sabato, 31 Gennaio 2026

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Guarda l’abito e indovina il film

Alcuni li indovinerete subito, altri invece saranno un po’ più complicati. Ma alla fine, quanti film riuscirete a riconoscere?

Questa è la domanda che accompagna “The same man in popular movie costumes”, l’ultimo lavoro di Daniel Cuello, fumettista, illustratore e blogger di origini argentine, che vive e lavora in Italia da molti anni, esattamente dal 1990. In passato alcuni suoi lavori sono stati esposti in diverse mostre, a Udine e a Bologna, e utilizzati come copertine per alcune riviste o come fotogrammi nel montaggio di alcuni cortometraggi per il web.

In uno dei suoi ultimi progetti, molto divertente, Daniel ha disegnato lo stesso omino cicciuto sulla sessantina, che diventa manichino per l’occasione, nella stessa posizione che di volta in volta cambia abito indossando in ogni disegno un nuovo abbigliamento, che è una citazione cinematografica diversa. Giocando sul dress code, Cuello lancia la simpatica sfida.

Gli abiti e gli accessori di scena sono capaci di esercitare un fascino potente nei cinefili appassionati. Capire il titolo del film solo dai costumi di scena diventati super cult, quindi per gli amanti del cinema, sarà una passeggiata, ma vi possiamo assicurare che alcuni non sono per niente facili, quindi vi sfidiamo ad indovinare i titoli dei famosi film, sfogliando la nostra gallery.

(le soluzioni del gioco le scoprirete cliccando sulle immagini)

Riciclare le bottiglie di Coca-Cola non è mai stato così divertente

Inutile spazzatura? No, si tratta di pistole ad acqua, spray per detersivi, pennarelli, tempera matite e tanto altro.
Si tratta del progetto di sostenibilità globale al quale partecipa anche Coca-Cola, che ha lanciato “Second Lives”: una linea di 16 tappi innovativi che possono essere avvitati sulle bottiglie dopo il consumo, trasformandole in utili e divertenti oggetti.
L’intento è quello di incoraggiare i consumatori di Coca-Cola a riciclare e riutilizzare le bottiglie di plastica vuote.

La campagna – creata con l’aiuto di Ogilvy & Mather China – è stata lanciata in Vietnam, dove sono stati distribuiti 40mila kit con 16 diversi tipi di tappo. Presto saranno disponibili anche in altre parti del mondo.

Il progetto nasce dall’esigenza della casa produttrice Coca-Cola di affrontare seriamente, con azioni concrete, le critiche sull’utilizzo massiccio di plastica che finisce nelle discariche di ogni paese.
Di questo genere di problemi ne è un esperto l’Occidente, che si è già mobilitato da anni, ma le “campagne ecologiche” sono molto più estranee in Asia, perché la consapevolezza dei problemi ambientali non è così sviluppata.

Tra i progetti in avvio in Occidente è da segnalare quello in California dove continua la proposta di mettere sulle bottiglie di bibite zuccherate un’avvertenza in cui si dice che bere queste bevande contribuisce all’obesità, al diabete e favorisce la carie dentaria.

Dopo le tante pubblicità diseducative della bevanda ecco dunque uno spot semplice e divertente a supporto di questa buona campagna contro la plastica.

[Credit: adweek.com]

Jen Davis, la fotografia l’ha salvata dall’obesità (FOTO)

Undici anni di paure e insicurezze, immortalati in scatti di vita, in un viaggio intimo, alla ricerca di se stessi. Undici anni racchiusa nella trappola del proprio corpo, nel corpo di una persona obesa, che è arrivata a non riconoscere più.

È attraverso la fotografia che Jen Davis ha capito che l’obesità stava diventando un pericolo per la sua salute. Era diventata grassa, così grassa da non piacersi più, fino a dire basta. Lei è una fotografa americana ed è riuscita a dimagrire grazie alla sua passione, la fotografia. La donna ha preso in mano la sua vita ed è riuscita a perdere peso scattandosi delle foto ogni giorno.

Tutto è iniziato con uno scatto al mare, durante le vacanze di primavera, quando Jen ancora andava al college. Il peso del proprio corpo si faceva sentire e la ragazza soffriva fisicamente e psicologicamente nella trappola che l’ha tenuta prigioniera per anni. Lei in quel corpo non si sentiva felice. Ha iniziato quindi a scattarsi foto ogni giorno. Foto che la ritraggono con i fidanzati del momento mentre stava per addormentarsi nel suo letto, mentre cercava di allacciarsi dei pantaloni giganteschi.

Un giorno però ha deciso di porre fine a tutto questo. Ha deciso di smettere di analizzarsi attraverso un obiettivo e riguardando quegli scatti ha trovato il coraggio di fare qualcosa. Jen è riuscita attraverso un bypass gastrico a perdere oltre 50 chili.

Le numerose foto che si è scattata durante il suo percorso sono state raccolte sotto il nome di Self Portrait e oltre a diventare un libro (11 anni), sono già state esposte alla ClamArt Gallery di New York

“La prima foto che mi sono scattata l’ho fatta in spiaggia dove ero circondata da ragazzi e ragazze dai fisici perfetti. Ho capito che avevo bisogno di mostrarmi per capire chi ero realmente.” ha dichiarato Jen. “Solo quando sono dimagrita ho capito che non dovevo più mettere in mostra la mia vita ma viverla davvero.”

Le famiglie più potenti dell’industria della moda

I loro avi hanno iniziato come sarti o come commercianti di tessuti, hanno fatto a poco a poco fortuna e hanno creato delle fruttuose attività. I loro successori hanno continuato questa strada espandendo ancora di più il lavoro dei loro padri,nonni o chi prima di loro, fino a creare dei veri e propri imperi della moda.

Oggi queste famiglie, che hanno ereditato il frutto del duro lavoro dei loro nonni e hanno fatto evolvere piccole attività in grandi aziende e atelier sparsi in tutto il mondo, possiedono un cognome che gli dà fama e prestigio; sono le famiglie più potenti dell’industria della moda.

La famiglia Missoni

L’azienda Missoni, che inizialmente era un’officina di maglieria, venne fondata nel 1953 a Gallerate da Ottavio Missoni (di origine siciliana) e dalla moglie Rosita. Gli affari della famiglia crescevano progressivamente, ma il successo arrivò nel 1967 quando presentarono la loro prima collezione al palazzo Pitti di Firenze. Da lì a poco tutti i giornali iniziarono a parlare dello stile di questa nuova casa di moda. Nel 1970 i coniugi Missoni e i loro figli aprirono la loro prima boutique negli Stati Uniti. Oggi l’azienda è gestita dai figli di Ottavio e Rosita: Angela è il direttore artistico, Luca è il responsabile tecnico e designer mentre Margherita, la figlia di Angela, si occupa degli accessori ed è ambasciatrice dell’azienda.

La famiglia Prada

Miuccia Prada,

La nota casa di moda milanese fu creata dai fratelli Martino e Mario Prada nel 1913 con lo scopo di vendere borse accessori di lusso. Il successo della loro boutique, grazie ai prodotti di alta qualità, non tardò ad arrivare. Successivamente fu Luisa, la figlia di Mario, a gestire l’azienda e dopo di lei toccò a sua figlia Miuccia, che ne diventò proprietaria nel 1978. Oggi Miuccia Prada è una delle donne più ricche e potenti al mondo secondo Forbes, mentre la sua azienda e una delle più fruttuose a livello mondiale. Nel 2014 Prada ha aperto il suo primo café, , nel grande magazzino Harrods di Londra. Inoltre Prada è anche sponsor ufficiale della Luna Rossa. Miuccia Prada ha inoltre fondato il marchio Miu Miu nel 1993.

La famiglia Armani

La famiglia Armani

Giorgio Armani, dopo aver lavorato come stilista presso altre aziende, lancia il noto marchio che porta il suo nome solo nel 1975. Per il suo stile classico e per il suo modo capire come le donne vorrebbero essere vestite, la casa di moda di Re Giorgio conquista apprezzamenti da ogni parte del mondo. Giorgio Armani è il quarto uomo più ricco d’Italia secondo Forbes,e oggi dirige la sua azienda con i nipoti Roberta e Andrea e la sorella Rosanna.

Le famiglia Fendi

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Nel 1918 Adele Casagrande apre a Roma un piccolo negozio di pellicceria che prenderà il nome di Fendi dopo il matrimonio di questa con Edoardo Fendi, nel 1925.
Dopo la morte di Edoardo, le cinque figlie della coppia prendono in mano le redini dell’azienda, che nel corso degli anni si era ingrandita, collaborando in ogni settore creativo. Negli anni 60, Karl Lagerfeld, che allora era uno stilista emergente, inizia a lavorare per la maison apportando delle novità che porteranno al successo della casa di moda e che ancora oggi sono il tratto distintivo della maison. Con Silvia Venturini Fendi, nipote di Adele Fendi, nasce la celebre borsa baguette. Oggi l’azienda è gestita da Silvia, da sua figlia Delfina Delettrez che si occupa degli accessori e da Karl Lagerfeld.

La famiglia Versace

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Dopo aver imparato qualcosa nella sartoria dove lavorava la madre, Gianni Versace lascia la Calabria e parte alla volta di Milano dove inizia a lavorare come stilista presso alcune case di moda. Gianni inizia così a farsi conoscere e nel 1978, in collaborazione con il fratello Santo, apre la maison che porta il suo nome. Negli anni 80 anche la sorella Donatella entra in società con i fratelli. Dopo la morte di Gianni, Santo diventa il presidente dell’azienda mentre Donatella la vicepresidente. Allegra Versace, figlia di Donatella, possiede il 50% dell’azienda, percentuale lasciatole in eredità dalla zio.

La famiglia Lauren

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Il successo di Ralph Lauren (nome di battesimo Ralph Lifschitz) avviene nel 1967, quando egli lancia una collezione di cravatte che viene seguita da una prima collezione d’abbigliamento maschile. Nasce così Polo Ralph Lauren, collezione ispirata ad uno degli sport più eleganti al mondo. Nel 1969 apre la prima boutique prettamente maschile, a New York. Alcuni anni dopo si occupa anche di una linea da donna, basata su un look classico e da camicie dal taglio maschile. Oggi Ralph Lauren è uno degli stilisti più ricchi al mondo, dopo Giorgio Armani.