lunedì, 1 Giugno 2026

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Proposte dal mondo del cibo: ristorazione, dieta, ricette e cucina

Foodporn, ecco perchè si è dipendenti dalle foto di cibo

Credit photo: www.wdonna.it

Sui social network sempre più utenti sono colpiti dal “foodporn“: si tratta della moda di fotografare cibi in maniera impeccabile, quasi scenografica, allo scopo di far venire l’acquolina in bocca a tutti coloro che guardano l’immagine. Il termine, di fatti, potrebbe essere tradotto con l’espressione “cibo da mangiare con gli occhi”.

E se, in un primo momento, viene da associare il termine alla sfera sessuale, state tranquilli che non sbagliate.
Il termine “foodporn”, usato per la prima volta da Rosalind Coward nel suo “Female Desire-Women’s. Sexuality today”, sottolinea l’importanza dell’aspetto visivo del piatto: infatti nella foto la cosa fondamentale è il modo in cui la pietanza viene presentata, che fa venire una voglia matta di assaggiarla. Ed è proprio l’aspetto quasi perfetto del cibo che stimola un desiderio molto simile a quello sessuale, fino al punto di vedere la pietanza come ideale sostituta dell’atto amoroso.

Tra acquolina in bocca e desiderio sessuale la differenza è davvero minima: hanno aspettative simili e provocano anche gli stessi effetti sul cervello. E soprattutto creano dipendenza, ecco perchè.

Rilascia dopamina

La dopamina – secondo Norman Doige, autore di “The Brain That Changes Itself” – è la principale causa dell’eccitazione che riguarda il raggiungimento di un qualsiasi traguardo. Così i momenti di eccitazione sessuale, provocati anche da video porno, possono essere al momento in cui si è davanti ad un cibo molto stuzzicante.

Diventa abitudinario

I risultati di uno studio del Brookhaven National Laboratory, il Dipartimento di Energia degli Stati Uniti, parlano chiaro: i livelli di dopamina di chi ama mangiare – e non poco – aumentano in maniera vertiginosa. La stessa cosa accade anche a chi il cibo lo guarda solo attraverso le foto, provocando anche problemi a coloro che hanno disturbi alimentari. Il risultato, secondo lo studio, vale anche per tutti i “pornoconsumatori”, senza alcun dubbio.

Il piacere termina appena finita la consumazione

Come nell’atto sessuale, il piacere che il “foodporn” provoca purtroppo termina appena finito il pasto. La causa di ciò – secondo i ricercatori della British of Columbia – è l’insulina, che si occupa di regolare la presenza di zuccheri nel sangue. Per questo motivo si smette di cercare il cibo e diminuisce anche lo stimolo. Il “foodporn” ha lo scopo di stimolare i sensi, senza mai appagarli fino in fondo. Proprio come le immagini di corpi ritoccate.

KFC ha ufficialmente aperto i battenti a Roma Est

KFC ha finalmente aperto le sue porte all’interno degli spazi del centro commerciale Roma Est. L’attesa è quindi finita per tutti gli amanti del pollo fritto più noto del pianeta, che dopo tanti rumours e notizie che stavano girando già da mesi, possono recarsi nel primo punto vendita italiano per gustarsi la specialità della nota catena americana fondata nel 1955. Il marchio era atteso in Italia da anni e l’entusiasmo collettivo diffusosi sui social network lo dimostra. In primis su Facebook, sulla pagina ufficiale KFC, dove sono comparsi in poche ore migliaia di commenti di approvazione.

“Sono commosso, è un momento che aspettavo da anni!”, “Ricordatevi per sempre questo giorno, perché anche se non è storia, oggi per l’Italia è un giorno memorabile!” oppure “Vi ho aspettato più io di Penelope con Ulisse” sono solo alcuni esempi dell’entusiasmo che ha colpito gli amanti del fast food.

La ricetta del pollo fritto della Kentucky Fried Chicken è tenuta segreta fin dalla sua creazione. Dovrebbe essere costituita da 11 erbe e aromi. La sola cosa che viene indicata dal creatore della catena e della ricetta è l’aver utilizzato una pala per scavare un tunnel nella farina ed avere precedentemente mescolato le erbe e gli aromi.

Viaggio tra le cucine delle nonne di tutto il mondo (FOTO)

La cucina della nonna è, e sarà sempre, inarrivabile per chiunque. E Gabriele Galimberti, artista toscano, ha pensato di immortalarle per sempre su una fotografia. Un senso di malinconia e nostalgia ti assale guardando le foto delle cucine e dei piatti delle nonne di tutto il mondo.

La figura della nonna è sempre stata molto amata. Come ti coccola, ti vizia e ti guarda una nonna non lo fa nessuno. E in queste foto, Galimberti riesce a riaffiorare ricordi piacevoli e profumi che ormai non si sentono più in giro.

Nell’era dello show-cooking, degli chef stellati e dei ristoranti raffinati l’artista toscano sceglie di farci ritornare alle origini. Si, perchè la cucina nasce con le nonne.

Dall’Italia all’Africa, passando per il Messico e la Turchia. Un libro dedicato a ben 58 nonne e ai loro piatti tradizionali. Certo, noi siamo di parte e quei bei ravioli italiani preparati con amore proprio dalla stessa nonna di Galimberti, Marisa Batini vincono su tutti gli altri piatti tradizionali.

Un omaggio alle nonne di tutto il mondo, alla loro bontà e alla loro cucina. Per renderle immortali, come davvero meriterebbero, insieme ai loro piatti.

Dieta Tokyo-Paris: dimagrire e vivere a lungo

Una delle ricerche che più impegna donne, ma ormai anche uomini italiani, è quella sulle diete e se ancora non avete trovato quella che fa per voi, il metodo Tokyo-Paris potrebbe essere la soluzione. Alimentazione sana e attività fisiche salutari: sono questi i segreti della dieta giapponese, così come spiega anche la dottoressa Sophie Ortega nel saggio Ma méthode minceur Tokyo-Paris.

La conclusione deriva da uno studio sugli ultracentenari dell’isola di Okinawa che avrebbero perseguito questo stile di vita, fatto di cibi poco calorici e tanta attività fisica, oggi tanto in voga anche tra le parigine.
L’efficacia del metodo giapponese sarebbe stato accertato inoltre da un’ulteriore sondaggio secondo il quale la percentuale di obesità delle donne in Giappone si attesta al solo 2%, il più basso al mondo.
Passiamo ora ad illustrare passo dopo passo usanze culinarie e stili di vita, che hanno fatto di questo metodo un vero e proprio modello da seguire.

Abitudini alimentari

L’alimentazione è molto varia, da riso a verdure, a pesce, senza tralasciare frutta e salse speziate ma al top della lista sta, senza dubbio, il riso, che non può mancare a colazione, pranzo e cena. A seguire il pesce, dal tonno al salmone allo sgombro e alle sardine, che contengono omega 3, benefici per il nostro corpo.
In una dieta che si rispetti, mangiare verdure più che un vizio è una virtù e allora se davvero volete sperimentare la cucina giapponese acquistate peperoni, pomodori, melanzane, zucchine, cipolle, fagiolini, lattuga, carote, spinaci e così via.
Fondamentale è anche la frutta, ma solo come spuntino alla sera.

I giapponesi però non amano molto latte e pane e nemmeno la carne, che accompagna solo determinate pietanze. La loro bevanda preferita, invece, è il té verde, che, come ben saprete, previene il gonfiore.

I pasti vanno accompagnati dal consumo di 2 litri di acqua naturale e sono da eliminare, durante l’espletamento della stessa, alimenti come zucchero, sale, prodotti dolciari e bevande alcoliche, mentre essenziali sono le erbe aromatiche, la soia e il konja, un formaggio che abbassa il colesterolo e previene il diabete.

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Metodi per preparare e servire i cibi

Molto importante, oltre al cibo che viene servito, è come lo si presenta e lo si cucina. Il primo consiglio è quello di non cuocere a lungo i piatti per non privarli delle proprietà nutritive: ideale è l’utilizzo della padella wok.

In secondo luogo, è preferibile utilizzare ciotole piccole per avere la sensazione di mangiare quantità maggiori: a volte, si sa, l’occhio è più grande dello stomaco, allora meglio evitare di cadere in tentazione.

“Hara hachi bu”, tradotto dal giapponese “avere la pancia piena all’80%” è la chiave perché la dieta abbia effetto. Sono dunque vietate le grandi abbuffate, che non lasciano spazio al languorino post pranzo o cena: ricordate che avere la pancia piena al 100% non equivale ad affrontare la giornata con più energie. A volte anzi causa solo problemi.

Stile di vita

Infine una dieta non è salutare senza sport, come sostengono i nutrizionisti. I giapponesi prediligono lunghe camminate, la bici, il taï-chi, le arti marziali, la danza tradizionale e come attività rilassante il giardinaggio, uniti ad esercizi di respirazione e di ascolto del proprio corpo, trattamenti fai-da-te come lo scrub alla spugna di konjac e la maschera alla farina di riso.

Stando a quando affermato dalla stessa Sophie Ortega, la dieta non prevede particolari sacrifici in quanto dura solo 13 giorni e impedisce l’effetto yo yo almeno per un anno se seguita correttamente, oppure 2-3 anni se si mantengono uno stile di vita regolare e delle abitudini alimentari sane: insomma basteranno pochi giorni per perdere dai 7 agli 8 kg e per un anno il vostro fisico sarà bello, sano e in forma.
State bene attenti però, un consiglio medico è sempre indispensabile, soprattutto in caso di regimi alimentari che contengono un basso contenuto calorico come la dieta Tokyo-Paris.

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