giovedì, 25 Giugno 2026

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Cheerios: scompare l’ape dalla scatola dei cereali

credits photo: popsci.com

L’azienda canadese Honey Nut Cheerios, madre dei golosi cereali omonimi, ha deciso di ridisegnare la scatola di questi ultimi, eliminando la simpatica ape Buzz, che per anni ha sponsorizzato il prodotto. Il motivo non è da ricercare in una banale scelta di design, anzi. La Cheerios, infatti, ha preso questa decisione per attirare l’attenzione sulla massiccia scomparsa delle api.

Il noto marchio ha rimosso dalla scatola di cereali la storica mascotte volante, per cercare di sensibilizzare i consumatori al problema delle api, attraverso una campagna: #BringBackTheBees.
Sul sito ufficiale della campagna è stato riportato che, Buzz è assente perché: “…qualcosa di serio sta accadendo nel mondo delle api. Con il progressivo deterioramento delle loro colonie, milioni di api stanno scomparendo dappertutto . È ora di fare qualcosa per loro”.
Questa decisione, dalla nobile motivazione, ha come obiettivo quello di portare il problema all’attenzione di tutti.

“Un terzo dei cibi che mangiamo sono prodotti grazie al naturale processo di impollinazione delle api. La nostra è una vera e propria chiamata all’azione per i cittadini canadesi, affinché piantino 35 milioni di semi di fiori selvatici per fronteggiare il problema della riduzione della popolazione delle api”, ha dichiarato Emma Eriksson, direttrice marketing della General Mills, durante una conferenza stampa.
Proprio per questo, l’azienda alimentare americana General Mills sta donando confezioni di semi di fiori selvatici da piantare, che possono essere richieste da chiunque direttamente dal sito ufficiale.

Marla Spivak, professoressa di Entomologia all’Università di Minnesota, spiega che “una serie di minacce incombe sulla popolazione delle api del Canada, ma il più grande pericolo è l’eliminazione di piante da fiore e, più in generale, della copertura vegetale nelle aree urbane e rurali. Occorrerà, dunque, piantare 35 milioni di fiori selvatici al fine di costruire un habitat naturale per le api, aiutandole così nell’approvvigionamento del cibo”.
Da uno studio condotto dall’Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services, è emerso che in nord America e nel nord-ovest dell’Europa, non solo le api ma tutti gli insetti impollinatori, sono seriamente a rischio estinzione.

Le api sopravvivono grazie al nettare e al polline dei fiori selvatici, e noi abbiamo bisogno di queste piccole ma importanti creature per sopravvivere.
Simon Potts, uno degli autori dello studio e professore di biodiversità presso l’Università di Reading, conclude affermando che, senza le api “molti di noi non potrebbero più godere di caffè, cioccolato, mele e molti altri cibi che sono parte delle nostre abitudini quotidiane”.

Agnello pasquale e vino, tutti i possibili accompagnamenti

credits: mangiarebuono.it

La Pasqua si avvicina ed è opinione comune scegliere, come pietanza principale del pranzo pasquale, l’agnello.
Le ricette che prevedono la preparazione di agnello sono tante e varie ma soprattutto, ormai, alla portata di tutti.
Ma quali sono i vini che possono abbinarsi ed adattarsi al meglio a questa pietanza? E quali sono le caratteristiche che dovrebbero avere?

Sicuramente il vino da abbinare cambia in base al metodo di preparazione dell’agnello; per quanto questo abbia delle proprie caratteristiche gustative, l’aggiunta di uno o più ingredienti diversi può totalmente modificare la scelta del vino in abbinamento, quindi occorre stare attenti alla ricetta di partenza.

Nonostante la presenza di varie ricette a base di agnello con o meno aggiunta di salse e contorni, la ricetta che in Italia va per la maggiore è l’agnello al forno.
L’agnello al forno è un piatto strutturato e dal punto di vista gustativo ha: succulenza data dalla carne, aromaticità e speziatura data dall’aggiunta di erbe aromatiche ed eventuali spezie, pancetta per ammorbidire la carne che darà al piatto un tono untuoso.

Partendo da queste caratteristiche i vini che meglio si abbinano sono rossi, di buona gradazione alcolica, tannici e con un importante quadro aromatico.
I tannini e l’alcool servono a contrastare e asciugare la presenza di liquido in bocca data dalla succulenza della carne, il quadro aromatico serve a bilanciare la persistenza gustativa data da aromaticità e speziatura del piatto.

I vini italiani da abbinare all’agnello potrebbero essere: Brunello di Montalcino, Barbaresco, Chianti, Aglianico del Vulture.
Sono tutti vini importanti non solo per il nome e per il riconoscimento legislativo, ma anche dal punto di vista delle caratteristiche organolettiche che possiedono; questi vini sono strutturati come lo è anche il piatto in questione, sono tannici ma non in modo eccessivo, possiedono quel quadro aromatico e quindi una persistenza gustativa tale da sorreggere quella propria dell’agnello al fine di valorizzare il gusto della pietanza senza coprirlo e viceversa.

Vero è che occorre dare al piatto tanta importanza, alla sua preparazione, agli ingredienti da utilizzare, ma è altrettanto importante saper scegliere il vino giusto per magnificarlo e allo stesso tempo esaltare il piatto.
Significa creare una perfetta fusione tra gli elementi del cibo, l’agnello in questo caso, e quelli del vino, raggiungendo un perfetto ed appagante risultato gustativo.

È boom di golossissimi dolci: i doughnut cone (FOTO)

Credits:mashable.com

Se dovessimo pensare a come rendere più buono un cono gelato non sarebbe semplice trovare dei modi per migliorarlo. I più golosi, probabilmente, penserebbero all’aggiunta di panna montata o cioccolata mentre dei “geni alimentari” sono riusciti a creare i “trdelníks” (torte camino), conosciuti anche come “doughnut cone” (coni ciambella). Sono dei dolci di origine Ceca a forma di cono a spirale e al gusto di cannella, conditi all’interno con cioccolato e gelato. Una vera goduria.

I “doughnut cone” trasformano i nostri sogni (golosi) in realtà. L’idea nasce dall’unione di due buonissimi dolci: il gelato e la ciambella. La modernità che caratterizza questo dolce, il quale può essere facilmente consumato per strada, trova ispirazione da un dolce tradizionale Slovacco: una torta condita con zucchero e noci. Esso inoltre si presenta come un’ottima alternativa al classico wafer.

I Caffè di Praga hanno reso i trdelniks le loro specialità e li stanno usando come coni gelato rivisitati in differenti gusti per soddisfare le specifiche richieste. Nello specifico il Caffe di Praga chiamato Good Coffee Food and Bakery è diventato famoso e sta spopolando su tutti i social media con le foto postate delle dolci prelibatezze da loro preparate.

Per gli amanti dei dolci l’idea di poter mangiare qualcosa di così gustoso è una vera tentazione nonostante non sia un dolce “light”. Oltre alla bontà (assicurata) un punto di forza sta nel poter “personalizzare” il proprio “cono-ciambella” a proprio piacimento con: smarties, panna, creme di cioccolato, cannella e tanto altro ancora.

Una cosa è certa, per il momento non ci resta che aspettare che questa golosa moda arrivi anche in Italia ma per chi ha già programmato un viaggio a Praga non può lasciarselo scappare.
Gli americani dopo il cronut, lo stravagante mix di ciambella e brioche, sono già “impazziti” per questi nuovi dolci postando sul web queste golosità.

Ecco a voi i “doughnut cone”

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Credits:www.dailyedge.ie
Credits:www.dailyedge.ie

Plasmon: arrivano i biscotti privi di olio di palma

Credit: makemefeed.com

L’azienda Plasmon, ha deciso di eliminare il tanto discusso olio di palma, dalla ricetta degli amati biscotti.
In questi ultimi anni si è sempre più parlato dell’olio di palma, e dei suoi possibili effetti dannosi sull’organismo, essendo esso presente in tanti alimenti.
Di questo, le aziende produttrici di alimenti, ne hanno dovuto prendere atto, adeguando le loro ricette alle richieste dei consumatori.

La notizia interessante è che , tra le aziende che hanno accettato di rivedere gli ingredienti dei propri prodotti, c’è la Plasmon. La famosa casa produttrice di alimenti per l’infanzia, ha infatti deciso di eliminare l’olio di palma dalla ricetta dei famosi biscotti omonimi, essendo loro consumati principalmente da bambini anche molto piccoli.
Tutto è iniziato da alcune richieste di eliminazione, poi l’informazione sui media, ed infine le proteste.
Di fronte ad una richiesta così esplicita, l’industria alimentare non ha potuto non adeguarsi, e offrire un prodotto adatto alle esigenze, e soprattutto anche alle scelte dei consumatori.

Ed è così che la Plasmon, ha lanciato la campagna e l’hashtag ‘Ti abbiamo ascoltato’, per far capire ai consumatori che, la scelta di eliminare l’olio di palma dalla ricetta dei famosi biscotti, è stata fatta in seguito alle numerose loro richieste.
Il goloso biscotto, amato da grandi e piccini, non avrà più tra i suoi ingredienti l’olio di palma, che sarà sostituito dall’olio di girasole e dall’olio di oliva, proprio per andare incontro a questa presa di posizione.

Plasmon informa, però, che i biscotti con la nuova ricetta non sono ancora in commercio, ma arriveranno molto presto, sostituendo la vecchia generazione.