Il piacere della cucina giapponese su rotaie: ecco il Sushi Tram, fino al 21 settembre, in giro per la città di Milano. Un’occasione unica per degustazioni on the road a contatto con la cucina degli “occhi a mandorla” che tanto spopola in Italia, soprattutto nella metropoli lombarda. Un tram, interamente dedicato ad appassionati o semplici curiosi, dedicato alle prelibatezze preparate da uno chef direttamente di fronte ai passeggeri.
Le prenotazioni per il pubblico erano disponibili fino a ieri, 19 settembre, all’indirizzo [email protected], con posti limitati. Ma il tram sarà ancora in giro per le strade milanesi, fino a domani, 21 settembre, perché la vettura si trasformerà da cucina itinerante a set televisivo, per le riprese di un programma tutto made in Japan.
Il tragitto del Sushi Tram va da piazza Castello a Piazza Fontana. L’iniziativa è stata di NKB, in collaborazione con la Camera di Commercio italiana in Giappone. Questo evento (che, probabilmente, si ripeterà anche in futuro, visto il successo annunciato) è uno dei tantissimi progetto organizzati dal Giappone in Italia, soprattutto in occasione di Expo Milano 2015. Il padiglione dello stato, ad esempio, è sempre quello più affollato, con code di turisti che portano l’attesa per la visita anche fino alle 8 ore.
Tradurre le lingue straniere e riprodurre lo stesso significato è quasi impossibile, specialmente se si tratta del cinese. Accade dunque che soprattutto i cibi acquisiscono nomi improbabili oppure diventano intraducibili e, in questi casi, neppure google può aiutare chi cerca di dare un senso alle parole che si scrivono sui menù. Il sito borepanda ha stilato una classifica con i menù tradotti più divertenti, scopriamo i primi 10.
Un piatto intraducibile
“Non posso trovarlo su google ma è delizioso”
Un’anatra particolare
Che cosa c’entra nel menù l’anatra con “fuck”
Problemi di traduzione
Un menù con gelato in “coppa”?
Il menù di un ristorante in Cina
Germany cosa??! Un piatto mbarazzante da ordinare
Qualsiasi cosa, per favore
Sorprese culinarie
Wikipedia e patatine fritte
Che cosa sarà l’ingrediente segreto chiamato wikipedia in questo menù?
Due tipi di pollo
Pollo vs Pollo vero
Un piatto che piacerebbe a tante donne
Marito arrostito
Tu e la tua famiglia
A chi si riferisce?
Menù a Bejing
Fuck la rana toro
Tradurre dal cinese all’inglese può rendere facile commettere errori, ma anche nella vita di tutti i giorni è norma inventare parole in lingua straniera che farebbero sbellicare i madrelingua. Questo è solo un piccolo esempio.
Che si chiamino crepés in Francia o tortillas in Messico, le appetitose ricette proposte dagli ambulanti del mondo sono continuamente in crescita, al punto di essersi sviluppate in ogni angolo della terra.
Nel gergo comune si chiama street food, ma in realtà non è altro che il cuore di ogni cultura culinaria, con caratteristiche precise: è semplice, economico e realizzato con ingredienti locali. E allora quale cornice più azzeccata per lo street food di Expo Milano 2015?
Vediamo i migliori.
Patatine fritte in doppia cottura – Padiglione del Belgio
Credit: magazine.expo2015.org
Pensate che si tratti delle solite patatine fritte che fate anche a casa? Vi sbagliate.
Questo goloso street food – che è poi anche uno dei piatti più famosi del Belgio – è del tutto particolare per via della doppia cottura. La patatine sono tagliate a pezzi grossi, fritte, fatte raffreddare e fritte nuovamente una seconda volta. Il risultato finale? Un cartoccio di patatine fritte fumanti, perfettamente d’orate, croccanti all’esterno e morbide e carnose all’interno. Da provare con una delle tante salse. Costo: 4€.
Mini pancakes – Padiglione dell’Olanda
Credit: scattidigusto.it
Se siete amanti del dolce questa tappa è d’obbligo. I mini pancakes (preparati da alcuni giovani olandesi che stanno tutto il giorno sul loro furgoncino arancione a metà tra i decumano e il loro padiglione) sono diversi dai pancakes o dalle crepes tradizionali. L’impasto è lo stesso, ma la loro forma è piccola e tonda. Una spolverata di zucchero a velo, la farcitura che preferite – cioccolato, crema, panna o marmellate – ed è subito il paradiso. Costo: 5€.
Il riso su stecco – Padiglione del Laos – Cluster del Riso
Credit: magazine.expo2015.org
La gastronomia della Repubblica Popolare Democratica del Laos prevede come ingrediente principale il riso, praticamente sempre bollito e poi accompagnato con verdure, pesce, pollo, maiale o manzo. Il riso su stecco è una specialità: si tratta di riso, cotto a vapore senza aggiunta di erbe aromatiche, pressato fino a diventare un medaglione, messo su uno stecco di legno, passato nell’uovo e fritto. Un modo di mangiare il riso che non avete mai provato. Costo 3€.
Barros Luco – Padiglione dei Cile
Credit: gazzetta.it
Si tratta di un piatto nazionale del Cile, cioè di un panino che prende il nome dall’ex presidente Ramón Barros Luco, amante di questo piatto fatto di carne, formaggio fuso e pane a base di zucca – pare ne mangiasse a volontà durante i pranzi al Palazzo Nazionale dei Congressi.
Il Barros Luco lo potete trovare solo a fine del percorso nel padiglione del Cile, quando vi imbatterete nella Tavola del Chile, dove potrete assaggiare anche tortillas, humita, stufati. Mettetevi in coda. Costo 5-7€.
Los granos de mi tierra – vicino al Padiglione della Cina e vicino al Padiglione del Qatar
Credit: zomato. com
Si tratta di un furgoncino tra i due padiglioni appena citati, che offre grani antichi, saporiti e ricchi di proprietà nutritive. Sono presenti infatti la quinoa, il “grano degli Inca”, senza glutine e ricca di proteine e aminoacidi essenziali, l’amaranto, una pianta originaria dell’America centrale ricca di vitamine, sempre senza glutine, il riso selvaggio integrale, oppure il grano spezzato, un alimento costituito da grano duro germogliato, che subisce un particolare processo di lavorazione. Si tratta di cibo davvero particolare e difficilmente reperibile altrove; proprio per questo è da provare. Costo: 8-10€
The Rolling star – vicino al Padiglione della Cina
Credit: 2spaghi.it
Non sempre serve andare in ristoranti di super lusso per provare un piatto stellato. A Expo 2015, per esempio, basta avvicinarsi a un vecchio Citroen H, il furgoncino The Rolling star, dove a cucinare per voi ci sarà lo chef Felice Lo Basso, una stella Michelin al Ristorante Unico di Milano. Tra le specialità del take away potrete provare: panino a base di spalla di maiale, condita con salsa al rafano e mela; il panino ripieno con tartare di gamberetti in salsa rosa; e il panino vegetariano, cioè hamburger di verdure con l’aggiunta di peperoni e burrata. Invitanti, non trovate? Costo: 8€.
Arepa de huevo – Padiglione della Colombia
Credit: senu.com
Padiglione latino, cibo latino. Nel padiglione della Colombia è sempre presente un “menu del dia”, e le specialità da gustare sono principalmente: empanadas di carne a (costo: 6€) e arepa con mozzarella (costo: 5€). Ma la vera prelibatezza è l’arepa de huevo, una sorta di panzerotto di farina di mais riempito di carne al quale dopo la cottura viene aggiunto l’uovo e nuovamente passato alla piastra. Questo rende il piatto ancora più prelibato e gustoso. A provarlo, ne vorrete subito un altro. Costo: 10€.
Nasi goreng – Padiglione dell’Indonesia
Credit: turismo.it
Si tratta di un tipico street food, quotidianamente presente in tutte le strade indonesiane. Nasi goreng significa riso fritto, la cui preparazione è: si la lessare o si cuoce a vapore il riso, poi si fa saltare nel wok, insieme a carne di pollo o manzo, verdure, gamberi e una frittatina di uova tagliata a striscioline. Ad accompagnare il tutto con l’ayam kalio, pollo condito con lemongrass e spezie successivamente cotto nel latte di cocco, oppure con il tahu balado, cioè tofu fritto. Leggermente speziato, ma adatto a tutti i palati. Costo: 10€.
La settimana scorsa, abbiamo scoperto alcuni piatti tipici della cucina ungherese, stavolta, nella ricerca delle tradizioni culinarie internazionali, ci siamo avventurati in Portogallo. Qui gli ingredienti più utilizzati sono il baccalha, che vanta sino a 365 ricette diverse (una per ogni giorno dell’anno), i diversi tipi di pesce locale, le patate e alcuni tipi di carne, come la trippa e la lonza di maiale. Scopriamo le ricette più amate dai portoghesi.
Caldo verde
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Il caldo verde fa parte di una delle ricette più conosciute della cucina portoghese. Le sue origini sono nella provincia di Minho, a nord del Portogallo. Questo piatto è molto semplice da realizzare. Basta far soffrigere cipolla tritata e aglio con olio evo. Dopodiché aggiungete le patate pelate e tagliate, mescolate e fate cuocere con del brodo vegetale per circa 20 minuti. A parte fate sudare il chorizo (salame piccante) tagliato a fette e unitelo alla zuppa insieme al couve galega (appartenente alla famiglia del cavolo) o a delle foglie di cime di rapa. Lasciate cuocere per 10 minuti e servite il piatto ben caldo.
Caldeirada à pescador
Credits photo: mangiarebene.com
La caldeirara à pescador è una zuppa di pesce, molto amata in Portogallo, che grazie alla vicinanza all’Oceano può vantare una grande varietà di pesce locale. Per realizzarla soffrigete in un po’ d’olio la cipolla, l’aglio, il peperoncino e il pomodoro a pezzi e dell’alloro. Aggiustate di sale e aggiungete uno strato di patate sbucciate e a rondelle. Bagnate con un filo d’olio e a questo punto aggiungete prezzemolo, sale, pepe, uno strato di pesce e un filo di vino bianco. Fate diversi strati fino a che la pentola avrà raggiunto la capienza massima. Per il pesce vi consigliamo un misto di sarde, sgombri, branzino, calamari e gamberi.
Come abbiamo detto, nella cucina portoghese uno degli ingredienti più utilizzati è il pesce. Per questa ricetta semplice ma deliziosa avrete bisogno delle sardine, peperoni, cipolla, sale, olio, aceto. Come si prepara? Il procedimento è semplice, basta pulire bene sia le sardine (senza svuotarle dalle interiora) sia i peperoni (tagliati a fette e privati dei semi), a seguire cuoceteli sulla griglia su entrambi i lati. Quando saranno pronti, disponete le sardine su un piatto guarnito con anelli di cipolla e peperoni. Condite con olio e aceto.
Come contorno si consigliano patate lesse in insalata.
Bacalhau à Braz
Credits photo: globeholidays.net
Nella tradizione portoghese, non può assolutamente mancare il baccalà o meglio bacalhau. Il bacalhau à Braz prende il nome dal suo inventore, sig. Bras. Questa pietanza ha un aspetto decisamente invitante. Dopo aver lasciato il baccalà nell’acqua per 24 ore, bisognerà spellarlo e spinarlo, mettendo da parte la polpa.
Nel frattempo soffrigete aglio e cipolla tritate per 10-15 minuti e quando saranno diventate cremose aggiungete il baccalà e le patatine precedentemente tagliate e fritte. Spegnete il fuoco, sbattete le uova e unitele al composto. Quando saranno ben incorporate, guarnite con olive nere e prezzemolo tritato.
Tripas à moda do Porto
Credits photo: foodspotting.com
La tripas à moda do Porto è un piatto di origini antiche. Pare infatti che risalga ai tempi della conquista di Ceuta da parte di Enrico Il Navigatore. L’ingrediente base è la trippa che viene cotta a parte. Nel frattempo in una casseruola si fa saltare per qualche minuto con olio di oliva il prosciutto crudo a cubetti, cui si aggiungono cipolla, aglio e carote tritate, il tutto insaporito con sale e pepe.
Quando il composto sarà cotto, aggiungere del pollo a pezzi e versare un bicchiere di vino Porto, un mestolo di brodo di pollo, una spolverata di paprika e foglie di alloro. Dopo mezz’ora aggiungere la trippa cotta e dei fagioli. Far cuocere ancora venti minuti. Prima di servire il piatto, insaporire con il prezzemolo tritato.
Carne de porco à alentejana
Credits photo: myguide.iol.pt
Decisamente celebre nella cucina portoghese, la carne de porco à alentejana è un piatto a base di carne di maiale e vongole stufate più massa de pimentao, una pasta di peperoni cotti e fermentati. Per realizzare questo piatto bisogna far marinare per qualche ora la lonza di maiale con sale, pepe e foglie di alloro, a seguire soffriggere la carne con strutto e burro.
Tolta la carne, riutilizzare il sughetto per soffriggere l’aglio schiacciato e il prezzemolo tritato, cui aggiungere poi le vongole ben pulite. Una volta che le vongole saranno aperte, aggiungere la carne e proseguire la cottura. A parte friggere le patate e dopo averle asciugate su carta assorbente comporre il piatto con la carne e le vongole, insaporite con succo di limone e prezzemolo.
Si consiglia un bicchiere di vino a tavola.
Arroz doce
Credits photo: mundobla.com.br
La cucina portoghese ha anche dei dolci tipici. Uno di questi è l’arroz doce (il riso dolce). Il metodo di cottura è diverso rispetto a quello nostrano. Il riso si porta, infatti, inizialmente ad ebolizione con dell’acqua ma si aggiunge del latte caldo quando il riso inizia a diventare trasparente. Si continua a versare il latte caldo tutte le volte che il riso si asciuga. Dopo mezz’ora aggiungere la buccia di limone. Quando il riso sarà quasi pronto (dopo 20 minuti circa), sbattere i tuorli di uovo con un po’ di latte freddo e aggiungerli al riso insieme al latte bollente.
A questo punto mescolate e terminate la cottura (10 minuti circa). Quando il riso sarà pronto togliete la buccia di limone, versate un po’di riso in una ciotola e guarnite con la cannella.
Ovos moles de Aveiro
Credits photo: rvria.pt
L’ovos moles de Aveiro è l’ultimo piatto di questa carrellata della cucina portoghese e sicuramente è il più particolare. Dolce tradizionale del distretto di Aveiro, si preparano in pochi minuti con tuorli d’uovo e molto zucchero. Per prepararli si fa bollire l’acqua con lo zucchero sino a che non acquista la consistenza di uno sciroppo che si aggiunge in seguito ai tuorli sbattuti in una ciotola. A seguire bisogna cuocere a fuoco lento, mescolando per qualche minuto fino a quando il composto non sarà cremoso. Questo dolce si serve spolverizzandolo con la cannella e si trova sfuso nei negozi avvolto in un’ostia o confezionato in recipienti di legno o porcellana a forma di botte.