sabato, 27 Giugno 2026

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Proposte dal mondo del cibo: ristorazione, dieta, ricette e cucina

Expo: i padiglioni in cui mangiare il miglior street food (FOTO)

Credit: turismo.it

Che si chiamino crepés in Francia o tortillas in Messico, le appetitose ricette proposte dagli ambulanti del mondo sono continuamente in crescita, al punto di essersi sviluppate in ogni angolo della terra.

Nel gergo comune si chiama street food, ma in realtà non è altro che il cuore di ogni cultura culinaria, con caratteristiche precise: è semplice, economico e realizzato con ingredienti locali.
E allora quale cornice più azzeccata per lo street food di Expo Milano 2015?

Vediamo i migliori.

Patatine fritte in doppia cottura – Padiglione del Belgio


Pensate che si tratti delle solite patatine fritte che fate anche a casa? Vi sbagliate.
Questo goloso street food – che è poi anche uno dei piatti più famosi del Belgio – è del tutto particolare per via della doppia cottura. La patatine sono tagliate a pezzi grossi, fritte, fatte raffreddare e fritte nuovamente una seconda volta. Il risultato finale? Un cartoccio di patatine fritte fumanti, perfettamente d’orate, croccanti all’esterno e morbide e carnose all’interno. Da provare con una delle tante salse.
Costo: 4€.

Mini pancakes – Padiglione dell’Olanda


Se siete amanti del dolce questa tappa è d’obbligo. I mini pancakes (preparati da alcuni giovani olandesi che stanno tutto il giorno sul loro furgoncino arancione a metà tra i decumano e il loro padiglione) sono diversi dai pancakes o dalle crepes tradizionali. L’impasto è lo stesso, ma la loro forma è piccola e tonda. Una spolverata di zucchero a velo, la farcitura che preferite – cioccolato, crema, panna o marmellate – ed è subito il paradiso.
Costo: 5€.

Il riso su stecco – Padiglione del Laos – Cluster del Riso


La gastronomia della Repubblica Popolare Democratica del Laos prevede come ingrediente principale il riso, praticamente sempre bollito e poi accompagnato con verdure, pesce, pollo, maiale o manzo. Il riso su stecco è una specialità: si tratta di riso, cotto a vapore senza aggiunta di erbe aromatiche, pressato fino a diventare un medaglione, messo su uno stecco di legno, passato nell’uovo e fritto. Un modo di mangiare il riso che non avete mai provato.
Costo 3€.

Barros Luco – Padiglione dei Cile


Si tratta di un piatto nazionale del Cile, cioè di un panino che prende il nome dall’ex presidente Ramón Barros Luco, amante di questo piatto fatto di carne, formaggio fuso e pane a base di zucca – pare ne mangiasse a volontà durante i pranzi al Palazzo Nazionale dei Congressi.
Il Barros Luco lo potete trovare solo a fine del percorso nel padiglione del Cile, quando vi imbatterete nella Tavola del Chile, dove potrete assaggiare anche tortillas, humita, stufati. Mettetevi in coda.
Costo 5-7€.

Los granos de mi tierra – vicino al Padiglione della Cina e vicino al Padiglione del Qatar


Si tratta di un furgoncino tra i due padiglioni appena citati, che offre grani antichi, saporiti e ricchi di proprietà nutritive. Sono presenti infatti la quinoa, il “grano degli Inca”, senza glutine e ricca di proteine e aminoacidi essenziali, l’amaranto, una pianta originaria dell’America centrale ricca di vitamine, sempre senza glutine, il riso selvaggio integrale, oppure il grano spezzato, un alimento costituito da grano duro germogliato, che subisce un particolare processo di lavorazione. Si tratta di cibo davvero particolare e difficilmente reperibile altrove; proprio per questo è da provare.
Costo: 8-10€

The Rolling star – vicino al Padiglione della Cina


Non sempre serve andare in ristoranti di super lusso per provare un piatto stellato. A Expo 2015, per esempio, basta avvicinarsi a un vecchio Citroen H, il furgoncino The Rolling star, dove a cucinare per voi ci sarà lo chef Felice Lo Basso, una stella Michelin al Ristorante Unico di Milano. Tra le specialità del take away potrete provare: panino a base di spalla di maiale, condita con salsa al rafano e mela; il panino ripieno con tartare di gamberetti in salsa rosa; e il panino vegetariano, cioè hamburger di verdure con l’aggiunta di peperoni e burrata. Invitanti, non trovate?
Costo: 8€.

Arepa de huevo – Padiglione della Colombia


Padiglione latino, cibo latino. Nel padiglione della Colombia è sempre presente un “menu del dia”, e le specialità da gustare sono principalmente: empanadas di carne a (costo: 6€) e arepa con mozzarella (costo: 5€). Ma la vera prelibatezza è l’arepa de huevo, una sorta di panzerotto di farina di mais riempito di carne al quale dopo la cottura viene aggiunto l’uovo e nuovamente passato alla piastra. Questo rende il piatto ancora più prelibato e gustoso. A provarlo, ne vorrete subito un altro.
Costo: 10€.

Nasi goreng – Padiglione dell’Indonesia


Si tratta di un tipico street food, quotidianamente presente in tutte le strade indonesiane. Nasi goreng significa riso fritto, la cui preparazione è: si la lessare o si cuoce a vapore il riso, poi si fa saltare nel wok, insieme a carne di pollo o manzo, verdure, gamberi e una frittatina di uova tagliata a striscioline. Ad accompagnare il tutto con l’ayam kalio, pollo condito con lemongrass e spezie successivamente cotto nel latte di cocco, oppure con il tahu balado, cioè tofu fritto. Leggermente speziato, ma adatto a tutti i palati.
Costo: 10€.

[Credit: magazine.expo2015.org]

I piatti tipici della cucina portoghese (FOTO)

Credits photo: rvria.pt

La settimana scorsa, abbiamo scoperto alcuni piatti tipici della cucina ungherese, stavolta, nella ricerca delle tradizioni culinarie internazionali, ci siamo avventurati in Portogallo. Qui gli ingredienti più utilizzati sono il baccalha, che vanta sino a 365 ricette diverse (una per ogni giorno dell’anno), i diversi tipi di pesce locale, le patate e alcuni tipi di carne, come la trippa e la lonza di maiale. Scopriamo le ricette più amate dai portoghesi.

Caldo verde

suggestkeyword.com
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Il caldo verde fa parte di una delle ricette più conosciute della cucina portoghese. Le sue origini sono nella provincia di Minho, a nord del Portogallo. Questo piatto è molto semplice da realizzare. Basta far soffrigere cipolla tritata e aglio con olio evo. Dopodiché aggiungete le patate pelate e tagliate, mescolate e fate cuocere con del brodo vegetale per circa 20 minuti. A parte fate sudare il chorizo (salame piccante) tagliato a fette e unitelo alla zuppa insieme al couve galega (appartenente alla famiglia del cavolo) o a delle foglie di cime di rapa. Lasciate cuocere per 10 minuti e servite il piatto ben caldo.

Caldeirada à pescador

Credits photo: mangiarebene.com
Credits photo: mangiarebene.com

La caldeirara à pescador è una zuppa di pesce, molto amata in Portogallo, che grazie alla vicinanza all’Oceano può vantare una grande varietà di pesce locale. Per realizzarla soffrigete in un po’ d’olio la cipolla, l’aglio, il peperoncino e il pomodoro a pezzi e dell’alloro. Aggiustate di sale e aggiungete uno strato di patate sbucciate e a rondelle. Bagnate con un filo d’olio e a questo punto aggiungete prezzemolo, sale, pepe, uno strato di pesce e un filo di vino bianco. Fate diversi strati fino a che la pentola avrà raggiunto la capienza massima. Per il pesce vi consigliamo un misto di sarde, sgombri, branzino, calamari e gamberi.

Sardinhas assadas

Credits photo: unanutrizionistaincucina.blogspot.com
Credits photo: unanutrizionistaincucina.blogspot.com

Come abbiamo detto, nella cucina portoghese uno degli ingredienti più utilizzati è il pesce. Per questa ricetta semplice ma deliziosa avrete bisogno delle sardine, peperoni, cipolla, sale, olio, aceto. Come si prepara? Il procedimento è semplice, basta pulire bene sia le sardine (senza svuotarle dalle interiora) sia i peperoni (tagliati a fette e privati dei semi), a seguire cuoceteli sulla griglia su entrambi i lati. Quando saranno pronti, disponete le sardine su un piatto guarnito con anelli di cipolla e peperoni. Condite con olio e aceto.

Come contorno si consigliano patate lesse in insalata.

Bacalhau à Braz

Credits photo: globeholidays.net
Credits photo: globeholidays.net

Nella tradizione portoghese, non può assolutamente mancare il baccalà o meglio bacalhau. Il bacalhau à Braz prende il nome dal suo inventore, sig. Bras. Questa pietanza ha un aspetto decisamente invitante. Dopo aver lasciato il baccalà nell’acqua per 24 ore, bisognerà spellarlo e spinarlo, mettendo da parte la polpa.

Nel frattempo soffrigete aglio e cipolla tritate per 10-15 minuti e quando saranno diventate cremose aggiungete il baccalà e le patatine precedentemente tagliate e fritte. Spegnete il fuoco, sbattete le uova e unitele al composto. Quando saranno ben incorporate, guarnite con olive nere e prezzemolo tritato.

Tripas à moda do Porto

Credits photo: foodspotting.com
Credits photo: foodspotting.com

La tripas à moda do Porto è un piatto di origini antiche. Pare infatti che risalga ai tempi della conquista di Ceuta da parte di Enrico Il Navigatore. L’ingrediente base è la trippa che viene cotta a parte. Nel frattempo in una casseruola si fa saltare per qualche minuto con olio di oliva il prosciutto crudo a cubetti, cui si aggiungono cipolla, aglio e carote tritate, il tutto insaporito con sale e pepe.

Quando il composto sarà cotto, aggiungere del pollo a pezzi e versare un bicchiere di vino Porto, un mestolo di brodo di pollo, una spolverata di paprika e foglie di alloro. Dopo mezz’ora aggiungere la trippa cotta e dei fagioli. Far cuocere ancora venti minuti. Prima di servire il piatto, insaporire con il prezzemolo tritato.

Carne de porco à alentejana

Credits photo: myguide.iol.pt
Credits photo: myguide.iol.pt

Decisamente celebre nella cucina portoghese, la carne de porco à alentejana è un piatto a base di carne di maiale e vongole stufate più massa de pimentao, una pasta di peperoni cotti e fermentati. Per realizzare questo piatto bisogna far marinare per qualche ora la lonza di maiale con sale, pepe e foglie di alloro, a seguire soffriggere la carne con strutto e burro.

Tolta la carne, riutilizzare il sughetto per soffriggere l’aglio schiacciato e il prezzemolo tritato, cui aggiungere poi le vongole ben pulite. Una volta che le vongole saranno aperte, aggiungere la carne e proseguire la cottura. A parte friggere le patate e dopo averle asciugate su carta assorbente comporre il piatto con la carne e le vongole, insaporite con succo di limone e prezzemolo.

Si consiglia un bicchiere di vino a tavola.

Arroz doce

Credits photo: mundobla.com.br
Credits photo: mundobla.com.br

La cucina portoghese ha anche dei dolci tipici. Uno di questi è l’arroz doce (il riso dolce). Il metodo di cottura è diverso rispetto a quello nostrano. Il riso si porta, infatti, inizialmente ad ebolizione con dell’acqua ma si aggiunge del latte caldo quando il riso inizia a diventare trasparente. Si continua a versare il latte caldo tutte le volte che il riso si asciuga. Dopo mezz’ora aggiungere la buccia di limone. Quando il riso sarà quasi pronto (dopo 20 minuti circa), sbattere i tuorli di uovo con un po’ di latte freddo e aggiungerli al riso insieme al latte bollente.

A questo punto mescolate e terminate la cottura (10 minuti circa). Quando il riso sarà pronto togliete la buccia di limone, versate un po’di riso in una ciotola e guarnite con la cannella.

Ovos moles de Aveiro

Credits photo: rvria.pt
Credits photo: rvria.pt

L’ovos moles de Aveiro è l’ultimo piatto di questa carrellata della cucina portoghese e sicuramente è il più particolare. Dolce tradizionale del distretto di Aveiro, si preparano in pochi minuti con tuorli d’uovo e molto zucchero. Per prepararli si fa bollire l’acqua con lo zucchero sino a che non acquista la consistenza di uno sciroppo che si aggiunge in seguito ai tuorli sbattuti in una ciotola. A seguire bisogna cuocere a fuoco lento, mescolando per qualche minuto fino a quando il composto non sarà cremoso. Questo dolce si serve spolverizzandolo con la cannella e si trova sfuso nei negozi avvolto in un’ostia o confezionato in recipienti di legno o porcellana a forma di botte.

Assolutamente da provare

Cattiva alimentazione, la prima causa di morte prematura

Con la diffusione di informazioni, favorita da tutti i mezzi informatici e i mass media, oggi è davvero difficile rimanere indietro. Dunque, proprio per questo motivo non sarebbe neanche necessario uno studio per aprirci gli occhi. Tuttavia, una conferma in più male non fa.

Sarebbe appunto una cattiva alimentazione, priva di frutta e verdura e ricca di carne rossa e bevande gassate, vero veleno dell’industria alimentare, ad essere la prima causa di morte prematura nel mondo.
Lo studio mostra un drammatico cambiamento di rotta in materia di fattori di rischio dagli anni ’90 ad oggi, quando le principali cause di morte dei bambini erano la malnutrizione materna, acqua non potabile e discutibili servizi igienici. Oggi, invece i principali fattori di rischio sono cattiva alimentazione e pressione alta.

Lo studio è stato condotto dai ricercatori del progetto di Global Burden of Disease, che hanno osservato 79 fattori di rischio in 188 paesi, tra il 1990 e il 2013 e hanno scoperto che i rischi principali sono la cattiva alimentazione, la pressione alta, il fumo, indice di massa corporea (BMI), aumento dei livelli di zucchero nel sangue.

Questi fattori di rischio hanno contribuito a quasi 31 milioni di morti nel mondo nel 2013. Un aumento di 25 milioni di morti nel 1990.

I ricercatori ritengono da questo studio possiamo e dobbiamo solo imparare per modificare le nostre scelte di vita, al fine di ridurre il rischio di morte precoce.

“C’è un grande potenziale per migliorare la salute, evitando alcuni rischi come il fumo e cattiva alimentazione, nonché di affrontare i rischi ambientali come l’inquinamento dell’aria” ha detto il dottor Christopher Murray dell’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME), che ha condotto lo studio.

“La sfida per i responsabili politici sarà quello di utilizzare ciò che sappiamo per guidare gli sforzi di prevenzione e le politiche sanitarie.”

Insomma nulla di nuovo, se non uno studio che conferma nero su bianco tutto ciò che sapevamo, o almeno pensavamo di sapere, fino ad oggi. Una cosa è certa, frutta, verdura, cereali sono elementi fondamentali per una dieta sana ed equilibrata che non devono mai mancare in una sana alimentazione. Mentre bevante gassate, carne, fritti e zuccheri dovrebbero essere ridotti al minimo. Con una corretta attività fisica e questi consigli si può vivere bene e a lungo.

10 curiosità che non sai riguardo ai vegetali (FOTO)

Le verdure non sono molto amate, soprattutto dai bambini. Ci sono molte curiosità che non si conoscono sui vegetali e quelli che vi sveliamo qui di seguito sono davvero particolari. Non le immaginereste mai.

Ecco le 10 curiosità che non sai riguardo i vegetali.

La Barbabietola può essere utilizzata per colorare temporaneamente i nostri capelli, dandogli una tonalità rossastra, senza l’utilizzo dei sostanze chimiche che rovinano i capelli.

barbabietola

I funghi hanno un proprio sistema immunitario

fungo

Il cetriolo invece può essere utilizzato per cancellare l’inchiostro della penna. Se mentre state scrivendo vi accorgete di aver fatto un errore niente panico. La buccia del cetriolo vi aiuterà a cancellarlo.

cetriolo

Questa curiosità riguarda uno degli alimenti maggiormente consumati sulla tavola di italiani e non solo. Parliamo del pomodoro. In realtà il pomodoro è un frutto. So che questo sconvolgerà tutte le certezze che avevamo nella nostra vita. Ma la confusione nacque nel 1890 quando la corte suprema Usa li chiamò vegetali a causa della tassazione a cui erano sottoposti.

pomodoro

Delle carote sappiamo che fanno bene e soprattutto che contengono molta melanina, che permette alla nostra pelle di abbronzarci meglio. Ma forse non sapete che mangiare una grande quantità di carote può far diventare la pelle di un colore giallo aranciato. Quindi meglio non esagerare.

carota

Le patate sono un vegetale spaziale. E non solo perchè sono così buone. Infatti sono realmente il primo cibo ad essere cresciuto nello spazio. Nel 1996, infatti, furono raccolte le piante di patate nello spazio con lo shuttle Columbia. Che dire, le patate hanno fatto il giro dell’Universo, anche se alla fine finiscono tutte in forno.

patata

Vi piacciono i pop corn? Sapete che il mais appartiene alla famiglia delle erbe? Adesso si.

mais

Quando si cucina il cavolo è preferibile non utilizzare utensili o pentole di alluminio. Il contatto con l’alluminio potrebbe causare una reazione chimica che oltre a scolorire il vegetale altera anche il sapore.

cavolo

Questa curiosità vi farà ridere, oppure paura, dipende. La melanzana in Italia è conosciuta anche come “la mela pazza”. Questo perché vi è una credenza diffusa che un’alimentazione ricca di melanzane possa portare alla follia. Diciamo che noi in Italia, siamo i re della superstizione, ma quella sulle melanzane mi è davvero nuova.

melanzana

I lavoratori egiziani che hanno costruito le piramidi venivano pagati in ravanelli.

sedano