lunedì, 13 Luglio 2026

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Le contraddizioni della nostra era: ecco come non dobbiamo vivere (FOTO)

credits photo: facebook.com/ChanyPina

Viviamo in un mondo sempre più pieno di contraddizioni. La tecnologia e la scienza avanzano, abbiamo cose che i nostri bisnonni non immaginavano nemmeno potessero mai esistere, il tutto per semplificarci il più possibile la vita. Eppure l’essere umano e la sua socialità sembra regredire ogni giorno di più. Non si tratta di essere contrari alla nuove tecnologie e al progresso, ma che spesso utilizziamo male gli strumenti che possediamo è un dato di fatto.

Per capire bene di cosa sto parlando basta guardare la raccolta di illustrazioni selezionate e pubblicate su Facebook da Chany Rafael Piña Salazar, ‘un chico que le gusta subir vídeos e imágenes graciosas’, un ragazzo della Repubblica Dominicana a cui piace creare video e immagini graziose, come lui stesso afferma.

Le immagini hanno bisogno di ben poche spiegazioni e, già ad un primo sguardo, ci fanno sentire un po’ colpevoli. Infatti, chi più e chi meno, tutti mettiamo in atto questi comportamenti che dovrebbero essere evitati. Usare smartphone, tablet, laptop e chi più ne ha più ne metta, ben oltre il necessario, come quando siamo a cena e neanche guardiamo chi ci è seduto di fronte riducendo la comunicazione a zero.

Ed è questo l’effetto che più stupisce. Proprio in un mondo in cui il comunicare è facilitato noi ci chiudiamo sempre più in noi stessi, protetti da uno schermo, credendo, forse, che un post su Facebook, un tweet o una foto su Instagram bastino a creare delle sane e profonde relazioni sociali.

Bisognerebbe, quindi, darci un taglio. Posare tutti i dispositivi di cui siamo in possesso e godersi una serata in compagnia, quella vera, di amici e parenti. Di chiacchiere, anche frivole, e non di tweet. Assaporare un libro, il rumore delle pagine che vengono sfogliate, rimanerne incantati dall’odore. Eliminare le etichette e buttare via le maschere per essere semplicemente sé stessi.

L’uomo ideale? Uomini e donne lo immaginano diversamente

www.gqitalia.it

Venere e Marte sono due pianeti diversi, giusto? Pur guardandosi in faccia non riescono minimamente ad avvicinarsi l’uno all’altro, nemmeno in fatto di gusti. Noi donne passiamo la vita a cercare di piacere agli uomini, ma siamo sicure che i nostri canoni coincidano con i loro? Probabilmente no. Lo dico perché una piccola ricerca ha dimostrato questa cosa, anche se in relazione agli uomini. Il sondaggio è stato commissionato dal marchio di abbigliamento inglese Jacamo, che ha posto una domanda ben precisa a uomini e donne del Regno Unito: qual è il prototipo di maschio ideale? Bella domanda, come ci piace il maschio? La cosa divertente è che uomini e donne hanno dato indicazioni completamente diverse e ciò ha dimostrato come i nostri gusti viaggino su lunghezze d’onda differenti.

Secondo le donne l’uomo dei sogni avrebbe i capelli sbarazzini come il principe William, il volto rassicurante dell’attore James Corden, le braccia di Paddy McGuinness, il torso tonico del rugbista Ben Cohen e le gambe del conduttore televisivo Jonathan Ross. Un ragazzo come tanti insomma, lontano dai canoni stilistici imposti dalle passerelle.
La cosa buffa però è il Frankestein scelto dai maschietti ha connotati totalmente diversi da quelli scelti dalle donne.

Ebbene gli uomini vorrebbero essere perfetti, tonici, e con la tartaruga in bella vista. Impossibile vero? Eppure loro vorrebbero vedersi con i capelli folti di Justin Bieber, il volto intrigante di Gerard Butler, le braccia possenti di Hugh Jackman, il torso scultoreo di David Gandy e le gambe muscolose di Cristiano Ronaldo.
Insomma per gli uomini l’uomo dovrebbe farsi la cameretta in palestra e allenarsi almeno 2 ore al giorno. Non solo, per essere così è probabile che sia necessario anche un tappo di sughero da inserire in bocca: quando mai potrebbero permettersi una birra con addominali simili?

Che uomo è? Lo capisci dal suo drink

/www.newstatesman.com

Avete presente quando entri in una stanza e incroci lo sguardo dell’uomo dei tuoi sogni? Vi è mai capitato un colpo di fulmine così forte da farvi maledire la vostra sosta in un bar/ ristorante/ locale notturno? A me successe da piccola e ho cercato di dimenticarlo più in fretta possibile. Sapete che si può capire moltissimo della persona che ci piace conoscendo cosa ordina da bere? Vi sembrerà strano, ma il proprio drink è quasi una filosofia di vita e, nonostante le dovute eccezioni, può rivelare aspetti importanti della personalità.
Scettiche? Provate a leggere questa lista.

Birra

Quando un uomo entra in un bar e ordina una Corona forse non è in vena di provare cose nuove. In alcuni momenti della vita non si ha voglia di sperimentare e una scelta ‘sicura’ riesce a tranquillizzare anche i tipi più inquieti.
Una birra rappresenta un porto sicuro, una garanzia di benessere lontana dal rischio, dalle sperimentazioni e dai probabili fallimenti. L’uomo che beve birra difficilmente si rotolerà tra le lenzuola con fantasia ma ciò non vuol dire che la vostra ‘sosta’ in sua compagnia sia destinata ad essere deludente.

Vino

Per capire come sia fatto un uomo che ordina vino è necessario capire quale tipologia abbia scelto. Bianco? Forse frivolo. Rosè? Troppo effeminato. Rosso? Dipende da quale. Potreste però trovarvi davanti a un esperto che abbia semplicemente voglia di assaggiare il nuovo prodotto di quella rinomata cantina oppure dinnanzi a qualcuno che opti per questa scelta solo perché senza fantasia. Personalmente non mi piace tanto l’idea dell’uomo che ordina il vino in occasioni diverse dalla cena.

Whisky o Bourbon liscio

Siate oneste: non fa veramente figo? Io credo che l’uomo che ordini un bicchiere di whisky sia davvero molto intrigante. Ma poi è quel ‘liscio’ che lascia spazio ai pensieri proibiti, come se fosse indice di qualcuno che ama andare ‘al sodo’. In tutti i sensi.

Vodka liscia

Non è molto frequente in Italia bere la vodka senza l’aggiunta di qualche analcolico come la tonica o la redbull. L’uomo che beve vodka e senz’altro un tipo modaiolo e poco ricercato; se fosse infatti uno fuori dal comune sceglierebbe un drink fuori dal comune. Invece la vodka non sorprende affatto una ragazza italiana conosciuta al bar e, come direbbe Samuele Bersani, ‘sei solo la copia di mille riassunti’.

Margarita

Non è molto comune ordinare Margarita durante una serata in discoteca; questo drink, infatti, tanto vacanze esotiche a Santo Domingo e viene richiesto prevalentemente in situazioni di grande caldo e feste a bordo piscina. Il ragazzo che ordina Margarita è senza dubbio un tipo allegro, festaiolo e molto aperto alle nuove conoscenze. Non vi metterà a disagio e avrà mille argomenti eccitanti di cui discutere.

Martini

La coppetta Martini è solitamente associata alla mano di una donna. Ma vi ricordate di James Bond e di quanto era terribilmente figo nel richiedere il suo martini agitato non mescolato? Certo di Bond ce n’è uno solo, e scimmiottarlo potrebbe avere un effetto controproducente. Comunque non mi sento di diffidare dal tipo che beve Martini, ma forse perché io vado pazza per le cose retrò.

Short

I tipi da shortino sono davvero da evitare; si tratta quasi sempre di soggetti che hanno come obiettivo quello di ubriacarsi e basta e, detto tra noi, non sono fighi per niente. Il tipo da short drink non è attento alle piccole cose, non è particolarmente sensibile e se è così veloce anche nelle altre situazioni, amiche mie, girate a largo.

In Francia una legge contro lo spreco alimentare

spreco alimentare

Spesso non ci rendiamo nemmeno conto di quanto cibo avanza sulle nostre tavole e nella nostra società, e come poi tutta questa quantità di cibi non consumati si traduca in un ingente spreco alimentare, un problema davvero grave se pensiamo che in tante zone del pianeta si muore di fame e i bambini non riescono a crescere sani perché non possono nutrirsi in maniera adeguata.

La Francia ha deciso di contrastare questi sprechi e quindi di porsi come paese d’avanguardia in Europa anche per quanto riguarda l’alimentazione e la sostenibilità. Il 10 dicembre è stata approvata una legge, che dovrebbe entrare in vigore nei prossimi giorni, e che consentirà di ridurre di circa 8 tonnellate all’anno il cibo che viene gettato via.

Il provvedimento si rivolge soprattutto ai supermercati e ai ristoranti. I primi saranno obbligati a devolvere tutto il cibo e i prodotti alimentari prossimi alla data di scadenza ad organizzazioni caritatevoli. I ristoranti invece, dovranno agevolare la preparazione e consegna di “doggy bag” con il cibo avanzato ai clienti che lo richiedono. Certo per questo si dovrà lottare anche contro la ritrosia dei francesi, che un po’ come gli italiani, non vedono di buon occhio la possibilità di portare a casa dal ristorante il cibo avanzato.

Secondo le Nazioni Unite, se lo spreco alimentare fosse uno stato, questo sarebbe al terzo posto per emissioni di gas serra. Quindi, dopo il Cop21, ben vengano tutte quelle azioni che mirano contrastare questi enormi sprechi.