lunedì, 1 Giugno 2026

Food

Home Food Pagina 63
Proposte dal mondo del cibo: ristorazione, dieta, ricette e cucina

L’assunzione di zuccheri: come reagisce il corpo?

Credits: www.petakilan.com

Lo zucchero è un elemento importante nella nostra dieta quotidiana. Insieme all’amido, rientra nella categoria dei carboidrati ed è costituito da carbonio, idrogeno e atomi di ossigeno. Nel nostro corpo agisce come combustibile, i carboidrati sono infatti la nostra principale fonte di energia e cibo per le nostre cellule.

I nostri antenati cercavano cibi dolci per aumentare la loro possibilità di sopravvivenza quando il cibo era scarso, dato il loro alto contenuto di energia. La passione per lo zucchero, sia per gli esseri umani che per gli animali, deriva dal suo sapore dolce. In natura questo è un indicatore necessario per capire quali alimenti sono sicuri da mangiare o meno: non a caso frutta e piante velenose tendono ad avere un sapore acido o amaro.
Nel mondo moderno la presenza di alimenti con zuccheri aggiunti e di bevande gassate hanno fatto in modo che la dolcezza sia categorizzata nella mente umana esclusivamente come sensazione di piacere, con il tragico risultato che lo zucchero è presente in molti degli alimenti che consumiamo. Se ciò rappresenta una buona notizia per le nostre papille gustative, è piuttosto “malsana” per la nostra salute.

In questo modo molti di noi superano le giuste quantità da assumere quotidianamente. L’adulto medio consuma circa 63 grammi di zucchero (circa 16 cucchiaini) ogni giorno, quantità che rappresenta più di due volte la dose giornaliera raccomandata. Il tener traccia della quantità di zucchero assunta non è semplice, lo zucchero si trova in alimenti non sospetti e spesso sotto nomenclature diverse.

Lo zucchero nel corpo

Lo zucchero è digerito da alcuni enzimi che lo scompongono in glucosio nell’intestino tenue. Il glucosio viene poi rilasciato nel flusso sanguigno che lo trasporta nei muscoli e negli organi per poi essere convertito in energia spendibile. Il pancreas, attraverso le cellule beta, ha il compito di monitorare costantemente la quantità di glucosio nel sangue e di rilasciare insulina quando necessaria. Quando si assumono più zuccheri di quanto il corpo ha bisogno, vengono “conservati” per poter essere utilizzati in un altro momento, mantenendo costanti i livelli di zucchero nel sangue. Se il corpo smettesse di produrre la giusta insulina, o se le cellule diventassero resistenti ad essa, si è in presenza del diabete, malattia che fa raggiungere un livello pericoloso di zucchero nel sangue.

Ecco cosa succede al tuo corpo quando esageri con i dolci

L’esagerazione, di qualsiasi natura essa sia, comporta generalmente degli scompensi. Se lo zucchero da una parte è indispensabile per il buon funzionamento del nostro organismo, dall’altro diventa problematico per la nostra salute, soprattutto per i golosi.
Mangiando più zuccheri di quelli richiesti dal nostro fabbisogno energetico si incorre in problemi quali: carie, diabete e obesità.

Gli effetti delle zucchero nel cervello

La richiesta di zucchero ha inizio nel cervello che rilascia dopamina e seratonina, ormoni che stimolano lo stato d’animo e che agiscono nell’area del cervello associata alla ricompensa (il nucleo accumbens). Questo processo segue le stesse fasi che conducono alla tossicodipendenza, si spiegano così quelle voglie di zucchero che devono essere necessariamente soddisfatte. Consumare zucchero con regolarità può inibire i trasportatori della dopamina, ciò si traduce nell’aver bisogno di maggiori quantitativi di zucchero per raggiungere il grado di ricompensa. Occorre fare attenzione: il fruttosio, non soddisfacendo gli ormoni della fame, a differenza del glucosio rende incapace il corpo di stabilire di averne assunto già abbastanza.

Riconoscere lo zucchero anche quando è nascosto

Lo zucchero può presentarsi sotto diverse vesti ed è utile sapere che generalmente i nomi che terminano in “osio” sono formati da zucchero. Tra questi troviamo i cosiddetti “zuccheri buoni” come ad esempio il glucosio e il fruttosio, naturalmente presenti in frutta, verdura e miele, ma anche lattosio e galattosio presente nel latte e nei derivati e infine il maltrosio presente nell’orzo.
Esiste anche il tipo di zucchero considerato “insano”, aggiunto ai cibi per migliorarne il sapore. Solitamente vengono utilizzati in sostituzione dello zucchero il sucralosio, la saccarina e l’aspartame. L’HFC è artificialmente prodotta dal mais e utilizzato in molti alimenti trasformati e bevande gassate.

L’unico modo per capire quanto zucchero è presente nel vostro cibo? Quello di controllare il valore dei carboidrati nell’etichetta.

Salute: 30 alimenti che la migliorano

credits photo: itipicidipuglia.it

Secondo i maggiori nutrizionisti e ricercatori mondiali ‘mangiare sano’ corrisponde ad assumere quotidianamente determinati alimenti: frutta, verdura, frumento integrale.
Le varie ricerche effettuate durante gli ultimi anni hanno confermato che il cibo può aiutarci a vivere più sani e più a lungo, influendo positivamente o negativamente sulla nostra salute.

Una corretta alimentazione è basata principalmente sulla variazione dei cibi e il modo di cucinarlo. Mangiare poco, variato, con tante verdure e meno proteine è il modo più semplice e soprattutto il migliore, per trarre benefici dal cibo. Tra le cotture privilegiate ci sono quella al vapore e alla griglia.
Le diete iperproteiche sono sbilanciate perché a lungo andare potrebbero creare squilibri vitaminici e problematiche fisiche.
Ecco 30 alimenti suddivisi per categorie, che non dovrebbero mai mancare nella nostra alimentazione, perché aiutano il nostro corpo a rimanere sano.

Frutti, verdure, legumi, ortaggi e derivati

Arance, limoni, banane, mandorle, mele, mirtilli, noci, uva nera, aglio, barbabietola, rapa rossa, broccolo, cavolo, ceci, cipolla, fagioli rossi, lenticchie, olio extravergine d’oliva, peperoncino, pomodori, tè verde, zucca.

Cereali, semi, spezie, farine e derivati

Avena, pane e pasta integrale, curcuma, zenzero, cioccolato fondente, quinoa, soia.

Assumendo quotidianamente questi alimenti il nostro corpo riesce ad ottenere tutti gli elementi nutritivi di cui ha bisogno, rimanendo così sano più a lungo. Oltre a questi però, è fondamentale ricordare gli alimenti da evitare, come le carni rosse e grassi di tipo animale che aumentano il rischio di malattie cardiovascolari e tumori.

Miscele analcoliche: la nuova moda del secolo

credits photo: donnaweb.net

Che ne dite se al posto di un bicchiere di Chardonnay barricato, accompagnassimo le nostre pietanze con un bicchiere di linfa di betulla?
È questa la nuova moda del secolo: abbinamenti di frutta, verdura, succhi vegetali e carni, mescolati per ottenere delle miscele analcoliche da abbinare alle nostre pietanze, dall’antipasto fino al dolce.

La nuova alternativa al vino, sta spopolando nei ristoranti del Regno Unito, ma l’idea originale risale a circa un decennio fa.
Rene Redzepi, nel suo famoso ristorante Noma in Danimarca, offre la possibilità ai suoi ospiti di poter sorseggiare delle deliziose e stravaganti miscele di frutta e verdura.
Questa ‘moda‘ è arrivata fino in Australia, dove molti ristoranti offrono miscele non alcoliche dai sapori esplosivi: è tipico servire un bicchiere pieno di succo di cipolla, cernia al vapore, insalata belga e purea di sedano rapa.
Anche negli Stati Uniti, numerosi ristoranti offrono abbinamenti del genere, tra cui l’Eleven Madison Park a New York City.

Fino a poco tempo fa, l’idea non aveva riscosso molto successo, ma negli ultimi tempi le cose stanno cambiando. Questo perché, non solo stiamo diventando astemi (più di un adulto su cinque non beve alcolici), ma anche perché i pasti salutari sono sempre più alla moda.

Tra le miscele più apprezzate troviamo:
* agnello delle Ebridi, alghe, menta, infuso di tè, succo di mela e ginepro;
* succo di pompelmo, olio di nocciolo di prugna e rabarbaro;
* cetriolo, siero di latte, mele e germogli di pino.
Questi sono alcuni degli abbinamenti possibili; molti degli chef che le preparano affermano che la quantità dei succhi di frutta utilizzati nelle bevande è limitata, in quanto rendono l’abbinamento col cibo più difficile.

Tendenze da Instagram: è il momento del bowlfood (FOTO)

Credit: instagram

I golosi 2.0 pare proprio che abbiano trovato il loro paradiso in terra, sì, ma in rete, sui social, insomma. Esistono delle app create solo ed esclusivamente per postare le foto del cibo, di quei piatti belli da vedere e buoni, buonissimi da mangiare.

Le fashion blogger non sono le uniche a collezionare migliaia di “mi piace”, no. Le food blogger, anche loro, catturano l’attenzione di milioni di persone in tutto il mondo: postano ricette, condividono piatti, danno consigli. Dopo le celebrità, è il cibo ad essere il più fotografato sui social, il più presente sulle riviste, il più ricercato su Google.

L’hashtag foodporn è, con ogni probabilità, uno dei più usati sul social di condivisione di foto per eccellenza: Instagram. Quando dalle cucine degli chef stellati e non ci arrivano piatti che sì, assomigliano più o meno ad opere d’arte, scatta la foto in modalità automatica. E subito dopo la foto, scatta la condivisione, perché vogliamo ricordarci di quel piatto anche fra tre mesi, anche fra un anno. E perché vogliamo far vedere che sì, a volte, l’arte si può anche mangiare. Per cui sì, i “food lovers” su Instagram hanno trovato il loro piccolo angolo di paradiso.

E se i golosi crescono a vista d’occhio cresce anche la loro voglia di innovazione, di cambiamento, di piatti bellissimi un po’ stravolti. Dopo il Foodporn e le opere d’arte commestibili, le tendenze parlano chiaro: è il “bowlfood” a far impazzire. Sì, è giusto, è solo cibo in una ciotola, con più di tremila hashtag da ogni angolo del Pianeta. Ingredienti genuini, messi in una ciotola senza alcun ordine, che stanno conquistando però migliaia di apprezzamenti in tutto il mondo della cucina. Non ci sono regole da seguire, se non di posizionare la ciotola sulle vostre gambe o su un tavolo, mangiare con una mano e con l’altra scattare foto. Perché sì, mangiare in una ciotola davanti la televisione o davanti ad un libro è una combinazione perfetta sotto ogni punto di vista.

bowl food

Elly Curshen è la proprietaria del Pear Cafè a Bristol ed è una che il bowlfood l’ha reso non solo famoso ma anche bello e buono. Ogni suo scatto su Instagram sembra farti venire fame. “È la mia cena e cucino ciò che voglio”. Per la Curshen non si sbaglia a mischiare i cibi più disparati, lontani migliaia di chilometri. L’unica cosa che è importante è esaltare il gusto.

Il bowlfood ha una caratteristica: è tutto cibo sano. Tra verdura colorata, spezie profumate e prodotti freschi, non c’è davvero nulla che possa farci male.

Anna Jones, autrice di “A Modern way to cook” e di “A modern way to eat”, è la regina della brigata che ha fatto conoscere la fama internazionale al cibo in ciotola. La Jones racconta di essere da sempre un’amante del cibo in ciotola, ancora prima di sapere che sarebbe diventata una tendenza. Il bowlfood piace e interessa a tutti perché gli ingredienti sono semplici da ottenere e da mettere insieme. Quegli stessi ingredienti che, messi in un piatto, risulterebbero assolutamente disomogenei.

bowl food

Se appartenete alla categoria dei golosi al tempo dei social, il cibo in ciotola è l’ultima istruzione da seguire.