giovedì, 5 Febbraio 2026

Costume & Società

Home Costume & Società Pagina 680
Notizie e tendenze sulla società, sul costume, sull’opinione pubblica e sul cambiamento generazionale

Tecnologia: come hanno fatto i nostri nonni senza?

Credits photo ilsecoloXIX

Quante volte vi sarà capitato di chiedervi: “ma come facevano i nostri nonni senza gli smartphone, senza i computer, i social network?
Inevitabilmente ci sovviene alla mente l’immagine di un troglodita con la clava che cerca di comunicare con i segnali di fumo.
Tecnologia come si viveva senza

E invece, anche prima dell’avvento della tecnologia, i nostri nonni se la cavavano benissimo, anche se noi non sapremmo andare a buttare la spazzatura senza lo smartphone, sia mia dovessimo dimenticarci come si fa, almeno potremmo chiedere aiuto al nostro cellulare.
Scherzi a parte, ormai la nostra vita gira attorno a questi strumenti digitali che ci hanno reso un pò idioti, ammettiamolo. Non sappiamo più fare niente senza l’aiuto del nostro smartphone.
Lo usiamo per mettere la sveglia la mattina, per organizzare il nostro lavoro e i nostri impegni, per sviluppare la nostra vita sociale, per sentirci con gli amici, per cercare il supermercato più vicino, per ogni cosa. Ed effettivamente ci riesce difficile anche solo immaginare come facessero i nostri nonni senza.

Noi di Blog di Lifestyle siamo lieti di illuminarvi a riguardo mettendo a confronto i modi in cui un ragazzo 22enne affronta le attività quotidiane e come le affrontava sua nonna 80enne ai suoi tempi.

Come si fa ad organizzare un incontro con un gruppo di amici?

Ragazzo: Ho diversi gruppi di WhatsApp con diversi amici (amici uni, amici d’infanzia, comitiva del sabato), così si tende a parlare lì. Se si tratta di un grande evento, diciamo per un compleanno, creerò un evento Facebook o almeno un messaggio di gruppo per invitare tutti in una volta.
Nonna: Ora, io tendo a chiamare gli amici al telefono casa, ma non ho avuto un telefono di casa fino a quando mi sono sposata nel 1961.
Prima di allora avremmo organizziamo un incontro in anticipo, in modo che l’ultima volta che siamo stati tutti insieme, diremmo ‘ci vediamo di nuovo il prossimo Giovedi’ o qualcosa di simile.
Noi non abbiamo avuto i telefoni in casa come tutti gli adolescenti di oggi, quindi dopo la scuola saremmo andati in una cabina telefonica.

Come si sanno le notizie, come si svolgono le ricerche?

Ragazzo: una sola parola: GOOGLE. Sempre
Nonna: Si andava in biblioteca oppure alcuni di noi avevano dei libri, come le enciclopedie dove poter cercare quel che serviva. Io ho ricevuto il mio primo libro a 12 anni.

Come si prenota una vacanza?

Ragazzo: Io ho appena prenotato una vacanza dalla comodità del mio divano, usando il mio tablet mentre si guarda Downton Abbey in TV. Ho usato Trivago per confrontare i prezzi di hotel, Trip Advisor per leggere recensioni e Skyscanner per cercare le migliori opzioni di volo prima di acquistare tutto online.
Nonna: Vado da un agente di viaggio. Non necessariamente sai se quello che ti sta proponendo è il prezzo più conveniente, ma devi sperare che sia onesto e fidarti.

Sei sull’autobus, stai per andare ad un appuntamento con un amico, ti rendi conto di essere in ritardo, cosa fai?

Ragazzo: Gli scrivo subito un sms. Se non ottengo risposta in cinque minuti gli faccio anche uno squillo per essere sicuro che l’abbia ricevuto.
Nonna: Dovevi sperare che ti aspettasse. Probabilmente avresti potuto scendere dal bus per cercare una cabina, ma l’amico non avrebbe comunque avuto il telefono quindi non sarebbe stato d’aiuto.
Se invece fosse il mio amico in ritardo, io avrei aspettato una mezz’ora per poi rinunciare e tornare a casa.

Ascolti una canzone alla radio, ti piace, come fai ad acquistarla?

Ragazzo: Non ricordo l’ultima volta che ho comprato un CD. Scarico tutto, la mia musica va direttamente da iTunes al mio cellulare pronta per essere ascoltata in ogni momento
Nonna: Quando ero più giovane mi piaceva ascoltare il presentatore che annunciava la canzone, in modo da potermi scrivere il titolo e scendere al negozio di dischi più vicino per acquistarlo. Se non era disponibile chiedevo se avrebbero potuto recuperarlo per me.

Come si fa ad essere sempre aggiornato sulle novità?

Ragazzo: Controllo i siti dal mio cell mentre vado al lavoro, oppure vado su Twitter.
Nonna:Ho sempre sentito le notizie alla radio, di tanto in tanto guardavo un telegiornale o acquistavo un giornale.

Ti sei perso, come fai?

Ragazzo: Se devo andare in un posto nuovo mi assicuro di avere lo smartphone carico in modo da poter contare su Google Maps.
Nonna: Chiedo indicazioni a persone che mi sembrano del posto, magari di età avanzata.

Come contatti un amico in un altro Paese?

Ragazzo: Cerchiamo di sentirci e vederci tramite Skype, quando questo non è possibile per il fuso orario allora tramite e-mail o tramite Facebook.
Nonna:Io mandavo delle lettere, i francobolli costavano poco e sapevi che sarebbero arrivati in un paio di giorni.

Certamente la vita ci è stata agevolata dalla tecnologia, però magari ricordarsi che alcune cose sono fattibili anche senza potrà aiutarci per evitare la crisi di panico che ci prende quando dimentichiamo il cellulare a casa.

Milano Sposi 2014: le tendenze per location e viaggi di nozze (FOTO)

blogspot.com

Abito pronto, chiesa prenotata, bomboniere e regali già ordinati. E location e viaggio di nozze?

Noi di Blog di Lifestyle abbiamo fatto un giro alla Fiera di Milano Sposi – tenutasi dal 25 al 28 settembre presso il Mediolanum Forum di Assago – per scoprire tutte le tendenze del prossimo anno in tema matrimonio.

Per coronare al meglio il proprio sogno d’amore tutto deve essere perfetto ed impeccabile, compresi il luogo del ricevimento e il viaggio di nozze. In base al tipo di cerimonia e al numero di invitati che si hanno in mente varia di conseguenza anche la scelta della location.

Per un matrimonio sobrio e “intimo” i ricevimenti migliori vengono realizzati in ville e tenute: immersi nel verde, nelle vicinanze di laghi o borghi caratteristici, con buffet semplici ma raffinati, questi luoghi offrono gli spazi ideali per realizzare festeggiamenti indimenticabili.

Cerimonie più strutturate ed altisonanti invece, richiedono location esclusive, che possano accogliere al meglio un grande numero di invitati. Per questo tipo di celebrazioni sono quindi consigliati luoghi come antiche cascine o castelli che con cucine d’alta classe e immensi spazi interni ed esterni faranno da cornice ideale al ricevimento post-nozze.

Così come da pensare prima ma da fare poi è il viaggio di nozze. Anche in fatto di mete turistiche ognuno – si sa – ha i propri gusti. Ma alla Fiera di Milano Sposi le ultime tendenze parlano chiaro: destinazioni internazionali e paradisi tropicali la fanno da padrone. Polinesia, Stati Uniti, Australia, Seychelles, Caraibi, Malesia sono solo alcuni dei nomi dei centri turistici che spingono le coppie a coronare li il proprio sogno d’amore.

E ora che anche le ultime tendenze in fatto di location e viaggio di nozze sono state svelate, non resta altro che fare ai futuri sposi i nostri migliori auguri!

Il cancro ci fa belle. Fate vedere la faccia: arriva la risposta a #fatevedereletette

“Il cancro ci fa belle. Fate vedere la faccia” approda su facebook dopo #fatevedereletette, l’hashtag lanciato a favore della prevenzione precoce, che ha trovato tante critiche quanti apprezzamenti sul suo cammino tra i social network.
E proprio da queste critiche, che forse nasce “il cancro ci fa belle. Fate vedere la faccia” una nuova comunità che fa capolino su facebook non troppo timidamente, superando i 1500 mi piace in meno di una settimana.

Sulla pagina si vedono foto di donne di ogni età, che stanno combattendo contro il signor K, come molte di loro lo chiamano e altre che invece l’hanno sconfitto e “sono ancora qua”.
L’iniziativa sta avendo successo. L’obiettivo è sempre quello di affrontare la vita con un sorriso, anche quando questa non è stata generosa, perchè con l’ironia si supera tutto, o almeno così dicono. E vale la pena provarci.

Nella comunità si scambiano dubbi, paure, domande, informazioni su terapie e centri di cura, perché spesso il malato si sente ineluttabilmente solo di fronte ad un evento così angoscioso e soltanto dal confronto con chi ha avuto le sue stesse esperienze può trarre conforto.
Molte ci scherzano su, altre sono più impaurite, altre ancora sono grate per aver superato quel momento. Ma c’è una cosa che accomuna tutte: LA FORZA. Perchè la forza, quella vera è DONNA.
E quando la vita ci pone davanti certe sfide, le donne non si tirano indietro. Salgono sul ring e l’affrontano.

Stupisce, ma non troppo, la grinta con cui la maggior parte affronta il “brutto male”, ma anche qui non sono mancate le critiche, che ritengono tutte queste iniziative solo un modo per mettersi in mostra, “la fiera dell’egocentrismo” accusa qualcuno.

Noi di Blog di Lifestyle ci sentiamo di sostenere tutte le donne (e gli uomini) che combattono ogni giorno contro questa bestia e continuare ad infondere coraggio. Non mollate, non fatelo mai. Combattete con le unghia e con i denti perchè non vi si tolga ciò che è vostro: la vita. E fatelo con un bel sorriso stampato sul vostro meraviglioso viso.

Perché nei cartoni Disney non c’è mai la mamma?

Credit Photo: http: images.vanityfair.it

Ci avevate mai fatto caso? Nei cartoni di Walter Elias Disney non vi è mai la mamma. Per i più appassionati non è di certo un mistero. Chi è cresciuto a pane e fumetti animati non ha potuto fare a meno di notare che, salvo rare eccezioni, i protagonisti della Disney sono spesso orfani e quasi sempre orfani di madre. Non si tratta di una coincidenza. Vi è un motivo ben preciso dietro questa scelta – anzi due – che Don Hahn, produttore Disney, ha spiegato durante un’intervista rilasciata a Glamour.

Tra i più appassionati di cartoni Disney – forse anche prima dei bambini – vi sono grafici, fumettisti, animatori. Dove, quindi, di certo la creatività non manca. Ma questa è una di quelle cose dove la fantasia non serve e la spiegazione è molto più vicina alla realtà di quanto si possa immaginare.
Ecco cosa ha raccontato Don:

Vi è, intanto, una ragione pratica legata a questa scelta: le pellicole Disney ruotano tutte attorno alla tematica della crescita, ma un produttore ha solo 80\90 minuti di tempo per renderne chiara la sequenza. Si è ritenuto che in assenza dei genitori tale crescita e assunzione di responsabilità avviene più rapidamente. Rimuovere i genitori, come nel caso di Bambi, costringe a maturare più rapidamente. Belle ha un padre, ma non lo vediamo mai perché si è persa, e allora deve trovare da sola il suo posto nel mondo. Diciamo che è una scorciatoia narrativa.

Quello che nessuno sa è, invece, un tragico avvenimento che riguarda la vita di Walt Disney: nei primi anni ’40 decise di regalare una casa ai propri genitori, il coronamento del sogno di quando era bambino. Purtroppo la caldaia non era stata installata in maniera corretta e ci fu una fuga di gas con i suoi genitori in casa, quando arrivò la signora delle pulizie riuscì a salvare solamente il padre, sua madre morì in maniera tragica. Walt si sentì responsabile della cosa e non volle mai parlare dell’accaduto

I cartoni animati insegnano a crescere.
Anche e soprattutto grazie alla fantasia che ci permette di arrivare con la nostra mente dove vogliamo, se siamo in grado di usarla nel modo giusto. Ma alle volte nemmeno la grande immaginazione di cui è dotato un uomo come Walter Disney riesce a trovare una via di fuga alternativa alla triste realtà.