lunedì, 1 Giugno 2026

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Proposte dal mondo del cibo: ristorazione, dieta, ricette e cucina

Gli alcolici più disgustosi in circolazione (FOTO)

Credits: Mashable

Quante tipologie di alcolici conosciamo? E quante, di queste, ci piacciono o beviamo abitualmente? Rum, Vodka, Gin, Grappa, alcuni dei nomi più gettonati. Ma in commercio, soprattutto negli ultimi anni, sono state messe delle bevande davvero disgustose: si parla di “elettricità”, “wasabi”, mix improponibili di sapori e odori, da non poter piacere neanche al più pazzo della compagnia.

Eppure, se sono lì, sugli scaffali dei negozi e supermercati della città, ci sarà un perché: piacciono? Attirano? Chi lo sa.

Alcol aromatizzati

Avete mai pensato a degli alcolici aromatizzati? Qualcuno l’ha già fatto: ecco in vendita la vodka al bacon, a 29$, oppure aromatizzata alla mela caramellata, per un gusto dolce e cremoso. Cosa dire poi del Wasabi, 19$, o dei “popcorn al burro” per “condire” i nostri cocktail?

Alcol strani

Cosa ne pensate della nuova e rivoluzionaria birra alla pizza? O ancora la vodka gusto “cookies”? E, come se non bastasse, ecco altre novità alcoliche in commercio: la vodka al peperone, per digerire al meglio la super cena di qualche ora prima, la vodka alla “ciambella” di cui non si sa ancora quale sia il gusto preciso, e quella, ancora più ricercata, al “salmone affumicato”.

Voi avete mai visto o assaggiato questi alcolici? Lo fareste mai?

Cibo creativo o creatività folle?

credits: www.mashable.com

Un’idea del tutto stramba ma che potrebbe dare inizio ad un nuovo trend è quella ipotizzata sarcasticamente dell’editoriale Mashable, nel quale si prevede che il cibo possa essere servito in modo del tutto “creativo” ovvero in dei bicchieri. Tale ispirazione ha luogo dopo l’impazzata dei molteplici frullati tra cui il Bloody Mary, cocktail condito con succo di pomodoro servito con costosa coda di aragosta, il che fa si che il confine divisorio tra un pasto e un drink non sia più così netto.

La fantasia e la creatività di grandi cuochi e di gente comune ha creato nel corso degli anni un numero enorme di ricette di cucina che non appartengono a nessuna regione specifica. Tale trend si è trasformato al giorno d’oggi in una vera e propria mania nel fotografare e postare sui social cibi e bevande. Il cibo non è più solo da gustare e annusare ma anche – e sopratutto – da vedere.

Ecco che il sito Mashable ha deciso così di divertirsi esasperando le ipotetiche creazioni culinarie che si potrebbero presentare ad un happy hour, sostenendo che il look del “meals in glasses” prevarrà sulla reale esperienza sensoriale del buon cibo. Gli ingredienti previsti in ogni bicchiere sono volutamente i più disparati dal salato ad un cucchiaio di dessert.

Attenzione solo per chi è di stomaco forte, ecco alcuni “meals in glasses” creati e fotografati da Mashable

Il principale social responsabile della mania di condividere istantaneamente ogni creazione culinaria, sia essa eccezionale o terribile, è sicuramente Instagram; nel quale la gente comune può avere un suo spazio per esibire una propria creazione al fine dei più variegati scopi, dalla pura condivisione con altri utenti al prendersi poco sul serio su qualche “pasticcio” culinario.

A sostegno di quanto appena detto non è infatti un caso che i migliori account Instagram da seguire quanto a cibo, si ritrovano nel tag preferito dei buongustai ovvero #foodporn. Ad oggi in tutto il mondo, chi pubblica foto di piatti, di ricette in lavorazione, di portate appena recapitate al tavolo del ristorante viene ripagato da moltissimi “mi piace” e seguito rapidamente da centinaia di persone.

La dieta quasi vegetariana di Tom Brady e Gisele Bundchen

credits: http://www.grazia.it

Non c’è da stupirsi se Tom Brady, campione di Super Bowl e Gisele Bundchen, celebre top model, siano una delle coppie più in forma del mondo dello spettacolo. Ciò è dovuto al loro stile di vita che, oltre all’attività fisica regolare, prevede un rigido regime alimentare, basato sul rispetto della natura.
Il loro chef personale, Allen Campbell, ha rivelato in un’intervista che l’80% della loro dieta è costituita da verdure e il 20% da carne magra, come manzo e pollo, e da pesce, in particolare il salmone. Per quanto riguarda i cereali invece, la coppia consuma riso integrale, quinoa e miglio.

Campbell, grande sostenitore della dieta vegetariana, spiega che un’alimentazione di questo tipo può portare notevoli benefici ed è utile per prevenire le malattie.
Tra gli alimenti banditi ci sono lo zucchero bianco, la farina, la caffeina, i funghi e i latticini. La coppia inoltre utilizza l’olio di cocco e al posto del sale iodato il sale rosa dell’Himalaya.

Tra le verdure, invece, sono vietati i pomodori, i peperoni e le melanzane, a causa della loro natura infiammatoria e Tom evita anche la frutta.
Anche i bambini seguono la stessa dieta e Gisele, per merenda, prepara loro frutta o biscotti al cioccolato poveri di grassi.

Allan Campbell segue spesso Gisele e Tom nei loro impegni in giro per il mondo ma, quando non è possibile, dà indicazioni molto precise ai ristoranti degli hotel in cui le due star sono ospiti. Quando la coppia vuole concedersi qualcosa di più succulento, optano per il sushi, ma solo quello vegetariano.

Tom e Gisele non sono le uniche celebrità ad aver scelto una dieta prevalentemente verde. L’anno scorso anche Beyoncè ha fatto notizia annunciando la sua scelta di diventare vegana e il cuoco Jamie Oliver ha rivelato che sta riducendo il consumo della carne.

La ragione è soprattutto di natura salutistica, in quanto, come spiega Roberta Anding, direttrice della nutrizione sportiva presso l’Ospedale dei bambini del Texas, una dieta vegetale aiuta a combattere le malattie cardiovascolari, abbassa la pressione sanguigna, l’indice di massa corporea, il grasso corporeo e i trigliceridi.

USA e Italia: alla ricerca dei prodotti biologici

credits:www.assoalimenta.it

Negli ultimi anni si è assistito ad un aumento esponenziale della domanda di prodotti biologici e Ogm free, che vengono sempre più percepiti come salutistici ed utili a prevenire futuri problemi di salute.

Ma cosa sono esattamente i prodotti biologici e Ogm free?

I prodotti biologici sono quelli che provengono da un’agricoltura che esclude l’utilizzo di sostanze chimiche e che pone l’attenzione alla salvaguardia dei sistemi e dei cicli naturali, al benessere, al rispetto delle esigenze degli animali e all’equilibrio tra essi. OGM è un acronimo che significa: organismi geneticamente modificati; si riferisce ad organismi viventi che possiedono un patrimonio genetico modificato in laboratorio dall’uomo quindi, i prodotti Ogm free sono quelli in cui questo procedimento non avviene.

Sul mercato americano, in particolare, c’è scarsità di materie prime Ogm free ma anche di prodotti biologici. In realtà negli USA l’appetito per i cibi bio è un fenomeno in grande ascesa, tanto da allertare i grandi nomi del trading di materie prime. Infatti, attualmente gli USA hanno un deficit di importazioni bio di un miliardo di dollari destinato ad allargarsi, data la velocità in cui contemporaneamente crescono le vendite; che sono infatti raddoppiate arrivando a 36 miliardi di dollari per i prodotti biologici e, a 15 miliardi di dollari per i cibi Ogm free.

credits: www.buonenotizie.it
credits: www.buonenotizie.it

Questa situazione dei mercati è stata confermata anche dal Segretario di stato americano all’agricoltura Tom Vilsack: “Il biologico sta crescendo rapidamente in USA ma è un settore relativamente piccolo con una domanda, però, in aumento e i distributori non sanno se avranno una fornitura adeguata”.
Mentre il settore agroalimentare statunitense fatica a colmare la domanda di questi prodotti, ciò può rappresentare un’opportunità importante per il cibo italiano. Secondo i numeri dell’Osservatorio Sana curato da “Nomisma”, la crescita dell’Italia per l’esportazione di cibi bio è stata del 337%

Le informazioni su tali tipi di prodotti sono disponibili per qualsiasi fascia socio-culturale e facilmente reperibili. Questo ha, di conseguenza, cambiato il target dei consumatori consentendo il passaggio del settore biologico da nicchia di mercato a bene di consumo usufruibile da una fascia più ampia di consumatori, indipendentemente dalle loro condizioni sociali. Tali cambiamenti hanno reso necessario un adeguamento delle aziende operanti nel settore alle normative europee e dei Paesi in cui questi prodotti vengono esportati.
Chi meglio dell’Italia saprà rispondere a queste nuove esigenze dato che la nostra legislazione è una delle più restrittive al mondo in fatto di Ogm e una delle meglio posizionate per le produzioni bio, che possono rappresentare una straordinaria leva di marketing per i prodotti alimentari italiani.
Non è più solo una moda ma un vero e proprio trend di lungo periodo.