giovedì, 25 Giugno 2026

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Lo spot sulla carbonara che ha fatto infuriare gli italiani (VIDEO)

credits: http://cucina.corriere.it

La pasta alla carbonara costituisce, senza ombra di dubbio, uno dei piatti classici e tradizionali della nostra cucina. Esistono diversi pareri sul modo di prepararla e ancora si discute se sia meglio utilizzare la pancetta o il guanciale. Ma su una cosa siamo tutti d’accordo: è uno dei cibi più amati di sempre.

In questi giorni sta girando sul web un brevissimo spot, realizzato dal sito francese Demotivateur Food, che ci propone una versione tanto alternativa, quanto disgustosa, per preparare la carbonara.

Il video consiste in 37 secondi di vera follia, dove ci viene mostrato come preparare questo piatto in soli 15 minuti. Al posto dei tradizionali spaghetti, si utilizzano le farfalle Barilla, che vengono messe insieme a tutti gli altri ingredienti (cipolla, pancetta e acqua) nella stessa pentola. Dopo di che, viene aggiunta la crème fraîche e un po’ di pepe, per poi mescolare tutto insieme.

Ma il peggio arriva alla fine: un bel tuorlo d’uovo crudo viene aggiunto, insieme a scaglie di parmigiano e prezzemolo, come guarnizione.
Il video termina con la scritta “Bon Appetit“, ma chi mangerebbe mai una cosa simile?

Di fronte alla ricetta francese, gli italiani sono rimasti naturalmente inorriditi e si sono scatenati sul web con commenti negativi e con pesanti insulti nei confronti dell’azienda italiana, accusandola di aver “messo a morte” la carbonara.
Nello spot infatti compare il nome della Barilla che però ha subito smentito scrivendo questo commento sotto il video pubblicato dalla pagina Facebook “Sai cosa mangi?“: “Mon dieu! Siamo aperti a tutte le interpretazioni creative della mitica Carbonara, ma questa va decisamente oltre… désolé! Provate a cancellare l’immagine della pancetta bollita con questa ricetta canonica dei nostri Chef“.

Di fronte a questo orrore non si può fare a meno che ricordare il modo corretto per preparare questa prelibata e gustosissima ricetta romana.
Per prima cosa bisogna mettere a bollire, in una padella, l’acqua per la pasta, tagliare il guanciale o la pancetta a listarelle e metterlo a rosolare in un’altra padella, per circa tre minuti. In una ciotola si mettono poi i quattro tuorli d’uovo, l’uovo intero, il pecorino grattugiato, il sale e il pepe. Dopo aver sbattuto energicamente per almeno 5 minuti, si aggiunge il guanciale.
Gli spaghetti devono poi essere buttati nell’acqua bollente fino alla cottura e, solo dopo averli scolati, si potrà unire la pasta al condimento. Dopo aver mescolato bene e aver messo, come guarnizione, pecorino fresco e pepe, il piatto è pronto per essere servito.

È nato il sushiburger, e fa già tendenza (FOTO)

credits: dailybest.it

Beati quelli che sanno dire di no e che le scelte le sanno fare sul serio. Perché se una sera ci invitano a cena fuori e lasciano a noi la scelta su dove andare, ditemi, se questo non è un grande, a tratti anche grandissimo, problema. E alla fine riusciamo pure a decidere, solo che lo facciamo dopo dubbi esistenziali e attimi struggenti, con le papille gustative contese tra un piatto e un altro.

Se vi lasciano la possibilità di decidere dove andare a mangiare, voi rifiutatevi. Siate ignavi, non prendete decisioni, siate pronti alle pene del limbo. Dovranno essere gli altri ad avere il coraggio di scartare un piatto di pasta, una fiorentina al sangue o, ancora peggio, l’all you can eat del giapponese buonissimo, ancora di salvezza per tutte le cene.

Insomma, scegliere non è mai stato facile, la verità è tutta questa. Perché, diciamolo chiaramente, scegliere di dire di no al sushi è proprio una coltellata al cuore. Ancora di più se un amico di un amico invitato a cena insieme a voi preferisce un grosso e grasso hamburger alla tempura di gamberi, se preferisce la carne macinata al sashimi di tonno.

Per gli amanti della carne, dirle di no è un’impresa ardua; per gli amanti del sushi, rifiutarlo, è assolutamente, categoricamente, imprescindibilmente impossibile. E quante volte abbiamo cercato di convincere il nostro amico a mettere da parte per una sera la carne per lasciare spazio alla cucina giapponese? Così tante che non possiamo nemmeno contarle. Perché un hamburger, una scaloppina, una fiorentina, una tagliata, saranno sempre più belle ai suoi occhi.

Nell’era delle invenzioni 2.0 non tutto è dato per scontato. Se fino ad ora abbiamo sempre dovuto accettare le facce scontente dei nostri amici alla nostra proposta di cenare al ristorante giapponese, piuttosto che davanti ad un bel panino con l’hamburger, e puntualmente ci ritrovavamo a fissare la carne nel piatto sentendoci un po’ come Carlo Cracco nella pubblicità “vi chiederete cosa ci faccia io qua?”; ora le cose potrebbero essere differenti.

credits: www.newnotizie.it
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È proprio il caso di dirlo, per i fanatici della carne, che qualche volta hanno detto sì al sushi, è arrivato il momento di arrendersi alla cucina orientale. È nato il “sushiburger”, un po’ sushi, un po’ (ham)burger. Tutti quelli che a mangiare con le bacchette giapponesi preferiscono addentare, dovranno ora fare i conti con la fantasia che è in circolo nelle menti da cucina.

Al posto del panino, due polpette compatte di riso e al suo interno milioni di combinazioni. Perché è vero che il cibo giapponese sta spopolando in ogni area della Terra, ma c’è anche a chi proprio non piace. E allora, il riso da sushi c’è, ma potrebbe anche racchiudere il classico manzo abbinato a qualche salsa. Ma non finisce qui, la parola “sushiburger” lo dice sola. Le polpette di riso possono anche racchiudere tonno e wasabi, salmone e avocado.

credits: donna.fanpage.it
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E proprio perchè la cucina cambia con i tempi e nessuno si fa mai mancare nulla, su Instagram, sotto l’hashtag #sushiburger , troviamo anche ottime varianti di burger vegani. Insomma, cosa aspettate ad ordinarne uno?

5 dolci ricette facili e veloci (FOTO)

5 dolci ricette facili e veloci
ricette.giallozafferano.it

Sappiamo tutti che c’è molta differenza tra dolce e salato in cucina. Se il salato molte volte può essere preparato seguendo il proprio istinto non è possibile farlo per preparare i dolci. La pasticceria è un’arte scientifica; tutto deve essere misurato perfettamente e si devono seguire delle fasi ben precise se si vuole un risultato degno di nota. Siate però felici nel sapere che esistono dolci ricette facili e veloci che sapranno preparare tutti, anche in poco tempo.
Immaginate di ricevere una chiamata alle sei di pomeriggio dove dei vostri carissimi amici vi annunciano una loro visita a sorpresa. Beh, come dire di no alla convivialità? In questi casi mai farsi prendere dal panico, arrotolarsi le maniche della camicia (anche figurativamente), controllare il frigo e la dispensa e iniziare a preparare qualcosa di semplice ma gustoso.
Per le portate principali non c’è problema, nel caso più spiacevole in cui non sia ha tempo o cibo da cucinare, si chiama il take away di fiducia e arriva tutto pronto, ma il dolce richiede per forza un’attenzione in più. Allora qui vi suggerisco 5 ricette dolci facili e veloci.

1. Biscotti gelato

Questi dessert possono essere preparati in 5 minuti perché bastano dei biscotti di qualsiasi tipo e del gelato o panna montata. Se volete renderli ancora più golosi una volta farciti immergeteli nella cioccolata fusa e poi subito in freezer per un paio di ore.

5 dolci ricette facili e veloci
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2. Palline al cioccolato e cocco

La ricetta originale per le palline al cioccolato e cocco è quella del salame di cioccolata: 300g di biscotti secchi, 200g di cioccolato fondente fuso, 150g di burro temperatura ambiente, 2 uova, 100g di zucchero e 2 cucchiaini di rum (facoltativo). In questo caso le piccole dimensioni delle palline faranno sì che il tempo di riposo in freezer sarà molto più basso. Dopo aver creato l’impasto e formato le palline bisogna passarle nella farina di cocco e farle riposare in freezer per un paio di ore.

cucina.fanpage.it
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3. Tiramisù alle fragole

Il tiramisù è un dolce intramontabile. In ogni famiglia c’è il Mago del Tiramisù che ad ogni occasione sfoggia le sue doti culinarie ormai trite e ritrite. Ma in questo caso il tiramisù che vi propongo ha qualcosa di nuovo, un tocco di freschezza. Basta avere dei biscotti secchi da bagnare col succo di ananas, del mascarpone da montare con dello zucchero e un bel po’ di fragole mature. Preparatelo mezzora prima in modo da fare ammorbidire i biscotti e lasciarlo riposare in frigo.

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4. Cheesecake al bicchiere

La cheesecake è la torta flexible per eccellenza. Può essere preparata al forno o fredda, con tanti tipi di formaggi diversi o con lo yogurt, con una tonnellata di Nutella sopra o con della sana frutta fresca.
Per prepararla tritate dei biscotti con un pizzico di sale, emulsionate del formaggio spalmabile con della panna montata già zuccherata (rapporto 1 a 1) e poi sbizzarritevi con il topping. Un’idea carina è prepararne vari tipi di decorazione e far scegliere agli invitati come guarnire la propria cheesecake al bicchiere.

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5. Rotolo dolce

Se volete spingervi un po’ più in là e accendere il forno per 10 minuti il rotolo dolce è la ricetta facile e veloce che fa per voi.
Per preparare la pasta biscotto occorre: 100g farina OO, 100g di zucchero, 4 uova (dividere il tuorlo dall’albume). Una volta creato l’impasto con la farina, lo zucchero e i tuorli, montare la neve gli albumi e unirli all’impasto principale. Versate il tutto in una teglia ricoperta di carta forno e cucinate a 180° per 10 minuti. Una volta cotto fatelo raffreddare fuori dal forno e farcitelo con qualsiasi crema vi venga in mente.

5 dolci ricette facili e veloci
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Nutella: sapete davvero come è fatta?

credits photo: huffpost.com

Pane e Nutella: “la merenda dei campioni”. La golosa crema prodotta dalla Ferrero, ha rapito i cuori di grandi e piccini ma, purtroppo, le cose più buone sono anche le meno salutari e, la “nocciolosa” crema non è da meno. Per dimostrarlo, due redattrici hanno inserito a strati, tutti gli ingredienti della Nutella, dando vita ad un risultato tutt’altro che piacevole, come invece lo è il suo sapore.

Il risultato ritratto dalla Verbraucherzentrale Hamburg, un’organizzazione tedesca che si occupa di consumi e informazione, è stato: un barattolo pieno quasi per metà di zucchero bianco, seguito da un grosso strato di olio di palma (protagonista di numerose ricerche, per capirne l’effetto nel nostro organismo), e per finire, tre strati molto più sottili di nocciole (che dovrebbero essere l’ingrediente principale), latte scremato in polvere e cacao magro.

Il barattolo, visto così, ha ben poco di irresistibile e, tra l’altro, non è la prima volta che viene messa in dubbio la bontà del prodotto, tanto che la stessa Ferrero ha cercato di evitare il peggio, descrivendo nel sito dedicato alla Nutella, l’esatta origine e qualità dei suoi ingredienti.
Dalla descrizione della casa madre, sembrerebbe non esserci nulla di dannoso per la nostra salute. Lo zucchero utilizzato, infatti, non è quello bianco, raffinato ma, il 75% è zucchero di barbabietola e il restante 25% è zucchero di canna raffinato. L’olio di palma proviene dalla Malesia, dalla Papua Nuova Guinea e dal Brasile, da piantagioni certificate RSPO, ed è inserito nella ricetta perché capace di esaltare il gusto degli altri ingredienti e, di rendere la Nutella più cremosa.

Ma, tutto ciò non basta, come afferma Roberto La Pira, direttore de Il Fatto Alimentare, che ha pubblicato i risultati dell’esperimento: “Alla Ferrero va il merito di essere stata la prima azienda italiana a preoccuparsi della sostenibilità di questo ingrediente, ma questo non basta. Come consumatori vorremmo avere la possibilità di scegliere. Invece continuiamo a trovare in vendita quasi esclusivamente prodotti con olio di palma. Dopo la nostra petizione 15 catene di supermercati si sono impegnate a ridurre o eliminare il grasso tropicale dai loro prodotti, altre lo hanno tolto come Misura e Gentilini e altre ancora come Barilla si sono impegnate a ridurne l’utilizzo, ma sono ancora poche. Sappiamo che è un processo lungo e complesso cambiare la ricetta di un prodotto, ma si può fare tranquillamente senza grossi problemi. Nel frattempo abbiamo solo una mossa a disposizione, oggi sappiamo dove c’è l’olio di palma e possiamo evitare di comprare i prodotti.”.

E voi, dopo questa immagine, avete ancora voglia di immergere il dito nel barattolo?