili di troppo.

Tuttavia nulla è perduto. C’è una via d’uscita.

Secondo una ricerca pubblicata su Nutrition & Diabetes, portata avanti dagli studiosi della Tufts University e del Massachusetts General Hospital di Boston, è stato dimostrato che finalmente questo circolo vizioso si può interrompere, educando il nostro cervello a seguire un regime comportamentale sano.

Gli autori della ricerca hanno sviluppato una dieta ad alto contenuto di fibre e a basso indice glicemico che ha permesso al cervello di deviare le preferenze verso cibi salutari.
Lo studio ha dimostrato che con un appropriato allenamento a sane norme di comportamento si può porre fine alla dipendenza da cibi spazzatura.

Tredici volontari obesi, tra cui uomini e donne, si sono sottoposti a questo esperimento. Ad alcuni di loro era stata assegnata una dieta, ad altri no.
Dalla risonanza magnetica è emerso che, inizialmente, i cervelli di tutti i volontari erano attratti da cibi golosi e insani. Ma dopo 6 mesi, quelli di coloro che erano stati sottoposti alla dieta comportamentale risultavano attratti da cibi sani e a basso contenuto calorico.

Dunque, sicuramente adesso non abbiamo più scuse. Possiamo iniziare le nostre diete sperando, almeno per una volta di non cedere alla prima tentazione.

McDonald’s: cibi più sani ma meno clienti giovani

retroonline.it

McDonald’s, il re del fast food.
Quello stesso McDonald’s che però, ampliando la scelta dei menù e inserendo cibi più sani, ha perso lustro tra i giovani e i giovanissimi.

Con un cambio al vertice, il secondo in due anni, della divisione americana, il colosso degli hamburger dichiara l’insuccesso di questo mese, annunciando il maggior calo mensile delle vendite dal 2003. Il problema principale, secondo i vertici di McDonald’s, sta proprio nel moltiplicarsi delle scelte a disposizione e nella ricerca di cibi più freschi e salutari, che avrebbero allontanato i giovani.

Ad analizzare le difficoltà di McDonald’s è il Wall Street Journal: secondo le ricerche svolte la percentuale mensile dei giovani americani fra i 19 e i 21 anni che si reca al famoso fast food è scesa del 12,9% dall’inizio del 2011, a differenza di quella dei clienti di età compresa fra i 22 e i 37 anni che è rimasta stabile.

Per combattere questa crisi e invertire tendenza, McDonald’s ha rivisto e modificato il suo menù, lasciando però invariante molte scelte salutari. Per riavvicinare i giovani si è inoltre spinto molto nel campo del digitale. Vedremo se, con queste strategie, McDonald’s riuscirà a confermarsi il re dei fast food.

[Credit: Ansa.it]

I cibi che fanno bene al cervello

Per essere al massimo, il nostro cervello va correttamente alimentato, difatti tutte le attività che si svolgono durante l’arco della vita, fanno capo al cervello.
Per avere buone prestazioni intellettive e mentali, dall’apprendimento alla memoria, la prima buona regola è prestare attenzione a cosa si mangia.

Si sa che il cibo è il mezzo con il quale il corpo si rifornisce di energia, ma forse è meno noto che uno dei maggiori “consumatori” di questa energia è il cervello.
Esso si nutre prevalentemente di glucosio, una molecola contenuta negli alimenti ma anche sintetizzata dal metabolismo di carboidrati, grassi e proteine. Dal corretto apporto di ossigeno e glucosio dipende sia la sopravvivenza delle cellule cerebrali, ovvero i neuroni, sia l’efficienza delle prestazioni mentali durante la giornata.

Per garantirsi un corretto funzionamento cerebrale e mantenere efficiente il cervello nel tempo, la scelta più giusta è quella di adottare una corretta ed equilibrata alimentazione.

Ecco quindi una lista degli alimenti che più fanno bene al cervello.

Pesce Azzurro

È l’alimento che contiene in assoluto più omega 3.
Questi acidi grassi aiutano il cervello a mantenersi giovane e reattivo, hanno una potente azione antinfiammatoria e riducono il livello di colesterolo LDL (il colesterolo cattivo) e dei trigliceridi nel sangue.
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Semi di Lino

I semi di lino devono i loro effetti benefici agli omega 3, gli acidi grassi amici del cervello. Ottimi consumati in insalata.
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Cioccolato fondente

Grande alleato per il corpo, un po’ meno per la linea, permette all’organismo di combattere i segni del tempo e mantiene vive e attive le funzioni cognitive.
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Frutta secca

Dalle noci ai pistacchi, dalle nocciole ai pinoli. Ricca di anti ossidanti, essenziali per preservare memoria e funzioni cognitive con l’avanzare dell’età.L’ideale sarebbe assumerne una porzione al giorno come spuntino.
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Avocado

La principale caratteristica nutrizionale di questo frutto è la ricchezza di tutte quelle sostanze fondamentali per il corretto funzionamento del nostro sistema nervoso.
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Barbabietola

Verdura in grado di migliorare le sinapsi del cervello e di aumentare la velocità dei nostri ragionamenti.
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Uova

In particolare quelle biologiche, aiutano il cervello a lavorare più velocemente.
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Curry

Ottimo in molti piatti, aiuta a proteggere i neuroni dalle malattie neuro-degenerative come l’Alzheimer.
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Prugne secche

Le prugne secche sono un vero e proprio toccasana perché contengono molti elementi antiossidanti che rallentano il processo di degenerazione delle cellule cerebrali.
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Frutti di Bosco

I frutti di bosco possono rallentare l’invecchiamento cerebrale grazie agli antiossidanti che agiscono contro i radicali liberi e migliorano le capacità cognitive e motorie limitando l’insorgenza di danni neuronali.
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Tè verde

Il tè verde è un valido aiuto per la concentrazione e per combattere la fatica mentale.
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Caffè

Le persone che consumano abitualmente caffè sono più protette dalle patologie che provocano danni cerebrali come il morbo di Parkinson.
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Kiwi

Il kiwi è anche ricco di rame, importantissimo per i bambini in fase di crescita proprio per lo sviluppo del cervello e del sistema immunitario.
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Broccoli

I broccoli migliorano la funzione cognitiva e le prestazioni del cervello. Sembra anche che ci proteggano dall’Alzheimer e da altre forme di demenza.
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Pomodori

Verdura in grado di ripulire l’organismo da tossine e dai radicali liberi, prevenendo quindi dei danni alle cellule.
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