martedì, 23 Giugno 2026

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Proposte dal mondo del cibo: ristorazione, dieta, ricette e cucina

I cibi che fanno bene al cervello

Per essere al massimo, il nostro cervello va correttamente alimentato, difatti tutte le attività che si svolgono durante l’arco della vita, fanno capo al cervello.
Per avere buone prestazioni intellettive e mentali, dall’apprendimento alla memoria, la prima buona regola è prestare attenzione a cosa si mangia.

Si sa che il cibo è il mezzo con il quale il corpo si rifornisce di energia, ma forse è meno noto che uno dei maggiori “consumatori” di questa energia è il cervello.
Esso si nutre prevalentemente di glucosio, una molecola contenuta negli alimenti ma anche sintetizzata dal metabolismo di carboidrati, grassi e proteine. Dal corretto apporto di ossigeno e glucosio dipende sia la sopravvivenza delle cellule cerebrali, ovvero i neuroni, sia l’efficienza delle prestazioni mentali durante la giornata.

Per garantirsi un corretto funzionamento cerebrale e mantenere efficiente il cervello nel tempo, la scelta più giusta è quella di adottare una corretta ed equilibrata alimentazione.

Ecco quindi una lista degli alimenti che più fanno bene al cervello.

Pesce Azzurro

È l’alimento che contiene in assoluto più omega 3.
Questi acidi grassi aiutano il cervello a mantenersi giovane e reattivo, hanno una potente azione antinfiammatoria e riducono il livello di colesterolo LDL (il colesterolo cattivo) e dei trigliceridi nel sangue.
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Semi di Lino

I semi di lino devono i loro effetti benefici agli omega 3, gli acidi grassi amici del cervello. Ottimi consumati in insalata.
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Cioccolato fondente

Grande alleato per il corpo, un po’ meno per la linea, permette all’organismo di combattere i segni del tempo e mantiene vive e attive le funzioni cognitive.
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Frutta secca

Dalle noci ai pistacchi, dalle nocciole ai pinoli. Ricca di anti ossidanti, essenziali per preservare memoria e funzioni cognitive con l’avanzare dell’età.L’ideale sarebbe assumerne una porzione al giorno come spuntino.
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Avocado

La principale caratteristica nutrizionale di questo frutto è la ricchezza di tutte quelle sostanze fondamentali per il corretto funzionamento del nostro sistema nervoso.
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Barbabietola

Verdura in grado di migliorare le sinapsi del cervello e di aumentare la velocità dei nostri ragionamenti.
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Uova

In particolare quelle biologiche, aiutano il cervello a lavorare più velocemente.
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Curry

Ottimo in molti piatti, aiuta a proteggere i neuroni dalle malattie neuro-degenerative come l’Alzheimer.
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Prugne secche

Le prugne secche sono un vero e proprio toccasana perché contengono molti elementi antiossidanti che rallentano il processo di degenerazione delle cellule cerebrali.
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Frutti di Bosco

I frutti di bosco possono rallentare l’invecchiamento cerebrale grazie agli antiossidanti che agiscono contro i radicali liberi e migliorano le capacità cognitive e motorie limitando l’insorgenza di danni neuronali.
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Tè verde

Il tè verde è un valido aiuto per la concentrazione e per combattere la fatica mentale.
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Caffè

Le persone che consumano abitualmente caffè sono più protette dalle patologie che provocano danni cerebrali come il morbo di Parkinson.
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Kiwi

Il kiwi è anche ricco di rame, importantissimo per i bambini in fase di crescita proprio per lo sviluppo del cervello e del sistema immunitario.
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Broccoli

I broccoli migliorano la funzione cognitiva e le prestazioni del cervello. Sembra anche che ci proteggano dall’Alzheimer e da altre forme di demenza.
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Pomodori

Verdura in grado di ripulire l’organismo da tossine e dai radicali liberi, prevenendo quindi dei danni alle cellule.
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Mangia più riso e dormirai meglio

www.riso.it

Dimenticatevi di tranquillanti, calmanti, infusi di the e camomille, il segreto per dormire meglio è mangiare più riso.

A svelarlo è una nuova ricerca condotta dalla Kanazawa Medical University, in Giappone, e poi resa nota sulla rivista Plos One. I ricercatori hanno scoperto che chi mangia più riso, soprattutto rispetto a coloro che consumano alimenti come il pane e la pasta, riposa meglio.

Ma come mai proprio il riso? Stando a ciò che spiegano gli studiosi della Kanazawa Medical University, il riso ha un indice glicemico più alto degli altri cibi ricchi di carboidrati: questo aumenta il livello della proteina chiamata triptofano, che regola e aiuta a produrre più serotina, che, tra le sue caratteristiche, ha anche quella di essere molto importante per il sonno.

Per arrivare a questi risultati i ricercatori giapponesi hanno condotto una ricerca su 1848 persone, tra i 20 e i 60 anni. Gli intervistati avevano il compito di prendere nota di tutto ciò che facevano di importante dal punto di vista alimentare – soprattutto quando mangiavano cibi quali noodles, pane, pasta o riso – e dal punto di vista del sonno: in questo caso dovevano semplicemente annotare la qualità delle loro dormite, riferendosi ad una scala internazionale.

I risultati, ottenuti grazie alla collaborazione delle quasi duemila persone coinvolte nello studio, hanno confermato che grazie all’assunzione di riso, la serotina, conosciuta come l'”ormone del buonumore”, aumenta e aiuta a dormire sonni tranquilli.

Se avete problemi di insonnia, se passate notti in bianco e se vi rigirate mille volte nel letto prima di addormentarvi, ora sapete come risolvere i vostri problemi: mangiate più riso.

Tree of 40 Fruit: un albero da frutta molto particolare

focus.it

Un albero in grado di produrre da solo 40 varietà di frutti diversi. È questa la straordinaria invenzione di Sam Van Aken, un professore d’arte dotato di una grande passione per la botanica.

Nato e cresciuto in una famiglia di agricoltori, Sam ha iniziato a lavorare al progetto del Tree of 40 Fruit – questo il nome dell’albero – a partire dal 2008: in quell’anno infatti ha chiuso il frutteto della New York State Agricultural Experiment Station, uno dei più grandi e antichi frutteti urbani della città di New York.

Per evitare l’estinzione di centinaia di varietà native di frutti con nocciolo Sam se ne è fatto carico e ha trovato una soluzione quanto mai originale per proseguire la produzione. Dopo aver lavorato su circa 250 specie di frutti il professore-botanico ne ha selezionati una decina, con tanto di timeline dei tempi di fioritura e maturazione di ciascuna.

Da qui è partita la catena di innesti su un singolo albero da frutto e dopo 5 anni e centinaia di tentativi il sogno di Sam è divenuto finalmente realtà. L’albero dei 40 frutti ha cominciato a crescere e germogliare sempre più, arrivando ad ospitare sui suoi forti rami decine di varietà di prugne, pesche, pesche noci, albicocche, ciliegie, mandorle.

Un lavoro straordinario e imponente, utile non solo alla salvaguardia e alla protezione di specie botaniche a rischio di estinzione ma che potrebbe anche avere successo in ambito domestico. Chi si prende cura dei 16 esemplari di questa miracolosa pianta racconta infatti che essa produce l’esatta quantità di frutti con la giusta alternanza.

Un modo innovativo e particolare per avere in tavola una sana varietà di frutti, evitando insieme inutili sprechi.

La dieta del supermetabolismo: meno 10 kg in 28 giorni

Da un po’ di tempo si sente parlare di un nuovo tipo di dieta chiamata dieta del supermetabolismo che sta facendo letteralmente impazzire il web. Ideata e provata dalla nutrizionista Haylie Pomroy, la dieta del supermetabolismo è stata definita da molti come una dieta miracolosa che ha fatto perdere peso, con risultati strabilianti, a migliaia di persone e a personaggi famosi dal calibro di Jennifer Lopez e Robert Downey jr.
Sicuramente starete pensando che si tratti della solita triste dieta simile alla Dukan, tutta verdure scondite e proteine, ma in realtà, al contrario di altre, il motto di questa dieta è “mangia di più perdi più chili”.

Come funziona la dieta del supermetabolismo?

La dieta del supermetabolismo ha una durata di 28 giorni che devono essere eseguiti impeccabilmente per riuscire a perdere fino a 10 kg; finito questo ciclo si dà inizio al mantenimento. La dieta è suddivisa in tre fasi: la F1 che dura i primi due giorni (es. lunedì e martedì), F2 che dura dal terzo al quarto giorno (es. mercoledì e giovedì) e infine la F3 che dura tre giorni (es. venerdì, sabato e domenica). Finite tutte e tre le fasi si ricomincia da capo la settimana con la F1 per poi proseguire con le altre fasi fino a quando non saranno passati 28 giorni.

Come tutte le diete anche quella del supermetabolismo prevede che siano consumati cinque pasti al giorno con una distanza che va dalle 2 alle 4 ore l’uno dall’altro. Questo tipo di alimentazione non conta le calorie ma si basa su delle quantità chiamate cup che variano in base ai chili da perdere, più peso si deve perdere e più l’organismo deve assumere cibo aumentandone così le quantità, in quanto ciò favorisce l’acceleramento del metabolismo.

Cibi da evitare

La dieta del supermetabolismo offre un ampio elenco di cibi da poter consumare ma bandisce caffè, teina, farina di grano, soia, mais, latticini, nitrati e zuccheri raffinati (che vengono sostituiti con stevia o xilitolo)

Prima fase F1

La F1 è la fase glicemica. Moderatamente proteica, povera di grassi e ricca di carboidrati e verdure. Gli alimenti da consumare durante questa fase sono: pasta o riso integrale, avena, quinoa, latte di riso, tacchino, affettati senza nitritati, tonno al naturale, lenticchie, frutta ricca di zuccheri naturali (anguria, fragole, ananas, pere, arance, kiwi etc), uova (solo albume), carote, pomodori, lattuga, funghi, zucca, zucchine, spinaci, melanzane etc. I piatti possono essere conditi solo con sale, limone e aceto.

Per quanto riguarda l’attività fisica durante questa fase è necessario fare un allenamento aerobico come la corsa. Inoltre la F1 ha l’obbiettivo di allentare la tensione e lo stress.
Durante i primi giorni di F1 è probabile che si soffra un po’ di mal di testa, è una fatto normale dato dalla pulizia del nostro organismo dai cosiddetti “cibi cattivi”.

Seconda fase F2

E’ la più dura tra le tre fasi ed è quella altamente proteica, ricca di verdure e povera di carboidrati e grassi. Per ben due giorni bisogna mangiare verdure e proteine cinque volte al giorno, comprese colazione e spuntino. Con questa fase si sblocca il grasso accumulato e si mette massa muscolare.

E’ consigliato un allenamento anaerobico ovvero costituito solo da pesi.

Terza fase F3

La terza fase è ricca di grassi sani (frutta secca, cocco, olive etc) e di frutta e verdura poco glicemica (pompelmo, mirtilli, lamponi, carciofi, fagioli, melanzane, spinaci etc), ma povera di carboidrati e proteine. Durante questa fase si può aggiungere un elemento di condimento: l’olio evo.

Durante la F3 è necessario fare un’attività fisica che combatta lo stress come lo yoga oppure fare dei massaggi.

Alla fine dei 28 giorni si fa il mantenimento, chiamato F4, che prevede un mix delle tre fasi ma con l’aggiunta, ogni quattro giorni, di un elemento precedentemente bandito dalla dieta come la pizza, gli zuccheri, la farina di grano etc. La dieta del supermetabolismo non solo aiuta a svegliare e accelerare un metabolismo lento, ma è anche consigliabile a chi ha problemi di diabete e di cuore, in quanto prevede degli alimenti con un basso indice glicemico.