sabato, 30 Maggio 2026

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Proposte dal mondo del cibo: ristorazione, dieta, ricette e cucina

Gluten free d’autore al Taste of Milano

Da tempo l’alimentazione senza glutine, entrata di diritto nella cucina italiana, è diventata sinonimo di creatività, sperimentazione e genuinità, e per questo Milano, già capitale della moda e del design divenendo anche centro del gusto col Taste of Milano fa spazio all’alta cucina gluten free.

La celiachia resta l’intolleranza alimentare che colpisce più persone a livello mondiale, si stima che solo in Italia questa intolleranza possa interessare almeno 600 mila persone, anche se sono solo 136 mila i celiaci diagnosticati.

Un’alimentazione senza glutine resta il principale alleato per evitare problemi e complicazioni. Per anni questo aspetto era un sinonimo di rinuncia forzata alle prelibatezze della cucina italiana ed internazionale.

Oggi però qualcosa sta cambiando, sono sempre più numerosi i ristoranti che propongono nel loro menù una sezione dedicata ai piatti gluten-free, e sono sempre di più gli chef che decidono di interpretare piatti d’alta cucina evitando la presenza di glutine nelle loro creazioni.

Da giovedì 8 a domenica 11 maggio, l’esclusivo festival gastronomico Taste of Milano vedrà alcuni degli chef protagonisti della manifestazione interpretare la cucina senza glutine nel temporary restaurant, allestito presso gli spazi di “Super Studio Più” di via Tortona 27.

Sono tre gli chef che prepareranno piatti d’autore per celiaci: Andrea Provenzani che presenterà la “tarte tatin di pomodori e origano, burrata di Andria e sorbetto al limone“, Andrea Aprea che proporrà l'”uovo parmigiano birra e pane di segale” e Misha Sukyas che invece offrirà la “caramella di pollo con farina di riso e gambero in gilet di barbabietola affumicata e terra di frolla con gocce di fondo bruno“.

La quinta edizione del Taste of Milano prevede un team di undici chef con capacità molto diverse: Andrea Provenzani (Il Liberty) che è presente sin dalla prima edizione, Andrea Aprea (Vun, Park Hyatt Milan), Daniel Canzian (Daniel), Andrea Migliaccio (L’arte), Roberto Okabe (Finger’s Garden), Wicky Priyan (Wicky’s), Marco Sacco (Piccolo Lago), le new entry Fabrizio Cadei (Acanto, Hotel Principe di Savoia) e Misha Sukyas (L’Alchimista), Matteo Torretta con un nuovo ristorante (Asola- Cucina Sartoriale) e Ilario Vinciguerra (Ilario Vinciguerra Restaurant). Questi proporranno 36 piatti e accanto a quelli privi di glutine ogni chef proporrà un piatto sostenibile ovvero realizzato con i prodotti locali, per entrare in sintonia con i temi dell’Expo 2015.

Insomma da qualche tempo a questa parte la dieta gluten free, oltre ad essere di moda, risulta più un piacere che un tormento per il palato.

Prezzi proibitivi sui cibi sani

Il rincaro dei prezzi dei prodotti alimentari mette in difficoltà ben un terzo dell’intera popolazione inglese, che non può permettersi di acquistare cibi sani: è quanto si apprende da un sondaggio effettuato dalla British Heart Foundation, organizzazione benefica britannica che, al termine della sua indagine, ha rivelato che quasi la metà dei partecipanti (il 42%) manifesterebbe il desiderio di condurre una dieta salutare, un desiderio che però non può soddisfare perché comporterebbe spese eccessive. Il sondaggio della British Heart Foundation rivela, inoltre, che al momento dell’intervista un consumatore su quattro non aveva acquistato frutta o verdura fresca nell’ultima settimana.

Nell’arco degli ultimi cinque anni, l’aumento dei prezzi sui generi alimentari ha visto gli scontrini dei supermarket farsi più salati al doppio della velocità persino rispetto agli affitti, determinando un fenomeno sconcertante: quasi il 40% delle persone ha ammesso di aver sacrificato la propria salute pur di fare la spesa in economia. E un recente resoconto della Trussel Trust, ente che supervisiona i banchi alimentari, mostra uno scioccante aumento del 163% tra costo della vita, basso salario e problemi di welfare rispetto all’anno scorso: “Mangiar sano con un budget limitato è una vera e propria sfida, di questi tempi – afferma Victoria Taylor, dietologa della British Heart Foundation – soprattutto a fronte dei prezzi proibitivi sui cibi sani che aumentano di settimana in settimana e vanificano qualsiasi intenzione, anche vaga, di condurre una dieta salutare“.

Non sorprende, allora, che emerga un dato allarmante: sono quasi un milione gli inglesi che ricorrono ai banchi alimentari per procurarsi da mangiare a sufficienza, visti i ritardi o i cambiamenti inerenti ai sussidi. Al governo britannico, che è stato accusato di aver violato il diritto umano all’alimentazione, è stato intimato di mettere a punto un piano apposito sui diritti alimentari, nonché di bloccare i tagli sui sussidi: organizzazioni come la End Hunger Fast, l’Oxfam, la Trade Union Congress e la Disability Rights UK hanno in tal modo sollecitato un’azione immediata per ovviare a uno stato di cose intollerabile, in cui ai cittadini viene negato il diritto fondamentale ad alimentarsi in maniera adeguata. Esperti in fatto di sanità pubblica hanno già riscontrato un’impennata dei casi di malnutrizione in Inghilterra, aumentati del 74% rispetto al 2008-2009.

Ma la mala gestione della cosa pubblica con risvolti negativi sull’alimentazione dei cittadini non è, naturalmente, prerogativa esclusiva dei soli inglesi: stando ai dati della Coldiretti, infatti, un italiano su quattro si è visto costretto a rinunciare a cibi tipici pasquali, per poi acquistarli in saldi nei giorni subito successivi. Una scelta riconducibile alla sempre più comune tendenza da parte degli italiani a ridurre gli sprechi in cucina proprio per attutire gli effetti della crisi, combattuta anche col ripristino del cosiddetto “sospeso”: dal caffè al pane, alla pasta, alle uova e alla salsa di pomodoro, in Italia è ormai ritornata in voga l’usanza di comprare o consumare un prodotto e lasciarne un altro pagato per chi non può permetterselo. Perché facendo rete si può anche stendere la tovaglia a tavola.

Hell’s Kitchen Italia: la ricetta dalla seconda puntata

tvblog.it

Nella seconda puntata di uno dei programmi di cucina più amati e seguiti – Hell’s Kitchen – che è finalmente sbarcato anche nella nostra penisola, lo chef Cracco ha illustrato una ricetta particolare, dove vi è un gioco di contrasti fra dolce e salato, fra morbidezza e croccantezza. Si tratta di
uno degli antipasti del menù della cucina: le noci di capesante dorate. Vediamone insieme la ricetta.

Noci di capesante dorate

Ingredienti
noci di capesante
olive fresche
mandorle a filetti
taccole
scalogno
zucchero a velo
olio

Preparazione: Per prima cosa aprire le capesante e far dorare il pesce in una piastra ben calda. Prendere poi le taccole, togliergli il filo e sbianchirle in dell’acqua bollente. Eliminare quindi la buccia dallo scalogno e affettarlo in pezzetti sottili. Metterlo quindi in una padella con dell’olio per farlo rosolare, aggiungendoci anche le taccole e le olive fresche denocciolate. Far cuocere il tutto, salare e aggiungere una spruzzatina di pepe. Nel frattempo prendere le mandorle tagliate sottili sottili e disporle su una teglia coperta da carta forno. Aggiungere mezzo cucchiaio di albume d’uovo, un po’ di zucchero a velo, un po’ di sale e mettere poi il tutto in forno a caramellare, in modo da ottenere un gusto leggermente dolce, salato e croccante. Servire infine le taccole come base del piatto, adagiarvi sopra le capesante e guarnirle con le mandorle.

L’ultima novità vegana è il Mopur, la carne vegetale

Tempeh, tofu e seitan sono ormai superati: oggi chi non mangia carne può, infatti, avvalersi di un’alternativa molto più gustosa, il Mopur. Si tratta di un alimento derivato da un’elaborata lavorazione del grano: grazie a processi di fermentazione, il glutine presente in esso si riduce del 40%, rendendolo non solo più piacevole al palato, ma favorendone soprattuto la digeribilità. Le fibre del Mopur, così trattato, assumono la stessa consistenza di quelle della carne: è questa la ragione per cui è anche definito “carne vegetale”.

I criteri biodinamici adottati nel corso della sua lavorazione consentono al prodotto di mantenere intatte tutte le proprietà nutritive del grano, ma in una forma decisamente più versatile al livello culinario: difatti, il Mopur può essere utilizzato non solo per la realizzazione di piatti innovativi, ma anche in quella di pietanze tradizionali, poiché sostituirlo alla carne animale non comporta alcuna perdita in termini di sapore. Inoltre, a differenza dei suoi analoghi, il Mopur è un alimento leggero e allo stesso tempo nutriente, presentando un contenuto di grassi vegetali davvero molto basso e conservando una percentuale di proteine che può arrivare fino al 34%.

Per acquistarlo basta recarsi in negozi biologici, dove è reperibile in vari tipi di confezioni: dall’affettato stagionato, al filetto, alla salsiccia. Una scelta che incontra sicuramente il favore dei sempre più numerosi consumatori vegetariani e vegani, ma che incuriosisce senz’altro anche i carnivori: sostituire la carne animale con alternative altrettanto saporite e leggere sta diventando d’uso ormai anche tra i non-vegetariani, un atteggiamento che sottrae gradualmente anch’essi alla logica crudele perpetrata negli allevamenti intensivi, permettendogli di rientrare in contatto con le reali esigenze alimentari del proprio corpo.