martedì, 2 Giugno 2026

Food

Home Food Pagina 84
Proposte dal mondo del cibo: ristorazione, dieta, ricette e cucina

Ecco la carne vegetale, un nuovo cibo sulle nostre tavole

Sulle nostre tavole è in arrivo la nuova carne vegetale, un nuovo prodotto alimentare che metterà – si spera – d’accordo vegetariani e non. Questo nuovo alimento verrà prodotto con fibre vegetali e porterà una ventata di novità e freschezza sulle nostre tavole.

Già ad Expo Milano 2015 è stato presentato un pasto simile: il cosiddetto muscolo di grano. Si tratta delle “classiche” bistecche, roast-beef e affettati, ma a base di frumento. E l’invenzione è di un italiano, Enzo Marascio, calabrese, che ha sostituito la classica fetta di carne con i suoi prodotti vegetali. Si tratta, infatti, di un alimento vegan di farina di grano e farina di lenticchie, più nutriente di seitan, soia e tofu.

L’idea di una “carne vegetale”, come hanno raccontato il New York Times e Repubblica, è di Joseph D. Puglisi, professore di biologia strutturale all’Università di Stanford, che già da moltissimi anni studia degli eventuali sostituti della carne. Si tratta, infatti, di “carni” alternative, di origine vegetale. Un cibo sano, sostenibile ed economico rispetto ai “tagli” molto più costosi. Ma non solo, la carne “normale”, quella proveniente da animali cresciuti negli allevamenti, produce gas serra ed un consumo di risorse idriche molto elevato. Ecco perché la “nuova” carne permetterà la riduzione del consumo di acqua fino a dieci volte rispetto a quello attuale e verrà usato un terzo del terreno ad oggi in uso per il raccolto destinato all’alimentazione degli animali.

L’unica pecca, però, è che la carne vegetale non ha, naturalmente, il sapore tipico della carne. Risulta essere ancora troppo artificiale. Ma il progresso porterà nuove soluzioni, e sicuramente nuove alternative.

A Milano arriva il Sushi Tram

Credits: iodonna

Il piacere della cucina giapponese su rotaie: ecco il Sushi Tram, fino al 21 settembre, in giro per la città di Milano. Un’occasione unica per degustazioni on the road a contatto con la cucina degli “occhi a mandorla” che tanto spopola in Italia, soprattutto nella metropoli lombarda. Un tram, interamente dedicato ad appassionati o semplici curiosi, dedicato alle prelibatezze preparate da uno chef direttamente di fronte ai passeggeri.

Le prenotazioni per il pubblico erano disponibili fino a ieri, 19 settembre, all’indirizzo [email protected], con posti limitati. Ma il tram sarà ancora in giro per le strade milanesi, fino a domani, 21 settembre, perché la vettura si trasformerà da cucina itinerante a set televisivo, per le riprese di un programma tutto made in Japan.

Il tragitto del Sushi Tram va da piazza Castello a Piazza Fontana. L’iniziativa è stata di NKB, in collaborazione con la Camera di Commercio italiana in Giappone. Questo evento (che, probabilmente, si ripeterà anche in futuro, visto il successo annunciato) è uno dei tantissimi progetto organizzati dal Giappone in Italia, soprattutto in occasione di Expo Milano 2015. Il padiglione dello stato, ad esempio, è sempre quello più affollato, con code di turisti che portano l’attesa per la visita anche fino alle 8 ore.

L’Italia ama il Giappone?

I 10 menù tradotti più divertenti (FOTO)

Tradurre le lingue straniere e riprodurre lo stesso significato è quasi impossibile, specialmente se si tratta del cinese. Accade dunque che soprattutto i cibi acquisiscono nomi improbabili oppure diventano intraducibili e, in questi casi, neppure google può aiutare chi cerca di dare un senso alle parole che si scrivono sui menù. Il sito borepanda ha stilato una classifica con i menù tradotti più divertenti, scopriamo i primi 10.

Un piatto intraducibile

1

“Non posso trovarlo su google ma è delizioso”

Un’anatra particolare

2

Che cosa c’entra nel menù l’anatra con “fuck”

Problemi di traduzione

3

Un menù con gelato in “coppa”?

Il menù di un ristorante in Cina

4

Germany cosa??! Un piatto mbarazzante da ordinare

Qualsiasi cosa, per favore

5

Sorprese culinarie

Wikipedia e patatine fritte

6

Che cosa sarà l’ingrediente segreto chiamato wikipedia in questo menù?

Due tipi di pollo

7

Pollo vs Pollo vero

Un piatto che piacerebbe a tante donne

8

Marito arrostito

Tu e la tua famiglia

9

A chi si riferisce?

Menù a Bejing

10

Fuck la rana toro

Tradurre dal cinese all’inglese può rendere facile commettere errori, ma anche nella vita di tutti i giorni è norma inventare parole in lingua straniera che farebbero sbellicare i madrelingua. Questo è solo un piccolo esempio.

Expo: i padiglioni in cui mangiare il miglior street food (FOTO)

Credit: turismo.it

Che si chiamino crepés in Francia o tortillas in Messico, le appetitose ricette proposte dagli ambulanti del mondo sono continuamente in crescita, al punto di essersi sviluppate in ogni angolo della terra.

Nel gergo comune si chiama street food, ma in realtà non è altro che il cuore di ogni cultura culinaria, con caratteristiche precise: è semplice, economico e realizzato con ingredienti locali.
E allora quale cornice più azzeccata per lo street food di Expo Milano 2015?

Vediamo i migliori.

Patatine fritte in doppia cottura – Padiglione del Belgio


Pensate che si tratti delle solite patatine fritte che fate anche a casa? Vi sbagliate.
Questo goloso street food – che è poi anche uno dei piatti più famosi del Belgio – è del tutto particolare per via della doppia cottura. La patatine sono tagliate a pezzi grossi, fritte, fatte raffreddare e fritte nuovamente una seconda volta. Il risultato finale? Un cartoccio di patatine fritte fumanti, perfettamente d’orate, croccanti all’esterno e morbide e carnose all’interno. Da provare con una delle tante salse.
Costo: 4€.

Mini pancakes – Padiglione dell’Olanda


Se siete amanti del dolce questa tappa è d’obbligo. I mini pancakes (preparati da alcuni giovani olandesi che stanno tutto il giorno sul loro furgoncino arancione a metà tra i decumano e il loro padiglione) sono diversi dai pancakes o dalle crepes tradizionali. L’impasto è lo stesso, ma la loro forma è piccola e tonda. Una spolverata di zucchero a velo, la farcitura che preferite – cioccolato, crema, panna o marmellate – ed è subito il paradiso.
Costo: 5€.

Il riso su stecco – Padiglione del Laos – Cluster del Riso


La gastronomia della Repubblica Popolare Democratica del Laos prevede come ingrediente principale il riso, praticamente sempre bollito e poi accompagnato con verdure, pesce, pollo, maiale o manzo. Il riso su stecco è una specialità: si tratta di riso, cotto a vapore senza aggiunta di erbe aromatiche, pressato fino a diventare un medaglione, messo su uno stecco di legno, passato nell’uovo e fritto. Un modo di mangiare il riso che non avete mai provato.
Costo 3€.

Barros Luco – Padiglione dei Cile


Si tratta di un piatto nazionale del Cile, cioè di un panino che prende il nome dall’ex presidente Ramón Barros Luco, amante di questo piatto fatto di carne, formaggio fuso e pane a base di zucca – pare ne mangiasse a volontà durante i pranzi al Palazzo Nazionale dei Congressi.
Il Barros Luco lo potete trovare solo a fine del percorso nel padiglione del Cile, quando vi imbatterete nella Tavola del Chile, dove potrete assaggiare anche tortillas, humita, stufati. Mettetevi in coda.
Costo 5-7€.

Los granos de mi tierra – vicino al Padiglione della Cina e vicino al Padiglione del Qatar


Si tratta di un furgoncino tra i due padiglioni appena citati, che offre grani antichi, saporiti e ricchi di proprietà nutritive. Sono presenti infatti la quinoa, il “grano degli Inca”, senza glutine e ricca di proteine e aminoacidi essenziali, l’amaranto, una pianta originaria dell’America centrale ricca di vitamine, sempre senza glutine, il riso selvaggio integrale, oppure il grano spezzato, un alimento costituito da grano duro germogliato, che subisce un particolare processo di lavorazione. Si tratta di cibo davvero particolare e difficilmente reperibile altrove; proprio per questo è da provare.
Costo: 8-10€

The Rolling star – vicino al Padiglione della Cina


Non sempre serve andare in ristoranti di super lusso per provare un piatto stellato. A Expo 2015, per esempio, basta avvicinarsi a un vecchio Citroen H, il furgoncino The Rolling star, dove a cucinare per voi ci sarà lo chef Felice Lo Basso, una stella Michelin al Ristorante Unico di Milano. Tra le specialità del take away potrete provare: panino a base di spalla di maiale, condita con salsa al rafano e mela; il panino ripieno con tartare di gamberetti in salsa rosa; e il panino vegetariano, cioè hamburger di verdure con l’aggiunta di peperoni e burrata. Invitanti, non trovate?
Costo: 8€.

Arepa de huevo – Padiglione della Colombia


Padiglione latino, cibo latino. Nel padiglione della Colombia è sempre presente un “menu del dia”, e le specialità da gustare sono principalmente: empanadas di carne a (costo: 6€) e arepa con mozzarella (costo: 5€). Ma la vera prelibatezza è l’arepa de huevo, una sorta di panzerotto di farina di mais riempito di carne al quale dopo la cottura viene aggiunto l’uovo e nuovamente passato alla piastra. Questo rende il piatto ancora più prelibato e gustoso. A provarlo, ne vorrete subito un altro.
Costo: 10€.

Nasi goreng – Padiglione dell’Indonesia


Si tratta di un tipico street food, quotidianamente presente in tutte le strade indonesiane. Nasi goreng significa riso fritto, la cui preparazione è: si la lessare o si cuoce a vapore il riso, poi si fa saltare nel wok, insieme a carne di pollo o manzo, verdure, gamberi e una frittatina di uova tagliata a striscioline. Ad accompagnare il tutto con l’ayam kalio, pollo condito con lemongrass e spezie successivamente cotto nel latte di cocco, oppure con il tahu balado, cioè tofu fritto. Leggermente speziato, ma adatto a tutti i palati.
Costo: 10€.

[Credit: magazine.expo2015.org]