sabato, 27 Giugno 2026

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Proposte dal mondo del cibo: ristorazione, dieta, ricette e cucina

Dagli States arriva il Sushirrito

Credit: imgur.com

La denominazione è senz’altro buffa, ma è così che è stata pensata dai gestori del ristorante Sushirrito di San Francisco, in California, cinque anni or sono: nuovo ritrovato dello street food, il sushirrito nasce dalla fusione di due tra le pietanze etniche che danno più acquolina nel mondo, il sushi e il burrito. Solo al pensiero c’è da andare in ipersalivazione: da geniale innovazione alimentare quale è, il sushirrito promette di soddisfarci e di darci un senso di pieno appagamento che solo con un burrito potremmo ottenere, conservando però allo stesso tempo la freschezza e la leggerezza del sushi, il tutto all’abbordabilissimo prezzo di un panino. Come si sarà intuito, al posto della tortilla di mais viene utilizzata una grossa foglia d’alga, cosa che in sostanza rende il manicaretto una sorta di enorme temaki dalla forma non più conica ma cilindrica.

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Negli Stati Uniti, questo appetitoso ibrido ha spopolato in un battito di ciglia: il sushirrito, infatti, è davvero facile da preparare, è maneggevole e quindi può essere mangiato al volo in pausa pranzo, ma soprattutto presenta dei valori nutrizionali più salutari al livello di ingredienti. Che sia dietro al proprio desk in ufficio, in auto verso casa, o comodamente davanti alla tv, questa nuova leccornia è una soluzione ottimale per nutrirsi in modo comodo e sano.

E mentre aspettiamo di provarlo al più presto in qualche ristorante all’ultimo grido – la ristorazione in Italia, si sa, si aggiorna e si tiene al passo coi tempi e le ultime novità – potremmo anche pensare di provare a prepararlo con le nostre stesse mani stupendo i nostri amici per cena.

Food app: la soluzione contro lo spreco di cibo

Credits photo: trccani.it

Secondo i dati Eurostat, sono 100 i kg di cibo sprecati ogni settimana, per un totale di 7 euro circa gettati direttamente nella spazzatura da famiglie e commercianti. Questi numeri hanno spinto giovani talentuosi ad ideare delle app che aiutino a conservare, scambiare e conoscere il cibo, concretizzando così anche le idee emerse dalla Fiera Expo.

Informarsi su come si conserva al meglio ogni alimento, avere la possibilità di scambiarlo o donarlo a chi ha bisogno, mettere uno sconto sul cibo in scadenza: sono solo alcune delle soluzioni proposte da siti e applicazioni per intervenire a favore del nostro ambiente e dell’equilibrio nella distrubuzione di cibo.

Sembra impensabile leggere la parola spreco e cibo nella stessa frase, eppure, come tutti sanno, Expo non è stata solo un’occasione turistica per mettere in vetrina il nostro Paese, ma anche e soprattutto l’evento clou prima della Conferenza sull’ambiente di Parigi, che ha consentito di richiamare le coscienze delle persone su un problema mondiale e stilare la Carta di Milano: un documento che pone diversi e ambiziosi obiettivi per incrementare lo sviluppo sostenibile.

E se, dunque, da una parte abbiamo il presidente dell’Onu, Ban Ki Moon, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il commissario ufficiale dell’Expo, Giuseppe Sala, che intervengono sui grandi temi in qualità di istituzioni, dall’altra parte ci sono anche loro: giovani ambiziosi che usano le proprie abilità per mettere in moto la società contro lo spreco alimentare. Come?

Last minute sotto casa

Ebbene, nell’era della tecnologia, il mezzo più veloce per scambiare, rivendere e regalare cibo, piuttosto che gettarlo nella spazzatura è una semplice app. C’è, ad esempio, Last Minute sotto casa che permette ai piccoli negozianti di quartiere di mettere on line sconti sul cibo in scadenza a fine giornata all’interno del loro esercizio, in modo che tutti gli iscritti sul sito o sull’app possano usufruire di alimenti che altrimenti andrebbero nella spazzatura.

Equoevento e My foody

Stessa cosa avviene per Equoevento e My foody. Il primo è un sito nato dall’idea di quattro trentenni romani, che cerca di salvaguardare il cibo rimasto da grossi eventi, come matrimoni, convegni, cerimoni, partite allo stadio, ridistribuendolo a case famiglia ed enti di solidarietà. Grazie a questo, sono stati già ridistribuiti più di 150 mila pasti. Nel caso di My foody, invece, grossisti, negozianti e ristoratori, possono proporre sconti su cibi in scadenza o con difetti nel packaging.

Bring the food

Ad intervenire per raccogliere donazioni di prodotti c’è anche Bring the food, un sito ideato per stimolare la solidarietà dal basso: ogni persona può decidere di offrire cibo di sua spontanea volontà presso gli enti caritativi della propria zona. Basta scaricare l’app, inserire le caratteristiche del cibo e la zona in cui si trova per ricevere le prime richieste.

Breading e Ifoodshare

Nata a Milano, Breading, si rivolge al terzo settore: è qui, infatti, che grazie a questa app vengono reindirizzati pane e generi di prima necessità, mentre Ifoodshare geocalizza condomini, campus universitari, reti di vicinato mettendoli in contatto per condividere cibo in scadenza e favorendo così anche momenti di socializzazione.

Ubo

Infine c’è UBO: l’app, lanciata all’interno di un progetto della regione Valle d’Aosta e Piemonte, gode della supervisione di esperti dell’Istituto zooprofilattico di Piemonte e Liguria, che hanno dato il loro essenziale apporto per catalogare 500 alimenti e indicare come conservare al meglio la propria spesa. Sono persino state inserite delle ricette per riutilizzare gli avanzi ancora commestibili.

Dunque, non ci sono più scuse per lasciare nel frigorifero alimenti che non saranno mai utilizzati. Occorre piuttosto fare uno sforzo giornaliero per ridistribuire le nostre risorse ed entrare nell’ottica di condivisione del cibo. Se si continua a sprecare, un giorno, la fame sarà un problema non solo di particolari fasce di soggetti, ma del mondo intero. Proseguire verso questa direzione o lamentarsi senza mettersi in moto in prima persona è deleterio per noi stessi. Proprio voi, che state leggendo, siete voi, in prima persona, il motore centrale dello sviluppo sostenibile.

Flop italiano: è spagnolo il miglior ristorante al mondo

Credit: gamberorosso.it

Come tutti gli anni, anche TripAdvisor, la piattaforma online sulla quale possiamo leggere le recensioni e i commenti lasciati dai viaggiatori su alberghi e ristoranti, ha stilato la sua classifica d’eccellenza sui 356 migliori ristoranti nella categoria Fine dining, alias cucina raffinata.

A riguardo, noi amanti del Bel Paese, non possiamo che ricordarci quanto la cucina italiana sia amata in tutto il mondo e quanto costituisce da sempre uno dei maggiori punti di forza del nostro Paese. Guardando la Top 25 possiamo notare però, con parecchio rammarico, che non compare nessun ristorante italiano.

Al primo posto, infatti, spicca Martin Berasategui, proprietario del ristorante di Lasarte, Barcellona. Subito dopo troviamo l’Europea di Montreal e la Maison Lameloise di Chagny, in Francia.

Se con il primo e il secondo posto ci è andata male, purtroppo anche tra le prime dieci posizioni non troviamo nomi italiani, perché il primato spetta a ristoranti europei, fatta eccezione per il Narisawa, Minato, in Giappone e la già citata Europea. A seguire la Nuova Zelanda, l’Indonesia e gli Emirati Arabi.
A sorpresa, il famoso El Cellar de Can Roca si deve accontentare dell’undicesima posizione, mentre il Noma, altra eccellenza nel panorama internazionale, è inchiodata al numero 20. Chiude al venticinquesimo posto il Borago, di Santiago del Cile.

Ecco la classifica Top25 Fine Dining, stilata secondo gli utenti di TripAdvisor

1 – Martin Berasategui, Lasarte, Spagna
2 – Europea, Montreal, Canada
3 – Maison Lameloise, Chagny, Francia
4 – Adam’s, Birmingham, Inghilterra
5 – Restaurant Sat Bains, Nottingham, Inghilterra
6 – Geranium, Copenhagen, Danimarca
7 – Pic, Valence, Francia
8 – Narisawa, Minato, Giappone
9 – Le Manoir Aux Quat’ Saisons, Great Milton, Inghilterra
10 – Epicure, Parigi, Francia
11 – El Cellar de Can Roca, Girona, Spagna
12 – TRB, Beijing, Cina
13 – Table 9, Dubai, Emirati Arabi
14 – HanTing Restaurant, The Hague, Olanda
15 – Bouley, New York
16 – Alinea, Chicago, Illinois
17 – Restaurant Locavore, Ubud, Indonesia
18 – El Club Allard, Madrid, Spagna
19 – The French Cafe, Aukland, Nuova Zelanda
20 – Noma, Copenhagen, Danimarca
21 – Funky Gourmet, Atene, Grecia
22 – The Test Kitchen, Woodstock, Sud Africa
23 – La Bourgogne, Buenos Aires, Argentina
24 – Vue de Monde, Melbourne, Australia
25 – Borago, Santiago, Cile

Ma per quanto riguarda l’Italia? Nessun ristorante nostrano compare nei primi 25 al mondo, ma noi non ci dimentichiamo delle nostre eccellenze.

La Top 10 Italiana

Considerando solo la Top 10 italiana salta all’occhio la prevalenza di ristoranti romani, anche se la medaglia d’oro spetta al Riviera di Venezia. A seguire il Pipero, La Terrazza dell’Eden e la Pergola. Non mancano ovviamente nomi celebri come Piazza Duomo, che si colloca alla quarta posizione e l’Enoteca Pinchiorri all’ottava. In fondo alla classifica il Don Alfonso e il Da Vittorio.

A prescindere dalla classifica e dalle valutazioni sull’obiettività della piattaforma, concentriamoci su ciò che sta succedendo a casa nostra. Pare, infatti, che ci sia una notevole crescita di interesse degli italiani nei confronti della cucina e soprattutto dei ristoranti di lusso.
Complice di questo interessamento la massiccia presenza di chef nei programmi televisivi? O la curiosità di provare cibi più eleganti e raffinati? In ogni caso il The Fork parla chiaro: sempre più italiani effettuano prenotazioni in questa categoria.

Vegani e vegetariani: i locali da non perdere (FOTO)

Credits; mammafelice.it

Vegetariani e vegani sono nettamente in crescita nel nostro paese. C’è chi li considera una scelta di vita, chi invece una moda, ma non pensate che sia una scelta facile rinunciare alla carne. Essere vegetariani e vegani comporta piuttosto tanti sacrifici che condizionano la vita di una persona e di quelli che le sono vicino. Tuttavia, comunque la si voglia vedere, la cucina può sempre riservare delle sorprese. Ecco perché nel nostro paese sono in aumento locali e ristoranti, anche street food, che hanno una buona e originale selezione vegetariana e vegana, che accontentano le esigenze di tutti.

Impossibile scegliere i migliori, perciò vi consigliamo alcuni posti ad hoc in Italia da non perdere se volete assaggiare qualcosa di diverso dal solito cibo vegano e vegetariano. Le sole immagini fanno venire l’acquolina in bocca.

Rewild (Roma)

Panino-veggy

Vegani e vegetariani unitevi e ammirate questo panino veggy. Fate un salto al Rewild di a Roma, nella zona Garbatella. Il Rewild, aperto dal 2009, è il primo locale vegano nato nella Capitale. C’è una vasta varietà di panini, con ampia scelta di ingredienti e prodotti. Per chi cerca una cena golosa con fritti e ottime birre.

Dolce Vegan (Firenze)

Dolce-Vegan

Trovare un dolce adatto per vegani e vegetariani è un’impresa difficile. ‘Colpa’ dello strutto, prodotto di origine animale utilizzato in molte cucine italiane, sopratutto per dolci. Fortunatamente esistono molti locali dove si possono mangiare prelibatezze senza carne, come Dolce Vegan a Roma. Anche servizio take away.

Universo vegano

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Per mangiare una piadina vegana al 100% fate un salto da Universo Vegano, una catena di ristoranti nazionale dislocata su tutto il territorio italiano. Le loro “piadine veghine”, quasi esclusivamente realizzate con prodotti biologici e con farina di altissima qualità, sono le loro specialità: proposte originali, piatti gustosi e ricchi.

Mezzaluna a Torino (Torino)

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A Torino c’è Mezzaluna a Torino, il primo Bio Bar in città che possiede una vasta offerta gastronomica per una cucina originale, adatta per tutti i palati vegani e vegetariani. Prodotti al naturali da gustare sul posto o da portar via.

Joia (Milano)

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E infine arriva Joia, l’unico ristorante vegetariano in Italia, e in Europa, con una stella Michelin. Joia è a Milano e i piatti sono un’idea dello chef svizzero Pietro Leemann per una cena elegante e raffinata, nonché dai nomi originali. Su Internet definiscono la sua cucina naturale: “un laboratorio di alta sperimentazione culinaria”.

Ecco i nostri locali vegani e vegetariani imperdibili. Voi ne avete provato qualcuno?

Credits photos: ilgiornaledelcibo.it