domenica, 2 Agosto 2026

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Proposte dal mondo del cibo: ristorazione, dieta, ricette e cucina

Nasce il primo “All you can eat” di pizzoccheri e sciatt

Credits photo: www.dailybest.it

La formula “All you can eat”, che ha sempre più successo per ristoranti giapponesi e cinesi e per il sushi, spopola anche per prodotti tipici della Valtellina, ossia per i pizzoccheri e per gli sciatt. L’idea è venuta a Fabio e Mauro, i gestori del ristorante “Crotto Quartino di Piuro“, in Valchiavenna, ristorante famosissimo del luogo da circa 70 anni.

Il locale è conosciuto soprattutto per i suoi super cibi, come salumi, costine, salsicce, polenta taragna e pizzoccheri bianchi della Valchiavenna che, come sottolinea Mauro, “sono diversi da quelli dei cugini Valtellinesi, di grano saraceno e verze, ma di un’altra versione, meno conosciuta, ma altrettanto valida, caratteristica della Valchiavenna, ossia quelli bianchi“. Questi ultimi, infatti, sono tra i piatti più gettonati dell’intero menù. Il tutto, ovviamente, accompagnato dal “Vin del Quartin”, il più scelto fra tutti quelli presenti.

Fabio e Mauro, i gestori del ristorante, hanno deciso di proporre questa formula innovativa nella sola serata del venerdì, che ha l’obiettivo di creare una festa ed un inno ai cibi tipici della Valchiavenna. Il costo è di 20 euro a persona e si può scegliere ciò che si preferisce dal menù, insieme ad acqua, vino – incluso nella promozione, però, solo il “Vin del Quartin” e non altre specialità – e caffè.

L’unica regola che viene imposta ai clienti è quella di non lasciare avanzi nel piatto perché, come dicono i proprietari, “mangiare a volontà è ok, sprecare è peccato“. Se si lascia qualcosa, quindi, si è costretti a pagare una somma più alta di 20 euro.

McDonald’s: arriva Sweety con Nutella

Credits photo: diregiovani.it

McDonald’s non smette mai di stupire i suoi clienti affezionati. E questa volta lo fa con un dolce da leccarsi i baffi, letteralmente. La nuova trovata del colosso dei fast food si chiama Sweety con Nutella: si tratta di un “morbido pane con un cuore di Nutella tutto da scoprire“.

La novità è disponibile in tutti i punti vendita, nel reparto McCafé, e, come riporta proprio il sito di McDonald’s, è “adatta a qualsiasi orario della giornata“: ideale da mangiare a colazione – come iniziare la giornata se non così? – a metà mattina o pomeriggio, come spuntino per riempire lo stomaco, o dopo i pasti, per finire in bellezza.

Proprio qualche ora fa, la pagina Facebook della catena statunitense ha dato la notizia a tutti i suoi seguaci. “È arrivata una soffice dolcezza a cui non saprete resistere. Provate subito Sweety con Nutella: morbido pane con un cuore di cremosa golosità!

Per quanto riguarda i valori nutrizionali, questa soffice dolcezza contiene circa 1078 kj per porzione, il 13%. Inoltre, come riportato nel sito, ci sono 6,4 grammi di proteine, 8,8 grammi di grassi, 0,41 grammi di sale, 1,9 grammi di fibre, 256 chilocalorie, 36 grammi di carboidrati, 3,5 grammi di grassi saturi e 3,5% grammi di zuccheri.

Per tutti gli amanti di McDonald’s, per i golosi e per chi non sa resistere ai dolci o alla Nutella, Sweety sarà davvero qualcosa a cui non si potrà dire di no. Provare per credere.

Il vero gelato artigianale

credits: www.nonsprecare.it

Durante la bella stagione, il gelato è uno dei cibi più apprezzati, grazie a quella sensazione di freschezza e sollievo che ci dà rispetto le alte temperature che caratterizzano l’estate.
Non sempre però il gelato che ci vendono nei bar e nelle gelaterie corrisponde al vero gelato artigianale, quello lavorato personalmente con l’utilizzo di materie prime di qualità.

Secondo un’indagine telefonica condotta da Periscope per Aiipa (Associazione italiana industrie prodotti alimentari) riguardo il gelato artigianale, che ha coinvolto gelatai in ogni angolo d’Italia, il 65% di loro ha ammesso di utilizzare basi per gelato: un mix composto da emulsionanti e stabilizzanti che servono per garantire la consistenza cremosa e non farlo sciogliere subito.

Occorre però distinguere i casi, tutto infatti è relativo e dipende dalla composizione di queste basi e dalla grammatura: più semplice e bassa è, migliore è la qualità del gelato. Nel dettaglio, nel caso di basi a bassa grammatura è il gelataio ad aggiungere la maggior parte degli ingredienti facendo la differenza anche nella scelta di questi ultimi, prediligendo quelli freschi come il latte per esempio, al posto di quello UHT, la panna o le uova; il gelato ha un gusto migliore.
Le basi ad alta grammatura invece sono praticamente un gelato semipronto, al quale il gelataio deve solo aggiungere acqua e il gioco è fatto.

Normalmente le basi compongono circa il 10% di un gelato fresco. Il resto ce lo mette il gelatiere” ha spiegato al National Geographic Fabrizio Osti, tecnologo alimentare e presidente di Aiipa gruppo prodotti per gelato. “Molti gelatieri si fanno preparare dalle industrie (che sono quasi sempre piccole-medie imprese) delle basi personalizzate, fornendo loro precise ricette da eseguire“.

Come fare allora per riconoscere un vero gelato artigianale?

1. Gelato troppo lucido

Un gelato troppo lucido contiene un eccesso di grassi e/o zuccheri. I grassi in particolare, hanno un potere anticongelante quindi tendono a sciogliere il gelato in superficie conferendogli eccessiva lucidità.

2. Ruvidità

Il buon gelato artigianale deve incamerare aria perché l’aria dona cremosità all’impasto. Una trama ruvida è segnale di presenza di una buona quantità di aria nel gelato quindi va bene.

3. Onde enormi di gelato

credits: www.ilfattoalimentare.it
credits: www.ilfattoalimentare.it

Le grandiose onde di gelato, che si innalzano nelle vetrine, enormi e immobili, sono totalmente innaturali, sarà sicuramente gelato chimico; un gelato artigianale vero, infatti, non potrebbe tenere questa forma sopra la linea del freddo (la vaschetta) senza sciogliersi; richiede dunque un uso massiccio di addensanti chimici.

4. La sete

Un buon gelato non deve stimolare un’immediata sensazione di sete, altrimenti significa che contiene una eccessiva dose di grassi o zuccheri, responsabili della sensazione di sete. I grassi in particolare stimolano il desiderio di bibite gasate, per la sensazione sgrassante delle bollicine.

5. Frammenti di ghiaccio

I frammenti di ghiaccio indicano un gelato vecchio, non ben conservato, riutilizzato, ri-mantecato, non abbattuto correttamente.

Brexit e il mondo del vino italiano, quali saranno le conseguenze?

credits: metoxeny60.rssing.com

Brexit è il termine che indica l’uscita, ormai certa e ufficiale, dell’Inghilterra dall’Unione Europea; questo avvenimento comporterà tanti cambiamenti in campo economico sia per quanto riguarda le importazioni che le esportazioni.
Anche il mondo del vino sarà intaccato dal Brexit, quali saranno le conseguenze?

Le risposte a questa domanda mostrano pareri discordanti, alcuni pensano che ci sarà un crollo dell’export, altri ritengono che saranno imposti dazi più alti sulle importazioni, altri ancora pensano che ci sarà un incremento della produzione interna, inglese, fino ad arrivare all’autosufficienza.

Per quanto riguarda il mondo del vino italiano, il Regno Unito rappresenta il terzo mercato di sbocco, tanto che secondo gli ultimi dati stimati dall’Osservatorio del Vino nel primo trimestre del 2016, l’export ha avuto un aumento del 7% rispetto all’anno precedente.

La Coldiretti afferma che, in particolare per lo spumante italiano, l’Inghilterra rappresenta il primo mercato di sbocco e il quarto per quanto riguarda tutti i prodotti agroalimentari nazionali; questo può farci capire il forte legame tra l’Italia e il Regno Unito in campo economico e da qui le preoccupazioni dei produttori di vino e non solo.

Non è solo l’Italia a mostrarsi preoccupata, ma anche la Francia e il Portogallo, che in particolare esporta in Inghilterra milioni di bottiglie del famoso vino liquoroso Porto, ogni anno.
Si pensa che la soluzione degli inglesi per evitare importazioni sarà quella dell’autosufficienza, cioè incrementare la produzione interna di vino, prosecco, spumante e tanti altri prodotti che riguardano il mondo del vino in genere, anche se da qui all’autosufficienza dovrà passare tanto tempo.

Nel frattempo, invece, c’è chi tra i produttori e importanti esponenti del mondo del vino italiano, non si arrende. Luisa Todini, presidente delle Poste e Italiane e grande produttrice di vino, si è da poco recata a Londra per promuovere i vini umbri:” Continuiamo a investire in un luogo dove abbiamo sempre investito e continuiamo a farlo anche ora“; afferma la produttrice, ma chissà quanti ancora continueranno a farlo.

Le conseguenze sul mondo del vino italiano potranno essere diverse, sia positive che negative ma una cosa è certa, le conseguenze del Brexit saranno di lungo periodo dato che il distacco effettivo dell’Inghilterra avverrà fra due anni; forse questo tempo potrà essere utilizzato per ricercare delle opportune soluzioni per tutti, per ora rimangono solo dubbi.