sabato, 1 Agosto 2026

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Proposte dal mondo del cibo: ristorazione, dieta, ricette e cucina

Le abitudini alimentari di centenari e ultracentenari (FOTO)

Esistono paesi in cui si vive più a lungo di altri e questo avviene grazie alle buone abitudini alimentari dei loro abitanti. A dimostrarlo sono le ricerche di Dan Buettner, autore ed esploratore del National Geographic, che nel suo libro “Zone Blue Solution” ha indicato le 5 aree del mondo con il numero più elevato di centenari, tra queste c’è anche la Sardegna.

Ci sono voluti più di 10 anni, ma le indagini di Dan Buettner sui centenari sparsi in regioni sconosciute ai diversi capi del nostro pianeta hanno avuto i risultati desiderati. Buettner, infatti, insieme ad un gruppo di archeologi, antropologi, epidemiologi e altri ricercatori ha viaggiato per il mondo per comprendere come e dove vivessero le persone più longeve.

Le conclusioni delle sue ricerche sono state così inserite nel suo libro “Zone blue Solution”, il quale non solo indica i nomi di questi paesi, ma segnala anche i cibi che la popolazione consuma in genere.

Per concludere, prima di svelarvi i preziosi consigli di Buettner per arrivare alla soglia dei cent’anni, ecco quali sono le terre in cui si vive più a lungo.

Ikaria, Grecia

feta

Icaria, il cui nome deriva dalla leggenda mitologica di Icaro, è da tempo considerata una delle isole più belle della Grecia. Recentemente è stata di nuovo riconosciuta in tutto il mondo per l’elevato numero di centenari e ultracentenari che vi abitano, facendola entrare di diritto nel “blue zone solution”.

Il motivo principale della buona salute della sua popolazione si deve al regime alimentare, costituito da latte di capra, miele, legumi come i ceci, i fagioli, i fagiolini e le lenticchie, salvia e maggiorana, formaggio feta, verdure selvatiche, limoni, piccole quantità di pesce.

Okinawa, Giappone

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Nel caso del Giappone, gli ultracentenari vivono in una piccola isola circondata dall’Oceano, Okinawa. Si dice che qui 6.5 persone ogni 10.000 arrivino ai 100 anni: il dato è sorprendente se paragonato a quello degli Stati Uniti, che si fermano a 1.73 su 10.000.

Nei loro piatti si trovano spesso melone amaro, tofu, aglio, riso marrone, tè verde, funghi shitake.

Ogliastra, Sardegna

pecorino

Anche l’Italia ha la sua isola di benessere: in una delle zone più incantevoli e meno conosciute della Sardegna, l’Ogliastra, la prospettiva di vita delle persone è più elevata rispetto al resto d’Italia.

Il merito è da attribuire non sono all’alimentazione, che vedremo in dettaglio di seguito, ma anche alla natura incontaminata che permette di respirare un’aria salutare.

Gli ultracentenari consumano qui latte di capra e formaggio di pecora (il famoso pecorino sardo), carboidrati in misura moderata come il pane piatto conosciuto come carasau, lievito e orzo, finocchi, fave, ceci, pomodori, nocciole, latte cardo, vino fatto in casa.

Loma Linda, California

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Difficile da credere, ma anche la California ha la sua fetta di salute e benessere: parliamo di Loma Lima, centro universitario riconosciuto dal Blue Zone per il gran numero di centenari che ci vivono. Qui le persone non bevono alcol, non fumano e non ballano e consumano davvero poco zucchero mentre amano molto l’acqua. E la tv? Meglio una passeggiata fuori piuttosto che rimanere incantati ad uno schermo.

I loro cibi preferiti sono invece tofu, avocado, salmone, nocciole, fagioli, latte di soia, pane intero.

Penisola della Nicoya, Costa Rica

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C’è una zona nel cuore del Costa Rica che si distingue per alcuni cibi come la ‘peach palm’, ricca di vitamina A e C, e per una dieta alimentare particolare che la inserisce tra le regioni con il maggior numero di centenari. Qui si mangiano uova, papaya, patate, banane, fagioli, limonata e mais.

Se non abitate in uno di questi luoghi, non temete, Buettner ha una serie di consigli per voi. Tra questi, se si vuole davvero vivere a lungo, c’è il sapersi contenere a tavola, senza saltare mai i pasti, mangiare carne cinque volte al mese e bere alcol con moderazione: obiettivi che facilmente mettiamo da parte per alimentarci di ciò che fa piacere al nostro palato piuttosto che di quello di cui ha davvero bisogno il nostro corpo.

Il toast al formaggio fa bene all’amore (FOTO)

Si sa che di idee se ne cambiano spesso. Prima una ricerca evidenzia questo, poi da uno studio emerge quell’altro. Adesso è il momento della rivincita di tutti quelli che “ostriche e champagne” non se li possono permettere. Anzi, a dir il vero, non serve più neanche una vera e propria cena, al ristorante, a lume di candela perché basta andare al primo fast food oppure nella propria cucina per prepararsi il cibo afrodisiaco del momento: il toast al formaggio.

Ora, a me risulta un po’ difficile pensare che dopo un toast con tutto quel formaggio sia possibile fare qualcosa di diverso dal sedersi sul divano e contemplare quanto appena mangiato, però studi più autorevoli di me rivelano che chi ha la passione per il toast al formaggio, sarebbe più passionale anche sotto le lenzuola. Soprattutto in termini di frequenza dei rapporti.

Ma stando ai dati raccolti da un sondaggio in linea svolto dal sito di incontri Skout in vista del Grilled Cheese Day 2015, oltre il 70% degli amanti del formaggio fuso fa l’amore almeno una volta al mese, contro un 60% e poco più di quelli che questo peccato di gola non lo praticano.
Dalla stessa ricerca emerge infatti che il 32% degli intervistati amanti del toast molto grasso fa l’amore almeno 6 volte al mese.
E non parliamo di un generico formaggio, no. Il formaggio utilizzato dai più passionali é proprio il formaggio americano, seguito a ruota dal gustoso cheddar per il 33% degli intervistati, mentre il 10% predilige la mozzarella e il 2% il delicato brie. Non c’é da stupirsi del risultato di questa ricerca, se fosse stata svolta in Italia non staremmo parlando di queste cifre e di tali pseudo-alimenti, si spera.
Fatto sta che gli amanti del classico toast l’hanno fatta a tutti, surclassando anche i più raffinati corteggiatori all’antica.

Ma poi, con tutto quel formaggio non hanno tenuto conto dell’alito cattivo, nemico di ogni probabile approccio?

Napoli Strit Food Festival, il cibo da strada è protagonista (EVENTO)

Credits photo vesuvio live

Quello di dicembre è stato un gustoso assaggio, ma ora il Festival del cibo da strada fa sul serio: il Napoli Strit Food Festival è infatti tra gli appuntamenti più attesi per gli amanti del buon cibo.

Napoli Strit Food Festival, il cibo da strada è protagonista (EVENTO)

Dal 15 al 17 maggio il Lungomare Caracciolo ospiterà la prima edizione della rassegna che esalta lo street food e l’arte del mangiar bene, rigorosamente all’aria aperta, e saranno tanti gli stand che offriranno ai visitatori numerose pietanze da gustare.
Pizze a portafoglio, babà, sfogliatelle: Napoli ha tutte la carte in regola per essere la capitale del cibo da strada e ancora una volta intende ribadirlo, a gran voce, per promuovere il grande patrimonio che custodisce. Lo sa bene Giovanni Kahn della Corte, creatore del brand Jhonnypizzaaportafoglio, che insieme a Giulio Cacciapuoti ed Iris Savastano ha ideato il Napoli Strit Food Festival.

E per chi si chiede se strit sia un errore di traduzione, siamo pronti a rassicurare: Napoli reclama anche così le sue origini e lo street di tradizione inglese è pronto a cedere il passo a un pizzico di napoletaneità che, davanti al cibo, non guasta mai.

Pms ice cream, il gelato che capisce le donne (FOTO)

Non c’è riuscito l’uomo, da solo, a capire la donna e dunque la designer texana, Parker Jones, evidentemente disperata, ha creato una serie di etichette parlanti per i gelati. L’idea geniale è stata pensata proprio per quel periodo tanto fastidioso di ogni donna: il ciclo mestruale. E infatti il progetto si chiama proprio Pms ice cream, ovvero Pre-mestrual syndrom ice cream. Ce n’è per tutti i gusti, ma ad ognuno è associato una frase che esprime lo stato d’animo della ragazza indisposta.
Si sa che in quei giorni le donne non sono proprio inclini alla pace e alla serenità nei rapporti interpersonali e forse, dobbiamo ammettere, che a farne le spese sono, la maggior parte delle volte i poveri uomini che capitano per sbaglio accanto a noi. È un piccolo prezzo, rispetto a quello che noi, ogni 28 giorni, siamo destinate a sopportare, quindi un po’ per ciascuno e non lamentatevi, cari uomini.

Parker Jones ha pensato bene di unire la nostra golosità sconfinata di quel periodo del mese con il continuo bisogno di attenzioni e di comprensioni soprattutto. Nascondo così le vaschette di gelato “parlanti”. Menta e cioccolato per “Ne voglio ancora”, ma per tenere lontane persone indesiderate basterà gustarsi una vaschetta al gusto superdolce rocky road, ovvero cioccolato al latte, noci o nocciole e marshmallow tanto il gelato parlerà per voi con l’etichetta “Non avvicinarti”.

Ma quello più importante, immancabile quando si è in preda ai dolori lancinanti è certamente il gusto fragola: “Penso che stia morendo”.

Forse è il gelato più utile, quello che bisogna tenere in scorta nel nostro congelatore per poterlo uscire all’occorrenza. Per il momento il tutto è ancora un progetto, ma se dovesse essere messo in commercio, un’acquirente l’avrebbe sicuro: me.