Fantasticare sulle vite di re, regine, principi e principesse è un passatempo di molti. Come fanno durante le loro giornate? Come passano il tempo? Cosa c’è nei loro armadi? E cosa nelle loro case? Fortunatamente ad alcune domande si può rispondere. Se risulta difficile immaginare William e Kate svolgere le faccende quotidiane, da oggi possiamo almeno sapere cosa c’è nella loro residenza ufficiale.
Lo possiamo fare grazie alla visita del presidente degli Stati Uniti Barack Obama e di sua moglie Michelle alla a Kensington Palace. William e Kate hanno aperto le porte di casa non solo al Presidente e alla first lady degli USA ma anche ai fotografi del Royal Household e della Casa Bianca. In realtà è bene precisare che i Duchi di Cambridge abitano stabilmente a Sandringham, nella tenuta della Regina.
Armati di lente di ingrandimento e di grande attenzione ai dettagli, i più curiosi sono riusciti a scoprire ogni elemento presente nel salotto della Duchessa e del Duca di Cambridge. La prima cosa che salta alla vista sono i regali di Obama al piccolo George: un cavallo a dondolo fatto di legno e una replica del cane della Casa Bianca, Bo.
credits photo: lastampa.it
Su un tavolino si può notare una foto di Lady Diana in compagnia dei suoi due figli. Kensington Palace era, infatti, la sua residenza. C’è anche una foto di Kate con i suoi genitori nel giorno del suo matrimonio e una foto della Duchessa in bianco e nero sempre nel giorno del suo matrimonio, posata sul pianoforte. C’è poi un piccolo bar con una bottiglia di vodka Smirnoff e una di gin Gordon’s. Infine è stato notato un libro di fotografie di Nick Brandt.
Ai messaggi da cestinare senza neanche aprirli e alla cartella spam piena ci siamo abituati. Abbiamo imparato a diffidare di un certo tipo di sms o di e-mail. Ma quando il mittente sembra una figura autorevole e il contenuto del messaggio è credibile si cade facilmente in trappola. Questo è quello che sta succedendo a numerosi possessori di iPhone negli ultimi giorni.
Alcuni utenti, soprattutto britannici, hanno ricevuto messaggi truffa e subito è iniziato il passaparola su Twitter, con l’hashtag #appleidscam e #applescam, per mettere in allarme tutti coloro che possiedono un dispositivo della Apple. L’sms, infatti, sembra provenire direttamente da parte del servizio di supporto della famosa azienda statunitense e chiede di condividere dati sensibili come username e password.
Il messaggio informa ‘gentilmente’ gli utenti che il loro account Apple sta per scadere. Per risolvere il problema, i destinatari vengono invitati a raggiungere un sito web in cui potranno attivare un nuovo account. Attenzione a non cascarci. In questo modo, infatti, si condividono dati strettamente personali, come i riferimenti della carta di credito, lasciandoli a disposizione di persone che possono utilizzarli come meglio credono e che sicuramente non sono spinti da buone intenzioni.
Truffe come questa ce ne sono state, e ce ne sono, parecchie. Si chiamano phishing, sfruttano solitamente la posta elettronica ma non mancano casi, come questo, in cui vengono usati gli sms. E per rendere il tutto credibile rimandano ad un sito che sembra quello autentico ma che in realtà è un fake. Non si tratta di veri e propri hacker, ma bisogna stare comunque molto attenti, perché le conseguenze spesso non sono immediate.
Apple non ha commentato questa serie di episodi ma, tramite la sua pagina ufficiale di supporto online, la compagnia ci tiene a sottolineare che non contatta i suoi consumatori con simili metodi.
“…prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita.” Al sentire queste parole di solito le reazioni naturali degli ospiti ad un matrimonio sono due: c’è chi si commuove e sogna il giorno in cui anche lui/lei pronuncerà quella frase, e c’è chi alza gli occhi al cielo aspettando impaziente il momento del rinfresco.
Il matrimonio oggi è diventato fonte di dibattiti costanti tra chi è pro e chi non ne vede la necessità forse perché considerato solo uno speco di denaro da poter investire in altro.
Secondo i dati Istat, nel 2014 sono stati celebrati circa 4.300 matrimoni in meno rispetto al 2013 e sono aumentati i divorzi delle coppie più recenti, che hanno all’attivo circa 10 anni di matrimonio. Le unioni di fatto sono più che raddoppiate dal 2008, superando il milione nel biennio 2013-2014.
La domanda fondamentale quindi è una: perché sposarsi quando è possibile convivere?
mitindo.it
Questo è diventato il dilemma del nostro secolo. Coppie giovani e meno giovani ad un certo punto della loro relazione se lo chiedono sempre, e nella maggior parte dei casi non si riesce facilmente a trovare una risposta che vada bene ad entrambi logorando sempre più l’amore che li lega.
Si parla di “paura dei legami eterni” a vantaggio di legami precari e negoziabili. Di solito non è un rifiuto totale del matrimonio ma una sfiducia nel vincolo stesso. Sfiducia causata sicuramente dalla crisi che si è vissuta negli ultimi anni, non solo economica ma anche dei valori, portata avanti e amplificata dai media che speculano sui fallimenti e sulle sofferenze della vita coniugale.
cineblog.it
Il matrimonio, senza alcuna distinzione tra religioso o civile, è da molti inteso come una fine, il raggiungimento di uno scopo. Non esiste cosa più errata. Il matrimonio è l’inizio, la scintilla di un fuoco che, se saputo gestire, arderà per anni. È un atto di coraggio senza precedenti perché è la fusione, di due persone che per il resto della loro vita si accompagneranno nei momenti di gioia e in quelli di dolore.
Questo vincolo potrebbe essere paragonato alle montagne russe, fatto di alti e bassi imprevedibili; ma con una persona accanto di cui ci fidiamo e che ci fa stare bene è tutto più facile da superare. Parlate con i vostri nonni, con i vostri genitori, loro fanno parte di quell’epoca in cui le cose rotte si aggiustavano, l’epoca in cui non bastava un litigio e sei mesi per porre fine ad un rapporto.
Il coraggio e il dialogo sono il punto di partenza per capire se la persona accanto a voi potrà essere l’uomo o la donna della vostra vita; per tutta la vita. Non abbiate paura, osate, create quelle belle famiglie che si vedevano una volta, e anche se è vero che i tempi purtroppo sono cambiati non per questo bisogna essere meno coraggiosi.
Volendo parlare anche del “vil denaro”, che al giorno d’oggi sembra non bastare mai voglio farvi una domanda: sapreste rinunciare a qualcosa per vivere una vita insieme alla persona che amate? Se la risposta è si allora state tranquilli, con il lavoro sodo e con i sacrifici, che sono sempre parte della vita in due, vedrete la luce in fondo al tunnel. E poi sappiate che un matrimonio può essere organizzato anche low budget.
Voi siete pro o contro il matrimonio? Ad ognuno il suo. Sappiate però che se siete pro per il 90% dei casi è colpa sua:
Ci siamo mai chiesti cosa possano mai pensare i bambini di noi adulti? Perché mentre loro si fermano per giocare, ridere, scherzare; mentre chiedono alla vita di aspettarli, noi quella vita la stiamo rincorrendo. Esatto, è quello che facciamo, corriamo dietro a quei momenti passati e a quelle giornata perse, cerchiamo di tenerci stretti alle lancette degli orologi di una vita che va troppo veloce. Noi ci svegliamo e siamo già di corsa, abbiamo smesso di innamorarci della meravigliosa bellezza degli istanti. La vita no, non scorre troppo velocemente, se glielo chiedi ti aspetta. Qualcuno, in qualche tempo, ci ha insegnato ad apprezzare l’eleganza della lentezza. Lo sapevamo fare bene da bambini. E per non sprecare quest’ultima voglia di accarezzare quello che ci sta intorno, sediamoci e guardiamo la vita diritta negli occhi.
Quante volte ci hanno visto correre i bambini? Ecco, quante volte corriamo solo in casa, la mattina magari, davanti ai nostri bambini? E mentre loro nella beata innocenza e mancanza di paura si perdono negli attimi vissuti, noi corriamo. Ma chi l’ha detto che non possano insegnarci a fare il contrario? A fermarci, per esempio. Chi l’ha detto che la mattina non possiamo anticipare la sveglia e giocare con loro prima di portarli a scuola? O che dopo una giornata di lavoro non possiamo potarli al parco? O che dopo tutto quello che richiamo perdere in questo Mondo, non possiamo, anche solo per un’ora al giorno, aspettare?
I bambini fanno colazione con calma, si vestono senza inciampare tra i vestiti della notte prima lasciati per terra, giocano, poi fanno i compiti. Non hanno sempre l’orologio al polso o, se ce l’hanno, non sanno quasi mai leggerlo. La sera dovrebbero addormentarsi presto ma non se ne parla proprio, è quello il momento della massima iperattività. Fanno i salti di gioia e le capriole in aria prima di infilarsi sotto le coperte e quegli occhietti non si incrociano mai con i ticchettii delle lancette. Eppure quante i bambini si sono sentiti dire che di tempo non c’è n’è mai abbastanza, che il tempo scorre, che devono fare in fretta. Cosa succederebbe se fossimo noi adulti a sbagliare? Perché noi siamo gli stessi che parliamo così velocemente da non far capire quello che diciamo, che non ripetiamo quello che abbiamo detto, che aspettiamo con ansia che nostro figlio impari a parlare, a camminare, a studiare, che si prenda il diploma, poi la laurea, poi che si faccia una famiglia. E se fossimo noi a sbagliare?
Conduciamo una vita cosi accelerata che trasmettiamo la nostra ansia di mettere un piede davanti l’altro molto rapidamente anche sui bambini che ci sono intorno. Quanti sono i bambini che a 9 anni fanno sport, magari più di uno, corsi intensivi di lingua straniera; che il pomeriggio vanno al Conservatorio perché saper suonare uno strumento è importantissimo e davvero, a volte, sembra essere la cosa più bella del Mondo? Siamo sicuri di stare permettendo ai nostri bambini di crescere senza bruciare le tappe? Quando li vediamo giocare con le bambole o con le macchinine lasciamoglielo fare, non è quello il momento per studiare insieme “la guida su come si diventa grandi”.
Chi lo dice che i bambini non abbiamo il diritto di puntarci il dito contro e di ordinarci di fermarci, così, per respirare ancora quell’aria pura di felicità? Ecco, questa felicità non la possiamo vedere di sfuggita tra una corsa e un’altra. La felicità è una cosa seria, è una cosa che fa battere il cuore veloce, sì, ma solo il cuore. Per essere felici, a volte, dobbiamo solo saper chiedere alla vita di aspettarci per un po’. Beati quelli che sanno tenersi stretto il diritto alla lentezza.