venerdì, 26 Giugno 2026

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Diserbante nelle birre tedesche, ecco i marchi a rischio

Un’analisi dell’istituto per l’Ambiente di Monaco ha riscontrato che in diverse birre tedesche è presente il diserbante glifosato.
Il test ha coinvolto 14 tra le marche più conosciute in Germania: Beck’s, Paulaner, Warsteiner, Krombacher, Oettinger, Bitburger, Veltins, Hasseroeder, Radeberger, Erdinger, Augustiner, Franziskaner, König Pilsener e Jever.
Sono stati registrati livelli di presenza nella birra che oscillano tra 0,46 e 29,74 microgrammi per litro, in certi casi 300 volte superiori rispetto a 0,1 microgrammi per litro che è il limite da non superare per legge. Questo limite però è specifico solo per l’acqua potabile in quanto, per altre bevande come la birra non è mai stato imposto.

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La polemica è subito scoppiata tra gli Istituti di ricerca e i produttori.
Nel 2015 il glifosato è stato classificato come “probabile cancerogeno” dall’IARC (International Agency for Research on Cancer) e Sophia Guttenberger, dell’istituto di Monaco che ha compiuto la ricerca, ha detto che “una sostanza, che potrebbe essere cancerogena, non perde nulla né nella birra né nel corpo umano”.
D’altro canto i produttori reputano lo studio “non credibile” e puntano il dito contro le importazioni di malto d’orzo.

L’assunzione di zuccheri: come reagisce il corpo?

Credits: www.petakilan.com

Lo zucchero è un elemento importante nella nostra dieta quotidiana. Insieme all’amido, rientra nella categoria dei carboidrati ed è costituito da carbonio, idrogeno e atomi di ossigeno. Nel nostro corpo agisce come combustibile, i carboidrati sono infatti la nostra principale fonte di energia e cibo per le nostre cellule.

I nostri antenati cercavano cibi dolci per aumentare la loro possibilità di sopravvivenza quando il cibo era scarso, dato il loro alto contenuto di energia. La passione per lo zucchero, sia per gli esseri umani che per gli animali, deriva dal suo sapore dolce. In natura questo è un indicatore necessario per capire quali alimenti sono sicuri da mangiare o meno: non a caso frutta e piante velenose tendono ad avere un sapore acido o amaro.
Nel mondo moderno la presenza di alimenti con zuccheri aggiunti e di bevande gassate hanno fatto in modo che la dolcezza sia categorizzata nella mente umana esclusivamente come sensazione di piacere, con il tragico risultato che lo zucchero è presente in molti degli alimenti che consumiamo. Se ciò rappresenta una buona notizia per le nostre papille gustative, è piuttosto “malsana” per la nostra salute.

In questo modo molti di noi superano le giuste quantità da assumere quotidianamente. L’adulto medio consuma circa 63 grammi di zucchero (circa 16 cucchiaini) ogni giorno, quantità che rappresenta più di due volte la dose giornaliera raccomandata. Il tener traccia della quantità di zucchero assunta non è semplice, lo zucchero si trova in alimenti non sospetti e spesso sotto nomenclature diverse.

Lo zucchero nel corpo

Lo zucchero è digerito da alcuni enzimi che lo scompongono in glucosio nell’intestino tenue. Il glucosio viene poi rilasciato nel flusso sanguigno che lo trasporta nei muscoli e negli organi per poi essere convertito in energia spendibile. Il pancreas, attraverso le cellule beta, ha il compito di monitorare costantemente la quantità di glucosio nel sangue e di rilasciare insulina quando necessaria. Quando si assumono più zuccheri di quanto il corpo ha bisogno, vengono “conservati” per poter essere utilizzati in un altro momento, mantenendo costanti i livelli di zucchero nel sangue. Se il corpo smettesse di produrre la giusta insulina, o se le cellule diventassero resistenti ad essa, si è in presenza del diabete, malattia che fa raggiungere un livello pericoloso di zucchero nel sangue.

Ecco cosa succede al tuo corpo quando esageri con i dolci

L’esagerazione, di qualsiasi natura essa sia, comporta generalmente degli scompensi. Se lo zucchero da una parte è indispensabile per il buon funzionamento del nostro organismo, dall’altro diventa problematico per la nostra salute, soprattutto per i golosi.
Mangiando più zuccheri di quelli richiesti dal nostro fabbisogno energetico si incorre in problemi quali: carie, diabete e obesità.

Gli effetti delle zucchero nel cervello

La richiesta di zucchero ha inizio nel cervello che rilascia dopamina e seratonina, ormoni che stimolano lo stato d’animo e che agiscono nell’area del cervello associata alla ricompensa (il nucleo accumbens). Questo processo segue le stesse fasi che conducono alla tossicodipendenza, si spiegano così quelle voglie di zucchero che devono essere necessariamente soddisfatte. Consumare zucchero con regolarità può inibire i trasportatori della dopamina, ciò si traduce nell’aver bisogno di maggiori quantitativi di zucchero per raggiungere il grado di ricompensa. Occorre fare attenzione: il fruttosio, non soddisfacendo gli ormoni della fame, a differenza del glucosio rende incapace il corpo di stabilire di averne assunto già abbastanza.

Riconoscere lo zucchero anche quando è nascosto

Lo zucchero può presentarsi sotto diverse vesti ed è utile sapere che generalmente i nomi che terminano in “osio” sono formati da zucchero. Tra questi troviamo i cosiddetti “zuccheri buoni” come ad esempio il glucosio e il fruttosio, naturalmente presenti in frutta, verdura e miele, ma anche lattosio e galattosio presente nel latte e nei derivati e infine il maltrosio presente nell’orzo.
Esiste anche il tipo di zucchero considerato “insano”, aggiunto ai cibi per migliorarne il sapore. Solitamente vengono utilizzati in sostituzione dello zucchero il sucralosio, la saccarina e l’aspartame. L’HFC è artificialmente prodotta dal mais e utilizzato in molti alimenti trasformati e bevande gassate.

L’unico modo per capire quanto zucchero è presente nel vostro cibo? Quello di controllare il valore dei carboidrati nell’etichetta.

Salute: 30 alimenti che la migliorano

credits photo: itipicidipuglia.it

Secondo i maggiori nutrizionisti e ricercatori mondiali ‘mangiare sano’ corrisponde ad assumere quotidianamente determinati alimenti: frutta, verdura, frumento integrale.
Le varie ricerche effettuate durante gli ultimi anni hanno confermato che il cibo può aiutarci a vivere più sani e più a lungo, influendo positivamente o negativamente sulla nostra salute.

Una corretta alimentazione è basata principalmente sulla variazione dei cibi e il modo di cucinarlo. Mangiare poco, variato, con tante verdure e meno proteine è il modo più semplice e soprattutto il migliore, per trarre benefici dal cibo. Tra le cotture privilegiate ci sono quella al vapore e alla griglia.
Le diete iperproteiche sono sbilanciate perché a lungo andare potrebbero creare squilibri vitaminici e problematiche fisiche.
Ecco 30 alimenti suddivisi per categorie, che non dovrebbero mai mancare nella nostra alimentazione, perché aiutano il nostro corpo a rimanere sano.

Frutti, verdure, legumi, ortaggi e derivati

Arance, limoni, banane, mandorle, mele, mirtilli, noci, uva nera, aglio, barbabietola, rapa rossa, broccolo, cavolo, ceci, cipolla, fagioli rossi, lenticchie, olio extravergine d’oliva, peperoncino, pomodori, tè verde, zucca.

Cereali, semi, spezie, farine e derivati

Avena, pane e pasta integrale, curcuma, zenzero, cioccolato fondente, quinoa, soia.

Assumendo quotidianamente questi alimenti il nostro corpo riesce ad ottenere tutti gli elementi nutritivi di cui ha bisogno, rimanendo così sano più a lungo. Oltre a questi però, è fondamentale ricordare gli alimenti da evitare, come le carni rosse e grassi di tipo animale che aumentano il rischio di malattie cardiovascolari e tumori.

Miscele analcoliche: la nuova moda del secolo

credits photo: donnaweb.net

Che ne dite se al posto di un bicchiere di Chardonnay barricato, accompagnassimo le nostre pietanze con un bicchiere di linfa di betulla?
È questa la nuova moda del secolo: abbinamenti di frutta, verdura, succhi vegetali e carni, mescolati per ottenere delle miscele analcoliche da abbinare alle nostre pietanze, dall’antipasto fino al dolce.

La nuova alternativa al vino, sta spopolando nei ristoranti del Regno Unito, ma l’idea originale risale a circa un decennio fa.
Rene Redzepi, nel suo famoso ristorante Noma in Danimarca, offre la possibilità ai suoi ospiti di poter sorseggiare delle deliziose e stravaganti miscele di frutta e verdura.
Questa ‘moda‘ è arrivata fino in Australia, dove molti ristoranti offrono miscele non alcoliche dai sapori esplosivi: è tipico servire un bicchiere pieno di succo di cipolla, cernia al vapore, insalata belga e purea di sedano rapa.
Anche negli Stati Uniti, numerosi ristoranti offrono abbinamenti del genere, tra cui l’Eleven Madison Park a New York City.

Fino a poco tempo fa, l’idea non aveva riscosso molto successo, ma negli ultimi tempi le cose stanno cambiando. Questo perché, non solo stiamo diventando astemi (più di un adulto su cinque non beve alcolici), ma anche perché i pasti salutari sono sempre più alla moda.

Tra le miscele più apprezzate troviamo:
* agnello delle Ebridi, alghe, menta, infuso di tè, succo di mela e ginepro;
* succo di pompelmo, olio di nocciolo di prugna e rabarbaro;
* cetriolo, siero di latte, mele e germogli di pino.
Questi sono alcuni degli abbinamenti possibili; molti degli chef che le preparano affermano che la quantità dei succhi di frutta utilizzati nelle bevande è limitata, in quanto rendono l’abbinamento col cibo più difficile.