sabato, 1 Agosto 2026

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Come fare il castagnaccio: ricetta ed istruzioni

Come fare il castagnaccio? Eccoci qui pronti ad aiutarvi.

Anche a voi capita di fare passeggiate nel bosco per raccogliere castagne? Bene, ecco una ricetta ideale per questa stagione autunnale, per chi ama i dolci, per chi ama cucinare i dolci nelle giornate uggiose, per chi raccoglie troppe castagne e poi non sa che farsene.

Il castagnaccio ha origine dalla tradizione contadina del 1500 ed è stato inventato da Pilade da Lucca nelle terre appenniniche, presumibilmente era toscano ma non ne si è certi, quindi fra Toscana, Liguria, Emilia e Piemonte tutti luoghi in cui la raccolta delle castagne è stata sempre una delle attività principali rispetto alle altre attività agricole della montagna. Nell’ottocento furono introdotti nuovi ingredienti come uvetta e pinoli e contemporaneamente questo dolce si diffuse in tutta Italia.

In seguito allo spopolamento delle montagne si è un po’ perduta la tradizione del castagnaccio nei luoghi d’origine, riscoperto poi negli anni successivi, ognuna delle regioni sopra elencate ne personalizzato la ricetta aggiungendo ingredienti e modificandone il metodo di cottura.

Si tratta di un dolce che costa poco ma è decisamente nutriente. Fra l’altro anticamente si credeva che il rosmarino fosse uno degli ingredienti dei filtri d’amore per cui la fanciulla che voleva far innamorare un ragazzo doveva offrirgli una fetta di questo dolce. Nelle zone fiorentine troverete baldino o bardino, è il nome dialettale del castagnaccio così se vi trovate in zona sapete come chiamare il dolce.

Come fare il castagnaccio: ricetta ed istruzioni

INGREDIENTI:

  • Acqua 750 ml
  • Castagne farina 500 gr
  • Noci 100 gr di gherigli
  • Pinoli 100 gr
  • Rosmarino 1 manciata di aghi freschissimi
  • Uvetta 80 gr
  • Olio di oliva extravergine 6 cucchiai

Preparazione:

Occorre, per prima cosa preriscaldare il forno a 200° 30 minuti prima d’infornare. Quindi si mette a bagno nell’acqua tiepida l’uvetta per farla rinvenire.

Si passa al setaccio la farina e dopo aver terminato la si mescola con l’acqua versata a filo finchè non si ottiene un composto morbido e liscio.

Quindi strizzate l’uvetta ed unitela all’impasto, aggiungete anche i pinoli e le noci tritate. Ora versate l’impasto su di una teglia (40 cm) che avrete precedentemente spennellato d’olio o imburrato, spennellate l’olio anche sulla superficie del dolce ed in ultimo decorate con aghi di rosmarino uvetta e pinoli. Non resta che infornare per 30 minuti a 200° finchè la superficie non sarà dorata con qualche crepa.

La teglia con cui informate il dolce dovrebbe essere di rame stagnato secondo la tradizione e attenzione alla farina di castagno che acquistate poiché non deve essere troppo dolce quindi nella confezione non dev’essere indicata ulteriore aggiunta di zucchero. Per agevolare la cottura del castagnaccio bucherellate la superficie del dolce con un semplice stuzzicadenti dieci minuti prima di spegnere il forno. Si può fare il castagnaccio anche in versione frittella: basta diluirlo con un po’ di latte aggiungere un pizzico di bicarbonato e con un mestolo versarne delle porzioni nell’olio caldo quindi poggiare le frittelle su carta assorbente, forse sarà più gradito ai bambini.

Primi con il polpo ed il macco di ceci

Primi con il polpo ed il macco di ceci.

Io sono diventata da poco un’appassionata del macco di fave ed ora voglio sperimentare il macco di ceci. Con il polpo.

Mi sembra un abbinamento particolare, sano e gustoso.

Prima di parlare della ricetta però chiariamo un paio di cose sul polpo.

Primi piatti di pesce: quanto ne sai del polpo?

Il polpo è decisamente buono, pregiato e ognuno ha una sua versione su tenerezza cottura etc etc.

E’ anche ricco di colesterolo perciò attenzione.

Ecco un paio di cose che si sanno ma che non sono necessariamente vere:

  1. non servono i tappi di sughero
  2. il polpo non deve cuocere delle ore
  3. sbattere il polpo ha senso solo se è appena pescato
  4. il polpo va congelato per essere più tenero

Va cotto con poca o molta acqua? Il parere popolare dice poca.

Primi: la ricetta del polpo con macco di ceci

Ingredienti:

  • 600 g di Polpo già pulito
  • 500 g di Ceci cotti
  • 1 Cipolla
  • 1 Carota
  • 1 gambo di Sedano
  • 1 spicchio di Aglio
  • 1 ciuffetto di Prezzemolo
  • 2 cucchiai di Olio extravergine di oliva (per appassire)
  • 2 cucchiai di Olio extravergine di oliva (per condire)
  • Sale
  • Pepe

Preparazione

Rosolare prezzemolo e carota, lavati e tritati, in poco olio evo. Dopo qualche minuto aggiungere poca acqua (due mestoli circa)

Quando bolle immergere i tentacoli del polpo e farli arricciare. Metterlo nel tegame e cuocerlo per venti minuti a fuoco moderato. Spegnere e lasciar coperto.

Fare appassire una cipolla sbucciata e tritata in un filo d’olio. Dopo 4 minuti aggiungere i ceci ben scolati. Aggiungere sale e pepe, frullare i ceci con il mixer (aggiungendo poca acqua calda).

Tagliare il polpo a dadini ed adagiare sul macco di ceci. Guarnire con prezzemolo fresco tritato.

Tramezzini ricette con il salmone

Tramezzini ricette con il salmone: freschi e sfiziosi, adatti all’estate.

Che siate al mare o in montagna non scordatevi di portar con voi uno spuntino. Il salmone è perfetto per l’estate: sapido, ricco di omega 3 e proteine.

Ecco le nostre idee.

Tramezzini ricette con il salmone: il classico

Per questo tramezzino potete optare per il pane bianco a fette, il pan carrè ed il pane integrale.

  • Salmone e maionese

Ingredienti: salmone a fette, pane per tramezzino, maionese

Spalmate le fette di pane con la maionese, poggiateci sopra il salmone, chiudete e mettete in frigo.

  • Rucola e salmone

Ingredienti: rucola, salmone, maionese, pane integrale, olive verdi snocciolate

Spalmate le fette di pane con la maionese, poggiateci sopra il salmone, la rucola, le olive senza nocciolo schiacciate, chiudete e mettete in frigo.

  • Uova e salmone

Ingredienti: uova sode, uova di lompo, pomodori, maionese, pan carrè

Spalmate le fette di pane con la maionese, poggiateci sopra il salmone, le uova sode a fette, il pomodoro a fette e concludete con un cucchiaino di uova di lompo, chiudete e mettete in frigo.

Salmone e Philadelphia

Ingredienti: salmone a fette, pan carrè, Philadelphia e lattuga

Spalmate le fette di pane con il Philadelphia, aggiungere le fette di salmone e le foglie di lattuga ben lavate ed asciugate. Chiudete e mettete in frigo.

Tramezzini ricette con salmone arrotolato

Per fare queste due ricette avete bisogno di fette di pane morbido bianco, carta da forno e un mattarello.

Per prima cosa occorre stendere un foglio di carta da forno, poi ci si adagia sopra la fetta di pane, quindi un altro foglio. Si passa il mattarello avanti e indietro per appiattire bene il pane.

A questo punto rimossa la carta si spalma e si aggiunge il condimento. Si arrotola il pane su se stesso e si taglia a fette in modo da ottenere delle girelle.

Le farciture da accompagnare al salmone sono: mousse di tonno, mousse di polpa di granchio, fettine di avocado e di cetriolo tagliato sottilissimo con la mandolina.

Ricette cucina siciliana: le sarde a beccafico

Ricette cucina siciliana

Ricette cucina siciliana: come preparare le sarde a beccafico?

Le sarde si sa sono un pesce povero ma particolarmente saporito e fanno molto bene alla salute in quanto ricche di omega3.

Pare che la ricetta sia originaria di Palermo ma si parla anche di zone catanesi. Comunque questa ricetta nasce dal voler imitare i ricchi e succulenti piatti nobiliari, la differenza è che a Palermo si usa una sola sarda, arrotolata ed a Catania due sarde.

Ricette cucina siciliana: le sarde a beccafico, ingredienti

Ecco gli ingredienti che ci servono per 4 persone:

  • 1 chilo di sarde fresche
  • 100 grammi di pangrattato
  • 100 grammi di pecorino
  • un trito di aglio e prezzemolo
  • 5 uova sbattute (tre per la farcia e due per passare nell’uovo le sarde)
  • 100 grammi di farina bianca
  • una scodellino di aceto forte
  • olio di oliva
  • sale e pepe

Ricette cucina siciliana: le sarde a beccafico, preparazione

Private le sarde della testa e della lisca dal basso verso l’altro per non distruggerle. Se sapete che non ce la fate fatevele deliscare dal pescivendolo.

Le sarde devono esser messe a bagno nell’aceto per 20 minuti per rimuovere le squame ed insaporire la carne oltre che sbiancarle.

Quindi sbattere 3 uova, insaporire con sale e pepe, unire il trito di prezzemolo e aglio e il pangrattato. Aggiungere il pecorino se piace. Sbattere per bene in modo che sia ben amalgamato.

Il composto va modellato con le mani in modo da formare delle polpettine ovali che andranno posizionate all’interno della sarda aperta a libro.

Le sarde con il ripieno dentro vanno sigillate bene. Quindi vanno immerse nell’uovo e nella farina (potete anche amalgamarli insieme) e fritte in olio bollente.

Scolarle e porle su carta assorbente. Si possono mangiare sia calde che fredde.