martedì, 7 Luglio 2026

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Vivere 200 anni: no grazie

I ricercatori hanno recentemente mappato i geni dei mammiferi più longevi al mondo, le balenottere boreali: l’intento, adesso, è quello di sfruttare i risultati dello studio per allungare la vita umana. Le balenottere boreali, infatti, possono vivere 200 anni e oltre, evitando problemi di salute legati comunemente all’età avanzata come le patologie cardiache e il cancro: gli scienziati hanno appunto scoperto i geni che permettono a questo tipo di balene di riparare i danni che occorrono al livello di DNA e di resistere in tal modo alle mutazioni che inducono il cancro. L’obiettivo finale sarebbe, perciò, quello di trapiantare questi geni nelle cellule umane per favorire l’allungamento della nostra vita.

Eppure, quanti di noi vogliono vivere tanto a lungo? Già temiamo, combattiamo e ci lamentiamo della morte, figuriamoci i traumi che potrebbero verificarsi nel corso di una vita ultra-lunga. La morte, poi, è sempre stata una grande motivatrice: se potessimo vivere per sempre, sicuramente non finiremmo l’università in tempo utile né viaggeremmo per il mondo. Piuttosto, aspetteremmo, crogiolandoci nell’ozio, il secolo successivo per iniziare a metterci in moto.

E che dire dei conflitti generazionali? Provate a immaginare a quanti problemi tra familiari comincerebbero a sorgere, fino a distruggere completamente la pace in casa per via della convivenza di qualcosa di spaventoso come cinque generazioni differenti. Certo, i settantenni sarebbero pazzi dei propri nipoti, ma la quarta generazione di bebè urlanti sarebbe più una grana che una benedizione.

Infine, come poter pensare al matrimonio? Già in crisi in tempi attuali, se un domani si vivesse così a lungo sarebbe davvero un traguardo inconcepibile. Una vita media di 200 anni distruggerebbe senz’altro qualsiasi romanticismo: come poter credere, del resto, a un’anima gemella con cui intraprendere più di 100 anni di monogamia? Volete vivere 200 anni? Beh, dite addio al mito dell’amore vero. Il matrimonio è fatto per durare – al massimo – decadi, non di certo secoli.

L’Islam si infuria contro la pornostar Mia Khalifa (FOTO)

Sono bastate poche foto per far infuriare i fondamentalisti islamici contro la seducente pornostar Mia Khalifa. Di origini libanesi, infatti la giovane attrice hard avrebbe osato posare con indosso un velo hijab per uno dei suoi ultimi film, un vero e proprio scandalo nel mondo dell’Islam, che non ha esitato ad inviare minacce di morte.

Mia Khalifa è giovane, bella e come tutte le attrici hard ama mettere in mostra il proprio corpo ma stavolta non avrebbe fatto proprio la scelta giusta. Infatti i conservatori del suo paese non hanno accolto di buon grado le sue foto hard con uno dei simboli più importanti per la fede musulmana, il velo.

Perciò Mia Khalifa, 21enne, residente a Miami, con un futuro che già promette bene grazie ai milioni di click on line, potrebbe essere davvero in rischio di vita e lasciare prematuramente il titolo di reginetta a luci rosse, per un errore di costume.

Ma si tratta davvero di una svista? Pare che la sua non sia stata una provocazione innocente, come penserebbero in tanti, ma piuttosto un grido di liberazione sessuale, l’ennesimo contro l’oppressione verso le donne.
Nel suo corpo sono infatti tatuati la frase dell’inno libanese e la croce simbolo del partito cristiano-conservatore del suo Paese, che non lasciano dubbi sul fatto che Mia Khalifa abbia deciso di intraprendere una strada davvero differente da quella che la religione musulmana persegue.

Non solo. Se il suo obbiettivo è quello di ribellarsi proprio contro certi principi che opprimono le donne musulmane, sembra riuscirci davvero bene perché a farle i complimenti non sono solo i fan dei suoi film. Sua sostenitrice è anche la scrittrice Juliana Yazbeck, che ha applaudito il fenomeno Mia, chiedendosi però anche se sia normale che per smuovere il conservatore e sessista Libano serva una pornostar.

Mia Khalifa, d’altro canto, vola basso e alle minacce di morte risponde con un cinguettio su Twitter dal tono forse un po’ beffardo: ma il Medio Oriente non ha cose più importanti di me a cui pensare?

Le biblioteche più belle del mondo (FOTO)

Gli iPad e i Kindles saranno anche comodi per le letture durante gli spostamenti, ma i libri – quelli veri – restano quelli che ci hanno spinto a erigere degli edifici spettacolari pur di conservarli con cura. Ben consapevole di questo, il fotografo francese Franck Bohbot ha deciso di consacrare proprio alle biblioteche più belle del mondo il suo ultimo progetto artistico: e, in omaggio al “misero” libro, ha preso a viaggiare per il mondo per immortalare la bellezza eterea dei più incredibili di questi edifici.

Monsieur Bohbot, originario di Parigi, ha avviato questo progetto (che ancora non è stato portato a termine) ribattezzandolo “House of Books“: “Le serie fotografiche – precisa Franck – sono cominciate a Parigi. Poi mi sono spostato a Roma, ma non crediate che sia finita qui. Ho intenzione di girare tutta l’Europa, il Sud America, l’Asia e il Nord America. E questo per raccontare dei posti in cui si apprende e in cui i libri trovano dimora per decine di anni“.

È come una sorta di tributo, quello di Bohbot, non solo all’oggetto-libro ma anche all’estro creativo degli architetti che furono, alla composizione, alla luce, ai colori degli interni di queste strutture fenomenali. Il fotografo, però, non tralascia nemmeno le biblioteche contemporanee, le piccole stanze di lettura o gli ingressi.

Questo è un progetto a lungo termine, non sono che all’inizio“, aggiunge Franck. Lui, all’oggi trentaquattrenne, aveva esordito come fotografo di scena, ma nel 2008 scatta il suo appassionato interesse per gli spazi pubblici, i paesaggi urbani e i cosiddetti ritratti ambientali. Già noto per la sua tecnica nella composizione e nel colore, Bohbot ha catturato già scatti notevoli di scene di vita quotidiana in piscine, per le strade, nei bar, nei musei e nelle stazioni. Le biblioteche, perciò, non potevano proprio mancare.

I 10 anelli di fidanzamento più brutti di sempre (FOTO)

Una vera proposta di matrimonio si conclude, di norma, con un anello al dito come simbolo dell’unione. Se poi l’anello è in oro e ricoperto di diamanti o pietre preziose che ben venga, la futura sposa non potrà di certo rifiutare la proposta davanti a tanta bellezza e a quel luccichio che quasi acceca.

Purtroppo però non tutti gli anelli di fidanzamento sono belli e raffinati come ce li immaginiamo, o come le star di Hollywood ci hanno fatto sognare. Spesso, una volta aperta la scatolina, si rischia di rimanere delusi: niente oro, niente argento, niente pietre, perle e diamanti, ma solo un insignificante oggetto circolare che ci va pure stretto.
Ma una volta qualcuno non diceva che un diamante è per sempre? Beh, ok che conta il pensiero, il gesto e che ogni anello ha il proprio valore affettivo, va bene anche che è l’amore la cosa più importante, ma di fronte a certi anelli non si può che rimanere delusi e provare un po’ sgomento.
Ne abbiamo selezionati 10 e li abbiamo inseriti in una gallery: quale sarà il peggiore?
Ecco i 10 anelli di fidanzamento più brutti di sempre.

10. Il patriottico

Un trilogy dalla montatura in argento e tre pietre preziose: uno smeraldo, un diamante e un rubino. Ok il patriottismo, ma davvero siete sicuri che la vostra donna voglia ricevere un anello del genere?

9. Sarah Ferguson

In occasione del loro fidanzamento, il principe Andrea regalò alla futura moglie Sarah Ferguson un anello con dieci diamanti attorno ad un rubino. Il principe scelse questa pietra perché gli ricordava i capelli rosso fuoco dell’amata. Tra tutti gli anelli che furono regalati in casa Windsor quello di Sarah rientra tra i meno belli, forse è proprio per questo il loro matrimonio non durò a lungo.

8. Battito cardiaco

Un diamante sarà pure per sempre, ma secondo alcuni fare incidere nell’anello di fidanzamento della partner il proprio battito cardiaco è più romantico. A voi i commenti.

7. Base alternativa

Un brillante incastonato su una base in legno: alternativo, poco romantico e non molto raffinato una volta messo al dito.

6. Pokemon

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Forse i pokemon avranno segnato l'infanzia di qualcuno, ma arrivare a regalare un anello con la sfera pokè fatta di pietre preziose è troppo.

5. Impronta digitale

Niente brillante e niente incisione, ma solo l’impronta digitale dell’amato. Sicuramente originale, personale e con un grande valore affettivo, ma di certo non rientra nella classifica degli anelli da sogno.

4. L’incastro perfetto

Due anelli in metallo, uno con la vite e l’altro con il bullone, che si incastrano perfettamente tra loro. Pensiero romantico, ma al dito avrà lo stesso effetto? Crediamo proprio di no.

3. Non troppo serio

Conquista la medaglia di bronzo della nostra classifica l’anello in metallo con le carote, che di romantico e bello non ha proprio nulla.

2. Modern design

Seconda posizione invece per l’anello ad incastro dal design moderno. Pessimo.

Star Wars fan

Sale sul podio della nostra categoria, guadagnandosi il titolo di anello più brutto di sempre, l’anello ispirato a Star Wars. Nonostante la presenza del grande diamante e dei brillanti laterali, questo anello non è affatto adatto per una proposta di matrimonio.