sabato, 30 Maggio 2026

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Siccità cosa fare: una bistecca costa 4600 litri di acqua

Siccità cosa fare? Bella domanda. Leggo un po’ dappertutto di cittadini virtuosi che cercano di riciclare l’acqua. Ottimo, ma non basta.

Ma cosa causa la siccità?
È vero uno dei problemi è che non piove, ma lì cosa vuoi farci? Eppure sentiamo sempre che il problema sono i cittadini e le industrie che sprecano acqua.

Il problema della siccità è incalzante, ma ci sarebbe un modo per contribuire tutti insieme: mangiare meno carne.

Direte voi: cosa c’entra la mia bistecca con il problema della siccità? Quella bistecca costa 4600 litri di acqua.

Siccità cosa fare: meno bistecche nel piatto

Siccità cosa fare? Mangiare meno bistecche.
Attenzione: non sto dicendo che dovete eliminare del tutto la carne, solo mangiarne meno.
Nei tempi andati la carne era per lo più un lusso, si mangiava la domenica. Oggi praticamente la si mangia tutti i giorni.
E non solo fa male alla salute, contribuisce al problema della siccità.

Quanta acqua costa una bistecca?
Un chilo di carne di manzo costa 15.400 litri di acqua.

L’agricoltura consuma il 70% delle risorse d’acqua, colture particolari: ovvero mais, soia e grano, che costituiscono il cibo degli animali negli allevamenti.

Dati alla mano del 2018/2019:
• il 62% dei cereali è stato adoperato per nutrire gli animali (88% di soia, il 36% del mais e il 53% di altri legumi ricchi di proteine);
• il 12% utilizzato nell’industria e come biocarburante;
• il 23% destinato a nutrire le persone

Facciamo un raffronto con qualche esempio:
• un pacco di riso da 500 grammi costa circa 1700 litri di acqua dolce;
• 70 gr di pomodori costano 70 litri di acqua dolce

Senza contare che tutte queste colture destinate a nutrire gli animali non richiedono solo acqua, ma anche spazio con conseguente disboscamento.

Siccità cosa fare: meno carne e meno sprechi

Ma quindi il problema della siccità deriva da noi? Sì. Ma non tanto nel consumo, perché noi persone consumiamo solo il 15% delle risorse idriche, sono le nostre scelte ad avere un impatto sulla siccità.

Mangiare meno carne è una partenza per ridurre il consumo di acqua, ma anche l’obesità, il cancro e le malattie cardiovascolari.

Poi sicuramente aiuta non sprecare l’acqua: riciclare l’acqua dolce è fondamentale. L’acqua in cui si cuoce la pasta si può usare per lavare i piatti, l’acqua con cui si lava e si bolle la verdura va bene per le piante, oppure se l’acqua calda non scende subito basta mettere un recipiente sotto il rubinetto per raccogliere quella fredda.
Molte persone si adoperano anche per convogliare quella della pioggia.

Condividete, tutti devono sapere.

Tutti pazzi per i Veggie Burger: è boom anche in Italia

I veggie burger stanno diventando sempre più popolari anche nel nostro Paese, al punto che non sono più considerati dei prodotti di nicchia ad esclusivo consumo di vegani e vegetariani. Anche chi vuole solo ridurre il consumo di carne ha scoperto il piacere di mangiare, di tanto in tanto, questa versione alternativa ed altrettanto gustosa del classico hamburger. D’altronde, parliamo di alimenti che riescono a stuzzicare il palato ma sono anche ricchi di sostanze nutritive importanti per una dieta varia ed equilibrata. Basti pensare ai Burger Vegetali Green Cuisine Findus, che sono fatti partendo dalle proteine di una varietà particolare di piselli, e grazie alla ricettazione con gustose erbe e spezie rappresentano un prodotto buono, nutriente e sostenibile! Questi prodotti sono inoltre ricchi di proteine, fonte di fibre e ferro e poveri di grassi saturi

Veggie burger: come sono fatti e cosa contengono

I veggie burger sono perfetti per coloro che seguono una dieta vegana o vegetariana, perché completamente privi di ingredienti di derivazione animale. Questo però non deve far pensare che si tratti di un alimento poco bilanciato: al contrario, i veggie burger sono decisamente interessanti a livello nutrizionale. Possono contenere legumi, cereali e verdure e risultano dunque naturalmente fonte di proteine e fibre. A seconda di quali ingredienti vengono utilizzati possono rivelarsi anche una buona fonte di ferro e generalmente contengono pochi grassi saturi, che sono quelli dannosi per l’organismo. 

I veggie burger dunque si possono considerare un’ottima alternativa ai classici burger di carne, anche perché oltre all’aspetto prettamente nutrizionale sono molto gustosi, saporiti e possono essere utilizzati anche per i piatti di sempre, creando dei deliziosi panini gourmet. 

Cresce l’attenzione per gli ingredienti

Negli ultimi anni è cresciuta sempre più l’attenzione nei confronti degli ingredienti: i consumatori sono particolarmente influenzati da questo aspetto e hanno dimostrato a più riprese di preferire veggie burger di qualità. Quelli della linea “Green Cuisine” di Findus,ad esempio, sono particolarmente apprezzati non solo per il gusto ma anche perché sostenibili grazie all’uso di sole proteine vegetali e alla riduzione del terreno e dell’acqua impiegati rispetto alla produzione di carne rossa. Ciò, per molti, fa la differenza al giorno d’oggi. 

Come mangiare i veggie burger: idee e suggerimenti

I veggie burger si possono consumare così come sono: una volta cotti, sono pronti per essere gustati proprio come si trattasse di un burger di carne. In molti li abbinano ad un contorno di verdure fresche, il che consente di bilanciare ancora di più la dieta aggiungendo un buon apporto di vitamine e sali minerali. 

I più golosi però usano i veggie burger per realizzare dei gustosissimi panini gourmet, e anche questa è un’ottima idea. Parliamo d’altronde ad un’alternativa al classico hamburger di carne in tutto e per tutto. Lo si può dunque inserire tra due fette di pane morbido, con l’aggiunta di qualche salsa vegana come la guacamole o una finta maionese con latte di soia. In tal caso ci si può davvero sbizzarrire, per stuzzicare le papille gustative al massimo a seconda dei propri gusti personali. 

E’ sempre mezzogiorno plumcake al cocco

E’ sempre mezzogiorno plumcake al cocco: oggi scopriamo un’altra deliziosa ricetta.

Si tratta di un dolce, molto buono e molto semplice da realizzare.

Plumcake perchè si chiama così?

Il nome tradotto in italiano significa torta alle prugne, deriva da Pflaumenkuchen, nome tedesco perché è stato inventato in Germania. Come in origine il dolce ha conservato la sua forma rettangolare, ma la ricetta originale prevedeva pasta frolla con pezzetti di prugna.

Secondo una bizzarra teoria pare che il plumcake fosse un piatto a base di carne cotta nel vino, condita con prugne e spezie, successivamente trasformato in dolce.

E’ sempre mezzogiorno plumcake al cocco: ingredienti

Per l’impasto

• 100 gr di burro

• 125 gr di zucchero

• 100 gr di uova

• 50 gr di crema pasticcera

• 150 gr di cocco rapè

• 50 gr di latte

• 130 gr di farina 0

• 8 gr di lievito per dolci

Per la granella al cocco

• 50 gr di zucchero

• 50 gr di burro

• 80 gr di cocco rapè

E’ sempre mezzogiorno plumcake al cocco: come si fa

Mettere in una ciotola la farina di cocco ed il latte. Mescolare per bene, aggiungere il burro, non freddo di frigo e lo zucchero. Lavorare finché non è cremoso. Unire al composto le uova, una per volta, sempre continuando a lavorare.

Unire la crema pasticcera e la farina di cocco rinvenuta nel latte. Unire la farina setacciata insieme al lievito per dolci continuando sempre a mescolare. 

Preparare il crumble lavorando, con le mani, il burro morbido tagliato a pezzetti insieme allo zucchero ed alla farina di cocco ottenendo delle briciole irregolari. 

Imburrare lo stampo da plumcake e versare al suo interno il composto ottenuto distribuendoci sopra le briciole di cocco. Fate cuocere in forno caldo e statico a 170° per 40-50 minuti.

Dove conservare il plumcake?

L’ideale è metterlo sotto la campana apposita a temperatura ambiente. Oppure nel forno spento. In estate invece è meglio conservarlo in frigo.

E’ sempre mezzogiorno ricette: focaccia con cipolle bianche

Come fare la focaccia con le cipolle? Ce lo dice E’ sempre mezzogiorno ricette condotto da Antonella Clerici su Rai 1.

Nella puntata del 14 maggio, Fulvio Marino, ha mostrato la ricetta. Non è affatto difficile ed il risultato è davvero buono e sfizioso.

La focaccia con le cipolle bianche è deliziosa, non ruba troppo tempo ed è perfetta per una cena golosa fra amici.

E’ sempre mezzogiorno ricette: ingredienti per la focaccia con cipolle bianche

Ingredienti:
• 1 kg di farina tipo 0 di media forza
• 650 acqua
• 12 g di lievito fresco di birra
• 10 g di malto in polvere o in pasta
• 80 g di olio di oliva
• 22 g di sale
• 500 g di cipolle bianche

E’ sempre mezzogiorno ricette: preparazione della focaccia con cipolle bianche

Versare nella ciotola farina, lievito, quasi tutta l’acqua, ed il malto.
Iniziare ad impastare. Aggiungere il sale e il resto dell’acqua, continuare ad impastare, alla fine uniamo l’olio e completiamo l’impasto. Copriamo la ciotola con la pellicola per alimenti e facciamo lievitare 2 ore a temperatura ambiente.
Versare l’impasto sul tavolo infarinato e fare dei panetti da 500 gr. Stendere i panetti e disporre sulle teglie già ben unte con l’olio.
L’impasto deve lievitare coperto per 30 minuti a temperatura ambiente.
Affettare le cipolle a fettine sottili.
Allargare l’impasto nella teglia, facendo i classici buchi con le dita e versarvi sopra la salamoia fatta con olio, acqua e sale.
Aggiungere le cipolle e coprire, deve lievitare ancora 1 ora a temperatura ambiente.
Infornare in forno a 250° C per circa 20 minuti.