lunedì, 1 Giugno 2026

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Kuvée Bottle, la bottiglia di vino wi-fi

credits: ideaing.com

La kuvée bottle è una particolare bottiglia di vino creata in America, precisamente da una start up di Boston. Al giorno d’oggi si va alla ricerca di nuove idee, geniali, utili, o a volte solo bizzarre, che investono ogni segmento delle attività umane.
Ecco la kuvée bottle ben rappresenta il lato più bizzarro della connettività applicata agli oggetti di uso comune.

La kuvée bottle non è solo una bottiglia di vino ma è dotata di wi-fi con tanto di display touch; una vera e propria bottiglia smart.
Questa insolita bottiglia rappresenta la prima opera della giovane start up bostoniana ed è composta da due parti: un guscio esterno e una cartuccia metallica interna.

Il guscio esterno della kuvée bottle è dotato di wi-fi e di un’etichetta display touch, la cartuccia metallica interna si inserisce alla base della bottiglia e contiene il vino (750 ml); una volta inserita la cartuccia, questa comunica col display dando informazioni utili sul vino in merito a gradazione, quantità ancora disponibile poiché la bottiglia non è trasparente, produttore, abbinamenti ideali e altro ancora.

credits: www.eater.com
credits: www.eater.com

Importante da considerare è che l’involucro esterno che avvolge la vera e propria bottiglia, permette di mantenere il vino come appena stappato; in pratica il liquido è sigillato in un sacchetto all’interno della bottiglia la cui dimensione si riduce man mano che il vino viene versato, così una volta aperta solo una quantità limitata di aria e ossigeno entra in contatto con il vino.

Questo meccanismo permette di poter aprire e bere più vini allo stesso tempo, con la sicurezza di poterli degustare come appena aperti fino ad un massimo di trenta giorni.
Al momento nello store kuvée si trovano solo 48 vini di 12 cantine diverse e il prezzo su ogni kuvée bottle è di circa 200/300 dollari, prezzo che varia anche a seconda del tipo di vino che si intende acquistare.

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Il co-fondatore della start up, Ed Tekeian, vorrebbe puntare a conquistare il consumatore che beve più del classico vino da tavola.
Infatti, la kuvée bottle è un’idea particolare e bizzarra che potrebbe attirare i consumatori di vino, anche se in realtà restano delle perplessità legate alla scarsa durata della batteria cioè di circa 5/6 ore, e alla struttura chiusa dell’invenzione dato che le cartucce possono essere acquistate solo tramite Kuvée.

A questo punto c’è da chiedersi se il pubblico apprezzerà il volto smart dell’idea o se la kuvée bottle risulterà l’ennesima follia IoT (Internet of Things) che attirerà la nostra attenzione solo per poco tempo.

Gonfiore addominale: i trucchi per sgonfiare la pancia

photo credits. dr giorgini

Una delle problematiche più fastidiose e difficili da contrastare è il gonfiore nella zona addominale.
Nella maggior parte dei casi, questa problematica si presenta a fine pasto ed è accompagnata da continui ed infiniti gorgoglii. Il gonfiore, quindi, oltre ad essere fastidioso è spesso fonte di imbarazzo per chi ne soffre.

Esistono, però, delle buone abitudini che permettono di limitare o eliminare definitivamente questo problema. Se presi tutti in considerazione, infatti, questi piccoli trucchi riescono a combattere il gonfiore e il senso di fastidio che lo accompagna. Scopriamoli insieme.

Masticare lentamente

Il gonfiore si combatte dal principio e non alla fine dei pasti. Mastichiamo lentamente e bene ogni cibo che ingeriamo, la digestione avverrà in maniera più veloce e naturale.

Fibre

Le fibre sono gli alleati principali per contrastare il gonfiore. Fare il pieno di verdure e cereali integrali è il segreto per mantenere sempre attivo il sistema digestivo.

Ridurre il sale

Un piatto salato in maniera esagerata rende difficile l’espulsione di liquidi. Condiamo ogni pietanza in maniera moderata ed i benefici saranno immediati.

Mangiare spesso

La maggior parte delle persone che combatte contro il gonfiore, consuma due o tre pasti al giorno. Piuttosto è consigliabile mangiare poco e spesso, introducendo merende e piccoli snack tra un pasto e l’altro.

Non bere durante i pasti

Evitiamo di bere durante i pasti o almeno di bere poco mentre mangiamo. Perché? La risposta è semplice: se beviamo molta acqua, andiamo a diluire i succhi gastrici e la digestione non avverrà in maniera completa ed il gonfiore si presenterà a fine pasto.

Oltre a questi semplici accorgimenti, sarebbe bene evitare alcuni cibi che causano il gonfiore addominale perché difficili da digerire.
Tra questi troviamo alimenti come: il pane, la lattuga, il caffè, le bevande gassate, i cibi elaborati e le verdure cucinate. Evitandoli e prediligendo bevande come il tè verde e tisane al finocchio, il gonfiore sarà solamente un brutto ricordo.

La Gran Bretagna rivoluziona la tradizione del tè

Credits:www.telegraph.co.uk

L’ora del tè in Gran Bretagna è ad oggi una delle tradizioni più inculcate nel popolo, essa venne istituita nel 19° secolo con la settima duchessa di Bedford. In quegli anni il pranzo veniva fatto presto e la cena molto tardi, quindi la duchessa prese l’abitudine di sorseggiare un tè nel pomeriggio tra le tre e le quattro. La duchessa, invitando i suoi amici ad unirsi a lei, lanciò in pochissimo tempo la moda dell’afternoon tea che riscosse immediato successo. Questo modo di vivere l’incontro del tè diede il via allo sviluppo di utensili, dolci, regole di etichetta e perfino vestiti pensati ad hoc.

Oggi, come nel 19 ° secolo, gli amici o la famiglia sono ancora invitati a condividere il rito del tè, anche se in versione molto semplificata. Il tè comunque è bevuto tuttora più volte al giorno con pause per il tè perfino sul posto di lavoro, proprio come noi italiani viviamo le pause caffè. Oggi però c’è una grande novità che arriva dal nuovo Comins Tea House a Bath, qui a differenza dei tradizionali negozi di tè inglesi non c’è una bustina di tè già confezionata. Rob Comins presenta diversi tipi di tè, tutti nuovi, come ad esempio il Fukamushi Sencha, un tè verde giapponese, profondo e cotto a vapore che viene sorseggiato tra un boccone e un altro.

L’idea sorretta da Rob e sua moglie Michelle è che le varietà di tè sono senza limiti così esse possono creare una base complementare per il cibo contrastandone o sottolineandone il sapore. Il tè è servito a foglie ed è accuratamente abbinato con gnocchi, tartine e torte, in base al profilo aromatico. Negozi di tè specializzati come il Comins stanno aprendo in tutto il Regno Unito, questa è la prova che le tradizioni possono cambiare per adattarsi ad una nuova domanda.

Cambia la società e cambiano le tradizioni infatti, secondo il gruppo di ricerca Mintel consumatori, dal 2010 le vendite dei tè classici sono diminuite di oltre il 20% ma dall’altra parte vi è un trend in crescita per quanto riguarda gli infusi di erbe e di frutta, gli utilizzatori sono soprattutto i consumatori di età compresa tra 25-34 anni. La diversificazione dei gusti di tè e l’apertura di negozi specializzati sta avvenendo proprio come è avvenuta anni fa nell’industria del caffè.

La pizza più buona del mondo? Non si trova a Napoli (FOTO)

Credit: groupon.it

Come ben sappiamo, la pizza è uno – forse l’unico – dei cibi più tradizionali dell’Italia: essa nasce specificatamente a Napoli, nel 1889, grazie al cuoco Raffaele Esposito che, in onore della Regina d’Italia Margherita di Savoia, decise di preparare un impasto, appunto pizza, e condirlo con pomodoro, mozzarella e basilico. Da quel momento in poi, tutti – pizzaioli, cuochi e non solo – si sono sbizzarriti a condire la pizza con qualsiasi ingrediente, seguendo ovviamente i propri gusti culinari.

I napoletani e, più in generale, gli italiani sono fieri di questo cibo che non solo è diventato un vero patrimonio per tutta la penisola – anzi, è stato anche proposto come patrimonio internazionale dell’Unesco – ma è stato copiato dalla maggior parte del mondo, America compresa. Ed è proprio un americano, Daniel Young, il quale lavora presso il sito Condé Nast Traveler, che ha redatto una classifica nella quale sono presenti le città di tutto il mondo dove si mangia meglio la pizza. La cosa che ha scosso molti è che in testa alla classifica non è presente la famosa pizza napoletana o, comunque italiana, bensì quella di Chicago.

Una vera accusa nei confronti dell’italia e molto sdegno per noi italiani, legati fortemente a ciò che ci appartiene e a tutto quello che è tradizione. Ovviamente le reazioni sono state molto dure.
Ricordiamo che, come dice il proverbio latino de gustibus non disputandum est, i gusti sono personali e magari Daniel Young ha messo al primo posto una città americana per un forte spirito patriottico.

Ecco la classifica:

1. Chicago
Credit: giordanos.com
Credit: giordanos.com

2. New York City
Credit: dobianchi.com
Credit: dobianchi.com

3. Roma
Credit: romadpizza.com
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4. Orlando
credit: dailybest.it
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5. Napoli
Credit: italianlessons.co.uk
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6. New Haven (Connecticut)
Credit: dailybest.it
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7. Venezia
Credit: dailybest.it
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8. Edmonton (Canada)
Credit: eater.com
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9. Firenze
Credit: puntarellarossa.com
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10. Palermo
Credit: dailybest.it
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11. Milano
Credit: tripadvisor.com
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12. Philadelphia
Credit: sithtech.net
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13. Los Angeles
Credit: seriouseats.com
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14. Las Vegas
Creit: dailybest.it
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