martedì, 24 Novembre 2020

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Proposte dal mondo del cibo: ristorazione, dieta, ricette e cucina

L’ultima novità vegana è il Mopur, la carne vegetale

Tempeh, tofu e seitan sono ormai superati: oggi chi non mangia carne può, infatti, avvalersi di un’alternativa molto più gustosa, il Mopur. Si tratta di un alimento derivato da un’elaborata lavorazione del grano: grazie a processi di fermentazione, il glutine presente in esso si riduce del 40%, rendendolo non solo più piacevole al palato, ma favorendone soprattuto la digeribilità. Le fibre del Mopur, così trattato, assumono la stessa consistenza di quelle della carne: è questa la ragione per cui è anche definito “carne vegetale”.

I criteri biodinamici adottati nel corso della sua lavorazione consentono al prodotto di mantenere intatte tutte le proprietà nutritive del grano, ma in una forma decisamente più versatile al livello culinario: difatti, il Mopur può essere utilizzato non solo per la realizzazione di piatti innovativi, ma anche in quella di pietanze tradizionali, poiché sostituirlo alla carne animale non comporta alcuna perdita in termini di sapore. Inoltre, a differenza dei suoi analoghi, il Mopur è un alimento leggero e allo stesso tempo nutriente, presentando un contenuto di grassi vegetali davvero molto basso e conservando una percentuale di proteine che può arrivare fino al 34%.

Per acquistarlo basta recarsi in negozi biologici, dove è reperibile in vari tipi di confezioni: dall’affettato stagionato, al filetto, alla salsiccia. Una scelta che incontra sicuramente il favore dei sempre più numerosi consumatori vegetariani e vegani, ma che incuriosisce senz’altro anche i carnivori: sostituire la carne animale con alternative altrettanto saporite e leggere sta diventando d’uso ormai anche tra i non-vegetariani, un atteggiamento che sottrae gradualmente anch’essi alla logica crudele perpetrata negli allevamenti intensivi, permettendogli di rientrare in contatto con le reali esigenze alimentari del proprio corpo.

I cibi preziosi per una buona salute

Una buona salute è il risultato di una serie di fattori che incidono in maniera più o meno determinante. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, una alimentazione corretta ed equilibrata, accompagnata da livelli adeguati di attività fisica, è essenziale per il mantenimento di un buono stato di salute. Il nutrimento corrisponde infatti a uno di quei fattori che maggiormente incidono sullo sviluppo, sul rendimento e sulla produttività delle persone, sulla qualità della vita e sulle condizioni psico-fisiche con cui si affronta l’invecchiamento. Una dieta corretta è quindi uno dei fattori principali che dovrebbero essere rispettati e seguiti e alcuni alimenti, più degli altri, possono offrire le principali proprietà benefiche necessarie al proprio organismo.

Il Limone

Il suo sapore amaro gli conferisce la capacità di aumentare la peristalsi, liberando l’intestino dalle scorie, migliorandone così la regolarità intestinale. I limoni contengono inoltre 22 composti anti-cancro, tra cui il limonene, un olio naturale che rallenta o addirittura arresta la crescita dei tumori negli animali. Sono ricchi di vitaminca C, utile a neutralizzare i radicali liberi legati all’invecchiamento e non solo disintossicano il fegato, ma sono efficaci anche per malattie cerebrali come il morbo di Parkinson.

i cibi preziosi per una buona salute

Uova da allevamento libero

Le proteine delle uova sono preziose per i bambini durante la crescita e per gli anziani che devono mantenere il loro patrimonio muscolare e osseo. Contengono inoltre la colina, una sostanza molto importante per le cellule nervose e per gli impulsi che queste trasmettono, influenzando lo sviluppo del cervello e della memoria. Il tuorlo è particolarmente ricco di biotina, vitamina necessaria a tutte le cellule in via di sviluppo.

i cibi preziosi per una buona salute

Humus Light

Si tratta di una crema molto densa, ottenuta a partire dai ceci e dalla salsa di semi di sesamo, la tahina. I ceci sono un’ottima fonte di proteine e fibre dietetiche, che aiutano la formazione delle cellule sanguigne. i fitoestrogeni contenuti nei ceci svolgono un’azione importante nel contrastare tumori alla mammella, tumori uterini e intestinali.

i cibi preziosi per una buona salute

Feta

È un formaggio light, semi grasso, ricco di proteine, con molte meno calorie rispetto all’emmenthal o alla fontina. Apporta proteine di elevata qualità biologica, calcio altamente assimilabile e vitamine B1, B2, PP ed A. Contiene inoltre buone quantità di sodio, potassio e fosforo.

i cibi preziosi per una buona salute

Germogli

I germogli ottenuti dai semi delle piante alimentari, arricchiscono i piatti già pronti, che costituiscono l’alimentazione quotidiana della maggior parte della popolazione mondiale. Con l’aggiunta di questo alimento è possibile dotarla di sostanze preziose per la salute e azioni benefiche. Migliorano infatti l’assimilabilità di sali minerali, combattono l’anemia, stimolano l’appetito, disintossicano il fegato e abbassano il livello di colesterolo.

i cibi preziosi per una buona salute

Olio di semi

Gli oli estratti dai semi hanno il vantaggio di essere ricchi di acidi grassi essenziali, ossia quelle sostanze che l’organismo non è in grado di produrre, che sono indispensabili per la salute. L’olio di girasole è ottimo per la bellezza di pelle e capelli; quello di germe di grano è consigliato in caso di forte stress. Quello di semi di lino è ottimo contro le malattie cardiovascolari, mentre quello di arachide è ideale per friggere. L’olio di vinacciolo è utile per ridurre il colesterolo, mentre quello di mais è fondamentale per proteggere pelle e capelli.

i cibi preziosi per una buona salute

Fragole

Grazie all’alto contenuto di Vitamina C, le fragole facilitano la produzione di collagene, una proteina che previene le rughe e rafforza i capillari riducendo la ritenzione idrica e cellulite. Lo xilitolo aiuta inoltre a prevenire la formazione della placca dentale. Le foglie delle fragole possono essere anche esse utilizzate per la preparazione di infusi molto utili per favorire la diuresi.

i cibi preziosi per una buona salute

Peperoncino

Il peperoncino ha numerose proprietà mediche. Migliora la circolazione sanguigna e protegge il sistema cardiovascolare, combattendo il colesterolo. Rafforza i vasi sanguigni e mantiene l’elasticità dei capillari, migliorando l’ossigenazione del sangue. È indicato in caso di tosse e allevia i dolori reumatici. È ricco di Vitamina C, in grado di difendere dalle infezioni. Anche i capelli trarrebbero beneficio dall’uso del peperoncino, perché la migliore circolazione sanguigna si rifletterebbe in maniera positiva anche sui bulbi piliferi.

i cibi preziosi per una buona salute

Zenzero

È efficace contro la digestione lenta e la dispepsia, curando il mal d’auto e il mal di mare. Riduce infatti notevolmente la nausea e i disturbi di chi soffre nel viaggiare in mare o in auto. È consigliato in gravidanza perché aiuta a combattere la nausea e il vomito, ma non bisogna mai eccedere nell’uso. Previene inoltre la formazione di ulcere che tendono a formarsi quando si assumono farmaci antinfiammatori.

i cibi preziosi per una buona salute

Nomadismo alimentare: in bici alla ricerca del piatto perfetto (FOTO)

Tom Perkins

Tom Perkins e Matt Chennells, classe 1988, hanno attraversato in bici ben 26 Paesi, ma non per solo sport: la loro è stata infatti, più di ogni altra cosa, una lunga avventura gastronomica, che li ha visti impegnati a pedalare per 20.000 km, da Londra a Città del Capo. Una vera e propria spedizione culinaria che i due amici hanno avuto modo di documentare attraverso una serie di scatti fotografici, destinati a far parte di un prossimo libro di ricette che illustreranno dettagliatamente tutti i cibi assaggiati lungo il percorso.

In viaggio dal 2011, Tom e Matt hanno provato davvero di tutto: dal polmone di toro fritto e dallo stufato di peperoncini verdi in Turchia, all’enjera (una crêpe al lievito naturale) in Etiopia, allo stufato di capra e arachidi in Ruanda. Ma gli intrepidi ciclisti – secondo i quali nulla andava rifiutato – non si sono accontentati, arrivando a mangiare persino le pietanze più inusuali: fra tutte, la più impressionante è probabilmente stata la locusta fritta del Sudan.

Attualmente Tom sta lavorando alla stesura del libro “The Nomadic Kitchen” – finanziato da una campagna di crowdfunding – che includerà 65 ricette straordinarie, ma altrettanto facili da riprodurre. Un ricettario di viaggio senz’altro unico, ispirato da un’avventura culinaria che ha dell’epico. “Ciò che più mi ha stupito – confessa Tom – è la capacità di unire le persone che il cibo ha. Anche nella landa più desolata, condividere un piatto incoraggia inevitabilmente alla conversazione e all’amicizia. Ben poche cose stimolano l’interazione allo stesso modo.

I due, partiti da Londra nel luglio 2011, hanno raggiunto i Balcani, per poi spostarsi verso il Mediterraneo orientale, attraversando Turchia e Medio Oriente. La strada li ha condotti, subito dopo, alla Penisola del Sinai, fino al Cairo, prima di raggiungere la costa orientale dell’Africa e, da lì, giù fino al Sudafrica. Ma è stata l’Etiopia il Paese a rimanergli nel cuore: “Un’esperienza unica: scenari stupendi, tradizioni affascinanti e una delle più particolari culture eno-gastronomiche in cui ci siamo imbattuti – racconta Tom – L’Etiopia è stata per noi una terra di sfida, di frustrazione e d’incanto ad ogni momento: esattamente quel che desideravamo da un viaggio come questo.

Il successo dell’esperienza in sé, però, è stato possibile soltanto grazie alla generosità dei completi estranei incontrati lungo la strada.La gente ci ha spalancato le porte delle proprie case, donandoci un’ospitalità incondizionata – continua Tom – facendoci realizzare quanto fortunati fossimo ad aver intrapreso un’avventura di questo tipo“. Un’avventura da ricordare e condividere con un libro attraverso cui i due viaggiatori vogliono calorosamente ringraziare tutte queste persone la cui accoglienza si è dimostrata davvero eccezionale.

Arriva Palcohol, l’alcol in polvere per i cocktails fai da te

comequando.it

All’apparenza si potrebbe scambiare per una semplice bustina di zucchero, piccola, tascabile e veloce da utilizzare. Ma l’apparenza – si sa – inganna. Perchè dietro alla banale fisionomia di una bustina qualunque si nasconde invece una rivoluzione nel mondo dei cocktail: l’alcol in polvere.

Palcohol – questo è il suo nome – è l’innovativo sistema di bere alcolici ideato dal giovane sportivo Mark Phillips, creato apposta per giovani come lui che dopo stressanti ore di allenamento o di scuola vogliono godersi una bevanda rinfrescante e gustosa senza doversi portare dietro pesanti bottiglie.

Questa geniale(?) creazione sarà commerciabile a partire dall’autunno prossimo negli Stati Uniti, in tutti i negozi che possiedono la regolare licenza di vendere alcolici. E probabilmente molto presto verrà esportata anche nel resto del mondo.

Ma come funziona esattamente Palcohol? Semplicemente basta diluire l’alcol in polvere in acqua o succo di frutta: il risultato sarà la creazione di cocktail quali Cosmopolitan, Mojito, Margarita e Lemon Drop. E il team di Phillips è riuscito anche a mettere a punto due versioni classiche di Palcohol: quella chiamata ‘V’ – a base di vodka – e la versione ‘R’ – a base di rhum – grazie alle quali si possono realizzare un infinito numero di cocktails.

Ma il fatto che questo nuovo sistema per sballarsi possa raggiungere un infinito numero di giovani è quello che più preoccupa diversi osservatori. Perchè Palcohol non solo è un metodo veloce per avere a disposizione un buon cocktail, ma è anche molto economico, se si pensa che mediamente consumare una bevanda alcolica negli Stati Uniti viene a costare sui 15/20 dollari ed il costo di una bustina di alcol in polvere sarà nettamente inferiore.

La società produttrice – la Lipsmark – raccomanda ovviamente di consumare il prodotto in modo «legale e responsabile». Ma serviranno a qualcosa queste teoriche raccomandazioni di fronte ad un giovane che si vedrà a disposizione alcol facile da consumare, economico e legale? Si spera ovviamente di si, ma ci sono purtroppo molti dubbi.