Se vi state chiedendo quale sia la bevanda più in voga dell’estate 2015, bè, noi abbiamo la risposta: bollicine.
I wine lovers, nel 60% dei casi, preferiscono infatti vini con bollicine, primo fra tutti l’ottimo Franciacorta, seguito dal “fenomeno” Prosecco. Di seguito, il 56% degli esperti ama i vini bianchi, lisci, freschi e leggeri, ottimi per la stagione estiva; i rosati mantengono un buon livello di consumo e costituiscono il 27% delle preferenze dei wine lovers, mentre i rossi, sopratutto i più corposi, sono messi da parte. Questi dati sono frutto di un sondaggio pubblicato sul sito www.winenews.it, uno dei più cliccati dagli amanti del buon bere, e del buon vino.
Allegre e versatili, le bollicine sono quindi le più trendy dell’estate, anche per via – come già detto – del sempre più amato Franciacorta, l’“Official Sparkling Wine” dell’Expo 2015 di Milano, e del nostro Prosecco, con la sua immediata piacevolezza, dell’Oltrepò Pavese e del Trentodoc.
Nonostante i pronostici, in quest’estate i consumi di vino restano stabili: 9 eno-appassionati su 10 acquistano vino, spendendo in media dai 150 ai 250 euro per il “rifornimento” estivo. Questo perché è difficile rinunciare a un buon bicchiere di vino, magari in spiaggia al tramonto o nella tranquillità di una vacanza in montagna; e lo dimostra il fatto che, seppure in estate, i consumi rimangano stabili per il 61,5% degli enonauti
Sole, mare e tintarella: c’è una valida ragione se l’estate è una delle stagioni più attese dell’anno. Per chi sta spalmando la crema protettiva su una delle tante spiaggie in Italia o all’estero, ci vogliamo assicurare anche che abbia scelto i cibi migliori per non appesantire troppo lo stomaco e assumere il giusto quantitativo di proteine, vitamine e carboidrati anche sotto il sole d’agosto. Ecco quali sono i migliori cibi da spiaggia secondo Blog di lifestyle.
Sin dall’alba dei tempi, c’è uno stereotipo che divide nord e sud anche sul tema spiaggia: i primi sono i classici vacanzieri da panino al volo; i secondi rispondono bene al detto “l’occhio è più grande dello stomaco”. Per una famiglia di 4 persone, occorrono almeno due borse frigo e per i bambini oltre al cibo per il pranzo diverse opzioni di spuntino pomeridiano: merendine, crackers, panini, succhi di frutta, cocacola e chi più ne ha più ne metta.
Risultato? Nessuno dei due ha la giusta percezione dei bisogni nutrizionali che una giornata di sole comporta e lascia le decisioni al langorio sullo stomaco o all’entusiasmo pre-spiaggia. Ma si può sempre migliorare, seguendo alcuni consigli.
Acqua
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È quasi scontato dirlo, ma quando ci si espone al sole, non può mancare l’acqua, preferibilmente naturale e tiepida, in modo da non rischiare una congestione quando ci si tuffa. I litri consigliati sono almeno 2 al giorno per consentire al proprio corpo di essere costantemente idratato, ma anche 3 sono ottimi per recuperare i liquidi persi a causa della sudorazione.
Frutta fresca
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Ma passiamo al cibo per il pranzo. Sicuramente molti di voi preferiscono portare panini o pasta anche in spiaggia, molto importante è però non trascurare la frutta. Melone, anguria, pesche, albicocche, susine, pere, uva etc.: a seconda dei gusti, tenete con voi almeno due tipi differenti di frutta. Questo alimento è fondamentale per l’apporto di sali minerali, vitamine e acqua. L’anguria in particolare, è molto fresca e acquosa.
Insalata di riso o insalatone
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Ad una piccola porzione di frutta, potete abbinare un piatto unico e sostanzioso. L’insalata di riso è una delle più gettonate ma qualsiasi insalata con ingredienti freschi e nutrienti è ideale se non si vuole rischiare di sentirsi fiacchi dopo pranzo. Potete metterci pomodorini freschi, rucola, olive, pezzetti di mortadella e tanto altro. Meno consigliate invece le uova, che seppur facili e veloci da preparare risultano pesanti per la spiaggia.
Prosciutto e melone
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Un abbinamento tipico e gustoso anche solo da vedere è il prosciutto crudo insieme al melone. Il primo, salato, è facilmente consumabile anche in spiaggia se steso su una fetta di melone: ricco di vitamine, in particolare A, nella forma del betacarotene, il melone ha proprietà rinfrescanti, diuretiche e depurative.
Verdure
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Partire per la spiaggia senza una buona dose di verdure è uno dei peggiori errori che si possano commettere nella scelta del pranzo per il mare. Ovviamente diciamo un grande no alle verdure fritte, ma non ad alimenti come le carote, ricche di betacarotene, che agevola anche la tintarella, i cetrioli, da mangiare anche senza condimento, la lattuga, i pomodori, che contengono licopene e vitamina C e gli asparagi.
Pesce
Da non escludere nella vostra lista per il pranzo il pesce: possibilmente alla griglia, questo alimento garantisce il giusto apporto di omega 3. Ovviamente l’ideale sarebbe approfittare del caldo per una scappatina al ristorante più vicino. Se però non è possibile, gli spiedini di pesce sono i più comodi da portare e i più veloci da consumare.
Frutta secca e barrette di cereali
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Come spuntino in spiaggia invece, puntate sulla frutta secca, ricca di grassi insaturi e vitamine. Noci e nocciole, ad esempio, apportano vitamine F. Se poi siete pratichi di cucina, potreste preparare delle ottime barrette di cereali come snack.
Mangiare sano in spiaggia per sentirsi in forma anche durante le vacanze è una prerogativa per ristorare al meglio le energie e ripartire carichi a settembre.
Sushi? Inutile dire che si tratta di uno degli alimenti più consumati in tutto il mondo. Ormai la cucina giapponese ha preso piede in tutti i paesi sviluppati, e rappresenta una gustosa (e leggera) alternativa alla cucina locale. Il sushi ha rivoluzionato le abitudini culinarie di tanti paesi, alcuni dei quali molto radicati alle proprie tradizioni in fatto di food come l’Italia.
Il mercato è fiorente, anche se sono pochi i ristoranti giapponesi che sono fedeli alla tradizione e che meritano di essere visitati. Quel che stupisce è che i deliziosi rolls a base di verdure e pesce fanno letteralmente impazzire persone di ogni età e provenienza. Ma c’è chi non mangia (o non può mangiare) pesce, e come sempre accade in questi casi, il mercato si è dovuto adattare per accontentare un po’ tutti.
Riflettendoci basta fare delle sostituzioni e cambiare gli ingredienti tradizionali con quelli desiderati per ottenere un sushi alternativo ma pur sempre gustoso. Si stanno diffondendo infatti molte tipologie di sushi a base di carne o altri alimenti, tutti all’apparenza molto invitanti.
Hida beef sushi
picturesofsushi.tumblr.com/
Vero e gustoso sushi a base di manzo: basta sostituire il pesce con la carne e il gioco è fatto.
BLT sushi
www.mothering.com
Sushi ‘arrotolato’ in maniera tradizionale e fatto con riso e alga Nori ma senza pesce: gli ingredienti sono bacon, lattuga e maionese.
Taco sushi
www.303magazine.com
Si tratta di un ‘intruglio’ a base di riso, carne e formaggio; molto simile a un burrito, il taco sushi si mangia senza stagnola e sostituendo la soia con il guacamole.
Strawberry mango sushi
www.ristoranteorientale.it
Il sushi abbinato con la frutta è decisamente molto apprezzato perché ipocalorico pur essendo molto dolce. Un ottima scelta per abituare il palato a nuovi, esotici sapori.
Bug sushi
www.westernstandard.blogs.com
Credo che difficilmente lo vedremo in Italia ma questo tipo di sushi è molto apprezzato, nonché iperproteico. Un suggerimento importante sarebbe non guardare troppo da vicino prima di portare alla bocca queste dolci creature.
La metà del cibo che viene prodotto nel mondo, circa due miliardi di tonnellate, finisce nella spazzatura, benché sia in gran parte commestibile. Il dato emerge da un rapporto del gennaio 2013 dell’Institution of Mechanical Engineers, associazione degli ingegneri meccanici britannici.
A fronte dei miliardi di tonnellate di cibo gettato nella spazzatura, c’è un miliardo di persone al mondo che non ha accesso a sufficienti risorse alimentari.
In Europa, la quantità ammonta a 89 milioni di tonnellate, ovvero a una media di 180 kg pro capite. Lo spreco domestico maggiore pro capite si registra in Inghilterra, con 110 kg a testa, seguono Stati Uniti (109 kg) e Italia (108 kg), Francia (99 kg), Germania (82 kg), Svezia (72 kg). “Il 42% degli sprechi alimentari in Europa avvengono tra le mura di casa” precisa Francesco Mele, responsabile della campagna contro lo spreco alimentare di Slow Food Italia.
In Italia la situazione non si discosta dal resto del mondo. Nella giornata di domani, 4 Agosto, l’argomento sarà affrontato all’Expo, dall’Adi, l’associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica. Sono 27 i chili che si stima siano buttati ogni anno, per persona. Per nucleo familiare la spesa ammonta a 454 euro.
A livello domestico nel nostro Paese si gettano mediamente il 17% dei prodotti ortofrutticoli acquistati, il 15% di pesce, il 28% di pasta e pane, il 29% di uova, il 30% di carne e il 32% di latticini.
“Nel 2050, secondo la Fao, la popolazione crescerà fino a 9 miliardi e sarà necessario aumentare la produzione agricola almeno del 60% – afferma Barbara Paolini, vicesegretario nazionale Adi e medico nutrizionista dell’ospedale universitario senese – ma la metà del cibo che viene prodotto attualmente nel mondo finisce nella spazzatura, benché sia in gran parte commestibile. Dobbiamo quindi pensare prima a eliminare gli sprechi e poi aumentare la produzione: per farlo si potrebbe iniziare da 10 regole fondamentali che tutti quanti possiamo seguire”
Ma vediamo nel dettaglio e in anteprima quali sono i consigli che l’Adi fornisce a tutta la popolazione per ridurre lo spreco alimentare:
1. Fai una lista delle cose da acquistare, in base alle reali esigenze
2. Segui la stagionalità e l’origine del prodotto, cercando di preferire prodotti locali a filiera corta, soprattutto per frutta e verdura
3. Riponi la spesa in modo corretto e nel ripiano adeguato del frigo
4. Congela i prodotti per prolungarne la durata nel tempo e mantenerne la freschezza
5. Mantieni pulita la dispensa e usa contenitori rigidi per la conservazione di alimenti come pasta e farina
6. Leggi le etichette nutrizionali e in particolar modo fai attenzione alle scadenze e al loro significato reale
7. Fai sempre attenzione alle quantità del cibo quando si cucina
8. Esegui una buona manutenzione di frigo e fornelli
9. Riutilizza gli alimenti avanzati e gli scarti alimentari con nuove ricette
10. Pratica il foodsharing, se il cibo è troppo e non si può congelare o riciclare, condividilo con amici e vicini di casa.