mercoledì, 24 Giugno 2026

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Proposte dal mondo del cibo: ristorazione, dieta, ricette e cucina

Meditazione: è utile per dimagrire?

È possibile dimagrire meditando? È questa la domanda che si sono poste Patrizia Collard e Helen Stephenson, esperte nel campo della meditazione e della gestione dello stress, quando hanno dato vita al libro dal titolo “The mindfulness diet” (La dieta consapevole), che illustra i rischi di diete estreme e i benefici della meditazione.

70 ricette da gustare e un piano di consapevolezza alimentare da seguire per perdere peso: sono questi i consigli pratici delle due autrici, la prima, insegnante di meditazione e consulente di gestione dello stress, la seconda, terapeuta cognitiva della base del pensiero.

Ma questo non basta per chi vuole ottenere risultati.
Per chi si è già immerso nel mondo della meditazione è noto che questa pratica buddista aiuti a riconoscere e accettare i propri sentimenti in maniera calma ed equilibrata e ad affrontare lo stress dato da impegni e problemi quotidiani, ma l’effettiva relazione tra meditazione e perdita di peso
starebbe in una vera e propria interazione con se stessi.

In “The minfulness diet” le due esperte spiegano meglio il concetto: “Non esiste dieta, conta calorie o digiuno, semplicemente cambiando l’approccio verso il modo di alimentare se stessi, è possibile entrare in sintonia con saggezza con il proprio corpo e cominciare a mangiare di meno ciò che non è necessario, riempendosi così con alimenti nutrienti che aiutano a raggiungere il peso ideale che ci renda felici per sempre”.

Da dove sarebbe allora utile iniziare? Il libro contiene una serie di ricette che danno attenzione ai colori e al profumo del cibo che si mangia e una teoria sui tempi che si dedicano per terminare il pasto e quanta attenzione diamo alla scelta del cibo. La conclusione è che mangiare in meno di 20 minuti non è salutare e nemmeno aiuta a rendersi conto di quello che si è introdotto nel proprio organismo, così come sostiene anche Shoana Wikinson, capo nutrizionista a Nutri Centre.com, che accoglie con piacere questo tipo di approccio ma pensa che chiamarlo dieta non sia corretto.

E se questo non bastasse? Patrizia e Stephen sanno quanto sia importante avere una guida e per tale ragione si sono impegnate concretamente organizzando dei corsi sullo sviluppo del pensiero dell’alimentazione, che partiranno da gennaio 2015 nel Regno Unito.
Il mondo della moda si è invece proposto come testimonial con Miranda Kerr, postegirl di questa pratica, che ha scritto due libri “Treasure Yourself” e “Empower yourself”, e Daisy Love, che afferma che la pratica aiuti ad affrontare meglio la giornata.
Ma tenersi in forma è ormai uno scopo comune, che impegna anche altri personaggi come Arianna Huffington, celebre per il suo sito Huffington Post, la quale ha ricorso alla meditazione per cambiare la sua vita.
E per concludere, persino i ministri stanno considerando l’introduzione di lezioni in meditazione. Secondo il ministro David Laws le sessioni potrebbero davvero aiutare gli studenti ad incrementare le proprie attitudini e motivazioni. Voi che ne pensate?

Foodporn, ecco perchè si è dipendenti dalle foto di cibo

Credit photo: www.wdonna.it

Sui social network sempre più utenti sono colpiti dal “foodporn“: si tratta della moda di fotografare cibi in maniera impeccabile, quasi scenografica, allo scopo di far venire l’acquolina in bocca a tutti coloro che guardano l’immagine. Il termine, di fatti, potrebbe essere tradotto con l’espressione “cibo da mangiare con gli occhi”.

E se, in un primo momento, viene da associare il termine alla sfera sessuale, state tranquilli che non sbagliate.
Il termine “foodporn”, usato per la prima volta da Rosalind Coward nel suo “Female Desire-Women’s. Sexuality today”, sottolinea l’importanza dell’aspetto visivo del piatto: infatti nella foto la cosa fondamentale è il modo in cui la pietanza viene presentata, che fa venire una voglia matta di assaggiarla. Ed è proprio l’aspetto quasi perfetto del cibo che stimola un desiderio molto simile a quello sessuale, fino al punto di vedere la pietanza come ideale sostituta dell’atto amoroso.

Tra acquolina in bocca e desiderio sessuale la differenza è davvero minima: hanno aspettative simili e provocano anche gli stessi effetti sul cervello. E soprattutto creano dipendenza, ecco perchè.

Rilascia dopamina

La dopamina – secondo Norman Doige, autore di “The Brain That Changes Itself” – è la principale causa dell’eccitazione che riguarda il raggiungimento di un qualsiasi traguardo. Così i momenti di eccitazione sessuale, provocati anche da video porno, possono essere al momento in cui si è davanti ad un cibo molto stuzzicante.

Diventa abitudinario

I risultati di uno studio del Brookhaven National Laboratory, il Dipartimento di Energia degli Stati Uniti, parlano chiaro: i livelli di dopamina di chi ama mangiare – e non poco – aumentano in maniera vertiginosa. La stessa cosa accade anche a chi il cibo lo guarda solo attraverso le foto, provocando anche problemi a coloro che hanno disturbi alimentari. Il risultato, secondo lo studio, vale anche per tutti i “pornoconsumatori”, senza alcun dubbio.

Il piacere termina appena finita la consumazione

Come nell’atto sessuale, il piacere che il “foodporn” provoca purtroppo termina appena finito il pasto. La causa di ciò – secondo i ricercatori della British of Columbia – è l’insulina, che si occupa di regolare la presenza di zuccheri nel sangue. Per questo motivo si smette di cercare il cibo e diminuisce anche lo stimolo. Il “foodporn” ha lo scopo di stimolare i sensi, senza mai appagarli fino in fondo. Proprio come le immagini di corpi ritoccate.

KFC ha ufficialmente aperto i battenti a Roma Est

KFC ha finalmente aperto le sue porte all’interno degli spazi del centro commerciale Roma Est. L’attesa è quindi finita per tutti gli amanti del pollo fritto più noto del pianeta, che dopo tanti rumours e notizie che stavano girando già da mesi, possono recarsi nel primo punto vendita italiano per gustarsi la specialità della nota catena americana fondata nel 1955. Il marchio era atteso in Italia da anni e l’entusiasmo collettivo diffusosi sui social network lo dimostra. In primis su Facebook, sulla pagina ufficiale KFC, dove sono comparsi in poche ore migliaia di commenti di approvazione.

“Sono commosso, è un momento che aspettavo da anni!”, “Ricordatevi per sempre questo giorno, perché anche se non è storia, oggi per l’Italia è un giorno memorabile!” oppure “Vi ho aspettato più io di Penelope con Ulisse” sono solo alcuni esempi dell’entusiasmo che ha colpito gli amanti del fast food.

La ricetta del pollo fritto della Kentucky Fried Chicken è tenuta segreta fin dalla sua creazione. Dovrebbe essere costituita da 11 erbe e aromi. La sola cosa che viene indicata dal creatore della catena e della ricetta è l’aver utilizzato una pala per scavare un tunnel nella farina ed avere precedentemente mescolato le erbe e gli aromi.

Viaggio tra le cucine delle nonne di tutto il mondo (FOTO)

La cucina della nonna è, e sarà sempre, inarrivabile per chiunque. E Gabriele Galimberti, artista toscano, ha pensato di immortalarle per sempre su una fotografia. Un senso di malinconia e nostalgia ti assale guardando le foto delle cucine e dei piatti delle nonne di tutto il mondo.

La figura della nonna è sempre stata molto amata. Come ti coccola, ti vizia e ti guarda una nonna non lo fa nessuno. E in queste foto, Galimberti riesce a riaffiorare ricordi piacevoli e profumi che ormai non si sentono più in giro.

Nell’era dello show-cooking, degli chef stellati e dei ristoranti raffinati l’artista toscano sceglie di farci ritornare alle origini. Si, perchè la cucina nasce con le nonne.

Dall’Italia all’Africa, passando per il Messico e la Turchia. Un libro dedicato a ben 58 nonne e ai loro piatti tradizionali. Certo, noi siamo di parte e quei bei ravioli italiani preparati con amore proprio dalla stessa nonna di Galimberti, Marisa Batini vincono su tutti gli altri piatti tradizionali.

Un omaggio alle nonne di tutto il mondo, alla loro bontà e alla loro cucina. Per renderle immortali, come davvero meriterebbero, insieme ai loro piatti.