martedì, 23 Giugno 2026

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Proposte dal mondo del cibo: ristorazione, dieta, ricette e cucina

Nasce a Brighton il primo ristorante a rifiuti zero

È prevista per settembre nella cittadina inglese di Brighton l’apertura del primo ristorante a rifiuti zero, Silo: giovane fautore dell’impresa è Douglas McMaster, promettente chef ritornato in Inghilterra dopo aver lavorato ben dodici anni in grandi ristoranti di fama internazionale, non ultimo il celebre Noma di Copenhagen.

L’intenzione dello chef McMaster è quella di ridurre del 95% i rifiuti prodotti dal locale: un proposito meno difficile di quanto sembri, soprattutto se si presterà la dovuta attenzione alle modalità di approvvigionamento. Stando a quanto il giovane ha già dichiarato al The Independent, infatti, il sistema agroalimentare al momento predominante contempla la disponibilità costante di tutti i prodotti, anche quelli che – come avocado e ananas – secondo natura non crescono durante determinati periodi dell’anno: un’anomalia cui si va ad aggiungere anche l’uso di sostanze additive e pesticidi, assolutamente dannosi per la nostra nutrizione. Non dovremmo sorprenderci, dunque, se le intolleranze alimentari sono un fenomeno sempre più diffuso: proprio perché contrario alle dinamiche vigenti, lo chef inglese si è proposto di servire esclusivamente prodotti a chilometro zero e di stagione nel suo nuovo ristorante – cosa che gli consentirà, perciò, di non produrre rifiuti se non in quantità minime. Per gli scarti inevitabili, poi, McMaster ha acquistato al prezzo di 27.000 euro un grosso compostore, in grado di lavorare fino a 640 chili di rifiuti organici ogni giorno.

Il ristorante Silo, per altro, avrà soltanto cinquanta posti a sedere e ai clienti sarà proposto un menù giornaliero a base di soli sei piatti: uno di carne, uno di pesce e uno vegano. Nessuna delle pietanze, infine, sarà scaldata tramite lampada, perché ognuna di esse verrà preparata rigorosamente al momento.

Quando l’amore finisce, anche sulle torte e sulle bomboniere

Zucchero, tanto zucchero, quando si è in coppia con la propria dolce metà. E oltre allo zucchero, tante idee e opinioni su un impellente quesito. Come festeggiare la nuova libertà dopo la rottura? Ovvio, esattamente come si è fatto al matrimonio, con le torte.

E la fantasia dei cake designers si è dilettata, stupendo tutti con divertenti soluzioni. Uno sposo decapitato, la sposa a penzoloni giù dal primo piano di pandispagna, rivoli di sangue che scorrono lungo le pareti del dolce: ce n’è letteralmente per tutti i gusti.

Perché l’amaro di una delusione amorosa va compensato con la panna. Ma, soprattutto, va compensato con l’ironia. E trasformare un momento di unione, gioia e convivialità, come quello del taglio della torta, in un momento per festeggiare una separazione, risulta essere oltremodo originale.

Negli ultimi anni la tendenza d’oltreoceano è stata sempre più apprezzata dagli europei, diventando quasi una consuetudine, nei casi in cui sdrammatizzare è d’obbligo. E dopo il taglio della torta? Tutto normale, bomboniere e gadget per i neo single, per ricordare agli ospiti di essere stati vicini in un momento in cui l’amore era lontano.

Se è difficile dimenticare il dolore del fallimento di una relazione, altrettanto difficile sarà dimenticare il simpatico soggetto sulla torta.

Carlo Cracco, miglior Chef 2014 di Festival cucina italiana

La carriera dello chef più famoso della tv italiana è una tutta in salita. Carlo Cracco, celebre per la conduzione di Masterchef Italia e di Hell’s Kitchen Italia e per l’abilità creativa e culinaria straordinaria sarà premiato a settembre come miglior Chef 2014 di Festival cucina italiana. Il riconoscimento gli sarà assegnato il 7 settembre a Rimini.

Carlo Cracco lavora come Chef Executive nel ristorante Cracco Peck, fondato nel 1883 dalla famiglia Stoppani, ricevendo inoltre 3 stelle Michelin, 3 forchette per Gambero Rosso e ha 18,5/20 Espresso. E non stupisce che nel 2007 il suo ristorante si è trovato, per la Repubblica, tra i 50 migliori Ristoranti del mondo.

Allievo di Gualtiero Marchesi e Alain Ducasse, Cracco è “la moderna evoluzione del cuoco nei primi anni del 21/o secolo: in costante sperimentazione, in giro per il mondo alla ricerca di nuove esperienze, imprenditore, testimonial, sguardo rivolto al sociale”.

Intolleranza al glutine: in Italia la celiachia è sempre più frequente

Da circa una decina d’anni sono sempre più frequenti i soggetti intolleranti al glutine, i cosiddetti celiaci.

Il glutine è una sostanza proteica presente all’interno di alcuni cereali come frumento, avena, orzo, kamut e segale. La presenza del glutine all’interno di alcuni alimenti, come pasta, pizza, alcuni tipi di dolci etc, non consente ai celiaci di poterne fare uso, per tanto questi ricorrono ai prodotti gluten free, ovvero quelli privi di glutine.

Cos’è veramente l’intolleranza al glutine?

L’intolleranza al glutine o celiachia, nome da cui deriva il termine celiaco, è una malattia non grave, ma incurabile che si può presentare in qualsiasi fascia di età, dall’infanzia all’età adulta, in tutti quei soggetti in cui il proprio organismo non tollera la presenza di alimenti contenenti il glutine, perché quest’ultimo è capace di innescare nei celiaci una serie di alterazioni nel sistema immunitario che recano dei seri danni all’intestino tenue.

L’intolleranza si manifesta con una serie di disturbi fisici come: un eccessivo senso di stanchezza, diarrea, ferro basso sotto la norma, sintomi di tipo neurologico (vertigini e svenimenti), difficoltà digestive (che possono provocare stitichezza e un ventre gonfio) e il non riuscire ad assimilare ciò che si mangia.

Nell’ultimo decennio, in Italia la celiachia si è fatta sempre più frequente fino a raggiungere, nel 2011, oltre 500.000 intolleranti al glutine.

L’aumento dell’intolleranza in vari soggetti è dovuto in gran parte sia allo sviluppo dell’informazione, che ha favorito all’incremento della diagnosi, e sia dalla continua evoluzione scientifica che, con le analisi al sangue e vari controlli, è riuscita a diagnosticare questo tipo di malattia. Non sono da sottovalutare, però, le nostre abitudini alimentari.
Oggigiorno si fa sempre più uso di cereali, di carboidrati e di alimenti che contengono un alto tasso di glutine. Un eccessivo abuso, nella nostra alimentazione, di alcuni tipi di alimenti fa si che il nostro organismo ne risenta, fino a non tollerarne più il consumo. Si va incontro così ad un’intolleranza che può essere più o meno grave, passeggera o permanente, come nel caso della celiachia con il glutine.

I punti gastronomici dedicati ai celiaci sono, per fortuna, in continuo aumento, così come i reparti al supermercato a loro dedicati con prodotti biologici e gluten free. Molti bar e ristoranti si stanno attrezzando per fornire dei pasti che anche il cliente celiaco può consumare. Ingerire un alimento non gluten free può comportare ad un celiaco dei seri disturbi allo stomaco, stanchezza e spossatezza. Solo una corretta alimentazione senza glutine può conferire ad un celiaco un perfetto stato di salute.