domenica, 1 Febbraio 2026

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Canto di Natale: curiosità e film


Canto di Natale: il celebre racconto di Charles Dickens, chi non lo conosce? Oggi non parliamo della storia, troppo nota, ma di curiosità sul libro e sui film tratti.

Terminato questo pezzo, mi siederò accanto al camino a guardare il vento che sferza gli alberi, a girare l’arrosto sul fuoco e a godermi come da tradizione natalizia il racconto di Dickens.

Le curiosità sul libro Canto di Natale di Charles Dickens

Il racconto fu scritto nel 1843 e ricevette una sola recensione da parte di “The Knickerbocker”, positiva per fortuna.

Per realizzarlo Dickens ci mise sei settimane ma inizialmente nessuno volle pubblicarlo. Pare che l’autore lo scrisse ispirandosi alle storie raccontate da una domestica.

La Illuminated Library di Parley stampò illegalmente una copia alla prima stampa e Dickens dovette fargli causa. Vinse ma dovette pagare 700 sterline di tasse (oggi sarebbero circa 50mila sterline).

Al pubblico piaceva tanto sentir leggere il racconto da Dickens stesso che ama bere rum con panna nel mentre, o champagne o cherry (il suo liquore preferito).

Pare che la storia non sia stata solo ispirata dai racconti della sguattera ma che riprenda le vicende di Gabriel Grubs che nel libro Il Circolo Pickwick si appresta a trascorrere un triste Natale.

Canto di Natale non è solo una favola ma una vera e propria critica alla società inglese dell’epoca.


I film tratti dal libro Canto di Natale

Cartoni:

  • 1979 – Bugs Bunny’s Christmas Carol, la storia è condensata in 8 minuti: Yosemite Sam è Scrooge e Bugs Bunny un nipote del suo dipendente che si traveste da diversi fantasmi per spaventarlo e convertirlo.
  • 1983 – Il canto di Natale di Topolino, splendido adattamento della Disney.
  • 1992 – Festa in casa Muppet, Kermit è il povero dipendente di Scrooge, miss Piggy è la moglie.

Film:

  • 1970 – La più bella storia di Natale, versione musical, con Albert Finney nella parte di Scrooge e Alec Guinness in quella del fantasma di Marley.
  • 1999 – A Christmas Carol con Patrick Stewart nei panni di Scrooge
  • 2009 – A Christmas’Carol, realizzato in computer grafica e motion capture con Jim Carrey come unico protagonista.
  • 1971 – A Christmas Carol di Richard Williams, un racconto di fantasmi Citiamo anche L’uomo che inventò il Natale di Bharat Nalluri in cui si narra di come Dickens scrisse il libro.

Libri natalizi: Il libro della fiducia di Padre Thomas de Saint Laurent

Oggi parliamo di libri natalizi, in particolare di un libro che reputo di grande conforto e non solo per i credenti badate bene.

Premetto che questo non è c’entra nulla con la chiesa, in questo post non discuteremo della condotta morale dei preti né degli affari del Vaticano.

Voglio solo condividere il messaggio di questo libro con voi e farlo conoscere a chi non ne è mai sentito parlare.

Dunque dicevo, questo libro tratta soprattutto della speranza e della fiducia verso Dio, intesa come fede.

Libri natalizi: Il libro della fiducia di Padre Thomas de Saint Laurent

Che cos’è la fede? Alcuni di noi credono in Dio, certamente nei santi, pensiamo che Dio sia onnipotente, benevolo e ci ascolti. Ma quanti di noi si rivolgono a lui per un qualsiasi problema anche piccolo e sono disposti a mettere tutto nelle sue mani a chiudere gli occhi e sapere (cioè avere la certezza) che lui realmente ci provvederà. Magari diciamo “aiutami” ma poi la notte non dormiamo perché stiamo lì a rigirarci sui carboni ardenti pensando a cosa succederà, ai danni, alle conseguenze, non vediamo uno spiraglio di luce in fondo al tunnel buio.

Siamo tormentati, questa è la parola giusta.

Ma insomma abbiamo chiesto aiuto a Dio crediamo che ci ascolti e poi non riusciamo a tirare fuori un sospiro di sollievo al pensiero che se l’abbiamo chiesto a Dio non abbiamo nulla da temere. Ecco, questo non è avere fede. Avere fede significa abbandonarsi, chiudere gli occhi e dimenticare la preoccupazione, perché se crediamo, chiedendo al Signore di pensarci lui, state pur certi che provvederà.

Invece molti, come ci fa notare l’autore, nei momenti di disperazione pregano Dio con la speranza che li aiuti e poi non vedendo risultati si scoraggiano, si rivoltano e accusano Dio.

Ma è come se io chiedessi al mio migliore amico di farmi un favore ma contemporaneamente ci stessi già provvedendo io perché “non sono sicura che poi me lo farà veramente questo favore”. Perché pensiamo che non sia affidabile. Come credete che reagirà il vostro amico scoprendo che avete provveduto voi stessi al favore che avete chiesto? La prenderà come una mancanza di fiducia.

Libri natalizi: Il libro della fiducia di Padre Thomas de Saint Laurent

L’autore ci fa notare inoltre che fiducia e speranza sono strettamente correlate e che la nostra speranza si fortifica in base al grado di fiducia che noi abbiamo. Più riponiamo fiducia in Gesù e più il nostro animo sarà sereno nelle prossime difficoltà.

Dunque immaginate le più grosse catastrofi, immaginate la disperazione, il panico, l’angoscia nulla di tutto questo ci può scalfire se noi ci aggrappiamo al Signore come ad una roccia, non ci perdiamo perché restiamo saldi nella fiducia che riponiamo in Lui. Qualunque cosa accada noi sappiamo che Dio è con noi e “neanche un capello del nostro capo andrà perso”.

Padre Thomas ci ricorda le promesse fatte da Gesù “Non preoccupatevi di ciò che mangerete o berrete…guardate gli uccelli del cielo, non seminano, non mietono eppure il Padre vostro li nutre. Non valete voi forse molto più degli uccelli?” Se pensate che siano solo belle parole vi sbagliate di grosso. E questo ve lo dico per esperienza, non perché siccome sono credente mi piace cianciare.

Scusate, ma nel momento in cui date da mangiare ad un povero, andate a trovare una persona malata non è forse Dio che agisce tramite voi per quella persona?

In questo libro troverete molte altre risposte a tante altre domande che possono venirvi in mente.

Il messaggio che Padre Thomas vuole lasciarci infine è: Gesù ci dice “Non preoccupatevi, fidatevi di me” se siete capaci di farlo concretamente allora siete già a buon punto. Altrimenti pregate per arrivarci il più presto possibile.

Potete leggerlo gratis qui.

The book of love: La signora delle tempeste

The book of love:oggi parliamo del libro La signora delle tempeste di Marion Zimmer Bradley.

Il mio primo incontro con la letteratura di Marion è accaduto rovistando nella libreria di mia madre dopo ho trovato Spirito di Luce un altro stupendo libro di cui presto vi parlerò.

Dunque oggi si chiacchiera fra noi di un romanzo che acquistai in una piccola libreria dietro il mio liceo a Cagliari durante il terzo anno. Non so voi ma io sono molto affascinata dai temporali, tutta questa elettricità che si spande nell’aria, i fulmini che appaiono e scompaiono all’improvviso. Nessuno di voi ha mai desiderato poter provocare o far cessare una tempesta con la sola forza della mente? Beh la Signora delle Tempeste, la protagonista, ci riesce. Domina il fulmine. Ed è questa la cosa che mi ha attratto di questo libro. Da sempre l’uomo ha desiderato trovare il modo di dominare gli elementi naturali e non subirli, ciò deriva con ogni probabilità dalla paura atavica del tuono che ha generato poi tutte le altre paure. Ma la natura è sempre almeno dieci passi avanti a noi.

The book of love: La signora che dominava le tempeste

Questa è la storia di un regno i cui sovrani Mikhail di Aldaran e Deonara non riescono ad avere un figlio. Un fatto molto increscioso perché il re teme che non avendo eredi il regno finirà in mano di suo fratello e questa in cui si svolge la narrazione è un’epoca di guerre, di famiglie in lotta fra loro per regnare sui feudi, un’epoca di matrimoni combinati per sviluppare i poteri più forti possibili e creare alleanze favorevoli.

Dunque il nobile Mikhail vedendo che sua moglie non riesce a concepire un figlio vivo o sano prende come concubina Aliciana di Rockraven che è stata accolta nel castello insieme a suo figlio Donald come dama della regina.

Aliciana aspetta un figlio ma la felicità dell’evento viene smorzata dalla maledizione scagliata da una delle serve contraria a quest’unione. La maledizione è questa: il re diventerà sterile non potrà avere altri eredi. La figlia di Aliciana sarà la sua unica erede. Che a sentirla così non pare un granchè come maledizione dato che la piccola sta per nascere invece si rivelerà un fatto terribile…

I genitori di fatto vengono messi in guardia: la piccola ha il potere, un poter molto forte, difficile da controllare. Ma essendo l’unica erede la bambina deve nascere e ciò avviene in una notte di temporale. Aliciana durante il parto muore, si dice subito a causa del potere della piccola. Dorilys viene chiamata dalla matrigna Deonara che l’alleva come fosse sua figlia, in quei pochi anni ormai che le restano da vivere. Subentreranno diverse persone in questo ruolo, la prima è Margali la balia.

Dorilys cresce felice, viziata, temuta da tutti a causa del suo potere, quello di dominare il fulmine…

Nel frattempo nella regione chiamata Nervarsin, in un monastero, vive come monaco, l’erede di un grande feudo: Allart. Addestrato a comandare il suo corpo con la mente, Allart è afflitto da un grande potere: la chiaroveggenza. Proprio attraverso questo scopre che suo padre sta giungendo al monastero e lui immagina bene perché: lo si reclama come erede del regno. Ciò scatenerà le ire del fratello Damon-Rafael da cui poi si vedrà costretto a scappare. Non è tutto l’arrivo del padre significa per lui che è giunta l’ora di sposarsi.

Dorilys è cresciuta circondata di attenzioni e di affetto dal fratellastro Donal, che ha il potere di leggere le correnti d’aria, dal padre e della balia e presto viene a conoscenza che si sta organizzando la sua festa di fidanzamento con il cugino. Quando tutto va a monte Mikhail svela che ha in mente un altro piano però per salvare Aldaran…

E qui termina il mio racconto perché non ho intenzione di dirvi cosa succederà quando le bugie verranno fuori.

The book of love: La signora delle tempeste

E’ veramente un gran bel romanzo, appartiene alla saga di Darkover ma in realtà sembra più un fantasy medievale. Intrighi, guerre, legami, eventi soprannaturali, poteri, pietre magiche, fanciulle-fiore, re ermafroditi, posizioni e suspense. Se tutti quest’ingredienti vi attirano questo libro fa per voi. Coinvolgente, avvincente. Un capolavoro. Ne vale davvero la pena, e se ve lo dico io potete fidarvi.

Libri da leggere in vacanza: La Compagnia dell’Anello

Libri da leggere in vacanza: La Compagnia dell’Anello

Visto che molti di noi, me compresa, sono costretti a casa per via del maltempo e del freddo, quando si è finito di rassettare, di fare zapping, si è fatto un bagno caldo e si è cucinato…che fare?

Beh si legge!Allora ci vuole un libro interessante ma non troppo che duri abbastanza per riempire le ore di vuoto…ecco ho trovato!

La storia che sto per raccontarvi oggi è molto simile ad una favola: ci sono gli elfi, c’è il bene ed il male, ci sono gli stregoni, i guerrieri, le principesse, gli orchi, strane creature ed anche…gli spettri.

Molti di voi già la conosceranno per aver visto il film, la storia è quella del Signore degli Anelli.

Lasciate che vi dica che il libro è un pochino diverso e se vi siete emozionati guardando come me il film non potete mancare il libro. Non fate come quelli che mi dicono “ma io se vedo il film non leggo il libro e viceversa” a che pro? Ci si arricchisce in entrambi i casi e si permette alla nostra mente di spaziare.

Dunque cominciamo con il primo libro che però è preceduto da un altro libro: Lo Hobbit, storia che narra le gesta di Bilbo Baggins, il cugino di Frodo, che fu il primo a ritrovare l’Anello.

« Tre Anelli ai Re degli Elfi sotto il cielo che risplende,

Sette ai Principi dei Nani nelle lor rocche di pietra,

Nove agli Uomini Mortali che la triste morte attende,

Uno per l’oscuro Sire chiuso nella reggia tetra

Nella Terra di Mordor, dove l’Ombra nera scende.

Un Anello per domarli, Un Anello per trovarli,

Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli,

Nella Terra di Mordor, dove l’Ombra cupa scende. »

Per poter parlare della storia occorre spiegare questi versi: Sauron, il Dominatore, forgiò gli anelli del potere (questo viene narrato nel libro Il Silmarillion) donandoli agli elfi, ai nani e agli uomini “che più di ogni altra cosa desiderano il potere”.

In segreto però forgiò un altro Anello che avrebbe reso schiavi tutti gli altri perché Sauron voleva dominare su tutti ad ogni costo. Si scatenò una guerra e Sauron fu sconfitto ma l’Anello non fu distrutto…

Libri da leggere in vacanza: La Compagnia dell’Anello

Il libro si apre con la festa di compleanno di Bilbo (stranamente è arrivato a 111 anni, un’età insolita per un gobbi) e ci viene narrato della Contea e delle piccole creature chiamate Hobbit e di Frodo, un giovane ragazzo orfano che il suo parente Bilbo ospita in casa propria. A questa festa partecipa anche Gandalf lo stregone grigio che è il mentore del giovane Frodo.

Bilbo non lo ha detto a nessuno ma ha deciso di riprendere i suoi viaggi e durante la festa, davanti a tutti, infila l’Anello del potere in suo possesso e svanisce. Ciò insospettisce in qualche modo Gandalf che lo intercetta e lo convince a lasciare a casa l’Anello. Gandalf turbato prende commiato da Frodo chiedendogli di tenere segreto l’Anello e partendo per investigare su di esso.

Passano 17 anni e finalmente Gandalf torna con delle spiegazioni, ora sa che quello è l’Anello del Potere e racconta a Frodo le origini dell’Anello, della sconfitta di Sauron, di come Isildur Signore degli Uomini e Re di Gondor se ne impadronì e trovò la morte e di come l’Anello finì nelle mani della Creatura Gollum ed infine in quelle di Bilbo. Ma Gollum viene catturato nelle terre di Sauron che ora ha le sembianze di un gigantesco occhio infuocato e così scopre che l’Anello è nella Contea.

Frodo viene così a sapere che nove cavalieri neri, i Nazgul, uomini divenuti spettri, stanno venendo a prenderlo perciò con l’aiuto di Gandalf decide di fuggire. A lui si uniranno in seguito altri tre Hobbit: Sam, Pippino e Meriadoc. Gandalf da loro appuntamento alla locanda del Puledro impennato nel paese di Brea e si reca dal più potente stregone che conosce, Saruman, per chiedere consiglio.

I quattro dunque partono e fra numerose difficoltà e peripezie quando quasi sembra che gli Spettri abbiano la meglio arrivano a Brea dove scoprono che ad attenderli non c’è Gandalf ma uno straniero che si fa chiamare Grampasso e che riesce a dimostrar loro di essere stato incaricato dallo stregone stesso di scortarli fino a Gran Burrone dimora degli Elfi.

Quindi si riprende il cammino ma a Collevento i cinque subiscono un attacco degli spettri che feriscono Frodo a questo punto interviene l’Elfo Glorfindel, nel film non c’è al suo posto viene presentata Arwen, che offre loro una via di fuga.

Giungono così sani e salvi da Elrond, Signore degli Elfi, e scoprono che lì ad attenderli vi è Gandalf e viene svelato il perché del mancato incontro a Brea. Dunque Elrond decide di tenere un gran consiglio a cui presenzieranno tutti: elfi, uomini e nani, in cui si decideranno le sorti dell’Anello.

Qui entra in scena Boromir, figlio del reggente di Gondor, che vuole impossessarsi dell’Anello per portarlo a suo padre. E qui si scopre anche che è Grampasso in realtà è Aragorn l’erede di Isildur.

Alla fine si decide che l’Anello va distrutto e Frodo si offre di farlo: così si costituisce la Compagnia dell’Anello poiché vari personaggi offrono il loro aiuto: il nano Gimli, l’elfo Legolas, l’umano Aragorn, Gandalf, gli hobbit visti fin ora e Boromir.

Inizia il viaggio…