martedì, 23 Giugno 2026

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La dieta di Belen Rodriguez: ecco i segreti per essere come lei

Belen Rodriguez, come fare per essere in forma come lei? La bella showgirl argentina sfoggia sempre un fisico perfetto, frutto di una sana e particolare alimentazione ed attività fisica dura e assidua. Moltissimi sono i video sui social che mostrano Belen tra addominali e squat, salti, pesi e attrezzi in palestra. Ma come fa? La Rodriguez non ha mai svelato i suoi segreti di bellezza, ma questi possono essere dei consigli preziosi per essere come lei.

La dieta

Non si tratta di una vera e propria dieta; meglio parlare di regime alimentare molto ferreo. In particolare, Belen Rodriguez in cucina preferisce il “bollito” e la cottura a vapore. Per limitare condimenti e contenere le calorie, meglio cuocere tutti gli alimenti, dalla carne alla verdura. Limitare il consumo di caffè, zuccheri, sale e grassi è un ottimo modo per delineare un fisico perfetto stando attente anche alla salute. Evitare solitamente i dolci, anche se un “cioccolatino” ogni tanto ci sta.
L’unica dieta vera e propria che Belen ha dichiarato di aver seguito in questi anni è quella tisanoreica: si basa sulla riduzione massima dei carboidrati e sull’aumento del consumo di proteine con uno scopo preciso, quello di favorire la chetosi, cioè l’utilizzo da parte dell’organismo del grasso di riserva per produrre energia.

L’allenamento

Accompagnato ad un regime alimentare molto ferreo, sicuramente importante l’allenamento, il movimento e gli esercizi. Belen Rodriguez, secondo i ben informati, va in palestra almeno due volte a settimana e dedica qualche ora ad un programma di allenamento impegnativo, che comprende attività fisica aerobica, come la corsa sul tapis roulant, ma anche potenziamento muscolare della maggior parte dei distretti corporei, dalle braccia ai glutei, con i pesi, gli squat e gli esercizi specifici per gli addominali con la gymball.

Una leccornia al giorno toglie il peso di torno

stiledi.it

Gli studiosi di Weight Watchers UK hanno fatto una scoperta che darà gioia ai golosi e dolore ai nutrizionisti: mangiare, di tanto in tanto, cibi poco sani aiuta a perdere peso.

Il sondaggio è stato condotto su 2600 soggetti a dieta: più della metà di loro è riuscita a perdere il 10% del proprio grasso corporeo concedendosi qualche indulgenza durante la settimana. Un terzo degli intervistati ha inoltre confessato di fare un uso non settimanale, bensì giornaliero di “schifezze”.

Quasi la totalità dei soggetti è stata concorde su una realtà: mangiare qualche leccornia nonostante si sia a dieta aiuta davvero a perdere peso perché serve per mettere meglio a fuoco il proprio obiettivo e incentiva al suo raggiungimento.

Spesso infatti le persone che seguono una dieta fatta di privazioni non durano molto nel perseverare il loro scopo. Questo è dovuto al fatto che vedersi togliere gli alimenti preferiti – come un bicchiere di vino, il cioccolato o le patatine – non fa altro che aumentare nel soggetto il desiderio di ottenere quei cibi. Ed è per questo che una dieta di privazioni viene seguita per un lasso di tempo che non va oltre il mese.

L’ideale per una dieta equilibrata sarebbe invece prevedere anche qualche pasto “extra”, quella leccornia in più che motiva chi vuole perdere peso, rende felici e spinge a dare il massimo per raggiungere la linea desiderata.

Che poi è anche giusto così: siamo esseri umani che si lasciano spesso tentare, e sarebbe contro natura eliminare dalle nostre fonti di sostentamento ciò che più ci piace. Le privazioni lasciamole ai palestrati tutti muscoli e niente cervello.

Guida Michelin 2015: premiati anche pub e tampas

La Guida Michelin, nel Regno Unito, ha rivoluzionato il modo di premiazione dei locali di ristorazione. L’edizione 2015, infatti, premia una serie di pub e ristoranti etnici, che per la prima volta si ritrovano “stellati” e invece penalizza ristoranti considerati di lusso.

La guida ha conferito 14 nuove stelle ad una serie di locali, fra cui tre pub di campagna, un tapas bar e un ristorante etnico. Scelte molto inusuali, che hanno fatto storcere il naso a molti critici. “La cosa che importa a Michelin è allargare il più possibile il suo network“, ha detto il critico culinario William Sitwell, “ma questa è una organizzazione che ha la gastronomia francese tradizionale che scorre nelle sue vene“, ha aggiunto, sottolineando che il tentativo di modernizzarla in questo modo appare alquanto maldestro.

Quindi anche i pub, che in Inghilterra, sono una vera e propria istituzione, saranno insigniti delle stelline tanto desiderate. Secondo il direttore della “bibbia” culinaria, Rebecca Burr, è cambiato l’approccio utilizzato fino ad oggi: si preferisce il casual di alcuni gastropub o tapas bar, che offrono pranzi a prezzi non alti, rispetto allo sfoggio del lusso sfrenato.

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Quindi, da ora in poi, la tipica English Breakfast, perfetta per iniziare la giornata, con pane tostato, uova al tegamino o strapazzate, bacon, salsicce di maiale, baked beans, con la classica tazza di te o caffé, oppure il piatto tipico più famoso della cucina inglese, filetti di pesce, fritti in una pastella di farina e birra, sempre serviti con patatine fritte, il famosissimo fish and chips, saranno disponibili da gustare in locali stellati, come veri e propri ristoranti di lusso.

Cina: inventate le bacchette che segnalano il cibo spazzatura

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Se il cibo spazzatura vi ha sempre terrorizzato, non temete: finalmente è arrivata la soluzione ai vostri problemi.

In Cina, il gigante delle comunicazioni web Baidu ha inventato delle nuove bacchette chiamate Kuaisou: sono delle bacchette intelligenti capaci di rilevare se un alimento è sano o meno.

Queste nuove bacchette sono utili e semplici da usare: una volta immerse nel cibo segnalano al consumatore che tipo di alimenti sta per consumare. In particolare, riescono a capire se nel cibo c’è troppo sale o troppa umidità e se, durante la preparazione del piatto, sono stati usati vecchi oli o padelle arrugginite. Inoltre, misurano la temperatura e le calorie di ogni alimento.

Tutto questo ovviamente non può avvenire se non con l’aiuto delle nuove tecnologie: infatti le bacchette possono fornire i dati al consumatore solo se collegate ad un apparecchio elettronico, computer, tablet, smartphone o simili.

Con le nuove bacchette Kuaisou cresce l’interesse per un cibo più sano e – soprattutto – aumenta la sicurezza alimentare. Anche in Cina, dove sono stati molti gli scandali per l’uso di oli reciclati o a basso prezzo. Sia nei ristoranti che nei chiostri in strada si potranno verificare la sicurezza e l’igiene alimentare grazie alle bacchette intelligenti: un passo avanti nella storia dell’alimentazione.

Un passo, ma forse il primo di una lunga serie, almeno stando alle dichiarazioni di Robin Li CEO di Baidu che, durante uno dei discorsi di presentazione del prodotto, ha affermato che “in futuro, tramite Baidu Kuaisou, sarete in grado di conoscere l’origine di olio e acqua e altri ingredienti se ne sono andati male e che tipo di nutrienti contengono i cibi“.

Ma, anche per il nuovo prodotto bisogna attendere perchè Baidu non ha ancora messo le bacchette in vendita sul mercato. Per quanto dovremo continuare a mangiare cibo spazzatura?